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25.02.07

L'Italia verso il Galles. Record di ascolti per La7

Pierre Berbizier ci ha sempre creduto:”La stessa maturità della squadra era emersa anche contro l’Inghilterra, ma era mancato il risultato.”Adesso per gli azzurri del rugby si aprono scenari interessanti.

La prima vittoria in trasferta nel Sei Nazioni può davvero rappresentare la svolta nel cammino dell’Italia della palla ovale verso il definitivo salto di qualità per l’ingresso nell’elìte del rugby internazionale.

Dopo la pausa il 10 marzo scenderà al Flaminio il Galles ancora a zero punti dopo la sconfitta di Parigi dove, in ogni caso, ha realizzato tre mete.

A livello psicologico il gruppo deve ora dimostrare continuità per poter ambire alla definitiva consacrazione.

In questo, appare fondamentale il contributo di leadership fornito dal rientro in campo di Alessandro Troncon, Man of the Match degli ultimi due incontri dell’Italia.

“Tronky” guida il pack da maestro trasmettendo ai colossi azzurri grinta e sicurezza, funziona da punto di riferimento per i più giovani riempendoli di consigli e incoraggiamenti, è imprevedibile nelle scelte di gioco ponendo quesiti alle difese avversarie.

Attorno a lui risplendono le stelle del capitano Bortolami, di nuovo brillante, e dei Bergamasco, splendidi dioscuri del rugby italiano.

Con un pack di livello mondiale si può cominciare a sognare.

Nel frattempo cresce in maniera esponenziale l’interesse attorno ad una squadra giovane e che esprime valori estremamente positivi.

A fronte dei 5000 italiani presenti ad Edimburgo, la diretta di La7 ha registrato uno share-record del 9.77% con 1.087.000 spettatori, dati trionfali per la rete per il sabato pomeriggio.

Appassionati vecchi e nuovi vogliono festeggiare il prossimo 10 marzo un’altra vittoria dei gladiatori azzurri, questa volte all’ombra del Colosseo.

Mauro Bergamasco, gladiatore azzurro

Dopo il trionfo di Murrayfield l’albergo sede del ritiro degli azzurri ospita la festa meritata sul campo dalla banda-Berbizier. Castrogiovanni è felice nonostante le stampelle per l’incidente al ginocchio, Dellapè è sfinito ma raggiante:”Ci siamo tolti la scimmia dalle spalle”, Zanni è il volto della gioventù incredula. Mauro Bergamasco guarda i suoi compagni sorridente dall’alto di una prestazione mostruosa:17 placcaggi(!), un tempo da flanker ed un altro giocato all’ala per emergenza contro Sean Lamont, il più pericoloso degli avversari, uscito distrutto dal confronto, una marea di palloni recuperati ed una presenza da leader.

Qualche anno fa segnò una meta memorabile a Murrayfield, ora la prima che ha sbloccato il risultato.

Questo stadio le piace?:"In effetti non è male - sorride -, due belle mete, anche se molto diverse.

La prima fu espressione individuale, questa è stata frutto del movimento di pressione difensiva di tutta la squadra, la stessa che ha fruttato le altre due mete."

Se fosse rimasto tutto il match nel ruolo di flanker magari avrebbe avuto il titolo di Man of the Match:”Non scherziamo.

Troncon lo ha strameritato per tutto ciò che ha dato nella partita e per il contributo che garantisce anche fuori dal campo.

Lui è fondamentale con la sua esperienza regala sicurezza a tutti senza contare la grinta che sa trasmettere guidando il pack, su di noi ha un grande ascendente.”

Bello sentire uno dei leader del gruppo parlare così di un elemento appena rientrato in squadra:”Questa vittoria dimostra che il gruppo è solidissimo.

Non puoi portare a casa la vittoria da Murrayfield se i giocatori non sono disposti a sacrificarsi l’uno per l’altro e se non spingono tutti, nessuno escluso dalla stessa parte.”

Lei compirà tra poco 28 anni, si avvia alla pienezza della sua maturità di atleta eppure di nazionali ne ha viste passare parecchie:”Sembra passato un secolo dal mio esordio, avvenuto quando avevo 19 anni.

Ero un ragazzino allora, ed entravo in una squadra composta di giocatori esperti e navigati.

Tutto diverso oggi che ho maturato parecchia esperienza all’estero (è uno dei pilastri dello Stade Francaise di Parigi, n.d.r.).

Ora mi sento in grado, come altri in questo gruppo, di dare il mio contributo anche in termini di leadership ma, soprattutto, di coesione della squadra.

Oggi posso dire che qui ci siamo resi conto della solidità del nostro legame superando momenti difficili insieme. Il risultato si vede in campo.”

Cosa significa per voi giocatori questa vittoria?:”Ha un’importanza eccezionale.

Dopo molte prove in cui è mancato un niente per vincere, c’era il pericolo di perdere convinzione, serenità nel lavoro.

Inutile negarlo, i risultati aiutano, anche se nel rugby bisogna capire che contano molti fattori e il dato numerico va contestualizzato.

Ad esempio, abbiamo perduto 20-7 a Londra giocando un gran match contro una squadra espressione di un movimento che conta un milione di tesserati, mentre il nostro solo 55000.

Difficile spiegare al neofita che si può essere contenti anche per questo.”

A Murrayfield c’erano 5000 italiani che hanno risposto con l’inno di Mameli ad i suoi gesti di incitamento. Quanto conta per voi il crescente interesse attorno al rugby?:”Riceviamo grandi stimoli da questo, sentiamo che si sta creando un grande legame con la nostra gente.

Dobbiamo aiutarli con i risultati.”

Lei ha ancora un grande futuro da giocatore, ma pensa mai al “dopo”?:”Mi mancano tre esami alla Laurea in Scienze Motorie, mi piacerebbe diventare un educatore che inizia i bambini ai valori del rugby, nei quali credo fermamente.”

Intanto, speriamo che continui a giocare a lungo in questo modo.

Serie B, l'Accademia aumenta il distacco sul Milazzo

Ancora un turno estremamente favorevole all'Aisico Accademia di coach Gentile che vincendo sul campo del Torre del Greco con il punteggio di 12-23 porta a casa i 5 punti che le consentono di approfittare dello scivolone del Milazzo.

I siciliani, secondi in classifica ma oggi a 11 punti di distacco, hanno perduto a Ponte Galeria sul campo delle Fiamme Oro che mostrano segnali di ripresa.

Il risultato di 12-9 parla di un match equilibrato che gli isolani non sono riusciti a portare a casa.

Per tornare alla capolista, le quattro mete che hanno fruttato il bonus sono state matcate da Calderaro, Lo Greco, Leonardi e dall'olandese Viguurs, mentre Mazzi ha perfezionato il risultato mettendo a segno un calcio piazzato.

Nello stesso girone D belle affermazioni per il Cus Roma che ha regolato il Paganica in casa per 43-0, mentre il Colleferro ha strapazzato in trasferta l'Abruzzo impnendosi con lo score di 5-41.

Troppo forte il Noceto per la LeasePlan Lazio nel girone B.

I biancocelesti sono stati sconfitti in casa con il punteggio di 13-27.

24.02.07

Berbizier:"La squadra è matura"

Dopo una vittoria storica la conferenza stampa assume i contorni della festa. Volti felici per Berbizier, Bortolami e soci che finalmente assaporano il trionfo:“In questa vittoria c’è un poco tutto. La nostra fortuna, il nostro carattere, la nostra bravura ma sopra ogni cosa – sottolinea il capitano Bortolami – il lavoro duro che abbiamo fatto e che continueremo a fare per migliorare ancora.”

Berbizier conquista la prima vittoria in trasferta nel Sei Nazioni e apprezza la nuova forza mentale della squadra:”Dopo la meta di Paterson al 61’ la squadra ha prodotto 20’ di grande intensità tornando a giocare nei 40 metri avversari e producendo una grande pressione finalizzata con due calci e la quarta meta.

Un’espressione di grande maturità e forza caratteriale già intravista a Twickenham.”

Qunato è importante questo risultato per il rugby italiano?:”Aspettiamo e vediamo. Il nostro lavoro si deve concentrare ora nelle prossime due partite del Sei Nazioni, dobbiamo dare continuità e continuare a costruire.”

Troncon, per la seconda volta Man of the Match, è il simbolo di un gruppo che comincia a mostrare una maturità straordinaria:”Siamo stati in grado di reagire alla meta di Paterson con grande efficacia.

Sono felice per il gruppo, stiamo dimostrando i valori che abbiamo dentro e siamo felici di coinvolgere gli italiani in un nuovo amore per il rugby.”

Scanavacca era stato chiamato in causa per l’imprecisione nei calci, ha risposto con un 7/7 dalla piazzola e una meta:”Sono felice di averlo fatto qui, oggi. Questo è un gruppo fantastico, ora avanti così.”

Storico:l'Italia espugna la fortezza di Murrayfield!

Con una partita bella come un romanzo l’Italia della palla ovale scrive la storia vincendo la prima partita in trasferta nel Sei Nazioni. Per farlo sceglie Murrayfield la leggendaria tana della Scozia battuta 17-37 dove, solo un anno fa, Inghilterra e Francia avevano perduto. La partenza degli azzurri è devastante. Neppure il tempo di riprendersi dall’emozione dell’inno Flower of Scotland e per gli Highlanders arriva la prima doccia scozzese.

Godman raccoglie l’ovale e calcia per alleggerire la pressione ma Mauro Bergamasco è un falco che stoppa il pallone e lo insegue verso la terra promessa.

Il rimbalzo è favorevole, il gladiatore azzurro schiaccia la palla in meta e regala il primo vantaggio all’Italia.

Siamo al 1’, la trasformazione di Scanavacca fissa lo 0-7 e lo stadio non crede ai propri occhi, ma il meglio per gli azzurri deve ancora venire.

Solo 2’ più tardi Scanavacca è il più lesto ad intercettare un maldestro passaggio di Cusiter indirizzato a Dewey.

Il n.10 rodigino vola tra i pali e trasforma, 0-14.

Nemmeno il tempo per assaporare il vantaggio e per 5000 italiani c’è di nuovo l’occasione per saltare dalla gioia.

Ancora un intercetto, questa volta di Robertson, su un long-pass di Cusiter sugli sviluppi di uno schema da rimessa laterale.

L’ala azzurra è troppo veloce per non sfruttare l’occasione e deposita in mezzo ai pali agevolando la trasformazione di Scanavacca, 0-21 dopo 6’, da non credere.

A questo punto gli uomini di Hadden si guardano negli occhi e capiscono che sono sul campo per giocare a rugby.

I ragazzi del cardo si stabiliscono nella metà campo italiana producendo una sterile supremazia territoriale ma Bortolami e compagni placcano tutto quello che si muove sopra l’erba di Murrayfield respingendo gli assalti degli Highlanders.

Un solo episodio favorevole agli scozzesi al 14’ vede il gigantesco Dewey bucare la difesa di Scanavacca, incerto nel placcaggio.

Ovale in mezzo ai pali e trasformazione di Paterson per il 7-21.

A parte un calcio piazzato ciascuno, il resto della prima frazione fila via così, con gli scozzesi a sbattere con ardore contro il fortino degli azzurri che difendono ferocemente e nulla concedono all’ardore dei padroni di casa.

Dopo il riposo il copione non cambia e la difesa azzurra assume toni epici.

Gli scozzesi non risparmiano energie negli attacchi sempre più veementi scegliendo di giocare tutte le punizioni che il direttore di gara accorda loro, la pressione costringe gli azzurri nella propria metà campo ma il risultato non cambia.

Zanni, Lo Cicero, i Bergamasco, Dellapè e gli altri presidiano i valichi lottando senza tregua, ma al 61’ Paterson infila un intervallo tra Dellapè sfinito ed Ongaro in ritardo e vola in meta, che trasforma per il 17-24.

Il momento migliore della Scozia finisce qui perché è il pack azzurro a suonare la carica ed a costringere Paterson e i suoi ad indietreggiare nella propria metà campo.

In mischia gli azzurri sono devastanti e la loro forza sfianca la Scozia producendo due calci piazzati che Scanavacca trasforma ristabilendo le distanze sul 17-30 al 73’.

A questo punto il dominio è totale, la Scozia è sulle ginocchia e Troncon, simbolicamente, si merita il secondo titolo di Man of the Match realizzando la quarta meta e scrivendo un’altra pagina di storia del rugby azzurro.

Il tricolore sventola su Murrayfield.

23.02.07

Gli azzurri sfidano gli Highlanders

Pierre Berbizier ne ha viste troppe per lasciarsi andare a facili entusiasmi:”Qualcuno ha dipinto questa partita contro la Scozia nella maniera sbagliata. Murrayfield è la trasferta più insidiosa del Sei Nazioni sempre, non solo quest’anno. In dieci anni da giocatore con la Francia non ho mai vinto su questo campo, e lo scorso anno vi hanno lasciato le penne Inghilterra e Francia, può bastare?”

Dopo aver chiarito i contorni dell’impegno che domani ( ore 16,diretta tv su La7 dalle 15) attende gli azzurri, il tecnico di Saint Gaudens ha diramato la formazione ufficiale che vede tre cambi rispetto a Twickenham.

Confermato De Marigny ad estremo, all’ala rientrerà Andrea Masi che farà coppia con Robertson, mentre ai centri stra-confermata la coppia Canale- Mirco Bergamasco che compirà 24 anni sull’erba di Murrayfield.

La mediana italiana non si tocca con Scanavacca all’apertura ed il Man of the Match di Twickenham Troncon, al suo 93esimo cap, alla mischia.

Altro rientro importante in terza linea dove Mauro Bergamasco si riprenderà la maglia n.7 con il 23enne Zanni che occuperà l’altro posto da flanker sostituendo l’infortunato Sole.

I due giostreranno a fianco del n.8 Parisse, uno dei migliori a Londra, con Dellapè ed il capitano Bortolami a saltare in seconda linea.

Confermata anche la prima linea che ha impressionato il mondo del rugby nella battaglia contro l’Inghilterra con Martin Castrogiovanni pilone destro, Festuccia al tallonaggio e Lo Cicero a sinistra.

Considerato che Berbizier ha deciso di portare in panchina un’altra prima linea di livello internazionale con Perugini, Ongaro e Nieto non si prevede un pomeriggio facile per i dirimpettai scozzesi:”La formazione – ha precisato Berbizier - è stata scelta con un criterio di continuità rispetto a quanto dimostrato contro l’Inghilterra.

Noi abbiamo due prime linee dello stesso livello, un punto di sforza che vogliamo sfruttare nel pieno delle potenzialità.

Avremo bisogno di mettere tutta la pressione possibile sul pack scozzese per prendere il controllo delle fonti del gioco.

Il match di Londra costituisce un punto di svolta nella maturazione della squadra che ha dimostrato di possedere la giusta attitudine mentale per questi impegni.”

Quando al ct è stato chiesto se la partita con la Scozia vale doppio in vista del confronto, decisivo, che vedrà le due compagini giocarsi il passaggio al secondo turno nella prossima World Cup, Berbizier ha risposto con una smorfia eloquente:”Le partite hanno una storia a sé, per me quella di oggi è una partita del Sei Nazioni, stop.

Noi dobbiamo costruire l’identità di questa squadra passo dopo passo, lavorando sui nostri limiti, senza perdere il nostro focus.”

Contro l’Inghilterra sono stati determinanti in negativo i calci di punizione che la squadra ha subito, ben 13.

La Scozia ha un calciatore come Paterson che potrebbe risultare letale:”I calci che abbiamo subito nel match di Twickenham sono il doppio rispetto a quelli che avevamo concesso nelle uscite precedenti, un dato su cui riflettere.

Per noi – ha continuato Berbizier – è importante ritornare alla nostra disciplina di gioco, senza pensare troppo all’operato dell’arbitro cui dobbiamo essere bravi a non fornire motivo per fischiare.

La squadra ha lavorato molto bene su questi aspetti e abbiamo motivo di essere fiduciosi.”

Pesante Il giudizio sul rendimento fornito fin qui da Scanavacca come calciatore:”Pepe è un buon calciatore nel Super10, ora spero lo diventi anche nel Sei Nazioni.

Le squadre di alto livello hanno tutte calciatori che si esprimono dalla piazzola con percentuali attorno al 90% mentre Scanavacca ha realizzato finora un calcio su cinque tentativi, mi auguro migliori da oggi.”

Cresce, intanto, l’interesse e la passione attorno all’Italrugby.

Confermata la presenza ad Edimburgo di almeno 5000 tifosi italiani che saliranno in Scozia per sostenere gli azzurri e trasporteranno a Murrayfield un pezzo di Flaminio:”Sentiamo un debito di riconoscenza nei confronti della nostra gente – ha detto Berbizier -, faremo di tutto per non deluderla.”

20.02.07

Castrogiovanni, un ariete contro gli Highlanders

Martin Leandro Castrogiovanni vocazione colosso, professione pilone. Porta in giro il suo metro e 88 centimetri ed i suoi 110 kg. con grande naturalezza, così come esibisce una zazzera che cambia in continuazione. Adesso porta i capelli disordinati come onde dell’Oceano con i colpi di sole a schiarirli qua e là.

Quando è andato a giocare ai Leicester Tigers, primi nella Guinness Premiership inglese, gli hanno spiegato che anche il cognome era fuori misura, troppo lungo da scrivere sulla maglia, lui ha risposto che potevano scrivere semplicemente Castro.

Lo chiamano così anche nel ritiro della nazionale i suoi compagni, per i quali è un vero punto di riferimento quanto a scherzi e compagnia:” Il mio carattere è questo, mi diverto a scherzare, contribuisce a far gruppo. E poi qui ho tanti amici.”

Dopo la buona prova in Inghilterra l’Italia sale a Murrayfield a sfidare la Scozia.

Che partita sarà?:”La Scozia è una squadra che, specialmente in casa, gioca con un grande cuore.

Sono fortissimi in difesa e dispongono di un calciatore bravissimo (Paterson, n.d.r.).

Contro il Galles sono stati bravi con gli avanti e nella rimessa laterale.

Sarà fondamentale ridurre gli errori al minimo giocando consapevoli delle nostre potenzialità.”

Ashton e Wilkinson hanno elogiato la prova del pack azzurro a Twickewnham, mentre oggi il ct scozzese Frank Hadden lo ha definito “formidabile”. Voi della prima linea avvertite il peso di questa responsabilità?:”Siamo consapevoli delle nostre possibilità.

Un tempo quando giocavano contro di noi gli avversari non avevano molto rispetto, oggi hanno imparato a proprie spese cosa significa.

Il rovescio della medaglia è che ora tutti ci attaccano proprio sul nostro punto di forza, così aumenta la pressione. Dobbiamo dimostrare ancora molto.”

L’Italia di Berbizier ha alzato il livello del gioco ma spesso manca il risultato che sembra sempre vicino e non arriva. Perchè?:”Credo sia un discorso che riguarda la maturità del gruppo.

Come singoli siamo cresciuti moltissimo, giochiamo in tanti nelle squadre più forti d’Europa, ma durante le partite a volte perdiamo lucidità nei momenti decisivi, facendo qualcosa di troppo.

Fu così a novembre contro Australia ed Argentina.

Ora sappiamo cosa fare in ogni situazione, sono certo che arriverà il momento in cui non sbaglieremo più, e succederà presto.”

Su questa lucidità di gestione del gruppo quanto incide il fatto di essere dispersi in giro per l’Europa?:”Certamente ha il suo peso, basta pensare all’Irlanda che ha tutto il pack ed i mediani che giocano nel Munster, gli automatismi sono oliati.

Per noi giocatori sarebbe il massimo se anche in Italia adottassimo una soluzione simile a quella delle nazioni celtiche, con selezioni o Super-club, ma per la nostra realtà non sarà facile.”

Cosa significa essere allenati da un personaggio dell’esperienza e del carisma di Berbizier?:”Pierre, ma anche Carlo Orlandi (coach della mischia, n.d.r.) ci riempie di consigli, importanti soprattutto in partita.”

A proposito di maturazione, in Inghilterra lei gioca sia a destra che a sinistra:”L’ho chiesto io. Mi dà la possibilità di avere maggiori opportunità di essere impiegato e mi completa come giocatore.

A Leicester ho trovato un ambiente ideale, il rugby è seguito come il calcio qui ed il gruppo è giovane e molto affiatato.

Inoltre ho ritrovato i miei due amici Alejandro Moreno e Ayerza, mi sento a casa.”

Questa è una stagione fondamentale per il rugby azzurro, cosa serve per renderla indimenticabile?:”Abbiamo costruito molto, adesso ci vogliono le vittorie.

Possiamo ottenerle solo se riusciremo a scendere in campo contro qualsiasi avversario come se fossero gli All Blacks, a cominciare da sabato con la Scozia.”

19.02.07

Stasera alle 23.30 su La7 la nazionale di rugby

La trasmissione "Le partite non finiscono mai" condotta da Darwin Pastorin si occuperà questa sera del tema "calcio e rugby due culture a confronto". Alle 23.30 le telecamere collegheranno allo studio il ritiro degli azzurri di Berbizier alla Borghesiana.

Serie B, vola l'Accademia. Ancora uno stop per la LeasePlan Lazio

Mentre nel girone B la Leaseplan Lazio si ferma ancora sconfitta in casa del Romagna per 32-13, continua il monologo dell'Aisico Accademia nel girone "romano".

A fare le spese della superiorità dell'Accademia è stato questa volta il Sannio sepolto da un 54-3 con ben nove mete marcate dai padroni di casa.

La parte del leone tra i metamen è toccata al nuovo acquisto Biondi, n.8 proveniente dalla Capitolina autore di tre mete personali che aggiunge una dimensione importante al gioco del pack romano.

Gli altri giocatori a segno sono stati Lo Greco, Calderaro, Luci, Pietropaoli, Cirelli e Siracusano, mentre Mazzi ha realizzato due trasformazioni ed un piazzato e Amodeo un calcio di punizione.

Le altre partite hanno visto le Fiamme Oro prevalere a Paganica per 5-35, mentre il Cus Roma ha strapazzato a domicilio il Cus Catania con il punteggio di 12-49.

18.02.07

Serie A, vittorie per Roma e Lazio

Torna la XV giornata della serie A dopo la sosta imposta dall’RBS Sei Nazioni e per le romane è subito festa. Fatica più del previsto la Futura Park Rugby Roma ad imporsi sul Ludom Avezzano, 24-0 e 5 punti in classifica il bottino per i romani, complice l’incessante pioggia che ha reso pesante il terreno del Tre Fontane livellando i valori tecnici verso il basso.

A trarne il maggior vantaggio gli ospiti abruzzesi autori di una prova ammirevole per combattività e determinazione.

Solo a sprazzi la Roma è riuscita a sviluppare un gioco tatticamente evoluto sospinta dalla prova della mediana composta dal capitano Mazzi e da Anversa.

Ringeval ha sfruttato il turno agevole per dare visibilità ad alcuni giovani come Scarnecchia, Lorenzini e Damiani e per consentire un ritorno “morbido” al giapponese Shinomiya, al rientro dal lungo infortunio del 3 dicembre.

Ottima la prova del n.8 Ollivier, sempre determinante per le sorti dei bianconeri.

Sua la prima delle quattro mete bianconere giunta al 4’ e trasformata da Anversa.

Gli ospiti giocavano la loro partita fatta di fatica e lavoro sporco attorno ai raggruppamenti creando qualche difficoltà ai romani che, comunque, realizzavano altre due mete nel primo tempo con Visser al23’ e Giacci al 35’.

Nella seconda frazione gli abruzzesi di Santucci davano il meglio, i padroni di casa si innervosivano e rimediavano due gialli a Martino e Mazzi ma al 68’ arrivava la meta del bonus grazie a Bricalli che rifiniva un bel drive della mischia bianconera.


Importantissima vittoria della Mantovani Lazio che si sbarazza del Cus Verona con un 29-15 che regala cinque punti all’anemica classifica biancoceleste.

Fondamentale la prova dell’apertura Sulpis autore di 24 dei 29 punti della sua squadra grazie a 5 calci piazzati, due trasformazioni ed una meta personale.

L’altra meta biancoceleste è arrivata dal pione Perugini.

Con questo successo la Lazio di Pratichetti si lascia alle spalle il Reggio Emilia e scavalca anche il Frascati sconfitto dal Casinò Venezia, sarà ora importante dare continuità a questo risultato a cominciare dalla prossima trasferta contro lo Zermach Badia.

Da segnalare la brutta battuta d’arresto dell’Almaviva Capitolina nella Coppa Italia.

Sul campo del GRAN Parma la squadra di Mascioletti ha perduto con il netto punteggio di 40-13, mantenendo tuttavia il primato nel girone A.

17.02.07

Coppa Italia, la Capitolina sale a Parma

L’AlmavivA Capitolina domina il girone A della Coppa Italia (è prima con 10 punti) dopo aver battuto il Catania e il Benetton Treviso nei primi due turni.

Significativa soprattutto l’affermazione sui trevigiani ottenuta grazie ad un 31-14 che non ammette dubbi sul campo di Viterbo, nell’ottica di un calendario itinerante che ha lo scopo di portare il grande rugby in tutte le province laziali sensibili alla palla ovale.

Squadre in campo con diversi esperimenti in parte per necessità imposte dall’assenza dei nazionali, in parte per scelta.

Nei padroni di casa da segnalare l’esordio del mediano di apertura Bocchino, 19 anni il prossimo 3 marzo, viterbese di nascita, protagonista dell’Accademy di Tirrenia autore di una buona prova e di un calcio piazzato e due trasformazioni.

Le quattro mete che hanno fruttato il bonus sono arrivate, grazie anche al dominio del pack bluamaranto, da Godwin, Rebecchini, De Gregori e Soden.

Il prossimo turno (domenica, ore 15) vedrà i romani di Mascioletti salire a Parma per la sfida al Rolly GRAN che in campionato aveva imposto un brusco stop alle ambizioni capitoline.

Riprende la serie A, Rugby Roma e Mantovani Lazio in casa

Fermo per i primi due turni l’RBS Sei Nazioni 2007 ritorna il campionato di serie A mentre le squadre di Super10 sono impegnate nella Coppa Italia. Le due squadre romane riprendono il cammino con prospettive opposte. La Futura Park Rugby Roma ospita domenica il Ludom Avezzano e punta con decisione alla vittoria nel suo girone dopo aver ripreso saldamente il comando in virtù delle vittorie negli scontri diretti e di una rinnovata continuità di rendimento.

Ma la società del patron Abbondanza non si è fermata sui risultati sfruttando la sosta per perfezionare la rosa a disposizione del coach Ringeval.

Due i nuovi arrivi al Tre Fontane. Grazie all’opera del direttore sportivo Bencetti sono arrivati a Roma l’ala Pierluigi Gentile ed il pilone destro Bruno Pani.

Quest’ultimo arriva in bianconero per espressa richiesta di Ringeval che, memore dell’esperienza della stagione scorsa, vuole arrivare alla fase decisiva con una rosa coperta in ogni suo reparto.

Bruno Pani, classe 1985 alto 180 cm. per 111 kg. di peso, ha militato nella scorsa stagione nell’Overmach Parma, proviene da Tucuman ma è dotato di doppio passaporto ed ha giocato nell’U.21 azzurra.

Il pilone va a colmare una lacuna dell’organico della Roma, finora poco profonda in prima linea.

A rinforzare la cavalleria leggera di Ringeval, reparto già al di sopra della media della categoria, è tornato Gentile dopo un campionato esaltante in Scozia dove giocando per l’Ayr RFC, l’ex-aquilano già alla Roma qualche anno addietro, ne è stato il metaman, confermando la sua prolificità.

La 28enne ala aggiungerà un’ulteriore dimensione all’attacco bianconero che ha già mostrato le sue potenzialità, soprattutto grazie al recupero del capitano Mazzi e al rendimento dell’apertura Anversa.

Domenica al Tre Fontane (ore 14.30) arriverà il Ludom Avezzano, per un impegno non proibitivo per i bianconeri.

Da segnalare che prima del match verrà fatto osservare un minuto di silenzio alla memoria di Nicolò Gabriele, un bambino recentemente scomparso dopo una grave malattia e la cui lotta era stata sostenuta dalla Rugby Roma attraverso il Comitato Aurora.

Nell’altro girone la Mantovani Lazio di coach Pratichetti riprende il suo cammino verso la salvezza in un campionato che potrebbe passare agli archivi come quello delle occasioni mancate.

La Lazio, che fa del lancio dei giovani del suo vivaio l’obiettivo principale, ha sprecato alcuni match che sembravano già vinti ed ora deve guardarsi le spalle.

Domenica (Acquacetosa, ore 14.30) ospiterà il Cus Verona in un match che ha il sapore di uno spareggio, mentre il Frascati, che la precede di soli due punti, se la vedrà con il rullo compressore Venezia, ed il Reggio Emilia, ultimo a parimerito con i laziali, farà visita al Brescia.

Il prossimo potrebbe rivelarsi un turno positivo per gli aquilotti del presidente Biagini che ha provveduto a rinforzare il pack durante la sosta acquistando il pilone Patrizi e il seconda linea Covassi, entrambi dalla Rugby Roma.


11.02.07

L'Italia punta alla prima vittoria

I complimenti più belli arrivano da Jonny Wilkinson che nel pomeriggio di Twickenham ha trovato il modo di battere un altro record, quello del miglior marcatore del Torneo delle Sei Nazioni con 421 punti:”L’Italia ha giocato molto bene in tutte le fasi di gioco e nel secondo tempo ha passato più tempo nella nostra metà campo di quanto abbiamo fatto noi contro la Scozia.”

Sulla stampa inglese il giorno dopo la sofferta vittoria sull’Italia, non mancano gli elogi per gli azzurri, ma sono molte di più le critiche per i bianchi autori di una prova incolore che ha costretto il pubblico annoiato ad avviare quella che dalle parti di Londra chiamano “Mexican Wave”, meglio conosciuta da noi come “Ola”.

Il coach Brian Ashton, un passato in Italia alla Rugby Roma e a Milano negli anni ’70, ha capito cosa significa allenare l’Inghilterra.

Dopo il trionfo di una settimana fa per la vittoria sulla Scozia che aveva risvegliato l’orgoglio del XV della rosa dopo una brutta crisi, il vecchio Brian ha visto l’ambiente ripiombare nella depressione per l’opaca prova offerta contro gli azzurri e che ha fruttato la miseria di una meta.

Criticato anche il comportamento dell’arbitro gallese Owens sul cui operato pesano due calci di punizione regalati al piede di Wilkinson e l’unica meta dell’Inghilterra arrivata dopo un dubbio giallo a Bortolami e un “in avanti” di Lewsey che ha lanciato Robinson in meta, non trasformata.

Due punizioni più una meta fanno un totale di 11 punti, determinanti.

“Il direttore di gara ci ha penalizzati, speriamo in futuro di essere più fortunati…” il lapidario commento di Berbizier.

Il ct azzurro è apparso soddisfatto, al di là delle parole, ed i motivi non mancano.

Anzitutto i suoi ragazzi hanno messo in campo una reazione forte dopo una settimana non facile seguita alla sconfitta con la Francia.

Il risultato negativo, i soli tre punti marcati, le incertezze nello sviluppo del gioco di un team che, comunque, aveva espresso una conquista dell’ovale da grande squadra.

Il gruppo ha anche saputo assorbire due ulteriori infortuni “pesanti” a Masi e Mauro Bergamasco esibendo a Twickenham un giovane come Matteo Pratichetti che, un paio di normali indecisioni a parte, avanza forte la sua candidatura per Murrayfield in virtù di una prova convincente schierato all’ala al posto dell’infortunato Dallan.

Il romano del Calvisano ha dimostrato, dopo la bella prova con l’Italia A contro i Saxons inglesi della settimana scorsa, di poter confrontarsi a questi livelli e di meritare altre occasioni, magari dal primo minuto.

Brillante ed intensa la prova di Josh Sole a Twickenham quanto era stata opaca la settimana prima al Flaminio, mentre Mirco Bergamasco ha placcato per sé e per il fratello che non c’era completandosi nella coppia di centri con Canale, anch’egli ispirato e propositivo sull’erba di Twickenham.

Buone le prove di Festuccia e Castrogiovanni, sempre presente attorno ai break-down, ha brillato ancora Lo Cicero che appare in condizioni ottimali.

Molto presente in mischia chiusa, importante quando ha scardinato da potente “ball-carrier” la linea difensiva degli inglesi, il pilone catanese ha ormai raggiunto la piena maturità di giocatore e si propone per una stagione memorabile.

Adesso il Torneo osserverà una settimana di riposo, gli azzurri si ritroveranno alla Borghesiana domenica prossima per preparare la trasferta in Scozia.

Davanti all’Italia si presentano due match, a Edimburgo e contro il Galles, che potrebbero rilanciare gli azzurri se si dimostreranno quelli di Twickenham.

La Francia espugna Croke Park ed ipoteca il Sei Nazioni

La Francia espugna il Croke Park ipotecando la vittoria finale nel Torneo. Il punteggio di 17-20 definito dalla meta di Clerc al 79’ racconta in modo esauriente l’intensità di un match che ha aperto al rugby il santuario degli sport gaelici.

Superata l’emozione dell’inno Ireland’s Call, gli uomini di O’Sullivan subivano nei primi 30’ il gioco di una Francia brillante guidata dall’elettrico Mignoni e da uno Skrela ispirato.

Dopo un duello di calci tra lo stesso Skrela e O’Gara, ieri perfetto, che portava lo score sul 3-6, al 13’ arrivava la meta del capitano francese Ibanez a rompere l’equilibrio nel punteggio.

Il primo tempo si chiudeva però sull’11-13 grazie ad un calcio ed una meta di uno splendido O’Gara che, assenti Stringer e il fouoriclasse-talismano O’Driscoll, si caricava sulle spalle le sorti della squadra.

Nella ripresa l’Irlanda tornava in controllo e superava la Francia con altri due piazzati di O’Gara che davano l’illusione della vittoria portando i verdi sul17-13, ma ad un minuto dal termine, e dopo un incredibile palo del giovane Beauxis su un tentativo di drop da 40 metri, l’ala Clerc seminava quattro irlandesi, forse ormai certi della vittoria, depositando l’ovale sotto i pali.

La trasformazione fissava un 17-20 che, con ogni probabilità, consegna il Torneo alla Francia.

Il piede di Paterson demolisce il Galles

Gli Highlanders di Frank Hadden reagiscono subito alla sconfitta della settimana scorsa contro l’Inghilterra respingendo l’assalto dei Dragoni del Galles alla fortezza di Murrayfield. Il risultato di 21-9 è figlio di un match giocato nel fango e risolto dai calci di Paterson, il capitano scozzese dirottato all’ala per far posto a Godman all’apertura, autore di tutti i punti degli uomini del cardo.

Dall’altra parte ha risposto il solo Stephen Jones, i cui tre calci poco hanno potuto per il risultato finale.

Gli scozzesi hanno difeso ferocemente opponendo una pressione insopportabile ai tentativi gallesi di gioco alla mano, generosi ma slegati e inconcludenti.

Il Galles, che ieri schierava ben sei giocatori con lo stesso cognome Jones, non riusciva a concretizzare il possesso lasciando buon gioco ai guastatori scozzesi che distruggevano le trame dei rossi di Gareth Jenkins.

Il Galles con questa sconfitta apre una crisi che potrebbe divenire profonda, mentre la Scozia mantiene l’imbattibilità del proprio campo sul quale si misureranno gli azzurri di Berbizier il prossimo 24 febbraio.

Oggi a Dublino (diretta tv su La7, ore 16) il Croke Park riapre al rugby dopo 86 anni con un confronto che promette di essere decisivo per le sorti del Torneo.

L’Irlanda orfana di O’Driscoll infortunato ospiterà la Francia che ha espugnato il Flaminio in un match che vede di fronte due delle formazioni più in forma del pianeta.

Il fattore campo potrebbe giocare un ruolo determinante, anche se i galletti hanno ricevuto una robusta iniezione di fiducia dopo l’affermazione a Roma.

Per l’Irlanda l’altra assenza del mediano di mischia Peter Stringer potrebbe pesare più del lecito, anche se il suo sostituto Isaac Boss ha dato ampie garanzie nei test novembrini.

Un rientro importante tra i verdi padroni di casa è quello di Shane Horgan, il gigantesco back capace di distruggere qualsiasi linea difensiva.

Al Croke Park si deciderà molto del Sei Nazioni 2007.

Berbizier:"Dobbiamo ancora pagare per essere la piccola Italia"

Il protagonista del dopo-partita è lui. Alessandro Troncon si ferma un attimo di più sull’erba di Twickenham(mentre gioca l’Italia femminile contro l’Inghilterra, 23-0 per le inglesi il risultato finale):”Lo vedo da qui per l’ultima volta…” prima di andare a rispondere alle domande dei giornalisti. Tronky è consapevole che è vicino alla fine di una carriera straordinaria e non vuole perdersi nulla, questi ricordi lo aiuteranno a smettere tra un anno quando scadrà il contratto con il Clermont.

La soddisfazione si legge nei suoi occhi, ma lui pensa al gruppo:”La squadra veniva da un momento difficile e oggi ha dimostrato un grande carattere giocando una bella partita.

Io leader? Oggi ognuno è stato leader di sé stesso, io ho solo dato il mio contributo nel rispetto del piano di gioco.”

Un bacio a Dallan infortunato, un incoraggiamento al primo errore del giovane Pratichetti appena entrato.

Il peso di Troncon non è solo tecnico:”Ho cercato di far sentire la mia presenza in campo in vari modi, fa parte del mio essere giocatore al servizio della squadra.”

Pierre Berbizier punta il dito contro la direzione di gara:”Forse essere la “piccola” Italia ci obbliga a pagare qualche prezzo di troppo.

Oggi l’arbitro è stato molto fiscale contro di noi, ed è risultato determinante in occasione del giallo a Bortolami, decisione esagerata.

Speriamo – ha continuato Berbizier – di essere più fortunati in seguito.”

Anche per Bortolami:”L’arbitro ci ha penalizzati. La squadra ha reagito bene ed ha dimostrato di poter confrontarsi ai massimi livelli, ora dobbiamo continuare.”

Il Torneo delle Sei Nazioni osserverà una settimana di pausa per riprendere il 24 febbraio, l’Italia cercherà la prima vittoria a Murrayfield, ad attenderla la Scozia di Frank Hadden.

10.02.07

A Twickenham l'Italia rialza la testa

foto pratichetti
C’è da raccontare un’altra sconfitta, ma questa volta non basta perché bisogna raccontare anche una grandissima prestazione dell’Italia. Il risultato di 20-7 nel tempio di Twickenham al cospetto di Sua Maestà Jonny Wilkinson, determinanti i suoi cinque calci piazzati, rilancia l’Italia e inietta una robusta dose di fiducia nei pretoriani di Berbizier.

Il napoleone di Saint Gaudens ha avuto il merito di restituire al rugby azzurro la voglia, la rapidità, la lucidità e, soprattutto, la leadership di Alessandro Troncon, meritatamente nominato Man of the Match al termine.

Ieri Tronky è stato determinante ben oltre quello che dicono i freddi numeri statistici, ben oltre quello che si è visto.

Il suo contributo in termini di leadership è stato enorme ed ha consentito a tutti gli altri protagonisti di dare il proprio massimo, esattamente come succede quando in campo c’è un trascinatore.

Lo stesso Bortolami, sollevato da alcune incombenze grazie alla presenza del n.9 trevigiano, ha potuto dedicasi alla guida emozionale di un pack anche ieri a livelli mondiali.

Anche Scanavacca, nonostante qualche imbarazzo iniziale e due calci piazzati abbordabili falliti di poco, si è giovato della rapidità di Troncon nell’estrarre l’ovale dai punti d’incontro e nella varietà delle soluzioni di gioco.

Il match ha mostrato il suo volto fin dall’inizio.

Già al 3’ Wilkinson firmava il tabellino con un calcio di punizione, mentre al 9’ Scanavacca sbagliava il primo dei suoi.

L’Inghilterra prova ad organizzare un paio di drive con il pack ma gli azzurri rispondono colpo sul colpo difendendo con ordine ed efficacia.

Bergamasco e Zaffiri spalmano una mano di cemento sul fortino azzurro, Dellapè e Cstrogiovanni sono commoventi intorno ai break-down.

Al quarto d’ora la seconda punizione marcata da Wilko comincia a far capire a tutti che l’arbitro gallese Nigel Owens non adotta un criterio di valutazione uniforme, soprattutto nelle situazioni di “tenuto”, nelle quali penalizza eccessivamente gli azzurri e risulta permissivo con i padroni di casa.

Il gioco si srotola secondo le previsioni, con gli inglesi poco fantasiosi e opachi e gli italiani placcare ogni cosa.

Al 25’ un’altra decisione fiscale di Owens regala tre punti al piede di Wilkinson, ma è al 38’, dopo che gli azzurri sono in trincea a difendere con successo le sfuriate inglesi da più di tre minuti ai 5 metri difensivi, che il direttore gallese compie il suo capolavoro espellendo temporaneamente Bortolami per un ingresso laterale sfuggito ai più e dopo un marchiano “tenuto” a terra di Tindall non rilevato.

Sull’azione susseguente Robinson plana in meta sulla bandierina opposta con gli azzurri in 14, lo score all’intervallo recita 14-0, ma non racconta la verità.

Alla ripresa l’Italia è viva e lo dimostra subito guadagnando un penalty che Scanavacca non trasforma.

Bortolami rientra in campo e suona la carica per i suoi che mantengono l’iniziativa, l’Inghilterra comincia a cedere terreno, gli avanti di Berbizier martellano i bianchi della Regina dominando in mischia chiusa e Troncon sale in cattedra ben assistito da un brillantissimo Mirco Bergamasco e da un Parisse inesauribile.

Dopo l’ennesimo piazzato di Wilkinson arriva il premio per gli azzurri: al 66’ Bergamasco recupera un ovale ai 30 metri italiani lanciando Canale che duetta con il giovane Pratichetti, già subentrato a Dallan.

L’ala romana piazza un break che lancia il sostegno di Sole fin sotto i pali avversari, Scanavacca è il più lesto ad uscire dal raggruppamento con l’ovale tra le mani e a depositarlo in meta.

La sua trasformazione fissa il 17-7, ma per l’Italia del rugby vale molto di più.

Lo score finale registra un altro piazzato di Wilkinson, ma l’Italia finisce attaccando e tra gli applausi dedicati dallo stadio all’annuncio del premio di migliore in campo a Troncon.

Dopo Twickenham gli scozzesi che aspettano l’Italia il 24 febbraio sono un po’ più preoccupati.

La Rugby Roma prepara il rush finale

Fermo il campionato di serie A fino al 18 febbraio per il Sei Nazioni, la Futura Park Rugby Roma si gode il primato in vetta al girone B. Recuperata la prima posizione soprattutto in virtù delle vittorie negli scontri diretti contro Benevento e Piacenza, la squadra di Ringeval lavora per perfezionare la preparazione in vista del rush finale che la porterà ai play-off.

Dopo alcune incertezze iniziali la squadra ha trovato il suo equilibrio lungo il cammino superando difficoltà di ogni tipo.

Ringeval e i suoi hanno saputo fare quadrato nel momento di crisi supportati dalla società del patron Abbondanza che, a campionato iniziato, ha dato una nuova organizzazione nominando il nuovo direttore sportivo Angelo Bencetti.

Ex-seconda linea dell’ultima Rugby Roma vincitrice dello scudetto nel 2000, Bencetti non appena insediato ha impresso una svolta all’impostazione societaria in sintonia con la linea dettata da Abbondanza, puntando con decisione al recupero della tradizione del club più blasonato della capitale.

Si spiega così la grande attenzione nel recuperare il rapporto tra la Roma e tutti quegli ex-giocatori che, per un motivo o per l’altro, si erano allontanati nel tempo dai colori bianconeri e che, invece, costituiscono un grande patrimonio di energie e di partecipazione fondamentale per il club:”Su impulso del patron Abbondanza vogliamo coinvolgere nella vita del club coloro che ne hanno difeso i colori – spiega il direttore sportivo – per creare attorno alla squadra un ambiente partecipativo e legato al team.

Per le generazioni più anziane si tratta soprattutto di una questione legata all’ambiente, mentre per i 40-50enni c’è l’intenzione di renderli operativi nell’organizzazione della società. Vogliamo ricordare poi l’apertura della club-house qui al Tre Fontane, già divenuta un centro di ritrovo per i bianconeri di tutte le età.”

Per quel che riguarda l’aspetto più strettamente tecnico, la Rugby Roma punta a rinforzare l’organico con l’acquisizione di giocatori italiani, in grado di garantire una partecipazione più profonda alla vita e all’identità del club, a differenza di quanto accade con gli stranieri.

Tutto ciò attorno allo zoccolo duro dei giocatori nati in bianconero, guidati dal capitano Giampiero Mazzi.

Importante anche la valorizzazione di alcuni giovani come Scarnecchia, Varani e Rota sia pur nati nella Lazio, i mediani Sacconi e Mariani ed il seconda linea Damiani.

Proprio la Lazio, in crisi di risultati nel girone A, ha chiesto e ottenuto due rinforzi dalla Roma.

Si tratta del pilone Patrizi e del seconda linea Covassi, due rinforzi per il pack del coach Pratichetti che si augura di ripetere il trionfale girone di ritorno dello scorso campionato.

Se vi riuscisse potrebbe ancora aspirare all’obiettivo di massima, quel sesto posto in grado di garantire la partecipazione l’anno prossimo al primo girone di merito.

L’impresa non sembra impossibile, a patto che attorno a Sulpis, Livraghi e compagnia i giovani aquilotti ritrovino un poco do concretezza e lucidità.

09.02.07

Il rugby entra al Croke Park

La seconda giornata del Sei Nazioni 2007 promette di scrivere già alcuni verdetti. Se per l’Italia il pronostico contro l’Inghilterra appare chiuso, il secondo incontro in programma domani alle 16.30 Scozia-Galles (diretta tv su La7) si presenta molto più equilibrato, almeno sulla carta.

Gli Higlanders di Frank Hadden devono riscattare l’onta subita al settimana scorsa a Londra, mentre i Dragoni Rossi gallesi vogliono mettere a frutto il gioco, brillante ma poco concreto, espresso nel primo tempo contro l’Irlanda.

Ma la storia più interessante della giornata riguarda proprio i folletti verdi guidati da O’Driscoll.

A Dublino domenica alle 16 (diretta tv su La7) il rugby farà il suo esordio dopo 86 anni al Croke Park, sacro tempio degli sport gaelici.

Una domenica di novembre del 1920 in quello stadio un reparto dell’esercito inglese irruppe sparando sulla folla che assisteva ad un match di football gaelico uccidendo 12 spettatori e un giocatore, in risposta ad un’azione dell’IRA.

Quel giorno passò alla storia come “Bloody Sunday” e gli irlandesi giurarono che mai uno sport “inglese” come il rugby vi avrebbe più rimesso piede.

Ma i tempi cambiano ed oggi che il vecchio Lansdowne Road è in ristrutturazione per raggiunti limiti di età la GAA (Gaelic Athletic Association) ha permesso con una delibera l’ingresso del rugby per il match con la Francia, probabilmente decisivo per la vittoria finale del torneo.

Ma il bello deve ancora venire, perché il 24 febbraio per il terzo turno è prevista Irlanda-Inghilterra.

Toccherà ancora al rugby lavare le macchie di sangue e di odio.

Berbizier:"In campo per fare il nostro gioco"

Nello sport gli equilibri cambiano repentinamente, ed il rugby non fa eccezione. I risultati della prima giornata del Sei Nazioni 2007 hanno ristabilito alcune gerarchie che parevano mutate dopo alcuni risultati che avevano illuso qualcuno. Oggi (diretta tv su la7 dalle 14) l’Italia di Berbizier scende sull’erba del tempio di Twickenham per sfidare l’Inghilterra rinata dopo il rientro del suo fuoriclasse Jonny Wilkinson (27 punti contro la Scozia) e l’impegno è di quelli che fanno tremare i polsi.

Senza Bortolussi e Stanojevic, perduti per questo match anche Mauro Bergamasco e Masi, toccherà al capitano Bortolami guidare i suoi in una partita difficile anche dal punto di vista psicologico.

I numeri delle analisi statistiche dicono che l’Italia, pur perdendo nettamente, contro la Francia ha giocato un rugby di alto livello, senza riuscire a concretizzare le occasioni create.

Un dato su tutti: nel primo tempo la Francia ha creato occasioni per marcare 29 punti realizzandone 22, l’Italia ha creato opportunità per 22 punti marcandone solo 3, voilà la difference, direbbero i nostri avversari.

Per di più, le occasioni create dagli azzurri sono arrivate prima dei punti francesi, quando il match era in bilico.

Questa capacità di trasformare in oro ciò che i giocatori toccano permetterebbe di confrontarsi ai massimi livelli, così come ha sottolineato il capitano Bortolami in conferenza stampa:”La squadra ha dimostrato con i fatti di avere coraggio e voglia di confrontarsi, a volte dominando in alcune fasi.

Poi manca la possibilità di appoggiare questa volontà su basi di gioco che ne consentano lo sviluppo.

In settimana abbiamo lavorato molto su questo.”

Anche Berbizier ha sottolineato come:”Spesso la frustrazione del risultato porta i nostri giocatori a isolarsi in iniziative individuali che sono votate al fallimento.

Gli azzurri hanno dimostrato di avere alcune potenzialità per essere competitivi nell’alto livello, ora dobbiamo andare oltre.”

L’Italia schiererà una mediana, Troncon-Scanavacca, che somma 66 anni di età (33 a testa).

Non sembra un buon segnale per il futuro del rugby italiano:”Io non faccio le selezioni con la carta d’identità alla mano.

Oggi - ha spiegato il ct azzurro – abbiamo bisogno di alcune cose e Troncon e Scanavacca possono darcele.

Dobbiamo fare i conti con il patrimonio di giocatori che abbiamo a disposizione e lavorare su quello per raggiungere i nostri obiettivi.

Contro l’Inghilterra mi aspetto un match di alto livello e mi aspetto dalla squadra l’espressione delle sue potenzialità.”

Di fronte ritroveremo un grande fuoriclasse come Wilkinson, avete predisposto qualcosa di particolare?:”No, dobbiamo essere noi stessi.

Per tutti noi è un piacere vedere di nuovo Wilkinson sul campo, un campione che mette semplicità in tutto ciò che fa e che è un patrimonio per tutto il rugby.”

Tornando al match contro l’Inghilterra cosa si aspetta dalla sua squadra?:”Contro la Francia abbiamo avuto 40 minuti di gioco effettivo, 8 touche rubate, 27 palloni recuperati, creato le occasioni per segnare due mete.

La squadra ha dimostrato di poter fare queste cose, ora dobbiamo superare questo livello e andare oltre, concretizzando questa grande mole di lavoro.

Mantengo il mio ottimismo perché credo nel lavoro della squadra e nelle sue potenzialità.”

Il bianco della neve caduta nei giorni scorsi a Londra lascia il passo al verde dell’erba di Twickenham, le speranze azzurre non sono ancora appassite.

08.02.07

Berbizier perde Mauro Bergamasco e Masi, spazio a Troncon dal primo minuto

A Londra nevica, ma non si può dire che alla Borghesiana, sede del ritiro dell’Italrugby, in questi giorni splendesse il sole. Berbizier sale a Twickenham per giocarsi le sue carte contro la rinata Inghilterra di Ashton e di Wilkinson (sabato, diretta tv su La7 dalle 14) senza due dei suoi uomini migliori.

Mauro Bergamasco e Andrea Masi non hanno recuperato dai problemi riportati nel match contro la Francia e lo staff ha deciso di risparmiare loro ogni rischio in vista dei match contro le tre nazioni celtiche, in particolare quelli contro Galles e Scozia che avverranno dopo la pausa in seguito alla trasferta inglese e che, sulla carta, appaiono alla portata degli azzurri.

Molte le novità, dunque, nel XV di partenza che sfiderà l’Inghilterra alcune per necessità altre per scelta.

Confermato De Marigny ad estremo, Robertson sostituisce Masi all’ala facendo coppia con Dallan, ancora confermata la coppia dei centri Mirco Bergamasco- Canale, così come Scanavacca all’apertura.

Novità alla mischia dove Berbizier si affida ai 91 cap e alla voglia di Alessandro Troncon al quale si chiede maggiore rapidità rispetto a Griffen che si accomoda in panca. Il n.8 sarà Sergio Parisse, il 6 Sole mentre l’ariete aquilano del Calvisano Zaffiri rileva Mauro Bergamasco.

Confermatissimi in seconda il capitano Bortolami e Dellapè, Berbizier cambia completamente la prima linea, dando fiducia al trio che, subentrato dalla panchina, contro la Francia ha convinto di più.

Spazio dunque a Festuccia tallonatore, Lo Cicero e Castrogiovanni come piloni.

Soprattutto la testa delle mischia azzurra è il reparto che il ct inglese teme di più e la freschezza di Lo Cicero e Castrogiovanni potrà molto.

In panchina siederà il giovane romano del Calvisano Matteo Pratichetti che, nel ruolo di ala, è stato il migliore in campo al settimana scorsa nel match tra l’Italia A e i Saxons inglesi(seconda squadra dell’Inghilterra).

Prima della partenza per Londra, Berbizier si è soffermato sul XV annunciato:”La formazione è figlia delle esigenze del momento, come gli infortuni di Mauro Bergamasco e Masi, e di scelte, come quella che riguarda Troncon.

Sarà interessante rivedere Alessandro impegnato ad altissimo livello dopo due anni di lontananza dalla maglia azzurra(fu sua l’ultima meta realizzata da un italiano a Twickenham nel 2005, n.d.r.).

Per la prima linea- ha continuato il ct – la scelta è quella di ruotare le alternative a disposizione per favorire la freschezza dei giocatori.”

Anche per Scanavacca il ritorno a Twickenham ha un sapore particolare.

Sotto la gestione Johnstone venne schierato da estremo con Nanni Raineri all’apertura.

Il rodigino realizzò 13 punti al piede:”Ricordo il mio primo calcio, alzai gli occhi verso i pali e vidi un fiume di maglie bianche…

Dissi a me stesso vai Andrea, calcia e segna, e andò bene.”

Un pizzico di quella determinazione non guasterà sabato prossimo nella neve di Twickenham, dove occorrerà evitare gli errori commessi contro la Francia.

06.02.07

Troncon:"La mia esperienza al servizio del gruppo"

Alessandro Troncon è uno dei giocatori più forti della storia del rugby azzurro, con l’innegabile merito di essere nato e cresciuto in Italia, a Treviso per la precisione. Con i 10’ finali giocati contro la Francia sabato scorso, ha collezionato il suo 91° cap, un record assoluto.

Insieme con Diego Dominguez ha costruito una formidabile mediana che guidò la grande Italia di Coste a quelle vittorie storiche contro le grandi europee che guadagnarono all’Italia l’ingresso nel Sei Nazioni.

A 33 anni ha deciso di rimettersi in gioco: ha lasciato Treviso per tornare a giocare in Francia a Clermont dove era già stato da protagonista, mentre all’inizio del Sei Nazioni 2007 ha accettato di tornare in nazionale da dove era uscito all’alba dell’era Berbizier.

L’Italia ha perduto al suo esordio nel Torneo:”Sì,ma non c’è da drammatizzare. Così come, secondo me, non bisognava esagerare prima nel creare aspettative esagerate, soprattutto da parte della stampa.

Qualcuno – continua il n.9 – aveva dipinto la Francia come una squadra in crisi, non rendendosi conto che i transalpini hanno un movimento con delle potenzialità enormi rispetto a quello italiano. E, d’altra parte, dopo la sconfitta si è esagerato nel criticare.”

Non crede che questo faccia parte dell’aumento di popolarità del rugby?:”Siamo molto contenti di questo ma non bisogna perdere di vista l’oggettività della situazione che ci vede ancora al di sotto delle prime del mondo.”

Prima la Francia, sabato prossimo l’Inghilterra. Un inizio tremendo:”Contro i galletti non siamo stati concreti nel momento decisivo, mentre loro hanno sfruttato con lucidità i nostri errori

. L’Inghilterra ha giocato una bella partita contro la Scozia, dobbiamo lavorare per dare il nostro massimo, senza condizionamenti.”

Lei è l’ultimo giocatore italiano ad aver segnato una meta a Twickenham contro l’Inghilterra(era il 2005, non un secolo fa…,n.d.r.). Cosa si aspetta dal match di sabato?:”Personalmente dico che ogni giocatore vorrebbe giocare ogni minuto per la sua squadra, ma io sono qui a disposizione del gruppo, e darò tutto quello che oggi è nelle mie possibilità per ciò che verrò chiamato a dare.”

Dopo due anni come ha ritrovato il gruppo?:”Questo è un gruppo validissimo, molti giocano in Inghilterra e Francia con successo.

Oggi abbiamo la lucidità di perseguire il nostro obiettivo primario:migliorare nei dettagli che ci separano dall’altissimo livello consapevoli di averne le possibilità.” Dove ha trovato gli stimoli per rimettersi in gioco?:”Nella vita ho sempre giocato a rugby, e per adesso ho ancora il piacere di farlo, tutto qui.

Sono tornato a Clermont per vivere un’esperienza molto diversa dalla prima.

Oggi – spiega Troncon – rivesto un ruolo diverso, sono meno protagonista, anche se ho giocato una decina di partite alcune anche da capitano.

Porto il mio contributo di esperienza in partita come in allenamento, consapevole di ciò che posso dare, ma anche che il tempo passa e che uno sportivo deve imparare ad accettarlo, a capire che si può anche cambiare senza drammi.”

Ha un altro anno di contratto con il Clermont, ha già deciso il suo “dopo”?:”Come ho detto ho sempre giocato a rugby, vorrei rimanere in questo mondo.

Non so ancora se da allenatore o da manager, non è detto che un buon giocatore diventi per forza un buon allenatore.

Cercherò il mio ruolo, cercherò un nuovo equilibrio.”

Ma intanto sabato c’e l’Inghilterra, c’è l’erba di Twickenham, dove i campioni lasciano segni che neanche il tempo può cancellare, e l’Italia ne ha uno che ha ancora qualcosa da dare.

Due cambi per Ashton, dentro Easter e Balshaw

Brian Ashton, il ct inglese che ha esordito sabato scorso riportando a Londra la Calcutta Cup grazie al 42-20 con cui ha battuto la Scozia, ha già diramato il XV di partenza che affronterà l’Italia sabato prossimo a Twickenham(diretta tv su La7 dalle 14 italiane).

Solo due le variazioni rispetto alla formazione del primo turno.

Nel ruolo di estremo rientra Ian Balshaw, compagno di squadra di Bortolami nel Gloucester:”Olly Morgan ha giocato bene in quella posizione contro la Scozia- ha spiegato Asthon che in passato ha giocato a Milano e nella Rugby Roma – ma contro l’Italia preferisco affidarmi all’esperienza internazionale di Balshaw.”

L’altra new entry, in questo caso si tratta di un esordio assoluto, riguarda il 28enne flanker Nick Easter dei London Arlequins che rileva Worsley infortunato al collo:”Nick ha giocato molto bene nella Premiership finora, e poi – ha continuato il ct – ha fatto benissimo con i Saxons (la seconda squadra dell’Inghilterra) proprio contro l’Italia A.”

Brian Ashton si è poi soffermato sul prossimo impegno:”Abbiamo una lunga strada da fare, la vittoria con al Scozia non deve illudere. Già contro l’Italia subiremo un test molto importante. Hanno un pack molto forte, forse il migliore del Sei Nazioni, dovremo dare il massimo.”

Confermatissimi i veterani Robinson e, soprattutto, Wilkinson tornati a vestire la maglia della rosa risollevandone il destino.

Questo il XV per il match con l’Italia: Balshaw; Lewsey, Tindall, Farrell, Robinson; Wilkinson, Ellis; Corry, Lund, Easter; Deacon, Grewcock; Freshwater, Chuter, Vickery(Cap.).

04.02.07

Italia, il giorno dopo. A Twickenham con Troncon?

Dopo la prima sconfitta subita nella giornata di apertura del RBS Sei Nazioni 2007 Pierre Berbizier ed i suoi uomini sono tornati nel quartier generale della Borghesiana a riordinare le idee in vista del prossimo, impegnativo match che li vedrà affrontare sabato prossimo l’Inghilterra sulla leggendaria erba di Twickenham (diretta tv su La7 a partire dalle 14).

I giocatori devono superare la delusione per la sconfitta in fretta, così come imposto dai ritmi del rugby professionistico, per poter analizzare lucidamente ciò che non ha funzionato ed evitare di ripetere gli stessi errori sabato al cospetto del redivivo Jonny Wilkinson, autore di una prova da leader che ha trascinato l’Inghilterra dal possibile inferno ad una nuova alba dopo una crisi che aveva scosso il rugby anglosassone dalle fondamenta.

Certo la Scozia non ha costituito un ostacolo troppo difficile da superare, afflitta com’è da una crisi di gioco e risultati su cui pesano numerose assenze per infortunio, prima fra tutte quella del capitano Jason White, ancora più gravose per una rosa non ricchissima.

Anche sulla prova degli azzurri pesano gli infortuni che hanno falcidiato soprattutto alcuni ruoli, quelli di ala e di estremo.

In particolare, l’Italia non può contare su tre elementi come Ludovico Nitoglia, Pablo Canavosio e Marko Stanojevic che hanno rappresentato le frecce dell’attacco azzurro negli ultimi tempi.

Soprattutto Canavosio e Stanojevic, nello scorso Sei Nazioni il primo e nei test di novembre il secondo, si erano messi in luce in un ruolo importante per la fase offensiva.

La prova di Dallan, insufficiente per sua stessa ammissione:”Vorrei rigiocare la partita, ho fatto almeno tre errori determinanti”, ha provocato rimpianti per gli assenti.

Nel ruolo di estremo poi, da sempre delicato e scarso per alternative per il rugby azzurro, l’acquisto recente di Bortolussi aveva risolto un problema annoso.

Il suo infortunio sembra quello più difficile cui ovviare, anche se De Marigny non ha particolari colpe avendo dato ciò che può.

Certamente Masi, il tre-quarti più in vista del rugby azzurro, sembra troppo emarginato dal gioco quando schierato all’ala, mentre la sua potenza e le sue linee di corsa potrebbero garantire maggiore efficacia se schierato da centro, il suo ruolo naturale.

Ma il problema chiave in azzurro appare essere la mediana.

Considerato che Scanavacca sembra aver bisogno di un esorcismo per la sfortuna che lo perseguita quando indossa la maglia azzurra, appare arrivato il momento di dare una chance al rientro di Troncon, molto più rapido dell’involuto Griffen nell’alimentare il gioco e nell’estrarre l’ovale dai breakdown.

Sorprendentemente anche gli avanti, punto di forza della banda-Berbizier, sono mancati all’appuntamento con i galletti di Laporte.

Le statistiche parlano di sole due mischie vinte e a Twickenham la vivacità di Lo Cicero e la forza di Castrogiovanni potrebbero trovare spazio.

Il risultato positivo sabato c’è comunque stato ed è quello che riguarda l’interesse crescente attorno alle partite dell’Italia in un momento terribile per lo sport italiano.

Un dato su tutti è quello che riguarda gli ascolti per la diretta di La7: 6,8% di share di media con 891.000 spettatori, un picco del 7,18% dello share con 1.150.000 spettatori.

Il rugby italiano continua a crescere, nonostante i risultati.

O'Driscoll guida l'Irlanda alla vittoria

A dispetto della tradizione che vuole il primo turno del RBS Sei Nazioni sovvertire spesso i pronostici sulla carta, la prima tornata di risultati ha confermato la vittoria delle tre favorite. Dopo le vittorie, entrambe nette, della Francia sugli azzurri e della nuova Inghilterra di Ashton sulla Scozia è arrivata anche l’affermazione dell’Irlanda sul Galles.

I verdi guidati da O’Driscoll hanno profanato l’erba del Millenium Stadium di Cardiff imponendosi con il punteggio di 9-19 nella terza partita della giornata di apertura del torneo.

I folletti di O’Sullivan hanno faticato più del previsto per l’opposizione orgogliosa di un Galles in netta ripresa rispetto alle ultime uscite.

I dragoni rossi di Gareth Jenkins soffrono ancora importanti assenze per infortunio ma, come sempre in casa, hanno dimostrato una orgogliosa disposizione per il gioco alla mano con manovre brillanti che hanno provocato l’urlo del Millenium.

Ma l’Irlanda di oggi è una delle squadre più mature del pianeta e, dopo aver fatto sfogare le folate guidate da Peel e Stephen Jones, ha messo a frutto gli errori degli avversari e li ha puniti con tre mete di Rory Best, O’Driscoll e Ronan O’Gara.

La prima è arrivata al primo minuto dopo che O’Driscoll, particolarmente ispirato, stoppava un calcio di Jones.

Era lesto ad avventarsi sull’ovale il tallonatore dell’Ulster che schiacciava in meta.

Bellissima la segnatura personale di O’Driscoll che partendo dalla linea laterale rientrava all’interno eludendo due avversari “incantati” dalla finta di BOD, sempre più leader dei guerrieri irlandesi.

Per il Galles solo tre calci di Jones a tabellino.

Il prossimo turno vedrà l’Irlanda ricevere domenica prossima la Francia al Croke Park riaperto al rugby per l’occasione in un match che ha già il sapore di uno spareggio per la vittoria finale.

03.02.07

L'Inghilterra rinasce con Wilkinson

Straordinario ritorno per Jonny Wilkinson, il golden boy del rugby inglese, che dopo tre anni passati tra operazioni ed infortuni riprende il timone dei bianchi d’Inghilterra e, con 27 punti personali, la conduce alla vittoria per 42-20 sulla Scozia.

I tifosi inglesi si saranno chiesti dove sia stato negli ultimi tre anni questo fuoriclasse che aveva dato la vittoria al XV della rosa nell’ultima Rugby World Cup del 2003 con un drop allo scadere dei tempi supplementari nella finale contro l’Australia.

Con soli 43’ di campionato nelle gambe giocati con la maglia dei suoi Newcastle Falcons in campionato, “Wilko” ha fornito una prestazione scintillante e convincente che ha completamente cambiato le prospettive di una squadra fino a ieri depressa da una crisi che aveva portato otto sconfitte negli ultimi nove match.

Sua degnissima spalla è stato Jason Robinson autore di altri 10 punti grazie a due mete personali.

Anche il folletto nero proveniente dal rugby XIII e tornato in nazionale dopo l’addio di un anno e mezzo fa ha dato il suo contributo all’affermazione sulla Scozia che ha riportato a Londra la prestigiosa Calcutta Cup, il trofeo in palio nei confronti fra Inghilterra e Scozia, rndendo questa vittoria segnata dal ritorno della Vecchia Guardia con la maglia della rosa.

Gli Higlanders di Frank Hadden sono stati travolti anche grazie alla prova del mediano di mischia Ellis, anch’egli al ritorno in nazionale.

A stropicciarsi gli occhi e sfregarsi le mani il nuovo ct inglese Brian Ashton che non poteva desiderare un esordio migliore per il suo nuovo incarico.

Adesso i giochi si complicano maledettamente per l’Italia di Berbizier che dopo la debaclè del Flaminio al cospetto della Francia renderà visita proprio all’Inghilterra sabato prossimo per il secondo turno del torneo.

Gli azzurri dovranno offrire qualcosa di più sull’erba di Twickenham per riscattare la prova di ieri.

Intanto oggi (diretta tv alle 16 su La7) al Millenium Stadium di Cardiff si affronteranno Galles e Irlanda, favorita per la vittoria finale, in un derby celtico che promette notevoli motivi di interesse.

Il ct gallese Gareth Jenkins recupera alcuni degli eroi del Grande Slam del 2005, ma il confronto con una delle migliori nazionali del trifoglio di sempre preoccupa parecchio nel principato.

Berbizier:"Non possiamo concedere così tanto"

Volti tirati in sala-stampa per lo staff azzurro. La sconfitta con la Francia lascia qualche segno, soprattutto rispetto all’attesa che si era creata attorno all’appuntamento visti i progressi dell’Italia e le presunte difficoltà dei transalpini.

Pierre Berbizier sintetizza così i motivi della sconfitta:”Quando incontri una squadra n.2 del ranking non puoi permetterti i regali che abbiamo concesso noi.

Abbiamo avuto due calci e due occasioni per altrettante mete che siamo st