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31.07.07

Super10, presentato a Roma il calendario 2007/2008

scudettoPer la prima volta nella sua storia la LIRE, Lega Italiana Rugby d’Eccellenza, ha presentato a Roma il calendario per la stagione 2007/2008 del Super10, massima serie del rugby italiano. La novità potrebbe sembrare banale ma non è così.

Ad un campionato nazionale che ha da sempre un epicentro molto influente al di sopra della linea gotica servono segnali di sprovincializzazione come questo.

Confermato l’abbinamento con il main sponsor Groupama, azienda attiva in campo assicurativo, la LIRE punta al rilancio dell’immagine di un campionato che stenta a tenere il ritmo dei progressi della nazionale di Berbizier e Dondi.

Un primo passo, molto importante, è stato quello della conferma dell’accordo con i canali sportivi di Sky che continueranno a trasmettere un match per ciascuna domenica, rimanendo aperta la possibilità, in caso di concomitanze particolari, di proporre anche una seconda partita.

Ma avere le partite in televisione è utile solo se l’immagine che viene venduta è appetibile commercialmente.

Il presidente della lega Manzoni ha puntato l’attenzione su alcuni aspetti:”Vogliamo con decisione aumentare l’affluenza di pubblico alle partite di campionato, del resto in crescita nell’ultima edizione.

Abbiamo avuto 12000 spettatori alla finale di Monza – ha proseguito Manzoni – e speriamo molto anche nel traino positivo della Rugby World Cup che finirà quasi contemporaneamente all’inizio della nostra stagione.”

Restano aperte diverse questioni relative, per esempio, al miglioramento dell’immagine del campionato.

Campi da gioco all’altezza, look più accattivante delle maglie delle squadre per incrementare il marketing e l’estetica delle divise, con l’obiettivo di aumentare l’appeal commerciale di un prodotto che deve ancora crescere molto:”Anche per questi aspetti ci proponiamo di incrementare la nostra pressione sulle società affinché migliorino la sensibilità a queste problematiche, siamo convinti che il margine di miglioramento sia ancora molto ampio.”

Del resto, fatte le debite proporzioni, l’esempio dello Stade Francaise del presidente Max Guazzini dovrebbe insegnare qualcosa.

Rispetto al problema della disciplina di gioco che dovrebbe migliorare e rendere più fluido e godibile lo sviluppo delle partite, è intervenuto il rappresentante della Federazione Gaetaniello che ha sottolineato gli sforzi della FIR per migliorare il livello medio degli arbitri italiani, determinanti nella questione.

Il Super10 ha bisogno di colmare, almeno in parte, il gap che lo separa dallo sviluppo della nazionale.

La rincorsa è appena cominciata.

30.07.07

Berbizier:"Alla Rugby World Cup per competere"

PHP_9245Gli azzurri lasciano l'accogliente nido della Val d'Aosta dopo un mese di duro lavoro per trasferirsi in Polonia presso il centro sportivo di Spala, dove sarà possibile allenarsi sfruttando un programma di crioterapia. Ma prima, Pierre Berbizier ha fatto il punto della situazione.

"Dopo il primo mese di lavoro avremo la possibilità di fare il punto sulla situazione.

Voglio ringraziare il fitness trainer Pascal Valentini - ha proseguito Berbizier - e Michele Colosio, preparatore dell'Accademia FIR di Tirrenia, che lo ha assistito nel grande lavoro svolto.

Adesso ci concentreremo sull'espressione tecnica del nostro gioco, rendendo la condizione atletica funzionale al gioco stesso.

Le prossime scadenze sono il match contro il Giappone (18 agosto Aosta ore 18, diretta La7) e quello contro l'irlanda (24 agosto Belfast ore 20.45, diretta La7 e Skysport) e prima ancora il 14 dovremo diramare la lista definitiva dei 30.

Per questo il periodo in Polonia sarà fondamentale.

Nei prossimi giorni lavoreremo sui principi del nostro gioco:conquista forte, difesa forte, capacità di concretizzare.

Sono queste le basi del nostro gioco che ci hanno portato i miglioramenti degli ultimi due anni nel Sei Nazioni, e saranno le basi per far bene anche nella Rugby World Cup."

27.07.07

Soqeta, un gigante figiano per la Capitolina

SOQETAAltri due acquisti di peso per l’AlmavivA Capitolina che, a questo punto, si propone come outsider di lusso per il prossimo Super10. In arrivo alla corte del coach Mascioletti il tallonatore argentino Maximiliano Machado, lo scorso anno in forza alla Mantovani Lazio, ma soprattutto Tomasi Soqeta.

Potente n.8, 190 cm. per 120 kg., il nazionale delle Isole Fiji presenta caratteristiche in grado di garantire un salto di qualità determinante al pack bluamaranto:”Il giocatore ci ha impressionato in particolare per la sua forza, la capacità di far vivere il pallone e l’abilità nell’uno contro uno – spiega Mascioletti-.

Bravo a ripartire dalla base della mischia, ci darà un grande aiuto.”

Soqeta, che proviene dal Taranaki nell’NPC neozelandese, si è detto entusiasta della nuova esperienza a Roma ed ha firmato per un anno con opzione per i successivi due.

26.07.07

Cariat:"Per la maglia n.10 è una corsa a tre"

PHP_7175 cariatJean-Phillippe Cariat è la “mente” offensiva del gruppo di lavoro guidato da Pierre Berbizier. Il ct azzurro ha grande fiducia nelle capacità di Cariat con il quale opera sulla base di un profondo affiatamento. Il braccio destro di Berbizier è un vero “malato” di rugby. Memorabile la frenesia con la quale disegnava schemi sui tovaglioli di carta del bar all’aeroporto di Dublino all’indomani di una sconfitta che ancora grida vendetta, di quelle che non vanno giù, un paio di Sei Nazioni fa.

Dopo due anni di lavoro i due francesi possono essere contenti.

L’Italia del rugby ha assunto una precisa identità, ha acquisito una dimensione internazionale mai raggiunta prima (ad oggi gli azzurri figurano al 9° posto del ranking mondiale dell'IRB, per la prima volta nei primi 10, n.d.r.), sono arrivate anche le vittorie di prestigio.

Ora è giunto il momento dell’esame di laurea, la Rugby World Cup di settembre in Francia.

Per questo appuntamento gli azzurri si stanno preparando duramente nel verde di La Salle-Morgex, nel cuore della Val d’Aosta.

Oggi si raduneranno per dar vita alla seconda fase del ritiro.

Monsieur Cariat, qual è il bilancio della prima?:”Nelle settimane iniziali abbiamo privilegiato il lavoro prettamente fisico, al quale i ragazzi hanno risposto molto bene.

Ormai il rugby è uno sport professionistico a tutti gli effetti e quasi tutti i giocatori sono arrivati in ritiro pronti ad affrontare un lavoro così duro.

Ora, progressivamente, cominceremo ad inserire nel piano di lavoro gli aspetti tecnici e tattici.

Soprattutto in Polonia (nel centro sportivo di Spala, n.d.r.) alterneremo sedute tecniche al recupero.”

Avete già “tagliato” sette giocatori, entro il 14 agosto dovrete passare da 32 a 30 elementi.

La scelta è stata dura?:”Scegliere i ragazzi da mandare via è stato durissimo per noi dello staff.

Tutti quelli che sono andati via avrebbero meritato di continuare per l’impegno profuso negli allenamenti al servizio del gruppo.

Purtroppo ci è imposto un limite e lo dobbiamo rispettare.”

Scendiamo nel particolare.

Per la maglia n.10, non convocato Scanavacca, avevate Burton(tagliato), Pez, Orquera e De Marigny.

A che punto siete?:”Intanto voglio dire che Burton non era andato male nel tour estivo, ma ha avuto pochi palloni giocabili e scarse possibilità di mettersi in mostra.

Nel ruolo di apertura vogliamo un giocatore che sappia rispettare alla lettera il piano di gioco e sia in grado di far giocare i compagni, piuttosto che giocare per sé.

Ramiro Pez ha molto talento ma deve trovare una maggiore regolarità e migliorare la lucidità nelle scelte di gioco.

Orquera è migliorato moltissimo giocando un‘ottimo Top14 nel Brive.

Ha un calcio potente e deve migliorare in precisione, è molto reattivo.

De Marigny ha giocato un buonissimo Sei Nazioni da estremo, ha calcio ed è molto affidabile.

Hanno tutti la possibilità di giocare e, inoltre, al mondiale alterneremo i giocatori.

Nessuno è sicuro del posto.”

I recuperi tra i tre-quarti di Bortolussi e Stanojevic sembrano fondamentali:”Certamente, sono giocatori che hanno già dimostrato di poter far bene ai massimi livelli ma, come dicevo, puntiamo a costruire un gruppo in cui nessuno si senta sicuro del posto.

Nei prossimi test(contro Giappone e Irlanda) faremo altri esperimenti per arrivare al torneo con le maggiori possibilità a disposizione.

Sarà un campionato duro, ma l’Italia sarà pronta a fare la sua parte.”

L’occasione è storica, obiettivo:quarti di finale.

23.07.07

Le leggende del rugby: Ian Kirkpatrick

KirkpatrickIan Kirkpatrick fu l’innovatore del gioco della terza linea, ha giocato 39 test match, segnando 16 mete. Un record per un avanti, questo, che ha resistito molti anni. Un vero mito del rugby neozelandese e mondiale.

di Eamus Costello

Nel 2003 nel Regno Unito, votarono il “Greatest Ever XV” (la squadra ideale di tutti i tempi): a terza linea ala, per l’esattezza a “blindside flanker”, (terza linea chiusa), fu votato, il neozelandese Ian Kirkpatrick.


Kirkie, come lo hanno sempre chiamato, fu soprattutto un grande atleta.

Nel ’66, a vent’anni, quando esordì nella “First Class Rugby”, con Poverty Bay, era alto un metro e 96, pesava 102 chili e, soprattutto, era dotato di uno scatto bruciante e di una grande tecnica individuale che gli permisero di segnare, in 39 test match, 16 mete: un record per un avanti All Black, superato solo in anni recenti.

Fu un precursore della specializzazione della terza linea chiusa, in un periodo in cui non si faceva ancora distinzione tra i due flanker.


Nel ‘67, Kirkaptrick fu convocato per il tour in Francia e Gran Bretagna.

Davanti aveva mostri sacri e la sua doveva essere una convocazione per “fare esperienza”.

Invece, vista la sua padronanza del gioco, fu schierato terza ala contro la Francia: una vittoria memorabile nella quale segnò una meta, ma si ruppe anche il naso.

Non fu convocato per la prima partita internazionale dell’anno successivo ma poi, contro l’Australia, entrò dalla panchina per l’infortunato Brian Lochore a terza centro.

In quell’occasione, fu il primo All Black a segnare tre mete in un test match!

Da allora giocò tutti i successivi 38 test match, vestendo la maglia nera per ben 113 volte.

Ha segnato contro tutte le grandi del rugby realizzando 8 mete all’Australia, un vero record.

Tra il ‘71 e il ‘73 è stato uno degli atleti più popolari del mondo anglosassone.

Gli arrivarono molte offerte allettanti dalla Rugby League, il rugby a 13 professionistico, per trasferirsi in Australia o in Inghilterra.

Si dice che abbia rifiutato un contratto da 25mila sterline l’anno, per l’epoca una cifra enorme.


Le prestazioni nelle Serie contro il Galles nel ’69, il Sudafrica nel ’70 e i British Lions nel ’71, lo imposero al mondo come uno dei migliori interpreti del suo ruolo, tanto che fu chiamato a far parte del “President XV” contro l’Inghilterra, per il centenario della Rugby Football Union.


Segnò due mete bellissime contro i Lions nel '71 e nel ’77.

Nel ’71, gli All Blacks avevano perso il primo test, il secondo dovevano assolutamente vincerlo: uscì da una maul con la palla nella sua metà campo, puntò l’estremo avversario J.P.R.Williams, ruppe il suo placcaggio e si tuffò in meta.

L’altra, nel terzo test del ’77, fu la sua ultima meta internazionale e arrivò dopo soli cinquanta secondi di gioco distruggendo sul nascere le velleità di Lions.


Non ebbe mai un grande rapporto con “il palazzo”, tant’è che dopo tante presenze come capitano gli tolsero i gradi, trattandolo un po’da capro espiatorio per la stagione non troppo brillante.

Accettò questa decisione con serietà, mettendosi al servizio del nuovo capitano.

Così come accettò la sorprendente e assai criticata decisione del coach Jack Gleason che non lo convocò per il tour in Francia, alla fine del ’77, nonostante avesse fatto faville pochi mesi prima contro i Lions.

Si voleva una squadra giovane e si pensò che a trentun anni il grande flanker non avesse più nulla da dare: fu la fine della sua carriera internazionale.

Giocò ancora un paio d’anni con Poverty Bay, per poi ritirarsi nel ‘79.


Ian Kirkpatrick è rimasto legatissimo al mondo del rugby neozelandese e, a sessant’anni appena compiuti, è ancora un punto di riferimento per l’intero movimento, soprattutto per le giovani generazioni.

22.07.07

Due sorprese tra gli All Blacks convocati per la Rugby World Cup

SioneLauakichargingallblacks_468850Graham Henry ha diramato le convocazioni della rosa di giocatori che affronteranno l'avventura della Rugby World Cup a settembre. Due le sorprese tra i nomi dei favoriti per la vittoria finale. Saranno della partita il mediano di mischia di Canterbury Andy Ellis ed il possente n.8 di Waikato Sione Lauaki.

Entrambi i giocatori hanno fatto benissimo negli ultimi impegni degli Junior All Blacks.

Henry ha spiegato le sue scelte:"Piri Weepu non ha fatto motlo bene nel Tri-Nations, mentre Ellis ha brillato con gli Junior. Ovviamente Piri non è contento per la decisione, ma pare l'abbia presa bene. Non dispero di averlo ancora con noi, in futuro."

In realtà Weepu sembra in non buone condizioni di forma da diverso tempo. In particolare, appare sovrappeso e meno lucido del suo migliore standard.

In più, l'esplosione di Brendon Leonard, che sembra il vero n.2 alle spalle di Kelleher nel ruolo di mediano di mischia, lo ha allontanato dalla prima squadra.

Per quanto riguarda Lauaki, le perplessità riguardavano il recupero dopo il recente intervento al ginocchio.

Ci ha pensato il gigante di origini tongane a fugarle con una serie di prove devastanti negli Junior All Blacks:"Lui è un meraviglioso portatore di palla e un grande placcatore - ha precisato Henry - e può aggiungere una dimensione interessante al nostro gioco offensivo."

21.07.07

Nuova Zelanda piglia-tutto

ChrisJackcharge_468310Alla fine vincenti. Non bastano una serie di ostacoli, veri o presunti, ad arrestare la marea nera degli All Blacks. Con il punteggio di 26-12 la Nuova Zelanda si aggiudica Tri-Nations e, trofeo molto più importante da queste parti, Bledisloe Cup ai danni di una valorosa Australia. L’autunno australe non risparmia ad Auckland qualche giorno di pioggia battente che rende il terreno dell’Eden Park un acquitrino.

Nonostante ciò le due squadre giocano un match dagli elevati contenuti tecnici.

A dispetto dell’umidità gli All Blacks eliminano quasi completamente quegli errori di manualità nella gestione dell’ovale che avevano rovinato l’ultima vittoria sul Sudafrica.

Il risultato è una partita estremamente equilibrata nel primo tempo, terminato 12-9, con l’Australia che si impone nelle fasi statiche.

In mischia chiusa Dunning tiene botta e quanto alla touche Vickerman e compagni ne rubano addirittura quattro.

Gregan e Larkham cercano di capitalizzare questi tesori di possesso, consapevoli che la furia dei tutti neri monterà presto, ma non riescono a produrre limpide occasioni da meta mantenendosi a galla con due piazzati di Mortlock e un drop di Giteau.

Dall’altra parte gli All Blacks mostrano gli imbarazzi degli ultimi tempi nella costruzione del gioco pur migliorando in precisione e continuità.

Kelleher non mostra la sua faccia migliore e i due centri Mc Alister-Toeava non aiutano, mentre chi mostra i progressi maggiori e Daniel Carter.

Il n.10 è praticamente perfetto dalla piazzola, porta l’ovale e lo passa con la sicurezza e la visione dei tempi migliori dando continuità e brio al gioco dei suoi.

Mc Caw è, come al solito, ovunque, Chris Jack cresce mentre Rokocoko è lacunoso nel placcaggio.

Nella ripresa i wallabies attaccano con insistenza il canale di Carter che mostra anche solidità difensiva e, dopo l’ingresso di Leonard a mediano di mischia, gli All Blacks cominciano a crescere.

Il giovanotto regala vivacità e guida un lungo drive offensivo che si conclude al 58’ dopo un lungo assedio quando Woodcock rifinisce il lavoro dei suoi compagni con un perfetto “raccogli e vai” che lo porta in meta alla bandierina.

Questo è il punto di rottura dell’equilibrio del match.

D qui in avanti gli australiani perdono convinzione e pagano psicologicamente il divario nel punteggio.

Agli All Blacks non resta che difendere ordinatamente e senza affanni il tentativo di forcing degli avversari, ormai sconfitti.

Finisce 26-12 con un Carter tornato ai suoi livelli e la convinzione che la Rugby World Cup di settembre potrebbe rivelarsi la più equilibrata di sempre.

Tri-Nations ultimo atto

Il Tri-Nations è al suo ultimo atto. Oggi (diretta tv Skysport Extra, ore 9.30) sulla sacra erba dell’Eden Park di Auckland, tana degli All Blacks, l’Australia lancerà la sua sfida all’imbattibilità casalinga della Nuova Zelanda. Dopo averla battuta tra le mura amiche nel match di andata i wallabies di Connoly giocheranno le loro carte per fare bottino pieno.

Chi vincerà farà suo il torneo e la Bledisloe Cup, lo speciale trofeo messo in palio tra le due potenze del rugby australe.

All’andata il capitano australiano Mortlock fece la differenza con le sue accelerazioni devastanti tra i centri avversari che tegliarono a fette la difesa dei tutti neri.

Oggi Henry gli schiera di fronte Isaia Toeava, il giovane toro neozelandese chiamato alla prova più impegnativa della sua verde carriera.

Intorno a loro si muoveranno campioni del calibro di Gregan, Giteau e Larkham per l’Australia e Mc Caw, Carter, Muliaina, Hayman e compagni per la Nuova Zelanda.

Per ovvi motivi di calendario entrambe le squadre giocheranno mantenendo un occhio sull’obiettivo dei mondiali di settembre, ma quando la posta in gioco è la supremazia rugbistica dell’emisfero australe calcoli ed esperimenti lasciano il passo alla battaglia.

20.07.07

Berbizier riduce la lista a 32 elementi

La Rugby World Cup si avvicina (partirà il 7 settembre, n.d.r.) e Berbizier comincia a limare il gruppo che affronterà l’impegno più importante della storia della palla ovale azzurra. Dopo la prima fase del ritiro che si sta tenendo a La Salle-Morgex in Val d’Aosta il ct ha ridotto la rosa da 39 a 32 elementi, fermo restando la presenza nel gruppo come invitato del n.8 figiano del Parma Vosawai, eleggibile come “italiano” dal 2 settembre.

Berbizier dovrà rendere definitiva la lista di 30 elementi dal 14 agosto.

Intanto, lasciano il ritiro sette elementi che hanno comunque dato tutto nell’interesse del gruppo azzurro:”Voglio ringraziare i ragazzi che tornano ai loro club di appartenenza per il loro entusiasmo ed il loro contributo – ha spiegato il ct -.

Purtroppo c’è un limite numerico e il tempo delle scelte è arrivato.”

I giocatori sono Derbyshire e Sgarbi, i due giovani leader dell’U.21 che avranno molte occasioni in futuro per affermarsi ai massimi livelli, il flanker del Treviso Orlando chiuso soprattutto dall’esplosione di Zanni, i due “sperimentali” Burton e Galante, il promettente pilone Staibano che ha davanti a sé veri mostri sacri del ruolo, ed infine Ludovico Nitoglia.

L’ala romana in forza al Calvisano paga soprattutto l’anno di inattività causato dall’infortunio alla spalla che ne ha frenato il rilancio dopo un anno opaco.

Un paio di stagioni orsono Nitoglia era considerato il golden-boy del rugby azzurro, poi una serie di infortuni ed un carattere un poco timido ne hanno mortificato le grandi potenzialità.

Il giocatore è ancora giovane ed avrà la possibilità di tornare nel giro azzurro in pianta stabile.

Gli azzurri torneranno a lavorare a La Salle dal 25 al 28, mentre dal 29 luglio al 6 agosto si trasferiranno presso il centro sportivo di Spala in Polonia.

16.07.07

Successione-Berbizier, il cerchio si stringe. Dite la vostra nei commenti

Il presidente Dondi segue da vicino la preparazione della squadra in vista della Rugby World Cup, ma intanto ha un problema spinoso da risolvere:scegliere, e presto, il nuovo allenatore dell'Italia che succederà a Pierre Berbizier alla fine del mondiale di settembre.

Le ultime notizie danno per certa la soluzione dell'enigma entro la fine di questa settimana.

Sarebbe importante tener fede all'impegno assunto da Dondi circa la necessità di arrivare ad un nome prima dell'inizio della rassegna iridata, sia per dare un segnale forte di sicurezza e organizzazione, sia per proseguire in un progetto che l'addio di Berbizier potrebbe complicare.

Inoltre, non bisogna dimenticare l'importanza del Sei Nazioni per l'intero movimento ed il nuovo condottiero azzurro dovrà avere il tempo necessario per prepararlo.

Nella giostra dei pretendenti- sembra che la panchina azzurra sia divenuta piuttosto ambita(altro merito da ascrivere al contributo di Berbizier)- si sono alternati vari nomi più o meno prestigiosi.

Saint-Andrè è stato il primo, poi Eddie Jones, Galthiè, Lagisquet, Tim Lane e via così.

Le ultime informazioni in nostro possesso(molto attendibili...) tracciano il seguente identikit:il prossimo ct sarà francese, è ormai certo, sarà un allenatore alla prima esperienza sulla panca di una rappresentativa nazionale, non sarà certamente Galthiè Lagisquet.

Per di più la consulenza di Berbizier sarà certamente influente sulla decisione finale.

A questo punto l'idea è che potrebbe esserci un ritorno di fiamma per uno dei nomi emersi inizialmente, al di là delle smentite(Saint-Andrè?).

Chiunque avesse idee in proposito si accomodi e lasci un commento.

A presto per la prossima puntata.

14.07.07

Poca luce nella vittoria degli All Blacks

haka_rdax_200x127La Nuova Zelanda incassa una vittoria prevista sul Sudafrica, 33-6 il punteggio, ma meno convincente di quanto dicano i numeri. Basti considerare che nel freddo di Christchurch a 10’ dalla fine il punteggio era ancora sul 12-6 e gli Springboks tenevano alla grande, soprattutto grazie allo splendido lavoro nei raggruppamenti da parte di Van Heerden e soci, combattivi più che mai.

Il primo tempo si era chiuso sul desolante punteggio di 6-3 in favore degli All Blacks, raramente visti così imprecisi nella gestione manuale dell’ovale, discontinui nella conquista e incerti nel possesso.

Troppi gli uomini-chiave in condizione ancora approssimativa, primo fra tutti lo stesso Carter.

Il golden-boy, che alla fine registrerà comunque un buon 6/7 dalla piazzola, dura ancora enorme fatica a realizzare quel magnifico collegamento tra la conquista degli avanti e lo sviluppo del gioco da parte dei tre-quarti.

Nell’occasione non è stato aiutato dallo spento Weepu schierato alla mischia e nemmeno dalla insipienza tattica del centro Toeava, né è bastato il labile sostegno di un Luke Mc Alister bravo solo negli spunti personali.

La seconda frazione di gioco si apriva con il pareggio da parte del Sudafrica 6-6 grazie al piede di Hougaard.

Bisognava attendere il 52’, quando Wannenburg rimediava un giallo che lasciava i suoi in inferiorità, per vedere gli All Blacks allungare con due punizioni trasformate da Carter per il 12-6.

Il gioco degli uomini di Henry migliorava anche grazie all’ingresso di Leonard in luogo di Weepu.

Non a caso era proprio lui a marcare la prima meta al 70’ dopo uno splendido passaggio sottomano di Rokocoko, uno dei pochi a salvarsi.

Nel finale le altre due mete di Evans e Carter infliggevano agli Springboks un divario immeritato.

Sabato prossimo gli All Blacks si giocheranno Tri-Nations e Bledisloe Cup contro l’Australia, ma ora la pressione è tutta sulle loro spalle.

13.07.07

Domattina i Boks lotteranno per difendere il proprio onore

Penultimo atto del Tri-Nations 2007. Domattina (diretta tv ore 9.30, Skysport2) al Jade Stadium di Christchurch la Nuova Zelanda ospita un Sudafrica in tono minore, sprezzantemente ribattezzato per questo B-Boks dalla stampa kiwi. Difficile immaginare un esito diverso da una comoda vittoria per gli All Blacks, con la mente già proiettati all’impegno decisivo di sabato prossimo contro l’Australia.

La squadra di Henry schiererà una interessante linea di tre-quarti con Muliaina estremo, il recupero della velocità di Howlett all’ala e una coppia di centri giovane ed esplosiva formata da Toeava e Mc Alister.

Tra gli avanti importante il rientro della torre Chris Jack in seconda linea, mentre 80 minuti difficili attendono la prima linea sudafricana al cospetto dei devastanti Mealamu, Hayman e Woodcock.

Per gli Springboks, capitanati nell’occasione da Muller che rileva i gradi dall’infortunato Skinstead, buona occasione per il mediano di mischia Pienaar di misurare le proprie rimarchevoli potenzialità al cospetto dei migliori in prospettiva Mondiali.

Buona la terza linea schierata da White con il n.8 Cronjè ed i flanker Van de Bergh e Van Heerden, ottimo nella sconfitta contro l’Australia.

Continua a far discutere la decisione del Sudafrica di non schierare i migliori in questa fase del torneo, ma le esigenze della World Cup di settembre reclamano un prezzo salato.

Riposo e recupero per i veterani non hanno prezzo in vista dell’appuntamento iridato.

Intanto a La Salle-Morgex(Val d’Aosta) continua a sgobbare l’Italia di Berbizier:”Abbiamo dedicato la prima parte del ritiro alla preparazione fisica – ha dichiarato il ct – ora cominceremo a curare gli aspetti tecnico-tattici.

La Coppa del Mondo sarà difficile per tutti, noi puntiamo con decisione all’obiettivo dei quarti di finale.”

11.07.07

Scanavacca lascia il rugby giocato

A 34 anni "Pepe" Scanavacca saluta e se ne va. Dopo una lunga e titolata carriera il mediano di apertura rodigino, la scorsa stagione in forza al Calvisano, abbandona il rugby.

Sui tempi della decisione ha certamente influito la delusione provata dal n.10 in occasione della mancata convocazione da parte di Berbizier nei 40 per la Rugby World Cup, vero obiettivo del giocatore.

Non è un mistero che Scanavacca aveva scelto di giocare con il Calvisano proprio per ottenere una maggiore visibilità nell'anno decisivo per guadagnarsi la partecipazione al mondiale, degno coronamento per una carriera controversa ma, certamente, mai banale.


"Pepe" non nasconde la sua delusione:"La decisone è stata difficile.

Considerato quello che è successo con la maglia azzurra la delusione è stata grande e mi ha tolto parecchio entusiasmo.

A questo punto è ora di smettere."

Scanavacca, che proprio nell'ultimo Super10 ha stabilito il record di punti segnati nel campionato taliano con 3212, ha segnato nell'ultimo Sei Nazioni 22 punti personali nella storica vittoria di Murrayfield, 17-37, contro la Scozia.

09.07.07

L'Accademia ricorre al TAR. Campionati in pericolo?

Sulla scia di quanto avviene per altre discipline, anche l’estate del rugby rischia di trascorrere tra ricorsi e carte bollate. Il caso in questione riguarda l’appena concluso campionato di serie B e potrebbe sconvolgere lo sviluppo della stagione dell’intero movimento. La storia vede protagoniste tre società. L’Aisico Accademia Roma ed il Colleferro come parti lese e la seconda squadra del Benetton Treviso come sospetta di comportamenti al di fuori delle regole.

Il regolamento federale prevede l’obbligo per le società partecipanti ai campionati seniores di avere un settore giovanile, requisito mancante ai trevigiani.

La questione sembrava risolta allorché la squadra B della Benetton rendeva noto un accordo in tal senso con il Rugby Trieste.

A quel punto la Federazione concedeva una deroga con la condizione che il Benetton giocasse le partite casalinghe su un campo omologato della provincia di Trieste, cosa mai avvenuta.

Ciononostante, i risultati ottenuti in campionato sono stati omologati lo stesso e, per sovrammercato, il 13 aprile venivano concesse in gran segreto un’ulteriore deroga da parte della FIR e la conseguente possibilità di disputare i play-off per il Treviso come prima classificata del proprio girone.

Il 10 maggio, prima della disputa dei play-off, il Colleferro- che in seguito verrà sconfitto proprio dal Treviso-presenta un ricorso in FIR che ancora non ha ricevuto risposta:”Sono profondamente deluso- ha spiegato il presidente dimissionario Tucci – perché ho sempre creduto nei valori del rugby.

Per questo aspetto ancora una risposta dalla Federazione, nel cui seno vogliamo restare.

Certo, è difficile fare una squadra quando a questo punto del mese ancora non sappiamo in quale campionato giocheremo.”

L’Accademia, invece, ha scelto il ricorso al TAR con la richiesta del blocco dei campionati.

Il presidente Altea, anch’egli dimissionario per protesta, ha intenzione di difendere fino in fondo la causa della sua squadra, sconfitta ai play-off dal Cus Padova classificatosi nel girone alle spalle del Benetton:”Troppe cose hanno favorito i trevigiani.

Sopportare in silenzio un tale trattamento è impossibile.

Del resto – ha continuato Altea -, è piuttosto singolare che, al di là dei torti e delle ragioni, la Federazione non abbia ancora preso una posizione ufficiale su un caso che potrebbe avere conseguenze piuttosto pesanti.

Anche per noi appare difficile in questo momento pensare di costruire una squadra essendo il futuro dei campionati ancora in bilico, ci aspettiamo giustizia.”

Il caso non sembra destinato a passare senza conseguenze per il rugby italiano.

Le prossime scadenze saranno quelle del Consiglio Federale del 13 luglio e l’Udienza di sospensiva del TAR del 19 dello stesso mese.

La palla passa ora alla carte bollate in attesa che la Federazione si pronunci.

07.07.07

Gregan e Larkham domano gli intraprendenti B-Boks

johan_ackermann_rdax_200x167Il Sudafrica a Sidney spaventa l’Australia che, pur vincendo 25-17, non riesce a dare continuità al suo gioco. Dopo appena un quarto d’ora dall’inizio del match gli Springboks, motivatissimi, si trovavano già in vantaggio per 0-17 grazie ad una partenza che avrà fatto mordere la lingua a quanti li avevano ribattezzati B-Boks, a causa della decisione del ct White di lasciare a casa venti dei suoi migliori giocatori.

Al 6’ di gioco era il flanker Van Heerden, ottimo il suo match, a violare la linea di meta toccando l’ovale a terra in capo ad un possesso regalato da un errore di manualità di Giteau.

La trasformazione di Hougaard definiva lo 0-7.

Passavano appena due minuti e Breyton Paulse, uno dei veterani richiamato al fronte da White per far da chioccia al gruppo, marcava la sua 26esima meta in test internazionali grazie ad un intercetto su un maldestro passaggio di Sharpe che gli regalava una cavalcata di 60 metri e la gioia della marcatura personale.

Hougaard trasformava anche questa ed era 0-14 all’8’.

L’Australia stentava a trovare il bandolo della matassa e la mediana Gregan-Larkham, entrambi al passo d’addio dai palcoscenici australiani, faticava moltissimo a sviluppare il proprio rugby.

Ne approfittavano ancora i sudafricani che marcavano altri tre punti per una punizione dal piede di Hougaard, 0-17 al 16’.

A questo punto l’esperienza degli uomini chiave dei Wallabies cominciava ad emergere.

La direzione d’orchestra di Gregan, le invenzioni di Larkham, l’affidabilità di Mortlock lavoravano ai fianchi l’entusiasmo degli Springboks che, per infortunio, perdevano in Ackermann un pilastro del loro pack.

L’Australia cominciava a costruire le sequenze lunghe tanto care al ct Connoly ed al 22’ rientrava in partita.

Merito dell’ala Gerrard abile a rifinire in meta una giocata perfetta da touche in attacco.

La palla conquistata per via aerea passava per le mani di Shepherdson e Gregan prima di arrivare a Larkham.

“The ghost” fintava all’esterno per passare l’ovale a Gerrard che incrociava al suo interno per volare in meta.

La trasformazione di Mortlock ed una sua successiva punizione valevano il 10-17 all’intervallo.

Ad inizio ripresa i Wallabies piazzavano il k.o. decisivo.

Al 42’ il n.8 Hoiles rifiniva un altro delizioso assist di Larkham in meta, mentre al 55’ era Giteau a marcare grazie ad un perfetto grabber-kick di Gerrard.

In mezzo, una trasformazione ed un piazzato di Mortlock, ieri perfetto dalla piazzola, fissavano il 25-17 che durava fino alla fine.

Prima della fine l’Australia mollava qualcosa perdendo continuità ed i sudafricani, nonostante due cartellini gialli, avevano l’opportunità per rifarsi sotto ma Hougaard era impreciso al piede ed Andrews falliva il passaggio decisivo per la meta della staffa.

Al termine australiani felici di potersi giocare Tri-Nations e Bledisloe Cup nel prossimo confronto con gli All Blacks, sudafricani soddisfatti per aver venduto cara la pelle con un team sperimentale.

06.07.07

Tri-Nations, l'Australia saluta Gregan e Larkham

scott_staniforthIl Telstra Stadium di Sidney sarà domani(ore 12, diretta tv su Skysport Extra) il teatro per l’ultima recita in terra australiana di due dei più grandi campioni del rugby degli antipodi. In occasione di Australia-Sudafrica Gorge Gregan e “ghost” Larkham, la mediana dei sogni, daranno modo ai propri tifosi di vederli dal vivo per l’ultima volta.

Poi, dopo la Rugby World Cup di settembre, i due mostri sacri verranno a raccogliere gloria e soldi in Europa prima di ritirarsi.

Questo uno dei motivi per il quarto turno del Tri-Nations 2007, ma non l’unico.

Fa rumore la sospensione dell’ala australiana Tuqiri, sorpreso in settimana ubriaco all’uscita di un locale notturno di Sidney, mentre è rientrato l’allarme per il malore che aveva colto Giteau.

Il Sudafrica presenta una formazione priva dei propri uomini guida che la stampa wallabie ha sprezzantemente ribattezzato B-Boks.

La decisione di White di far riposare i suoi veterani in vista della preparazione ai mondiali resta lontana dallo spirito che anima il rugby da queste parti.

Sarà il campo a dimostrare se Skinstead, Pienaar, Hougaard e compagni si riveleranno inferiori ai titolari.

05.07.07

Berbizier:"Sogniamo insieme!"

“I mondiali sono il nostro sogno.” Pierre Berbizier ha aperto così il raduno azzurro di preparazione alla Rugby World Cup che partirà il 7 settembre con un ghiotto Francia-Argentina e che vedrà il giorno successivo l’Italia sfidare a Marsiglia la leggenda degli All Blacks.

Lo slogan del ct è stato raccolto con entusiasmo dai 40 giocatori (entro il 14 agosto diventeranno 30 come da regolamento, n.d.r.) che da domenica scorsa lavorano nel ritiro aostano di La Salle-Morgex per arrivare alla rassegna iridata più importante della storia ovale azzurra in condizioni ottimali.

Il gruppo si ritroverà in Val d’Aosta per tre cicli di allenamento da qui ad agosto, poi la squadra affronterà due test con il Giappone e con l’Irlanda prima dell’inizio del torneo mondiale.

Berbizier ha indicato la via ai suoi:”Il mio pensiero va a quei seimila italiani che ci hanno seguito a febbraio a Murrayfield quando abbiamo battuto la Scozia o ai milioni che hanno assistito al Sei Nazioni in televisione.

Ricordo ancora l’entusiasmo suscitato dai nostri match.

Ecco – ha spiegato – noi dobbiamo sentire la responsabilità verso questa gente che si aspetta un mondiale all’altezza dei progressi mostrati.

Dobbiamo sognare insieme con loro.”

Il ct azzurro ha poi ripercorso il suo cammino alla guida dell’Italrugby:”Due anni fa siamo partiti a giugno 2005 con una selezione di giocatori per il tour in Argentina e Australia, siamo divenuti una squadra competitiva nel Sei Nazioni 2006, quest’anno abbiamo vinto due partite nel torneo contro Scozia e Galles raggiungendo il nostro top.

Ora dobbiamo migliorare ancora ed abbiamo 60 giorni prima dell’apertura contro gli All Blacks, contro i quali giocheremo al massimo delle nostre possibilità.”

Berbizier non ha nascosto che anche per lui l’obiettivo è quello dei quarti di finale, mai raggiunti dall’Italia nelle precedenti cinque edizioni della Coppa del Mondo:”Inutile negarlo: il match decisivo per decidere chi passerà il turno insieme con gli All Blacks è la partita del 29 settembre a Saint Etienne contro la Scozia, ma è per tutti i match che affronteremo che siamo qui a prepararci.”

Il condottiero di Saint Gaudens ha poi concluso il “manifesto programmatico” esortando i suoi uomini a concludere la realizzazione di un progetto iniziato due anni fa:”Questa squadra aveva le potenzialità per crescere e lo ha fatto, consolidando quella mentalità e quella identità italiana di cui parlavo all’inizio della mia esperienza qui.

Ora questa esiste ed è qualcosa che pervade chiunque indossi la maglia azzurra.

Adesso abbiamo ancora una missione da compiere:sfidare i migliori nella Coppa del Mondo.

Facciamolo, e saremo andati in fondo al nostro progetto, alla nostra idea.”

Parole da leader.

Parole pronunciate con la forza di un carisma che ha dato moltissimo allo sviluppo di questo sport nel nostro paese e che mancherà molto al rugby italiano dopo la fine del mondiale, quando lascerà la panchina azzurra.

C’è da augurarsi che questa scelta non penalizzi troppo la crescita del movimento .

Una crescita che potrebbe assumere i contorni di un vero e proprio boom qualora Bortolami e compagni dovessero davvero raggiungere l’obiettivo dei quarti di finale.

A quel punto, davvero il Flaminio non basterebbe più a contenere gli appassionati italiani.