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30.09.07

RWC ' 07, arrivederci Azzurri

la meta di Tronky“Il momento migliore della partita? Il fischio finale!” Il commento del ct scozzese Frank Hadden fotografa bene il livello tecnico di Italia-Scozia. Quello che il coach degli Highlanders ha dimenticato di dire è che, tra le due squadre in campo, quella che ha dimenticato di giocare a rugby è stata proprio la sua. Gli uomini del cardo hanno giocato consapevoli di essere inferiori agli Azzurri in molti fondamentali e, cinicamente, hanno portato lo sviluppo del match sui propri, pochi, punti forti.

Del resto, anche questa è maturità, la capacità di interpretare le partite.

Proprio una delle cose che è sempre mancata agli Azzurri, anche nei momenti migliori.

Dopo la meta di Troncon, andati in vantaggio, gli italiani avevano l’inerzia del match a loro favore.

In quella fase, in due occasioni l’Italia ha costruito limpide azioni da meta concretizzandone nessuna.

Una volta per uno sciagurato passaggio in avanti di Canale, ancora deludente, che avrebbe potuto lanciare Robertson verso la terra promessa.

La seconda per un errore nella trasmissione del pallone dopo un break di Mirco Bergamasco.

Avrebbero potuto uccidere il match, hanno rilanciato la Scozia sparagnina e calcolatrice.

Nel kicking game lor sono più forti, le incertezze di Pez hanno fatto il resto.

Peccato perchè la prestazione degli avanti, quella di Parisse in particolare, di nuovo ai suoi livelli, e quelle di Bortolussi e Masi sono state all'altezza della situazione.

Nonostante gli errori, sarebbe bastato un pizzico di fortuna sull’ultimo calcio di punizione di Bortolussi, uscito di 15 cm. a 3’ dalla fine, per vincere.

Ma questa squadra ha molto da dare.

Presto verrà annunciato il nuovo ct, probabilmente Nick Mallett, il più “francese” dei sudafricani.

Due scudetti vinti con lo Stade Francais dei Bergamasco nel 2003 e nel 2004, Mallett potrebbe affidare il capitanato proprio a Mauro, un leone l’altra sera.

Nella notte dell’addio di Troncon, due note.

Una, bellissima, dedicata ai 12000 appassionati italiani che hanno colorato di azzurro la notte di S. Etienne.

L’altra per la totale assenza di rappresentanti del Governo l’altra sera.

Se ne ricordino ministri e ministre di turno quando ci sarà da fare passerella per le future vittorie degli Azzurri che probabilmente arriveranno, certamente non grazie al loro sostegno.

29.09.07

RWC ' 07, la delusione azzurra

Mauro BergamascoFinisce tra le lacrime di Alessandro Troncon che lascia la maglia azzurra cui tanto ha dato e dalla quale, nei risultati, avrebbe dovuto avere di più. Bella l’immagine di Bortolami, il capitano ferito, che a fine partita abbraccia e sostiene Troncon nel suo amaro addio.

Tutto ciò ad onta delle voci infondate che raccontavano di rivalità nel gruppo azzurro:”Nel bene o nel male ci abbiamo provato in tutti i modi, non è stato abbastanza – dice Tronky-.

Questo è lo sport.

Bravi loro a gestire meglio di noi la pressione.

Adesso continuerò a dare il mio contributo, in un’altra veste.”

Un altro dei leader di questa squadra, Mauro Bergamasco, arringa i suoi compagni abbracciati in cerchio dopo il fischio finale:”Cosa ho detto ai miei compagni?

Che avevamo il dovere di uscire a testa alta, perché abbiamo dato tutto, perché abbiamo dimostrato di non essere inferiori.

Oggi abbiamo la morte del cuore ma è importante quello che abbiamo dimostrato.”

Bergamasco sfoga la sua rabbia:”Abbiamo combattuto fino all’ultimo, le lacrime di oggi serviranno per andare avanti.”

Pierre Berbizier aveva annunciato per tempo la decisione di tornare in patria alla fine della Rugby World Cup 2007.

In due anni e mezzo il coach di Saint Gaudens ha fatto molto più che allenare una squadra, ha trasformato la dimensione del rugby italiano portandolo a livelli mai conosciuti prima.

Alla sua ultima partita alla guida dell’Italia sceglie il silenzio.

Parlerà più tardi, quando il sangue e la testa saranno tornati freddi.

Il rugby italiano lo saluta con rimpianto, mercì Pierre.

L’ultima nota rileva la presenza di 12000 tifosi azzurri sulle tribune di S. Etienne, fantastici.

RWC ' 07, la Scozia respinge l'Italia. Niente quarti di finale per gli Azzurri

Il pianto di TronconLa maledizione dei quarti di finale deprime di nuovo i sogni del rugby azzurro. La Scozia, senza fare nulla di più che seguire il manuale e sfruttare gli errori tattici di una generosa Italia, vince 16-18 un match che colora di amarezza la Rugby World Cup italiana. L’inizio del match era tutto in salita per gli Azzurri. Dopo soli 6’ gli scozzesi erano avanti per 6-0 grazie a due calci sfruttati al massimo dall’implacabile Paterson.

Le due punizioni scaturivano da incertezze italiane soprattutto nella ricezione dei palloni alti sui quali gli uomini di Berbizier subivano la pressione avversaria.

Sembrava di rivedere l’Italia grigia e insicura delle prime tre partite, poi all’8’ un giallo a Mauro Bergamasco per un placcaggio su un avversario senza palla faceva crollare il mondo sulle speranze azzurre.

Ed invece, proprio l’inferiorità numerica sembrava scuotere Troncon e compagni che ritrovavano il gusto per la lotta e la giusta intensità.

Al 13’ gli Azzurri passavano addirittura in vantaggio.

La mischia conquistava un ovale che Pez calciava alto e forte.

Sotto il pallone si avventava Mirco Bergamasco che, dopo aver travolto anche l’arbitro Kaplan che aveva l’impudenza di essere sulla sua strada, metteva pressione sulla ricezione di Rory Lamont.

L’ovale rimbalzava ed era lesto Sole ad agguantarlo e a creare la base a 2 metri dalla meta.

Troncon raccoglieva l’ovale, fintava il passaggio al largo per creare il buco nella rete avversaria nel quale si avventava come uno squalo sulla preda.

Tuffo e meta, la trasformazione di Bortolussi fissava il 7-6 per l’Italia.

L’Italia prendeva coraggio e gli Highlanders si smarrivano creando i presupposti per il momento migliore per gli Azzurri.

Al 18’ un piazzato di Bortolussi portava lo score sul 10-6.

A questo punto, recuperata la parità numerica, gli italiani mostravano di nuovo lacune nella concretizzazione non sfruttando un paio di limpide occasioni da meta.

Soprattutto un incredibile passaggio in avanti di Canale vanificava lo scatto di Robertson che aveva davanti solo un pilone.

Le mancate occasioni favorivano il rientro della Scozia che cominciava a calciare lungo per portare il gioco nella metà campo e cercare il fallo degli Azzurri.

Troncon e compagni perdevano lucidità concedendo un paio di punizioni al 32’ e al 35’ che Paterson trasformava chiudendo all’halftime con gli uomini del cardo in vantaggio per 10-12.

L’inizio della ripresa era di nuovo difficile con gli scozzesi bravi a decifrare le chiamate in touche degli Azzurri e a prevalere nel possesso continuando con lo stesso piano di gioco che fruttava altri due calci.

Manco a dirlo, Paterson , incedibile il suo 100% al piede al termine,li trasformava al 47’ e al 52’ per il 10-18.

Di nuovo, gli Azzurri si scuotevano grazie ad una grande mischia e alla prestazione, finalmente sicura in ricezione di Bortolussi e di un Masi presente e tonico.

Troncon guidava e calmava i suoi che conquistavano altri quattro calci di punizione.

Il destino però, voleva che proprio Bortolussi ne marcasse solo due, al 56’ e al 62’, fermando la rimonta azzurra sull’amaro 16-18 finale.

Più furbi nella gestione ed infallibili dalla piazzola gli scozzesi, tanto cuore e minore lucidità da parte degli Azzurri cui nulla può essere imputato in generosità e dedizione.

Questa è stata l’ultima carica per due cavalieri come Troncon, che lascia un vuoto incolamabile al suo 101° cap, e Berbizier che torna nella sua Francia.

Il rugby italiano li saluta in piedi, grato.

Un aereo riparte dalla Francia, riporta in Italia una squadra che ha tutto per guadagnarsi un futuro radioso, ma il presente è troppo amaro per pensarci.

RWC ' 07, la crisi dell'emisfero nord

RokocokoNon solo Italia – Scozia. La fase finale della Rugby World Cup si avvia al termine e comincia a definire la griglia dei quarti di finale. Dopo la faticosa qualificazione ottenuta dall’Inghilterra ai danni di Tonga (36-20 il risultato) che metterà il XV della rosa di fronte all’Australia, pronostico favorevole ai wallabies, continua il momento difficile del rugby europeo.

Le isole Fiji si qualificano eliminando il Galles con un entusiasmante 38-34 frutto della loro pazza, meravigliosa interpretazione del rugby.

Nove mete, spettacolo, placcaggi e giocate magiche, la partita è stata un vero spot per la palla ovale.

Nell’altro match della giornata solita galoppata della Nuova Zelanda che spedisce a casa la Romania con un eloquente 85-8 in cui ha brillato la tripletta di Joe Rokocoko.

28.09.07

RWC ' 07, Italia - Scozia dentro o fuori

giro d'onore a MurrayfieldDue squadre, un pallone ovale, lo stesso sogno. Domani sera(ore 21, diretta dalle 20 su Skysport2) Italia e Scozia si giocano in 80 minuti ben più dei quattro anni di attesa che separano una Rugby World Cup dall’altra. Per gli scozzesi – con un movimento in grave crisi che registra calo di spettatori, pochi soldi, calo di praticanti – perdere sarebbe una catastrofe. In pochi anni sono passati dai vertici del rugby europeo all’11° posto del ranking dell’IRB.

Per l’Italia di Berbizier, invece, sarebbe certamente il fallimento di due anni di speranze, ma non cancellerebbe i progressi degli ultimi anni.

I semi cominciano a dare frutti e la crescita del movimento azzurro, stavolta, parte dal basso.

I settori giovanili delle società di rugby in tutta Italia scoppiano di nuove adesioni confermando e, in alcuni casi, moltiplicando una tendenza inarrestabile negli ultimi anni.

Certo, in caso di risultato negativo la delusione resterebbe profonda e amarissima, ma non bisogna dimenticare cos’era il rugby italiano fino a qualche anno fa.

Grande pressione per entrambe le squadre, dunque, ma la Scozia di Frank Hadden lotta per la sopravvivenza.

L’Italia arriva al match decisivo dopo tre esibizioni poco brillanti in questa Rugby World Cup.

Inserita in un girone non impossibile (l’unico ostacolo verso i quarti di finale è, appunto, la Scozia dominata a marzo nel Sei Nazioni, n.d.r.), baciata dalla sorte in virtù di un calendario favorevole, la squadra di Pierre Berbizier ha registrato un avvio psicologicamente difficile.

Dopo la disastrosa mezz’ora iniziale contro gli All Blacks, gli Azzurri hanno mostrato di trascinarsene le tossine anche contro Romania e Portogallo, battute senza brillare.

Il XV annunciato da Berbizier farà a meno del capitano Bortolami, fermato da un infortunio al rachide cervicale, ma recupera Santiago Dellapè, che in campo si sente eccome.

Rimessa laterale, ricezione aerea, placcaggio.

Il “lupo” azzurro, così lo chiamano i suoi compagni, darà il suo contributo.

Altre prestazioni chiave saranno quelle di Parisse e Pez.

Il n.8 dovrà vedersela con Jason White, vera anima e leader emozionale della squadra scozzese che guiderà i suoi all’ultimo assalto.

Per Ramiro Pez l’ennesima grande occasione di rendere il suo talento determinante.

Una volta conquistato l’ovale dal pack azzurro dovrà essere il n.10 a gestirlo ponendo quesiti alla difesa degli Highlanders, magari calciando l'ovale alle spalle della linea difensiva avversaria.

Anche l’estremo Bortolussi è chiamato a riscattarsi dopo un brutto avvio, mentre su Troncon, domani sera capitano, si può contare ad occhi chiusi.”Domani – ha detto Berbizier - non voglio risposte individuali, voglio risposte dalla squadra. Voglio la vera Italia.”

Conquista, difesa, concretizzazione.

Agli Azzurri “basterà” seguire il credo del ct per entrare nella storia.

Saint Etienne, Stade Geoffroy Guichard - sabato 29 settembre 2007
RWC, I fase, IV giornata, Pool C – ore 21.00, diretta Sky Sport 2 (Raimondi-Munari)
SCOZIA – ITALIA
Scozia: Lamont R.; Lamont S., Webster, Dewey, Paterson; Parks, Blair; Taylor, Hogg, White (cap); Hamilton, Hines; Murray, Ford, Kerr
a disposizione: Lawson, Smith, MacLeod, Brown, Cusiter, Henderson, Southwell
All. Hadden
Italia: Bortolussi; Robertson, Canale G., Bergamasco Mi., Masi; Pez, Troncon (cap); Parisse S., Bergamasco Ma., Sole; Del Fava, Dellapè; Castrogiovanni, Festuccia, Perugini
a disposizione: Ongaro, Lo Cicero, Bernabò, Ghiraldini, Griffen, De Marigny, Galon
All. Berbizier
Arbitro: Kaplan (Sudafrica)
Note: previsto cielo coperto e temperatura intorno ai 10 gradi centigradi. In tribuna Marcello Lippi, ex-CT Nazionale Italiana di calcio. Attesi da 12.000 a 15.000 tifosi provenienti dall'Italia. Stadio esaurito in ogni ordine di posti.

Classifica Pool C: Nuova Zelanda punti 15; Scozia 10; Italia 8; Romania 5; Portogallo* 1
*Portogallo una partita in più

27.09.07

RWC ' 07, il XV Azzurro per la Scozia

Ramiro PezCome da noi anticipato Bortolami non sarà in campo nella sfida decisiva alla Scozia di sabato a S. Etienne. Il capitano azzurro, che ha saltato anche la finale del campionato inglese con il Gloucester per infortunio, lascerà i gradi ad Alessandro Troncon nel suo 101° cap.

Pierre Bebizier ha scelto Bortolussi per il ruolo di estremo, mentre alle ali Masi farà coppia con Robertson.

Mirco Bergamasco e Canale formeranno la collaudata coppia di centri protagonista dell’ultima vittoria degli Azzurri a Murrayfield nel marzo scorso.

Il mediano di apertura sarà Ramiro Pez preferito a De Marigny che siederà in panchina.

Pez avrà il compito di giocare sulla linea del vantaggio e di creare problemi alla linea di difesa scozzese con le sue giocate ed il suo estro.

Il pack, che dovrà imporre la supremazia italiana sulle fonti del gioco, vedrà Parisse con il n.8, Mauro Bergamasco e Josh Sole saranno i flanker.

Del Fava sostituirà Bortolami al fianco del recuperato Dellapè, mentre in prima linea Perugini e Castrogiovanni saranno i piloni con Festuccia tallonatore.

In panchina oltre a De Marigny siederanno Lo Cicero, Ongaro, Bernabò, Ghiraldini, Griffen e Galon.

“L’assenza di Bortolami? Domani mi aspetto risposte di squadra, non risposte individuali – ha detto Berbizier-. La scelta di Pez è una scelta tattica nel segno della continuità.

Domani mi aspetto la vera Italia.”

ITALIA
15 David BORTOLUSSI (Montpellier, 13 caps)
14 Kaine ROBERTSON (Arix Viadana, 25 caps)
13 Gonzalo CANALE (Clermont Auvergne, 35 caps)
12 Mirco BERGAMASCO (Stade Francais, 46 caps)
11 Andrea MASI (Biarritz Olympique, 34 caps)
10 Ramiro PEZ (unattached, 39 caps)
9 Alessandro TRONCON (unattached, 100 caps) - capitano
8 Sergio PARISSE (Stade Francais, 47 caps)
7 Mauro BERGAMASCO (Stade Francais, 61 caps)
6 Josh SOLE (Arix Viadana, 22 caps)
5 Carlo Antonio DEL FAVA (Ulster, 22 caps)
4 Santiago DELLAPE' (Biarritz Olympique, 46 caps)
3 Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 48 caps)
2 Carlo FESTUCCIA (Metro Racing Paris, 41 caps)
1 Salvatore PERUGINI (Stade Toulousain, 46 caps)

a disposizione
16 Fabio ONGARO (Saracens, 50 caps)
17 Andrea LO CICERO (Metro-Racing Paris, 70 caps)
18 Valerio BERNABO' (Brive, 13 caps)
19 Leonardo GHIRALDINI (Cammi Calvisano, 6 caps)
20 Paul GRIFFEN (Cammi Calvisano, 38 caps)
21 Roland DE MARIGNY (Cammi Calvisano, 19 caps)
22 Ezio GALON (Overmach Cariparma, 13 caps)


26.09.07

Serie A, la Mantovani Lazio vuole una stagione al vertice

il capitano MannucciLa Mantovani Lazio 1927 vuole un ruolo da protagonista nella prossima serie A e fa sul serio. Dopo la delusione della scorsa stagione che ha visto la sezione rugby della Polisportiva Lazio mancare l’obiettivo del sesto posto e lottare per non retrocedere, il sodalizio guidato dal presidente Biagini ha condotto un mercato di primo livello. Tradizionalmente ricca di giovani talenti partoriti da un vivaio tra i più floridi del paese, la squadra biancoceleste ha acquistato elementi di grande esperienza per bilanciare l’organico.

La prima linea è stata ancorata dall’arrivo dall’AlmavivA Capitolina del tallonatore Victor Jimenez, 36enne con un passato a L’Aquila e Calvisano.

Al suo fianco l’irlandese Brendan Lynch, ex-nazionale U.19 rinforzerà il reparto dei piloni insieme con l’abruzzese Citriniti, mentre il promettente Lorenzini sarà un’alternativa di lusso a Jimenez.

In seconda linea Livraghi è un punto fermo.

Al suo fianco i rientri di Zamboni e Nardi ma, soprattutto, l’arrivo di Riedi, nazionale azzurro U.20.

Particolarmente interessante la terza linea.

Il n.8 sarà il talentuoso capitano Mannucci, giocatore in grado di fare la differenza nella categoria, con il ritorno di Bocconcelli dal Frascati come alternativa.

Ricco il reparto dei flanker con il confermato Di Laura Frattura e l’arrivo dell’altro irlandese Derek O’Riordan dai Dolphins del Munster, dell’argentino Mollura dal CASI e del capitano dell’U.20 azzurra Luca Petillo.

All’apertura confermatissimo Agustin Sulpis, per il quale Biagini ha dovuto resistere a numerose offerte da altre squadre.

A mediano di mischia ancora un argentino, l’ex-Puma Manuel Diaz che consentirà a Simone Milazzo, ottimo nella scorsa stagione, di recuperare con serenità dall’infortunio al ginocchio.

Tra i tre-quarti, salutato il talento di Andrea Pratichetti che ha raggiunto il fratello a Calvisano, un altro colpaccio.

Reduce da diverse stagioni nel Calvisano ha scelto di fare da chioccia ai talentuosi giovani laziali Apenisa Vodo.

Ex-nazionale figiano, ex-azzurro da equiparato il 35enne back, se motivato a dovere, potrebbe fare la differenza.

Così come determinante potrebbe risultare l’ex-capitano della Capitolina Alfredo De Angelis, estremo da categoria superiore. Intorno a loro potranno crescere i verdi talenti di Pietro Valcastelli e di Fabrizio Sepe, nazionali giovanili.

Nuova anche la guida tecnica, affidata al 42enne veneto Eugenio Eugenio:”Dopo tre promozioni con Venezia e S. Donà avevo voglia di confrontarmi con una realtà diversa.

Roma e la Lazio mi danno un’opportunità fantastica.”

L’obiettivo è dominare il girone B della Serie A per accedere ai play-off promozione per il Super10 con le prime tre classificate del girone A.

Il verdetto, come sempre, lo darà il campo.

Interrogazione parlamentare del sen. De Angelis:"Perchè nessuna partita dell'Italia in chiaro?"

pubblico azzurroOggi è stata presentata in Parlamento un'interrogazione da parte del sen. De Angelis (AN), co-fondatore dell'Associazione Parlamentare Amici del Rugby, sottoscritta da diversi parlamentari appartenenti a vari schieramenti. L'oggetto dell'interrogazione sta a cuore agli appassionati di rugby e riguarda la mancata emissione in chiaro sulle reti di Stato degli incontri della nazionale di azzurra impegnata nella Rugby World Cup 2007.

"Siamo molto contenti dell'iniziativa del sen. De Angelis - ha commentato dalla Francia il presidente Dondi - e degli altri parlamentari firmatari dell'interrogazione.

Come Federazione abbiamo ricevuto le rimostranze di migliaia di appassionati ma possiamo fare poco.

L'augurio è che si faccia in tempo a fare qualcosa per Italia-Scozia, o per le altre partite che disputerà l'Italia in caso di vittoria."

L'interrogazione si basa sull'esistenza di normative comunitarie che indicano il dovere da parte dei canali di Stato di trasmettere eventi di interesse mondiale che riguardano le nazionali dei vari sport.

Di seguito pubblichiamo il testo dell'interrogazione:

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Sen. Marcello De Angelis - Al Ministro delle Telecomunicazioni

Premesso che:

- in data 27 novembre 2006 in qualità di Associazione Parlamentari Amici del Rugby è stata inviata una lettera indirizzata agli organi di Presidenza della Rai e per conoscenza al Presidente della Commissione di vigilanza della Rai (alla quale peraltro non è mai giunta risposta) con la quale si chiedeva che il servizio pubblico riservasse, come già si verifica in altri Paesi, uno spazio settimanale fisso - anche se esiguo - al fine di promuovere una più ampia conoscenza e adesione di questo sport, in considerazione anche del crescente interesse di pubblico che il Rugby ha riscontrato, grazie anche ai risultati conseguiti in campo internazionale;

- è in corso una petizione sostenuta da società sportive e da appassionati che ha raccolto ad oggi già oltre 7.000 firme per chiedere che i mondiali di Rugby vengano trasmessi in chiaro dal servizio pubblico;

- che l'articolo 3 bis della Direttiva 97/36/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 giugno 1997 che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività televisive, recita al comma 1: "Ciascuno Stato membro può prendere le misure compatibili con il diritto comunitario volte ad assicurare che le emittenti televisive soggette alla sua giurisdizione non trasmettano in esclusiva eventi che esso considera di particolare rilevanza per la società, in modo da privare una parte importante del pubblico dello Stato membro della possibilità di seguire i suddetti eventi in diretta o in differita su canali liberamente accessibili.

In tale caso, lo Stato membro interessato redige un elenco di eventi, nazionali e non, che considera di particolare rilevanza per la società.

Esso redige tale elenco in modo chiaro e trasparente e in tempo utile.

Inoltre, lo Stato membro determina se tali eventi debbano essere disponibili in diretta integrale o parziale o, laddove ciò risulti necessario o opportuno per ragioni obiettive nel pubblico interesse, in differita integrale o parziale"

Considerato che:

- l'attuale campionato del mondo di rugby è ormai in corso

Chiede di sapere

- quali provvedimenti si intenda prendere per garantire il diritto a tutti di vedere in futuro la nazionale di rugby.


25.09.07

RWC ' 07: niente Scozia per Bortolami. Troncon sarà capitano

touche BortolamiOrmai è certo, Bortolami non ce la fa. In vista della sfida decisiva di sabato 29 contro la Scozia, che ormai ha assunto le sembianze di un vero e proprio ottavo di finale, l’Italia di Berbizier perde un altro pezzo, e non si tratta di un pezzo qualunque. Il capitano resterà a bordo campo ad incitare i suoi compagni, fermato dalla distrazione al legamento delle vertebre cervicali rimediata nel match contro il Portogallo.

Nonostante il rendimento di Bortolami nelle prime tre uscite della Rugby World Cup 2007 non sia stato all’altezza dello standard mostrato nel Sei Nazioni, la sua assenza costringerà a rivedere il lavoro, fondamentale, della touche in cui riveste un ruolo determinante.

Gli schemi di salto, i blocchi contro le rimesse avversarie, le chiamate dovranno essere assimilate dalla nuova coppia formata da Dellapè, al rientro, e da Del Fava.

Soprattutto il secondo, forte fisicamente e generoso ma piuttosto indisciplinato, dovrà fare attenzione a non concedere agli avversari punizioni gratuite che potrebbero avere un peso determinante.

Il resto del XV azzurro è quasi fatto, proviamo ad anticipare Pierre Berbizier.

In prima linea i piloni Perugini e Castrogiovanni, che dovranno imporre la propria supremazia alla fonte del gioco in un’area che vede gli scozzesi soffrire, sosteranno il tallonatore Festuccia, mentre in terza Parisse si riprenderà la maglia n.8 con Mauro Bergamasco e Sole flanker.

Alessandro Troncon, al suo 101° cap, dirigerà la mischia e sarà capitano, stavolta non solo di fatto.

La linea dei tre-quarti potrebbe vedere Mirco Bergamasco-Canale ai centri mentre alle ali Robertson potrebbe far coppia con Masi, difficile da tener fuori adesso.

I dubbi riguardano il mediano di apertura e l’estremo.

Berbizier e Cariat potrebbero decidere di affidare la n.10 a Ramiro Pez, più adatto di De Marigny a giocare “alto” sulla linea del vantaggio e più abile del compagno a scavalcare la linea difensiva avversaria con calci a seguire.

Ciò consentirebbe di schierare De Marigny estremo al posto di un Bortolussi che, dopo l’uragano All Blacks, ha ancora l’aspetto di un naufrago di un romanzo dell’800 sbattuto sulla spiaggia dopo essere scampato alla tempesta .

Il calcio potente e la sicurezza nel placcaggio di De Marigny garantirebbero maggiore sicurezza, senza dimenticare che Galon è dato in ottima forma e potrebbe avere una chance.

23.09.07

RWC ' 07:i colori del mondiale

TaioneGli Azzurri di Berbizier, fatto ritorno alla base provenzale di S. Remy, mettono a frutto la pausa che li separa dalla sfida decisiva del 29 settembre contro la Scozia cercando di lavorare sulle lacune evidenziate dai primi tre impegni. Dopo la disfatta subita dagli All Blacks, le due vittorie con diverse ombre su Romania e Portogallo, il gruppo azzurro ha bisogno di ritrovare il filo che lo aveva condotto al 9° posto del ranking dell'IRB e a battere proprio la Scozia ed il Galles.

Ma, come ha sottolineato Troncon nei giorni scorsi, sarebbe un errore madornale pensare alla vittoria di Edimburgo.

Ne è corsa parecchia di acqua sotto ai ponti ed oggi l’Italia è chiamata a ricostruirsi una credibilità dopo le incertezze dell’avvio.

Nel rugby non esistono rendite di posizione, soprattutto per l’Italia che si è affacciata al massimo livello da troppo poco.

Intanto, continua a dipanarsi una splendida edizione della Rugby World Cup piena di storie e di colori.

Come il verde degli irlandesi che qualche giorno fa hanno invaso gli Champs Elisèes per sfidare la Francia nella sua tana.

Ma Les Bleus, di fronte al pericolo di mancare la qualificazione ai quarti, hanno tirato fuori gli artigli vincendo 25-3 e rimettendosi in corsa.

O come il rosso di Tonga che si giocherà la storica qualificazione contro l’Inghilterra del redivivo Wilkinson(24 punti contro le Samoa) e che ha messo paura al terribile Sudafrica, vero sfidante – insieme con l’Australia di Giteau e del “ragazzino” Barnes - dei favoriti All Blacks.

A proposito, la Nuova Zelanda ha regolato ieri la Scozia ad Edimburgo con il punteggio di 40-0.

Per la prima volta nella storia le furie del ct Henry sono scese in campo vestite di grigio – prodigi del merchandising e della dittatura cromatica della televisione – e della medesima tonaltà è stata la prestazione di un match giocato da due team rimaneggiati e privo dell’abituale ferocia tipica delle battaglie tra queste due squadre.

Henry ha tenuto in campo Carter, Mc Alister e Conrad Smith, i suoi playmaker, il più possibile per affinarne i meccanismi.

La Scozia ha offerto una discreta presenza attorno ai raggruppamenti, una buona touche e poco altro.

Nonostante tutto, di fronte agli Azzurri resta la più grande occasione della storia del rugby italiano.

Gli Highlanders di Hadden restano un bersaglio ampiamente alla portata della squadra di Berbizier.

Dal punto di vista fisico gli Azzurri sono a posto, da quello tecnico hanno molte frecce al proprio arco.

La mischia, la touche, la qualità di molte individualità.

C’è solo da accordare il registro psicologico.

Castrogiovanni ha lamentato troppe pressioni dall’esterno, l’impressione è che gli Azzurri dovranno evitare di crearsene al proprio interno.

La Scozia ha tutto da perdere da questa battaglia, lasciamo che la pressione schiacci le loro spalle.

21.09.07

RWC ' 07. Berbizier:"Miglioreremo"

PHP_7175 cariat Il giorno dopo la seconda vittoria nella Rugby World Cup 2007 l’Italia si prende una pausa e tiene fede all’ordine di scuderia:spargere ottimismo a piene mani. Ci pensa il presidente Dondi a fare da scudo ai suoi uomini. Nella splendida Casa Italia al Trocadero di fronte ad una Parigi illuminata dal sole l’occasione è quella della cerimonia informale per la consegna del premio speciale a Troncon per il suo 100°cap:”In fondo, abbiamo vinto due volte e questo era ciò che contava davvero.

Certo – puntualizza Dondi -, i problemi nel gioco non vanno dimenticati, ma sono sicuro che al momento giusto i ragazzi torneranno quelli del Sei Nazioni.”

Il momento in questione, ormai lo sanno tutti, sarà il prossimo 29 settembre, il giorno di un’ Italia – Scozia che cambierà la storia, non solo di questo mondiale, per entrambe le squadre.

Anche Pierre Berbizier, smaltita la delusione per quella che definisce una “brutta partita”, è più analitico rispetto al laconico dopo-partita:”Abbiamo avuto grossi problemi nel mantenimento del possesso(13 palloni perduti, n.d.r.)e questo è un guaio che vanifica il lavoro di tutta la squadra nella conquista.

Stiamo lavorando su questo problema.

Eliminarlo significherebbe riuscire a mettere maggiore pressione sugli avversari.”

Dal punto di vista psicologico la partita contro il Portogallo sembrava ricalcare quella con la Romania.

Subito in vantaggio, gli Azzurri hanno smaltito presto la via:”Non sono d’accordo – spiega il ct – nella prima mezz’ora contro la Romania abbiamo fatto tutto bene fino alla concretizzazione, che è mancata.

Potevamo marcare 35 punti e non l’abbiamo fatto, subendo il loro ritorno.

Poi siamo stati bravi a replicare.

Con il Portogallo no, siamo andati subito in affanno cercando la soluzione personale che nel rugby non paga mai.

Si spiegano soprattutto così i palloni regalati agli avversari.”

Sulla psicologia dei giocatori potrebbe aver pesato sapere che al termine del mondiale lei lascerà l’Italia?:”Non credo. I giocatori cambiano continuamente squadra e non accade nulla.

L’ambiente è sereno, i problemi sono altrove e li risolveremo.”

Intanto, come previsto, gli infortuni cominciano a pesare sul torneo per tutti, e l’Italia non fa eccezione.

Alessandro Zanni, toccato duro contro gli All Blacks e poi infortunatosi alla coscia in allenamento, è stato rispedito in patria ed al suo posto è stato convocato Roberto Mandelli.

Anche la Scozia sta pagando dazio alla durezza degli impatti fisici.

Due piloni sono già andati e quattro giorni prima dello spareggio con gli Azzurri affronterà gli All Blacks.

La Rugby World Cup non fa sconti.

19.09.07

L'Italia non convince contro un coraggioso Portogallo

Mauro carica i portoghesiIl 100° cap che proietta Alessandro Troncon nella storia del rugby avrebbe meritato di essere onorato in modo migliore. Il 31-5 con il quale l’Italia ha battuto un coraggioso Portogallo ha messo a nudo, soprattutto nel brutto primo tempo, le difficoltà che affliggono la squadra di Berbizier. Il match si apriva con una meta di Andrea Masi al 4’.

L’ariete aquilano era bravo a prendere il tempo su una bella linea di corsa che dettava l’assist sulla frontiera del vantaggio da parte di De Marigny.

Prima linea di difesa portoghese bruciata e tocco in mezzo ai pali, facile la trasformazione di Bortolussi per il 7-0.

Sembrava finalmente possibile assistere al ritorno della bella Italia ammirata dal mondo nell’ultimo Sei Nazioni ma era solo un’illusione amara.

Da qui in avanti gli Azzurri mettevano in scena una rappresentazione molto simile a quella già offerta contro la Romania.

Fallosi, nervosi – incredibile l’espulsione temporanea rimediata al 7’ dal capitano Bortolami in un match che, a lui per primo, non avrebbe dovuto creare problemi – i giocatori di Berbizier davano l’impressione di giocare con le mani e le gambe legate dalla paura di sbagliare.

Il Portogallo merita onore e stima per come ha affrontato questa Rugby World Cup 2007, ma certo non ci si aspetterebbe di vedere i lusitani strappare tesori di possesso dalle mani degli Azzurri, persino nelle situazioni a loro più congeniali come le maul o le ruck, ma tant’è.

Ormai è chiaro, l’Italia alla World Cup è questa.

Né conforta l’atteggiamento generale tra gli Azzurri, spesso beccati dalle telecamere impegnati in discussioni in campo che non fanno pensare al massimo dell’armonia.

Troncon si impegnava a richiamare i suoi compagni alla calma, ma sembrava impresa difficile.

Così il 10-0 arrivava solo al 17’, dopo fasi di gioco sbiadito, per un piazzato di Bortolussi ieri almeno preciso al piede.

Intanto ci si chiedeva a cosa servisse la presenza in campo di Vosawai, bravo soprattutto a regalare l'ovale agli avversari e incapace di essere presente in difesa.

Un’altra punizione dell’estremo italiano al 30’ fissava il 13-0 tra i fischi del pubblico del Parco dei Principi che avrebbe preferito una più coraggiosa touche.

Nel frattempo le incertezze italiane, come giustamente vuole il manuale del rugby, rinfrancavano i portoghesi che piazzavano un paio di strutture di gioco discrete, una delle quali conclusa in meta dal n.5 Gonzalo Uva tra il tripudio del pubblico per il 13-5 al 33’.

La prima frazione si concludeva su un piazzato di Bortolussi che marcava un 16-5 piuttosto povero all’halftime.

Tutti negli spogliatoi, e forse era meglio così.

Pierre Berbizier, che su questa stessa erba ha vissuto momenti di ben altra gloria, deve aver spiegato qualcosa ai suoi che nel secondo tempo scendevano in campo con maggiore determinazione, pur rimanendo imprecisi.

Più voglia e un poco di coraggio in più producevano un piazzato di Bortolussi al 63’ per il 19-5 e due mete, peraltro non sufficienti a raggiungere il punto di bonus.

La prima, al 72’, era frutto di una maul finalmente ben congegnata da rimessa laterale ai 5 metri in attacco.

Era Mauro Bergamasco a rifinire il lavoro dei suoi, e finalmente un segnale positivo arrivava anche da lui, 24-5.

Solo cinque minuti dopo Masi definiva la sua doppietta toccando l’ovale in meta su un delizioso calcetto a scavalcare di De Marigny che sorprendeva i lusitani di Morais, trasformazione a segno marcava il 31-5 definitivo.

Rimanevano solo 3’ per tentare di marcare la quarta meta, ma per gli Azzurri di ieri sera non erano abbastanza.

Contro la Scozia servirà un’altra Italia.

17.09.07

RWC ' 07. Italia - Portogallo, la formazione. Troncon tra i Centenari

Troncon, leader azzurroSi avvicina lo scontro diretto con la Scozia che deciderà le sorti dell’intera World Cup per l’Italia, ma prima per gli Azzurri c’è da risolvere la pratica Portogallo. Il match, previsto per mercoledì al Parco dei Principi di Parigi (ore 20, diretta tv Skysport2) non può preoccupare più di tanto una squadra come quella allenata da Berbizier, pur con tutto il rispetto dovuto ad un avversario che, finora, ha offerto una immagine positiva di sé.

Ma tra i lusitani i professionisti sono solo tre, il movimento portoghese si aspetta una crescita dopo questo mondiale, ma non bisogna dimenticare che nelle eliminatorie ad ottobre gli Azzurri rifilarono un eloquente 83-0 al Fattori di L’Aquila.

Ecco quindi che l’attenzione si sposta inevitabilmente sul 100°cap azzurro di Alessandro Troncon.

A 34 anni il magnifico leader di tante battaglie taglia un traguardo che pochi campioni al mondo possono vantare:”Non lo so, posso dire che la mia è stata una carriera lunga- si schernisce-, e ricca di soddisfazioni.

Dopo tanto tempo, penso ancora che il rugby sia il modo migliore di farsi delle amicizie e questo patrimonio non me lo potrà mai togliere nessuno.”

Nella sua carriera ha affrontato tra i più grandi esponenti del ruolo di mediano di mischia:”Da tutti quelli che ho incontrato ho cercato di imparare. In questo mondiale mi hanno impressionato du Preez e Pichot.”

Berbizier ha annunciato una formazione che lascia spazio a quanti sono stati meno impegnati finora.

Spazio dunque a Pratichetti e Canavosio alle ali.

La coppia di centri vedrà Masi accanto a Canale, mentre Bortolussi giostrerà da estremo.

De Marigny e Troncon saranno i mediani, le terze linee vedranno Parisse e Mauro Bergamasco flanker ai lati di Vosawai che partirà titolare con la maglia n.8.

In seconda linea al fianco del capitano Bortolami salterà per la prima volta in questa World Cup Del Fava, mentre la prima linea vedrà l’esordio del tallonatore Ghiraldini al fianco dei piloni Castrogiovanni e Lo Cicero.

In panchina spazio ad Aguero, Ongaro, Perugini, Bernabò, Orlando per gli avanti e Griffen e Galon per i backs.

Gli Azzurri dovranno dimostrare di aver recuperato la coscienza dei propri mezzi nella quiete della Provenza, prima di lanciarsi all’assalto della Scozia.

ITALIA
15 David BORTOLUSSI (Montpellier, 12 caps)
14 Pablo CANAVOSIO (Castres, 16 caps)
13 Gonzalo CANALE (Clermont Auvergne, 34 caps)
12 Andrea MASI (Biarritz Olympique, 33 caps)
11 Matteo PRATICHETTI (Cammi Calvisano, 7 caps)
10 Roland DE MARIGNY (Cammi Calvisano, 18 caps)
9 Alessandro TRONCON (unattached, 99 caps)
8 Manoa VOSAWAI (Overmach Cariparma, 4 caps)
7 Mauro BERGAMASCO (Stade Francais, 60 caps)
6 Sergio PARISSE (Stade Francais, 46 caps)
5 Marco BORTOLAMI (Gloucester RFC, 63 caps) – capitano
4 Carlo Antonio DEL FAVA (Ulster, 21 caps)
3 Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 47 caps)
2 Leonardo GHIRALDINI (Cammi Calvisano, 5 caps)
1 Andrea LO CICERO (Metro-Racing Paris, 69 caps)

a disposizione
16 Fabio ONGARO (Saracens, 50 caps)
17 Matias AGUERO (Saracens, 7 caps)
18 Salvatore PERUGINI (Stade Toulousain, 45 caps)
19 Valerio BERNABO' (Brive, 13 caps)
20 Silvio ORLANDO (Benetton Treviso, 13 caps)
21 Paul GRIFFEN (Cammi Calvisano, 37 caps)
22 Ezio GALON (Overmach Cariparma, 13 caps)
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16.09.07

RWC ' 07:la riscossa delle "piccole". L'Italia prepara il match contro il Portogallo

foto pratichettiLa Rugby World Cup 2007 continua a dipanare la sua trama avvincente e mille motivi ne caratterizzano il cammino, in attesa che giunga il momento della finale del 20 ottobre. Come sempre, il rugby regala immagini straordinarie e storie che riempiono la fantasia degli appassionati, come dimostrano gli ascolti registrati dai canali sportivi di Sky che trasmettono il torneo in esclusiva per l’Italia.

Le difficoltà dei campioni in carica dell’Inghilterra, pallida controfigura dello squadrone che sir Clive Woodward condusse al trionfo in Australia quattro anni fa, non sono una sorpresa.

Troppi infortuni - gli ultimi a Noon, Wilkinson, Robinson e Vickery -, troppo difficile sostituire gli eroi del 2003 con nuovi campioni, come testimonia la sconfitta per 36-0 subita dal Sudafrica.

Proprio gli Springboks hanno lanciato la propria sfida ai super-favoriti All Blacks per la vittoria finale.

Il solito pack fisicamente mostruoso, la ferocia di Van Heerden e di Burger, il fosforo di James e du Preez, il talento di Habana e Steyn.

Insieme con l’esperienza di Montgomery e du Randt potrebbero essere gli ingredienti della splendida torta servita dal ct Jack White.

Ma l’interesse di tutti è puntato sulle prestazioni entusiasmanti fornite dalle cosiddette “piccole” nei primi turni della RWC.

Il Canada contro il Galles, gli U.S.A. con gli inglesi, la Namibia, la splendida Georgia che mette in crisi l’Irlanda, la Romania contro l’Italia, lo stesso Portogallo nonostante i larghi passivi sul groppone.

I dilettanti lusitani sono arrivati al mondiale da cenerentola ma se ne andranno con la speranza di aprire la strada allo sviluppo del rugby nel proprio paese a suon di prestazioni commoventi.

Perfino l’International Board, che meditava di ridurre le squadre nella prossima edizione da 20 a 16, dovrà riflettere:se l’obiettivo è sviluppare lo sport ovale nel mondo, bisognerà dare la possibilità ai “minori” di confrontarsi con il massimo livello per poter migliorare.

Intanto, l’Italia se ne è andata a Saint Remy dopo i primi due match a Marsiglia nei quali, alla fine, ha raccolto quello che doveva.

Nella quiete e nel verde della Provenza gli Azzurri, accolti con grande entusiasmo dalla gente del posto, ricaricheranno le pile in vista del rush finale che li porterà a giocarsi tutto con la Scozia dopo aver corretto il tiro contro il Portogallo a Parigi mercoledì 19.

Domani Berbizier annuncerà la formazione che vedrà un ulteriore turn-over.

Importante soprattutto il recupero psicologico della squadra.

Probabile che Berbizier conceda a Troncon di festeggiare il suo 100° cap con i gradi da capitano.

Nel frattempo Matteo Pratichetti prepara il suo esordio nella Rugby World Cup:”Sarei felice di poter scendere in campo.

Vorrei avere tanti palloni per dare il mio contributo e far avanzare la squadra.

Abbiamo visto i portoghesi contro gli All Blacks – ha continuato Matteo – e dobbiamo rispettare il loro coraggio e la loro solidità.”

Probabile che Berbizier conceda una chance anche a Canavosio, reduce da una serie di infortuni.

14.09.07

Riparte il Super10.Le ambizioni dell'AlmavivA Capitolina

Capitolina_vs_Padova Camardon (foto alberto magni)065[1]L’attenzione degli appassionati di rugby è tutta puntata alla Rugby World Cup in Francia, dunque l’attività dei club sta riprendendo lontano dalla ribalta. Meglio così, soprattutto per chi ha fatto della dedizione al lavoro lontano dai riflettori un vero e proprio credo, come Massimo Mascioletti. Il coach dell’AlmavivA Capitolina, confermato alla guida del club che difende i colori della capitale nel Super10, ha già cominciato a torchiare i suoi da agosto, giusto per non avere sorprese alla ripresa del campionato prevista per il 13 ottobre.

La Capitolina avrà subito un esordio difficile sul campo del Calvisano, ma le ambizioni del club di via Flaminia continuano a crescere.

Dopo un primo anno di stabilizzazione, così come previsto dalla società guidata dal presidente Tinari, i bluamaranto puntano a migliorarsi.

Giunti settimi al termine della stagione scorsa, per questa stagione puntano decisamente ad uno dei primi quattro posti, valevoli per l’accesso in Europa.

La campagna acquisti è stata all’altezza.

Sono sette i nuovi acquisti conclusi per arricchire una rosa che è stata opportunamente svecchiata.

Il reparto maggiormente rinforzato è stato quello delle seconde linee.

L’esperto argentino Llanos dal GRAN Parma ed il sudafricano Vermaak proveniente dai Cheetans del Super14 offrono ampie garanzie, accanto ai confermati Goodwin e Pegoretti.

Dalla base della mischia partirà il possente n.8 figiano Tomasi Soqeta in arrivo da Taranaki(NPC).

Novità anche per la prima linea rinforzata dal tallonatore Machado ex-Lazio e dal pilone argentino Gautieri dal club francese del Tarbes.

Tra i backs il neozelandese Luke Devcich da Otago(NPC) promette velocità e potenza, mentre grandi speranze vengono riposte sul rendimento del mediano di apertura Luke Myring, venticinquenne inglese ex-Northampton Saints.

Tutti acquisti di qualità, dunque, che affiancano i veterani di una rosa che ha assorbito con sufficiente disinvoltura il salto di categoria nella scorsa stagione:”Siamo molto maturato con l’esperienza del nostro primo campionato di Super10, ora siamo un gruppo più equilibrato.”

A parlare è il veterano Gonzalo Camardon, l’ex-Puma che ha resistito alle sirene del mercato per rimanere ancora a via Flaminia:”I nuovi acquisti si stanno rivelando tutti professionisti di grande qualità.

Sta a noi anziani del gruppo favorire la sintesi tra loro e chi era già qui. Quest’anno le sensazioni sono molto positive.”

Camardon capeggia una folta rappresentanza argentina che comprende Caffaratti e Comuzzi oltre ai già citati Machado, Llanos e Guatieri che non si perde una partita dei Pumas nella World Cup.

Con l'Argentina c’è anche il pilone Bonorino, già da alla Capitolina dalla scorsa stagione:”Partire con la vittoria contro la Francia è stato bellissimo – si entusiasma Camardon – è un mondiale bellissimo e difficile che può dare grandi soddisfazioni all’Argentina.”

Italia avanti, obiettivo serenità

tronkyA piccoli passi, l’Italia del rugby prosegue la sua marcia nella Rugby World Cup 2007. Non è possibile negare che i recenti progressi mostrati, le due vittorie nell’ultimo Sei Nazioni e la bella prova prima del mondiale contro l’Irlanda avevano creato aspettative di un rendimento migliore di quello offerto fin qui. Prima il tracollo contro i mostri della Nuova Zelanda, poi la sofferta affermazione sulla Romania.

Gli Azzurri di Berbizier hanno cominciato il torneo mostrando di avere problemi nella gestione psicologica dei match.

Soprattutto, non era lecito attendersi un rendimento così incerto nel secondo impegno contro i balcanici.

Partiti con il piede giusto grazie alla meta di Dellapè in apertura, gli italiani non hanno saputo concretizzare diverse occasioni per produrre punti e scavare un solco che avrebbe consentito maggiore serenità.

Alla vigilia del mondiale Berbizier aveva indicato tre punti fondamentali per il gioco azzurro: conquista, difesa e concretizzazione.

Contro i fallosi romeni la prima c’è stata ma è stata vanificata dalla inconsueta propensione a perdere il possesso dell’ovale sul contatto.

La difesa non è stata aggressiva come al solito e la concretizzazione è stata fallimentare.

Dopo l’8-0 gli Azzurri avrebbero potuto segnare ancora un paio di mete e, se avessero scelto di calciare tra i pali anziché in touche, un paio di punizioni in posizione favorevole.

Proprio contro le squadre inferiori tecnicamente l’ortodossia ovale vorrebbe gioco semplice e ordinato, lasciando tutti i rischi a chi è meno dotato.

Certamente i giocatori italiani hanno sentito troppo la pressione arrivata sulle loro spalle ed hanno perso serenità, ma è un prezzo per la propria crescita che faranno bene a imparare a sopportare in fretta.

Vittoria a parte, dal Velodrome l’Italia porta via la dimostrazione di carattere dopo lo svantaggio e l’ennesima prova che Troncon è, per ora, insostituibile.

Il suo ingresso ha coinciso con il momento migliore degli Azzurri regalando una vittoria che potrebbe rivelarsi fondamentale.

Nessun’altro dei giocatori a disposizione di Berbizier ha il suo impatto sul rendimento della squadra, la sua leadership e la sua lucidità.

Ora sotto con il Portogallo, a Parigi il 19, per poi scatenare l’assalto al fortino scozzese il 29 a Saint Etienne per conquistare i fatidici quarti di finale.

La tempesta sembra passata, questa Italia ce la può fare.

La Mantovani Lazio presenta i suoi gioielli

Laziali in azioneLa Mantovani Lazio 1927 si presenta alla nuova stagione con grandi ambizioni. Inserita nel secondo girone della serie A punta con decisione ad una stagione da leader. Il sodalizio del presidente Biagini presenterà oggi alle 12 al Circolo Canottieri Lazio una campagna acquisti notevole.

Vodo dal Calvisano, gli esperti argentini Diaz , mediano di mischia, e Jimenez,tallonatore, gli irlandesi Lynch e O’Riordan, l’altro argentino Mollura dal CASI, il n.8 Bocconcelli dal Frascati, il nuovo allenatore Eugenio ex-S. Donà, grande esperto della categoria.

Per i biancocelesti, da sempre uno dei vivai più prolifici del rugby nazionale, quest’anno non ci saranno alibi, sarà una stagione da copertina.

12.09.07

L'Italia vince, ma che paura!

Mauro BergamascoL’Italia batte la Romania, 24-18, giocando una delle peggiori partite degli ultimi anni. Del resto, dopo la sbornia dell’esordio, questo era un match divenuto improvvisamente decisivo e gli Azzurri hanno accusato la pressione psicologica.Nel primo tempo l’Italia sembrava continuare a giocare contro gli All Blacks. Contratti, imprecisi, mai liberi di testa nello sviluppo delle giocate, gli Azzurri apparivano una copia sbiadita della bella squadra che ha messo alla frusta l’Irlanda poco prima della Rugby World Cup a Belfast.

Bortolami e compagni si sono complicati la vita da soli, non bastano la buona volontà e l’approssimazione tecnica dei romeni a spiegare la brutta prestazione dell’Italia.

La squadra di Berbizier sta attraversando un momento difficile dal punto di vista psicologico e la speranza è che la vittoria possa sbloccare il gruppo azzurro.

Determinante l’ingresso nel secondo tempo del leader Troncon al posto di Griffen messo K.O. da uno scontro fortuito.

Non che Griffen abbia demeritato, ma Alessandro Troncon possiede le chiavi di questo gruppo e la sua presenza è irrinunciabile sul campo nell’esempio, nella lucidità, nella grinta e nella leadership.

Dopo la seconda partita nella Rugby World Cup 2007 si può cominciare ad avanzare qualche preoccupazione per le prestazioni di giocatori-chiave come Parisse o Mauro Bergamasco.

I due sembrano le contro-figure degli splendidi artefici delle affermazioni nel Sei Nazioni.

La speranza è che possano ricostruirsi sulla relativa tranquillità di cui godrà il gruppo nei prossimi giorni.

E pensare che l’avvio del match era stato promettente per gli Azzurri, bravi a mettere pressione sui più modesti avversari costringendoli a giocare nei propri 22 metri.

La tattica fruttava una meta di Dellapè, che si infortunava nell’azione, al 6’ su un pallone di recupero.

Bortolussi, ancora sotto shock per l’esordio, falliva la trasformazione dando avvio ad una prestazione fallimentare.

Al 13’ lo stesso Bortolussi non sbagliava un facile calcio piazzato portando lo score sull’8-0.

Tutto in discesa, dunque? Nemmeno per sogno.

Nonostante il vantaggio nella conquista e nel territorio da parte degli Azzurri cominciava a questo punto una serie di errori degli italiani soprattutto nelle scelte – leggi punizioni calciate in touche anziché tra i pali- e di gestione manuale dell’ovale.

Troppi i palloni perduti da Parisse, Masi e compagni.

Tanti regali nel possesso rinfrancavano la Romania che prendeva coraggio già al termine del primo tempo.

All’inizio del secondo l’Italia vedeva le streghe e la Romania la sorpassava con due mete di Manta al 42’ e di Tincu al 47’, trasformata da Timofte, che dimostravano le difficoltà psicologiche degli Azzurri portando il punteggio sull’8-12.

A questo punto l’ingresso di Troncon dava una sferzata all’Italia che cominciava a mettere un poco di ordine.

Era sufficiente per costringere i romeni ad una serie di scorrettezze che portavano all’espulsione temporanea di Manta e alla meta tecnica concessa da Spreadbury al 54’, trasformazione di Pez e 15-12.

Da qui in avanti Pez, peraltro non brillante nel gioco, metteva a segno altri 9 punti al piede che portavano gli Azzurri a 24, abbastanza per tenere lontano i romeni nonostante i due piazzati di Timofte.

Al termine sul 24-18 vittoria in tasca, tanta fatica e ancora più paura.

Superata la tempesta la barca azzurra deve ritrovare la rotta contro il Portogallo il 19 per condurre in porto il match, decisivo per passare ai quarti, contro la Scozia il 29.

Berbizier vuole il riscatto contro la Romania

Ramiro PezL’Italrugby ha il dovere di ritrovare sé stessa. Dopo la debàcle dell’esordio contro gli All Blacks gli Azzurri tornano in campo al Velodrome di Marsiglia stasera (ore 20, diretta su Skysport2) con un doppio obiettivo. Il primo, fondamentale per continuare a coltivare l’ambizione di passare ai quarti di finale, è vincere. Il secondo, non meno importante per la forza mentale della squadra, è dimostrare a sé stessi e al resto del mondo di essere ancora la bella realtà in grado di migliorarsi e di giocare il proprio rugby con “freschezza e continuità”, come ha chiesto Berbizier alla vigilia.

Di fronte troveranno una squadra tra le più sottovalutate della rassegna iridata.

Forte fisicamente, temibile nel gioco di mischia, tradizionalmente dotata di un ottimo kicking game, la Romania pretende rispetto.

Il coach francese, Daniel Santamans, ha lanciato la sua sfida:”Abbiamo la tattica per battere l’Italia.”

Di certo, sarà un bel test per la mischia azzurra, che anche nella partita con la Nuova Zelanda ha mostrato la sua affidabilità.

Diversi giocatori romeni giocano, con profitto, nel Top14, il campionato francese.

Per esempio, è il caso del pilone Bogdan Balan, compagno di squadra di Andrea Masi al Biarritz, o del n.8 Tonita, in forza al Perpignan.

Dubbia la pulizia di gioco dei romeni attorno ai raggruppamenti.

Per questo sarà fondamentale l’opera dell’arbitro inglese Tony Spreadbury, che offre le maggiori garanzie.

Per quanto riguarda l’Italia, spazio al turn-over targato Berbizier.

Già noti i sei cambi rispetto al XV iniziale contro gli All Blacks: Canale centro, l’intera mediana con la riproposizione della coppia Griffen-Pez, Sole flanker, Festuccia tallonatore e Lo Cicero pilone.

A questi si è aggiunto all’ultimo momento Andrea Masi che verrà utilizzato all’ala in luogo di Stanojevic.

L’ala del Calvisano, tra i più positivi a Marsiglia, ha accusato un problema muscolare al bicipite femorale sinistro e non ha partecipato all’ultimo allenamento di ieri, il Captain’s run.

Dunque, dentro l’ariete aquilano Masi che gioca spesso all’ala nel suo club francese.

Importante l’ennesima prova di appello concessa a Pez un giocatore che, seconda la definizione di Diego Dominguez, ha “la magia nelle sue giocate”, ma che è stato spesso discontinuo e poco efficace in difesa.

Oggi Ramiro esordisce nella Rugby World Cup dopo la delusione del 2003, quando venne lasciato a casa da Kirwan all’ultimo giro.

Per il neo-papà di Francesca, alle soglie della maturità, l’occasione per impossessarsi definitivamente della maglia n.10.

Marsiglia, Stade Velodrome – mercoledì 12 settembre 2007
RWC, I fase, II giornata, Pool C – ore 20.00, diretta Sky Sport 2 (Raimondi-Munari)
ITALIA – ROMANIA
Italia: Bortolussi; Robertson, Canale G., Bergamasco Mi., Masi; Pez, Griffen; Parisse S., Bergamasco Ma., Sole; Bortolami (cap), Dellapè; Castrogiovanni Mar., Festuccia, Lo Cicero
a disposizione: Ghiraldini, Aguero, Bernabò V., Vosawai, Troncon, Galon, De Marigny
All. Berbizier
Romania: Dumitras; Fercu, Gal, Gontineac, Brezoianu; Dimofte, Sirbu; Tonita, Manta, Corodeanu; Petre, Socol (cap); Balan B., Tincu, Petrisor
a disposizione: Mavrodin, Popescu, Ratiu, Tudori, Calafeteanu, Tofan, Vlad
All. Santamans
Arbitro: Spreadbury (Inghilterra)


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11.09.07

Ultim'ora:risentimento muscolare per Stanojevic, dentro Masi all'ala

StanojevicMarko Stanojevic, tra i pochi positivi contro gli All Blacks, ha accusato un risentimento muscolare al bicipite femorale sinistro.

L'ala del Calvisano è stato fermato precauzionalmente dallo staff medico della nazionale.

Dunque, ancora spazio all'ariete aquilano Andrea Masi, questa volta all'ala.

Nel Biarritz Masi, un centro naturale, viene spesso impiegato ala, nessuna difficoltà per lui ad adattarsi.

Il capitano Bortolami ha promesso che:"La squadra darà il suo 100%, cosa che garantirà un buon risultato.

Saremo attenti davanti, dove i nostri avversari danno il meglio, e con la linea arretrata.

Ci dobbiamo riscattare."

Marsiglia, Stade Velodrome – mercoledì 12 settembre 2007
RWC, I fase, II giornata, Pool C – ore 20.00, diretta Sky Sport 2 (Raimondi-Munari)
ITALIA – ROMANIA
Italia: Bortolussi; Robertson, Canale G., Bergamasco Mi., Masi; Pez, Griffen; Parisse S., Bergamasco Ma., Sole; Bortolami (cap), Dellapè; Castrogiovanni Mar., Festuccia, Lo Cicero
a disposizione: Ghiraldini, Aguero, Bernabò V., Vosawai, Troncon, Galon, De Marigny
All. Berbizier
Romania: Dumitras; Fercu, Gal, Gontineac, Brezoianu; Dimofte, Sirbu; Tonita, Manta, Corodeanu; Petre, Socol (cap); Balan B., Tincu, Petrisor
a disposizione: Mavrodin, Popescu, Ratiu, Tudori, Calafeteanu, Tofan, Vlad
All. Santamans
Arbitro: Spreadbury (Inghilterra)


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10.09.07

Ecco l'Italia anti-Romania

VOSAWAISuperata la delusione per le proporzioni della sconfitta con la Nuova Zelanda l’Italia rientra nella Rugby World Cup 2007 affrontando la Romania. Ancora a Marsiglia (domani, diretta tv dalle 19 su Skysport2) gli Azzurri hanno la possibilità di riprendere il cammino interrotto.

Berbizer ha rinnovato la formazione per 6/15 rispetto all’esordio:”Sapevamo di dover giocare due match in quattro giorni, dunque gli avvicendamenti rientrano nella logica di un normale turn-over, considerato che contro la Romania serviranno continuità e freschezza.

Noi favoriti?Difficile dirlo dopo la Nuova Zelanda…”

Le sei novità vedono il rientro di Canale tra i centri al fianco di Mirco Bergamasco.

Completamente cambiata la mediana con Griffen alla mischia a Pez all’apertura:”Aspettavo da tanto questo momento-ha detto Ramiro - .

Ogni partita da ora sarà come una finale e questa non fa differenza.”

In terza linea entra Sole al posto dll’acciaccato Zanni, mentre sono stati confermati in seconda linea Bortolami e Dellapè.

In prima linea Berbizier ha inserito Festuccia a tallonatore con Castrogiovanni confermato pilone destro con Lo Cicero pilone sinistro.

Proprio la mischia è uno dei punti di forza della Romania, formazione che annovera diversi elementi protagonisti del campionato francese.

Questa la formazione dell'Italia:

15 David BORTOLUSSI (Montpellier, 11 caps)
14 Kaine ROBERTSON (Arix Viadana, 24 caps)
13 Gonzalo CANALE (Clermont Auvergne, 33 caps)
12 Mirco BERGAMASCO (Stade Francais, 45 caps)
11 Marko STANOJEVIC (Cammi Calvisano, 7 caps)
10 Ramiro PEZ (unattached, 38 caps)
9 Paul GRIFFEN (Cammi Calvisano, 36 caps)
8 Sergio PARISSE (Stade Francais, 45 caps)
7 Mauro BERGAMASCO (Stade Francais, 59 caps)
6 Josh SOLE (Arix Viadana, 21 caps)
5 Marco BORTOLAMI (Gloucester RFC, 62 caps) – capitano
4 Santiago DELLAPE' (Biarritz Olympique, 45 caps)
3 Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 46 caps)
2 Carlo FESTUCCIA (Metro-Racing Paris, 40 caps)
1 Andrea LO CICERO (Metro-Racing Paris, 68 caps)

a disposizione
16 Leonardo GHIRALDINI (Cammi Calvisano, 5 caps)
17 Matias AGUERO (Saracens, 7 caps)
18 Valerio BERNABO' (Brive, 12 caps)
19 Manoa VOSAWAI (Overmach Cariparma, 3 caps)
20 Alessandro TRONCON (unattached, 98 caps)
21 Ezio GALON (Overmach Cariparma, 12 caps)
22 Roland DE MARIGNY (Cammi Calvisano, 18 caps)


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RWC '07,i risultati di oggi. Le grandi rispettano il ruolo ma che fatica!

Bria O'DriscollQuattro match nella terza giornata della Rugby World Cup e pronostici rispettati, ma con qualche affanno per le grandi. Il Galles deve aspettare fino all’ultimo per avere ragione di un sorprendente Canada, in vantaggio all’halftime per 17-6.

Cinque mete gallesi nel secondo tempo grazie all’ingresso in campo dei veterani Gareth Thomas e Stephen Jones per il 42-17 finale.

Il Sud Africa, attendibile avversario degli All Blacks per la vittoria finale, ha regolato Samoa con un 57-7 troppo severo per gli isolani, fantastici con l’ovale tra le mani ma incapaci di difendere.

Notevole la prestazione di Brian Habana autore di quattro mete.

La Scozia ha battuto il Portogallo 56-10, ma ha deluso in molte fasi di gioco ed i lusitani avrebbero potuto segnare ancora.

Buone notizie, dunque, per le speranze italiane di passare ai quarti di finale.

Anche l’Irlanda ha faticaro molto per venire a capo di una dura Namibia.

Il punteggio di 32-17 parla chiaro.

Per i verdi di O'Sullivan poche buone notizie, tra le quali il ritorno di Brian O'Driscoll autore della prima meta del match.

09.09.07

L'Italia ricomincia dalla Romania

PARISSELa parola d’ordine è dimenticare. Nel ritiro degli Azzurri il giorno dopo lo “tsunami nero” che ha travolto la squadra di Berbizier è dedicato al recupero, fisico e psicologico. Il presidente Dondi la prende con ironia:”Ho avuto una pessima nottata. Ho fatto sogni strani, vedevo maglie nere ovunque…Sicuramente avranno dormito meglio i neozelandesi!” Poi, più seriamente:”L’unica cosa che posso dire è che se si doveva sbagliare una partita, meglio sbagliare questa. Ora bisogna riprendere a lavorare con umiltà per i prossimi impegni.”

Il primo di questi vedrà mercoledì 12 gli Azzurri affrontare la Romania al Velodrome di Marsiglia(ore 20, diretta Skysport2).

Facile prevedere che, in queste ore, il lavoro di Berbizier e del suo staff sarà volto a far ricongiungere la squadra con le basi del proprio gioco.

Troppo brutta l’Italia contro gli All Blacks, specie nella prima mezz’ora, per essere vera.

Decisivo il pessimo approccio emozionale di Bortolami e compagni con un match comunque proibitivo per il livello attuale del rugby azzurro, nonostante gli ultimi progressi.

Molta enfasi nei commenti del giorno dopo è stata posta sulla scelta degli Azzurri di dare le spalle alla Haka, la danza con cui la Nuova Zelanda impone un dominio psicologico all’inizio delle partite.

Sicuramente l’atteggiamento di sfida degli italiani non può essere stato apprezzato dagli All Blacks.

Risibile la teoria secondo la quale ciò possa aver influito in modo determinante sul risultato finale.

La realtà tecnica di oggi vede almeno una categoria di differenza tra le due squadre, senza contare l’attesa enorme che suscita in Nuova Zelanda questa Rugby World Cup 2007.

Per vincerla, gli All Blacks spianerebbero l’Everest.

Per l’Italia è tempo di guardare avanti e di recuperare l’intensità giusta per battere la Romania, così come esigono i valori che saranno sul campo mercoledì sera(Italia e Romania 16° nel ranking dell'International Rugby Board).

Da verificare le condizioni fisiche di alcuni Azzurri, Zanni(contusione al costato) e Perugini(distorsione alla caviglia) su tutti.

Probabile che Berbizier confermi in gran parte il XV sconfitto dalla Nuova Zelanda, infortuni permettendo.

Facile prevedere che il ct schieri Gonzalo Canale nel ruolo di centro contro i ruvidi romeni.

A proposito, il ct della Romania, il francese Daniel Santamans ha rilasciato dichiarazioni bellicose:”Abbiamo una strategia per battere l’Italia, senza sarebbe impossibile sperare.

In ogni caso, loro hanno molti giocatori di livello internazionale ed una difesa molto organizzata, per noi non sarà facile.”

08.09.07

La Marea Nera travolge gli Azzurri

ChrisJackcharge_468310Anche questo fa parte della natura del rugby: il verdetto del campo rispetta sempre i valori delle squadre che si affrontano. All’esordio nella Rugby World Cup 2007 l’Italia sbatte contro i primi del mondo e l’impatto è durissimo. La Nuova Zelanda marca a fuoco il tabellone con un 76-14 testimone delle due diverse categorie cui, ancora, appartengono All Blacks e Azzurri. Devastanti i primi 30’ di gioco.

Dal 1’ al 29’ gli All Blacks marcano sei mete(cinque trasformate dal piede di Carter) con una facilità irrisoria, agevolati da una squadra azzurra in piena trance, incapace di costruire il proprio rugby e lontana dalla realtà del match.

Nemmeno la rabbia di Troncon riesce, questa volta, a scuotere i suoi compagni che mostrano un timore reverenziale che era lecito non attendersi.

Il diluvio nero comincia grazie al capitano neozelandese Mc Caw che mette a segno una doppietta personale al 2’ ed all’8’ sugli sviluppi delle prime due touche in attacco con gli Azzurri evanescenti nella fase difensiva.

Dopo una punizione di Carter all’11’ era il turno della cavalleria di Henry con Howlett, Muliaina e Sivivatu(2 volte) capaci di violare ripetutamente la meta dell’Italia e marcare il 43-0 già al 29’.

I primi piani televisivi sottolineavano il disappunto di Berbizier, impotente di fronte alla mancanza di “presenza” psicologica dei suoi.

Solo a questo punto Bortolami e compagni si risvegliavano dall’incubo e cominciavano a ricostruire qualche trama di gioco dalle macerie della prima mezz’ora.

Pian piano l’Italia ritrovava un minimo di coraggio e gettava le basi per la prima meta italiana, giunta al 39’ ad opera di Stanojevic.

L’ala italia