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26.03.07

Serie B, brutta battuta d'arresto per l'Accademia

Si interrompe la serie positiva dell'Aisico Accademia in casa del S. Gregorio che vince con lo score di 24-17.

I romani di coach Gentile hanno pagato le numerose assenze su un campo sempre difficile per chiunque.

Sconfitta anche per le Fiamme Oro che cedono sul campo di casa di Ponte Galeria di fronte al Colleferro.

Il risultato finale 15-18 è stato determinato da un piazzato giunto quasi allo scadere.

Bella affermazione da 5 punti del Cus Roma, che continua la sua bella stagione, vittorioso in trasferta a Torre del Greco con il punteggio di 3-34.

Nel girone B altra sconfitta per la LeasePlan Lazio che vede il proprio campo violato dall'Ova per 18-24.

25.03.07

Serie A, si rilancia la Lazio, la Roma mantiene la vetta

Tutte vittorie per le romane impegnate nella XVII giornata della serie A, la prima dopo la sosta per il Sei Nazioni. Fondamentale quella della Mantovani Lazio in chiave salvezza sui rivali del Frascati, sconfitti all’Acquacetosa per 32-25.

Il derby-salvezza si metteva subito bene per i biancocelesti che al 23’ conducevano già per 11-3 grazie a due calci piazzati di Sulpis e alla meta dell’azzurrino Andrea Pratichetti.

Prima dell’intervallo alla meta di Gerber per gli ospiti rispondevano Pedretti e Sepe che violavano due volte la terra promessa, le trasformazioni di Sulpis fissavano il 25-8 all’intervallo.

Il secondo tempo vedeva il tentativo di recupero degli orgogliosi frascatani ma una meta tecnica concessa dall’arbitro Valbusa consentiva alla Lazio di portare a casa i 5 punti che le consentono di scavalcare lo stesso Frascati, raggiungere il Verona e issarsi a soli 6 punti dal sesto posto.

Il prossimo viaggio a Recco potrebbe essere la svolta del campionato dei biancocelesti di Pratichetti.

Nel girone B la Futura Park Rugby Roma mantiene la vetta ed il distacco di 6 punti dal Benevento secondo battendo per 37-22 il Leonessa Brescia, dopo che i lombardi erano andai al riposo in vantaggio per 15-14.

Nella ripresa tre piazzati del solito Anversa e due mete, una tecnica e l’altra dell’ala Varani, permettevano alla Roma di assicurarsi il bottino pieno.

La prossima giornata vedrà i ragazzi di Ringeval fare visita al S.Marco per una trasferta rischiosa, considerato che al Benevento non sfuggirà la vittoria contro la Partenope.

24.03.07

Robertson affonda la Capitolina

La ripresa del Groupama Super10 non porta punti in dote all’AlmavivA Capitolina che torna a Roma con una sconfitta, 27-7 il punteggio finale, rimediata sul terreno dello “Zaffanella” ad opera del Viadana, fresco vincitore della Coppa Italia.

I padroni di casa hanno vendicato l’esito del match di andata al Flaminio quando i neopromossi romani avevano sorprendentemente superato una delle maggiori pretendenti al titolo italiano in quella che finora è, con ogni probabilità, la migliore prestazione della Capitolina nella massima serie.

Sul pronostico, proibitivo per i romani, pesava il rientro tra le file dei gialloneri allenati dal neozelandese Jim Love degli azzurri Robertson e Sole, reduci dal Sei Nazioni.

Proprio Robertson, Man of the Match al termine dell’incontro, è risultato determinante grazie alla sua “Hat trick”, come chiamano la tripletta gli anglosassoni.

La freccia azzurra di Berbizier ha messo al servizio della causa del Viadana la sua velocità facendo vedere le streghe al suo dirimpettaio, il giovane Molaioli.

Già al 22’ i padroni di casa si trovavano in vantaggio per 20-0, grazie al terribile break frutto delle prime due mete di Robertson e del piede mortifero di Pilat, autore delle due trasformazioni e di altrettanti calci di punizione.

A questo punto gli uomini di Mascioletti si riscuotevano e mostravano qualche segnale di reazione, ma solo al 25’ i romani riuscivano a “sporcare”il tabellino.

Era il solito Nanni Raineri a violare la linea di meta avversaria e a realizzare la successiva trasformazione per il 20-7 dell’intervallo.

Dopo l’halftime la Capitolina cercava di riaprire l’incontro, ma i suoi tentativi cozzavano contro l’esperienza e la superiorità dei padroni di casa che marcavano ancora la terza meta, trasformata da Pilat, dello scatenato Robertson, bravo a perfezionare la sua splendida tripletta personale al 14’ del secondo tempo.

La reazione dei bluamaranto a quel punto si sgonfiava ed il risultato rimaneva sul 27-7.

Ora la Capitolina si avvia verso i decisivi match contro L’Aquila, Rovigo e Catania, le squadre che la inseguono in classifica per concretizzare l’obiettivo minimo della salvezza.

23.03.07

Torna il Super10, la Capitolina a Viadana

Conclusa la sbornia azzurra torna il Super10 che vede la neo-promossa AlmavivA Capitolina difendere i colori di Roma. La squadra di coach Mascioletti ha disputato, durante l’intervallo azzurro, la Coppa Italia riservata alle squadre della massima serie, vivendo vicende alterne.

Mentre positiva in termini di propaganda si è rivelata la scelta del presidente Tinari di giocare i due impegni interni a Viterbo e a Rieti, inostante è stato il rendimento della squadra sul campo.

Alle prime due partite vittoriose hanno fatto seguito due sconfitte che hanno contrariato Massimo Mascioletti, sempre attento a non favorire in nessun modo cali di tensione.

Nonostante i due risultati negativi i bluamaranto hanno raggiunto lo stesso la semifinale perduta con il Viadana che ha poi vinto il trofeo.

Proprio dallo stadio “Zaffanella”di Viadana riparte domani(ore 16) il campionato della Capitolina, attesa ad un rush finale che dovrà consentirle di raggiungere una salvezza tranquilla e, nel migliore dei casi, dare anche un’occhiata in alto a quel sesto posto, occupato oggi dall’Overmach Parma a sei punti dai romani, che garantirebbe la partecipazione ad una coppa europea l’anno prossimo.

Mascioletti durante la pausa ha avuto modo di mettere a punto schemi e preparazione fisica, recuperando alcuni degli infortunati di lungo corso che hanno appesantito il cammino fin qui, come Matrodomenico e Vaggi.

Intanto è stato perfezionato il recupero del capitano Alfredo De Angelis.

L’ estremo bluamaranto, fuori per quasi tutto il campionato, potrebbe rappresentare un ottimo acquisto per la linea arretrata romana che dovrà fare a meno fino al termine della stagione dell’ala Michele Sepe, il miglior marcatore a disposizione di Mascioletti e grande speranza del rugby romano e nazionale.

L’azzurro U.21 che ha riportato una frattura multipla ad una mano nel Sei Nazioni di categoria contro l’Irlanda dovrà subire un intervento chirurgico.

Ancora spazio quindi per il giovanissimo Molaioli, classe ’86, fin qui una delle più belle sorprese del vivaio bluamaranto.

Altra tegola per i romani la pubalgia che costringerà per qualche tempo a bordo-campo l’estremo Comuzzi, brillante fin qui.

Qualcosa in più ci si aspetta dal 2°/3° linea neozelandese Goodwin, finora impalpabile, a differenza della grande sostanza che l’inglese Soden ha conferito al gioco attorno ai raggruppamenti.

La Rugby Roma insegue la promozione, per la Lazio derby salvezza

Esaurita la festa azzurra per il Sei Nazioni più bello di sempre per i colori italiani, tornano i campionati nazionali e la Serie A riparte con una XVII giornata subito importante per le squadre romane.

La Futura Park Rugby Roma guida, a sei giornate dal termine della regular-season, il girone B con 6 punti di vantaggio sull’Antares Benevento, secondo.

Considerato che il prossimo 15 aprile i bianconeri faranno visita ai sanniti in occasione della XX giornata, sarà importante per la i ragazzi di Ringeval incrementare il vantaggio per non correre rischi nello scontro diretto, a cominciare da domani quando ospiteranno al Tre Fontane(ore 15.30) l’Admo Leonessa Brescia.

I lombardi, partiti con qualche affanno, occupano ora la quinta posizione della classifica e sono apparsi nelle ultime uscite in netta ripresa.

Facile attendersi un match con gli ospiti che cercheranno di fermare la Roma con il proprio pack, “sporcando” le fonti del gioco bianconero.

I capitolini avranno modo di mettere a frutto il lavoro svolto durante la pausa sui propri punti deboli, e che permetterà ai nuovi acquisti Gentile, l’ala al rientro dalla Scozia, e Pani, il pilone lo scorso anno a Parma, di inserirsi negli schemi di Ringeval in tempo utile per i play-off.

Per il rush finale c’è da attendersi anche il perfezionamento della forma psico-fisica del mediano di mischia Giampiero Mazzi la cui esperienza potrebbe risultare determinante nei match-chiave della stagione, così come il piede e l’acume tattico dell’apertura Anversa, finora autore di una stagione sopra le righe.

Proprio la mediana bianconera potrebbe essere il quid in più capace di fare la differenza nella corsa alla promozione che riporterebbe il blasone bianconero nell’elìte del rugby nazionale da dove manca da troppo tempo.

Nell’altro girone la Mantovani Lazio si trova ad affrontare domani all’Acquacetosa(ore 15.30) un derby dall’enorme valore di classifica,visto che ospiterà il Frascati che la precede di un solo punto al terz’ultimo posto.

La giovane e incostante squadra di Pratichetti ha gettato via lungo il cammino una montagna di punti alla sua portata che le consentirebbero oggi di lottare per l’obiettivo sesto posto, anziché trovarsi invischiata nella lotta per non retrocedere.

Anche a Badia, contro la squadra rivelazione del girone, i biancocelesti hanno dilapidato quanto costruito sul campo, perdendo di misura un match che avevano dominato.

Mannucci e compagni sono ancora in tempo per salvare la stagione e, nella migliore delle ipotesi, per risalire diverse posizioni in classifica, a patto di ritrovare concentrazione e quel pizzico di cattiveria agonistica necessari per chiudere le partite.

Intanto continua la tradizione del vivaio della Lazio che continua a sfornare talenti, come l’estremo Valcastelli, di proprietà della Rugby Roma, l’ala Andrea Pratichetti e il mediano di mischia Milazzo, davvero notevole la sua stagione fin qui.

18.03.07

Record di ascolti per La7

Nuovo record di ascolti per il Sei Nazioni trasmesso su La7.

Per il match di chiusura del Torneo Italia - Irlanda, la rete che ha puntato forte sul rugby azzurro ha vinto l'ennesima sfida totalizzando più di 2.000.000 di spettatori con uno share del 17%.

Il dato, straordinario, premia la politica di La7 che ha trasmesso l'intero torneo in diretta raccogliendo grandi consensi di ascolti.

Il futuro è azzurro

Finisce il Torneo delle Sei Nazioni più azzurro di sempre e l’Italia si scopre più forte. Pierre Berbizier si trova a gestire un gruppo più largo, con una disponibilità più profonda in quasi tutti i ruoli. Per la prima volta l’Italia porta a casa due scalpi nello stesso torneo, quelli di Scozia e Galles, per la prima volta gli azzurri espugnano una delle fortezze tradizionali del rugby europeo, quella di Murrayfield.

E c’è un’altra prima volta che ha un significato ancora più profondo.

L’Italia è tra le prime otto del mondo secondo la classifica internazionale dell’International Board che viene aggiornata in base agli scontri diretti tra le squadre nazionali.

Proprio le vittorie contro i celti hanno consentito al rugby italiano di superare nella classifica Scozia e Galles, avvicinandosi ai piani alti del rugby d’eccellenza come mai prima d’ora.

Si tratta di risultati importanti, di rilevanza storica che rendono merito al lavoro di una federazione e di uno staff tecnico che hanno saputo gestire il più importante periodo di crescita della palla ovale italiana.

Ma Berbizier, grande uomo di sport, ha già tracciato la via per l’immediato futuro:”Da domani comincia un nuovo ciclo. Nessuno deve sentirsi garantito.”

Se l’idea è quella di continuare a crescere, ciò deve essere vero sia in campo che fuori.

La federazione, di comune accordo con gli altri soggetti del movimento o meno, deve avviare una riforma del sistema che non sembra più procrastinabile.

Inoltre, non sembra rinviabile nemmeno un potenziamento e un ammodernamento della stessa struttura federale ormai chiamata a confrontarsi con il meglio, in attesa che si chiarisca se sarà lo stesso Dondi a succedere a sé stesso oppure assisteremo ad un cambio al vertice.

Per tornare alla squadra che avvia ora la vera e propria marcia di avvicinamento verso la fondamentale World Cup di settembre in Francia, il futuro sembra roseo.

Il torneo ha regalato a Berbizier nuove certezze, conferme e recuperi importanti.

Anzitutto, in vista del mondiale, appare di enorme importanza il rientro in azzurro di Alessandro Troncon.

Se è vero che nel ruolo di mediano di mischia è preoccupante che non si vedano alternative al quasi 34enne trevigiano, le prove del n.9 hanno cambiato il corso del torneo donando qualità al gioco azzurro, in attesa che venga provato nella posizione Canavosio, forse la mente rugbistica più lucida a disposizione di Berbizier e Cariat.

Anche il recupero di De Marigny, jolly in continua crescita, regala alternative importanti.

Pez e Scanavacca possono alternarsi nel ruolo di apertura, con una leggera preferenza per il primo, anche se lo staff azzurro ha messo gli occhi su un paio di possibilità del Top14 francese come Teulet e Frederic Manca dell’Albi, entrambi con doppio passaporto.

Ma l’acquisto più bello del torneo appena concluso sembra essere il flanker Zanni, razza Friuli di 23 anni.

Il n.6 ha dimostrato doti importanti.

Placcaggio, buone mani, presenza fisica, dinamismo.

Insieme con Parisse e lo stratosferico Mauro Bergamasco completa un reparto di terze linee giovane e fortissimo.

Da non dimenticare i 22enni Pratichetti, tre-quarti, e Staibano, pilone, che hanno dimostrato autorità e maturità all’altezza del massimo livello.

Con le vittorie dell’U.21, lasciano presagire un futuro promettente per l’ovale azzurro.

Bortolami:"Ora i mondiali"

Marco Bortolami è il capitano di un’ Italia che esce più forte dal Torneo delle Sei Nazioni 2007, ma deve commentare una sconfitta:”Oggi contro l’Irlanda siamo stati in difficoltà soprattutto nei primi 20’ del secondo tempo, quando i verdi hanno creato problemi con le loro strutture di gioco. Inoltre, noi ci abbiamo messo del nostro. Quando non si placca con determinazione nell’uno contro uno gli irlandesi ti creano grossi grattacapi. Abbiamo avuto una bella reazione negli ultimi 20’ segnando due belle mete(quella finale di De Marigny è costata la vittoria finale nel torneo all’Irlanda per la differenza punti, n.d.r.) dimostrando di poter ancora fare qualcosa di buono. Ora dobbiamo continuare a lavorare per migliorare. Abbiamo una Coppa del Mondo alle porte – ha continuato il capitano azzurro – dobbiamo ripartire dalle nostre certezze e dalle splendide vittorie con Scozia e Galles. La squadra ha grandi margini di miglioramento, a patto di continuare a lavorare insieme con lo staff come abbiamo fatto finora.”

La sua meta realizzata dalla posizione di ala è stata inusuale per una seconda linea, era uno schema preordinato?:”Oggi si pratica un rugby totale, a tutto campo. Normale, quindi, che ciascuno provi a fare tutto. Nell’occasione abbiamo creato un mis-match a nostro favore piazzando me in ricezione alta contro un avversario più basso, è andata bene.”

Gli avversari hanno perduto il torneo per la meta di De Marigny ma sono sembrati gli avversari più forti affrontati dagli azzurri:”Sono convinto che l’Irlanda sia la squadra che gioca il rugby più bello in Europa. Nel torneo lo ha dimostrato, anche se la vittoria è andata alla Francia. Per la Coppa del Mondo saranno un osso duro per tutti.”


Pierre Berbizier non sembra molto contento della partita dei suoi:”L’analisi del match è facile. Nel primo tempo abbiamo avuto l’opportunità di andare in vantaggio e chiudere così il primo tempo. Abbiamo fallito il calcio piazzato e allo scadere abbiamo preso una meta in modo ingenuo, da una situazione di nostro possesso. Sono errori che non puoi regalare ad una squadra come l’Irlanda. Dovevamo essere più presenti nel possesso, abbiamo fatto molto nelle fasi di conquista ma non sempre abbiamo gestito il possesso in modo corretto.”

Anche per Berbizier gli avversari meritano la palma dei migliori:”Dobbiamo fare i complimenti all’Irlanda per il gioco che ha mostrato oggi e nel corso dell’intero torneo. Sono fortissimi nell’uno contro uno e noi li abbiamo sofferti. Voglio, in ogni caso, fare i complimenti ai miei giocatori che hanno creato un gruppo straordinario, con una grande disponibilità al lavoro e al sacrificio.”

Da domani si comincerà a pensare alla World Cup di settembre?:”Ora comincerà un nuovo ciclo, senza dimenticare le belle vittorie contro Scozia e Galles. Nessuno deve sentirsi garantito e i giocatori dovranno dimostrare i propri progressi nei club di appartenenza. A giugno il tour in Uruguay e Argentina ci darà la possibilità di testare il gruppo in vista dei Mondiali.

17.03.07

L'Italia sconfitta. Sei Nazioni alla Francia

Si chiude il Torneo delle Sei Nazioni 2007 con il successo della Francia(vittoriosa contro la Scozia per 46-19) grazie alla meta finale di De Marigny che regala il trofeo ai galletti per uno striminzito più due nella differenza punti ai danni dell’Irlanda. Una piccola soddisfazione per gli azzurri, per la prima volta nella storia determinanti per la vittoria finale. Fuori gioco l’Inghilterra di Ashton sconfitta a Cardiff dal Galles con il punteggio di 27-18. L’Italia saluta il Sei Nazioni più bello di sempre per i colori azzurri con una sconfitta pesante nel punteggio, 24-51, che ristabilisce la distanza tra la giovane e promettente squadra di Berbizier e l’eccellenza del rugby mondiale alla quale l’Irlanda appartiene di diritto.

I verdi di O’Sullivan hanno dimostrato proprio al Flaminio di essere in grado di giocare il miglior rugby europeo.

Letteralmente devastanti con l’ovale tra le mani O’Driscoll, D’Arcy, Hickie e compagni hanno una capacità straordinaria di far vivere il pallone con ricicli veloci che eludono le difese avversarie mettendo scompiglio tra le linee del nemico.

Dietro ad un pack solido, che ha comunque sofferto ieri l’assenza di O’Connell, dirigono l’orchestra il sulfureo Stringer e l’accuratissimo O’Gara, vero cervello della squadra non per nulla arrivato a fine torneo distrutto fisicamente e con il volto segnato dalle botte degli avversari.

In vista della Coppa del Mondo di settembre prossimo in Francia, l’Irlanda, più degli stessi galletti di Laporte, si propone come l’alternativa europea allo strapotere annunciato della Nuova Zelanda.

Roma ha accolto la festosa invasione dei figli d’Irlanda, circa 18000, in occasione della ricorrenza di S.Patrizio con una giornata di sole che ha incantato gli irlandesi.

Lo stadio Flaminio ha presentato un colpo d’occhio e un’atmosfera straordinari con la cerimonia degli inni nazionali così intensa da far accapponare la pelle.

Il match vedeva gli italiani in grado di giocare senza pressione psicologica grazie alle due vittorie precedenti su Scozia e Galles, mentre l’Irlanda puntava al maggior scarto di punti possibile a favore per lottare a distanza con la Francia impegnata contro la Scozia per la vittoria finale.

Gli azzurri partivano subito bene mettendo in scena un buonissimo primo tempo nel quale attuavano il piano di gioco preparato da Berbizier.

Tesori di possesso guadagnati dalla mischia chiusa e dalla touche, pressione, placcaggio e ovale custodito nella cassaforte del pack.

Nonostante le numerose assenze Bortolami e soci riuscivano a gestire il gioco e le cose si mettevano bene.

Ramiro Pez giocava all’altezza del suo talento e metteva sul piatto della bilancia la precisione del suo piede che fruttava un drop, giunto in capo all’azione più bella del Torneo che vedeva sette fasi di gioco entusiasmanti degli azzurri, e un calcio piazzato nei primi 18’ per il vantaggio di 6-3 per l’Italia.

Un minuto dopo un ritardo nel ripiazzamento della difesa degli azzurri regalava la prima meta ai verdi con l’estremo Dempsey bravo ad inserirsi in attacco su un’azione orchestrata dal solito O’Driscoll.

Gli uomini di Berbizier organizzavano una reazione che portava ad una mischia ordinata ben dentro i 22 metri irlandesi.

Il pack azzurro vinceva l’introduzione ma Parisse era ingenuo a lasciar uscire il pallone dal controllo dei suoi piedi.

Era lestissimo Hickie a raccogliere l’ovale e a lanciare un contrattacco che portava in meta il sostegno del flanker Simon Easterby.

O’Gara falliva la trasformazione per il 6-13.

Ancora una volta il pack italiano con uno splendido Zanni organizzava la risposta che portava al 29’ ad un altro piazzato di Pez dopo una maul guidata alla perfezione da Troncon per il 9-13.

Era il momento migliore per l’Italia che solo due minuti più tardi metteva uno splendido Pez in condizioni di capitalizzare il lavoro del pacchetto di mischia con un altro drop che fissava il 12-13 alla mezz’ora.

Il pack italiano continuava a dominare soprattutto in mischia chiusa e Perugini faceva passare un brutto quarto d’ora ad Hayes.

Al 35’ l’unico errore di Pez dalla piazzola preludeva alla sanguinosa ingenuità di Parisse che, a tre metri dalla meta e al momento dell’assist decisivo, serviva l’ovale nelle mani di Hickie anziché in quelle di De Marigny.

Il folletto irlandese avviava l’ennesimo contrattacco che portava in meta Gordon D’Arcy.

La trasformazione di O’Gara fissava il 12-20 all’halftime e Pez, ottimo fino a quel momento, si infortunava alla spalla nel tentativo di recupero e doveva lasciare il secondo tempo a Scanavacca.

Il vantaggio metteva gli ospiti nelle condizioni migliori per fare il gioco preferito esaltandosi nell’uno contro uno, e la marea verde rompeva gli argini.

Il risultato era disastroso per l’Italia con tre mete subite nei primi 18’ del secondo tempo ad opera di Dempsey, Horgan e Hickie.

Al 63’ anche O’Gara firmava la sua meta personale che suggellava una prova straordinaria.

Nell’ultimo quarto d’ora sul 12-46 riusciva l’orgoglio dell’Italia che regalava al Flaminio la soddisfazione di una bella meta del capitano Bortolami, meritata, e la segnatura allo scadere di De Marigny che, trasformata da Scanavacca, definiva il 24-51 finale dopo la seconda meta personale di Hickie al 77’.

Un finale orgoglioso, un primo tempo all’altezza dei migliori, qualche errore di troppo.

Dopo le due storiche vittorie e con nove titolari fuori per infortunio o squalifica, probabilmente agli azzurri non si poteva chiedere di più.

16.03.07

Tre cambi forzati, gli azzurri sfidano i leoni d'Irlanda

Lo spirito del Torneo delle Sei Nazioni è qualcosa che entra nella carne dei protagonisti, che non ti fa mollare mai la presa fino alla fine, che ti insegna che non è mai finita. Alla vigilia dell’ultimo match dell’edizione 2007(Italia-Irlanda, domani ore 14.30 diretta tv su La7), già storica per l’Italia, Pierre Berbizier regala un esempio di quello che gli anglosassoni chiamano “fighting spirit”.

Rispondendo alle dichiarazioni del capitano irlandese Brian O’Driscoll che aveva detto che la sua squadra avrebbe puntato sui punti deboli azzurri, come il canale difensivo tra n.10 e n.9, il ct ha preso i colori della battaglia ricordando il comportamento di BOD l’anno scorso a Dublino( vizioso stamping su Ongaro, non sanzionato) e ha ribattuto piccato:”Spero che O’Driscoll domani ci mostri quanto è bravo a giocare a rugby senza usare…i piedi. Con le mani ha delle qualità, speriamo che metta in mostra le sue doti rugbistiche migliori.”

Chi pensava ad un Berbizier appagato dalla storica doppietta contro Scozia e Galles è servito.

La fame agonistica non manca al condottiero di Saint Gaudens, nonostante le “sciagure” abbattutesi sulla Borghesiana nelle ultime ore.

A parte la lunga e ormai nota lista di infortunati di lunga durata, si sono aggiunte le assenze di Mauro Bergamasco per squalifica, di Canale per l’infortunio patito contro il Galles, e di Lo Cicero colpito da un attacco influenzale.

Tre cambi obbligati, dunque, nella formazione che domani sfiderà gli irlandesi tornati in corsa per la vittoria del Torneo dopo la sconfitta della Francia ad opera dell’Inghilterra.

Ezio Galon, utility-back dell’Overmach Parma lo scorso anno a segno nel match pareggiato dagli azzurri a Cardiff, rileverà Gonzalo Canale a fianco dell’altro centro Mirco Bergamasco, anch’egli acciaccato tanto da non essersi allenato in settimana.

Al posto di Mauro Bergamasco giocherà Zaffiri, il ruvido flanker aquilano che ama più i placcaggi e le ruck che i riflettori, con Sole, al rientro dopo l’infortunio, in panchina.

Lo Cicero verrà sostituito con Perugini che affiancherà Festuccia e Nieto in prima linea.

In seconda sono intoccabili Dellapè e il capitano Bortolami, mentre Zanni e Parisse completeranno il reparto della terza linea.

Intoccabili Troncon e Pez in mediana, con quest’ultimo chiamato a dae continuità al proprio rendimento, dopo lo splendido assist che ha dato la vittoria all’Italia contro il Galles, alle ali verranno confermati Pratichetti e Robertson con De Mariginy estremo.

Per il giorno di S. Patrizio gli irlandesi si sono regalati una trasferta speciale, ma Berbizier e i suoi hanno nessuna intenzione di limitarsi a… servir messa.

14.03.07

La Disciplinare ferma Mauro Bergamasco per quattro settimane

Mauro Bergamasco, ancora una volta determinante per la vittoria azzurra contr il Galles con la sua meta allo scadere, è stato squalificato fino al 9 Aprile prossimo.

La decisione è stata presa dalla Commissione Disciplinare del Torneo in base al filmato che mostra il colpo inferto con l'avambraccio dal flanker azzurro sul volto di Stephen Jones.

Mauro, oltre a perdere il match finale di questo Sei Nazioni che lo ha visto splendido protagonista, salterà anche il quarto di finale di Heinekhen Cup che il suo Stade Francaise giocherà il 31 Marzo contro il Leicester Tigers.

Intanto Gonzalo Canale è stato operato a Roma per decomprimere la contrattura al muscolo tibiale della gamba sinistra e starà fermo un mese.

Probabile l'utilizzo di Ezio Galon nel ruolo di centro contro l'Irlanda.

12.03.07

Canale non ce la fa. Bergamasco convocato a Londra dalla Disciplinare

Gonzalo Canale è stato giudicato inabile dallo staff medico della nazionale per l'incontro con l'Irlanda di sabato prossimo.

La contusione riportata nel match contro il Galles alla tibia della gamba sinistra ha creato un problema al muscolo tibiale che non sembra essere recuperabile per l'incontro finale del torneo contro i verdi d'Irlanda.

Sale così a 6 il numero dei giocatori azzurri indosponibili nel reparto dei tre-quarti con Ludovico Nitoglia, Canavosio, Bortolussi, Stanojevic, Masi e lo stesso Canale.

Con ogni probabilità, Gonzalo verrà sostituito nella rosa dei 24 da Matteo Barbini, centro padovano del Benetton Treviso.

Berbizier scioglierà la riserva dopodomani quando definirà i nomi dei giocatori che formeranno la rosa degli ultimi 24.

Intanto domani Mauro Bergamasco volerà a Londra accompagnato dal Team Manager Carlo Checchinato per deporre di fronte alla Commissione Disciplinare del Torneo delle Sei Nazioni.

L'eroe di sabato scorso è stato citato per aver colpito con un pugno Stephen Jones, la peova televisiva sembra inoppugnabile.

In caso di squalifica si tratterebbe di una perdita molto grave per l'Italia.

11.03.07

L'Inghilterra sgambetta la Francia. Sabato prossimo finale-thrilling

L’Inghilterra dei giovani e dei comprimari regala, come nella centenaria tradizione del Torneo più antico del mondo, un’ultima giornata all’insegna della suspence battendo la supponente Francia per 26-18.

Solo sei calci, tre a testa per Skrela e Yachvili, per i bleus del discusso Laporte che hanno subito l’orgoglio dei bianchi della rosa rivitalizzanti dai due giovanissimi mediani di apertura Flood e Gherarty che si sono avvicendati al posto dell’infortunato Wilkinson regalando una vittoria insperata alla folla di Twickenham.

Una meta personale, una trasformazione e tre piazzati per il primo, soprattutto il devastante break che ha determinato la meta di Tindall per il secondo, astro nascente dei London Irish.

Ora Inghilterra, Irlanda e Francia sono prime a 6 punti, l’Italia insegue a 4, sabato prossimo potrebbero tutte vincere il Torneo a pari merito, l’avreste detto due mesi fa?

Bortolami:"La squadra più forte di sempre"

“Questa è la squadra più forte di sempre.” Dopo la storica vittoria contro il Galles (nuovo record di ascolti per La7 con il 10,32% di share e 1150000 spettatori di media) il capitano dell’Italia Marco Bortolami ha sciolto la tensione degli ultimi tempi con un sorriso grande come la soddisfazione che la sua squadra ha raccolto sul campo.

Per la prima volta una squadra azzurra vince due partite nel Sei Nazioni una delle quali in trasferta, per la prima volta l’Italia sale all’ottavo posto nel ranking dell’International Rugby Board, è giusto che il capitano di un gruppo che miete risultati storici ne sottolinei i meriti:”Abbiamo vinto un incontro anomalo, diviso in tre momenti distinti.

Dopo un buon avvio nel quale siamo riusciti ad applicare il nostro piano di gioco, c’è stato un momento di difficoltà per noi ed il Galles è stato bravo ad approfittarne.

Negli ultimi venti minuti poi – ha continuato il capitano dell’Italia e del Gloucester – siamo riusciti fuori noi.

Siamo stati capaci di soffrire insieme, è stata fondamentale la comunicazione tra noi, la nostra voglia di raccogliere il frutto di un lavoro profondo, che dura da qualche tempo.”

Bortolami ha poi indicato la via per il futuro:”Il nostro è un gruppo molto giovane.

Oggi abbiamo visto tra campo e panchina Staibano, Pratichetti, Bernabò, Ghiraldini, tutti intorno ai 22 anni.

Poi abbiamo un gruppo di giovani veterani già ricchi di esperienza, penso ai Bergamasco, Parisse, Canale (lo stesso Bortolami, n.d.r.).

Abbiamo un futuro bellissimo, a patto di continuare a lavorare così e a seguire le indicazioni del nostro staff.”

Non si può non essere d’accordo con l’analisi del capitano.

Berbizier sta costruendo un gruppo che comincia ad avere una profondità invidiabile, soprattutto nei ruoli degli avanti. In prima linea, ad esempio, dietro ai primi sei uomini arcinoti e tra i migliori al mondo nei ruoli di pilone e tallonatore, spunta un talento fisico come quello di Staibano.

Il gigante di Eboli, 124 kg., ha esordito nel Sei Nazioni con grande autorità dimostrando che il vivaio azzurro comincia a regalare frutti maturi, come dimostrano anche i risultati dell’U.21 che venerdì ha battuto i pari-età del Galles 22-21 dopo aver sconfitto la Scozia.

La politica di investimenti della Federazione, per ora puntata soprattutto sull’Accademia di Tirrenia, comincia a dare i suoi risultati.

Volendo cercare il pelo nell’uovo, pochi ricambi sembrano esserci per i ruoli dei mediani che, tra i più giovani non presentano per ora alternative immediate di livello.

Dietro Pez e Scanavacca, che ha quasi 34 anni, i pretendenti alla maglia n.10 non abbondano.

Lo staff azzurro sta pensando al futuro immediato e, in maniera prudente, comincia a guardarsi attorno.

Non è escluso che nel tour estivo possano essere provate soluzioni alternative interne (De Marigny, Bortolussi?n.d.r.), mentre anche nel Top 14 francese sono stati individuati un paio di elementi, Teulet estremo del Castres e Frederic Manca, 27 anni, apertura dell’Albi, con passaporto italiano che potrebbero essere provati in futuro.

Ma questo è il momento di concentrarsi su un presente fatto di successi, costruito da una squadra che continua a dare prove di grande carattere e personalità.

Sabato prossimo, giorno di S. Patrizio, arriva al Flaminio l’Irlanda accompagnata da 18000 irlandesi.

Per la prima volta nella storia l’Italia ha la possibilità, probabilmente solo matematica, di vincere il Torneo qualora vincesse con i verdi e gli altri risultati fossero favorevoli.

Difficile, ma Troncon e Bergamasco ci hanno insegnato che è possibile continuare a sognare.

10.03.07

L'Italia nella storia!Il cuore azzurro doma il Galles

Il pallone ovale non è mai stato così azzurro. La banda-Berbizier non fallisce l’appuntamento e firma una delle più belle pagine della storia del rugby italiano battendo nella fortezza del Flaminio un Galles mai domo con il punteggio di 23-20. Significa seconda vittoria consecutiva nel Torneo delle Sei Nazioni, mai successo prima.

Vuol dire salita all’ottavo gradino del ranking dell’International Board, anche questa è una prima volta, proprio ai danni del Galles.

Vuol dire anche uno stadio strapieno di maglie azzurre e rosse, pazzo di gioia per Bortolami e soci, avanguardia di una Nazione che sta scoprendo, grazie alle imprese di questi ragazzi, che allo stadio si può andare anche soltanto per essere parte di una festa.

L’inno di Mameli cantato a squarciagola prima del calcio d’inizio, il giro di campo della squadra dopo il fischio finale.

Sono le immagini di un trionfo che avrà un impatto senza precedenti per tutto il movimento.

In mezzo una partita difficile da raccontare e ancor più ostica da interpretare per i protagonisti azzurri in campo, al cospetto di un avversario fiero e con caratteristiche in grado di creare difficoltà all’Italia.

La novità è proprio questa: in un altro momento, nei 15’ di crisi all’inizio del secondo tempo dopo la meta di Rees l’Italia sarebbe crollata, incapace di reagire.

Ieri, invece, dopo il colpo avversario i gladiatori azzurri guidati da Bergamasco, Troncon e gli altri si sono guardati, hanno “sentito” lo stadio, si sono parlati, si sono aiutati.

Quando questa squadra è disponibile al sacrificio, quando i giocatori sono pronti a distruggere sé stessi per i compagni, l’Italia può mettere alla frusta chiunque.

Come già in Scozia, anche ieri negli ultimi venti minuti la squadra, sempre più “creatura” di Pierre Berbizier, si è rimpossessata del timone, stabilendosi nella metà campo avversaria.

Quando ormai mancava una manciata di secondi Troncon ha guidato di nuovo il pack più forte d’Europa nei 22 metri avversari prendendo a spallate il fortino gallese.

Una, due, tre, quattro fasi ai cinque metri, il pallone nascosto nella testuggine azzurra, i centimetri guadagnati uno alla volta, finchè Troncon non decide di aprire per Pez, una finta, poi la luce.

Calcetto a scavalcare la linea difensiva dei Dragoni, l’ovale rotola verso la terra promessa, dalla torma di cani affamati che lo insegue spuntano le mani di Mauro Bergamasco.

L’ovale è suo, l’area di meta è violata, la vittoria è italiana.

Il match era cominciato con un illusione di meta azzurra al 1’ di gioco.

Touche italiana in attacco, schema orchestrato magistralmente da Pez che lancia Canale.

Il centro azzurro indirizza un long-pass che salta il primo uomo e cade ai piedi di Matteo Pratichetti che raccoglie l’ovale rimbalzante, spiana con i suoi 100 kg. l’ultimo placcaggio di Morgan e deposita in meta, ma l’arbitro annulla per un dubbio passaggio in avanti.

Lo score si apre con due punizioni di un Pez ispiratissimo anche nei calci di spostamento, peraltro aiutato dal vento di tramontana che spira da nord e a favore di campo per l’Italia.

Gli azzurri riescono nei primi 20’ di gioco a rispettare il piano di Berbizier: pressione, possesso e calci per mantenere gli avversari nei propri 40 metri difensivi.

Il Galles sbanda ed al 22’ l’Italia conduce 6-0.

Poi arriva la reazione dei Dragoni Rossi che Gareth Jenkins sta cercando di tirare fuori dalla crisi in cui sono piombati lo scorso anno.

La squadra ha valori tecnici importanti ed è più imprevedibile della Scozia in fase offensiva.

Lo dimostra con i fatti al 28’ quando Hook, astro nascente del rugby del Principato, tira fuori dal cilindro la magia: calcio che scavalca Robertson per Shanklin che lo afferra al volo, resiste al placcaggio di De Marigny e lancia sulla corsa Shane Williams con un off-load dolcissimo.

Il folletto gallese degli Ospreys non si fa pregare e vola in meta, trasformazione e Galles in vantaggio 6-7.

Qui l’Italia si imbambola e subisce il ritorno degli ospiti che acquistano la consapevolezza di potercela fare.

Le maglie rosse si installano nella metà campo azzurra e in un paio di occasioni il forte rischia la capitolazione.

Allo scadere del primo tempo però Troncon piazza la zampata del fuoriclasse rubando dalle mani di Peel che guidava i suoi all’attacco l’ovale e lanciandolo al compagno più vicino, Robertson.

Gli dei del rugby sono dalla sua parte: l’ala, l’azzurro più veloce, calcia profondo nel campo avversario incustodito e corre come Mercurio per raggiungere l’ovale, vanamente inseguito dal gallese più vicino, il lento Gough.

Lo scatto brucia l’erba, il rimbalzo è perfetto proprio nelle mani di Robertson che sulla corsa lo porta sotto i pali, trasformazione di Pez e Italia n vantaggio al riposo 13-7.

In avvio di ripresa lo sbandamento di cui s’è detto, con la meta di Rees e due calci piazzati di Hook che marcano al 55’ il 13-20 per gli ospiti.

Poi, pian piano, viene fuori la forza morale di una Italia che Berbizier sta costruendo nella religione del lavoro e nell’amore per il sacrificio.

Parisse, Man of the Match al termine, è un gigante, gli altri non si tirano indietro e soffrono in trincea, superano le difficoltà ed insieme riprendono il controllo.

Di nuovo i placcaggi diventano vincenti, i passaggi più precisi, l’inerzia del match si colora d’azzurro.

Al 73’ Pez piazza per il 16-20, poi inventa la magia che lancia in meta Bergamasco, la storia è scritta.

08.03.07

Berbizier sorprende tutti:"Vogliamo vedere la coppia Troncon-Pez"

Il Ministro Melandri ha portato il suo augurio nel ritiro azzurro:”Il vostro esempio onora la Nazione”, rimarcando i valori tipici del rugby, mentre Berbizier si è giocato il jolly. Sorprendendo un poco tutti, il Napoleone di Saint Gaudens sfodera l’audacia dei grandi generali e decide di schierare Ramiro Pez con la maglia n.10 contro il Galles al posto di “Pepe” Scanavacca.

A ben guardare, la decisione potrebbe apparire meno sorprendente rispetto alla prima impressione se solo si analizza la situazione nel gruppo azzurro rispetto al ruolo di mediano di apertura che, dall’addio di Diego Dominguez, cerca ancora un titolare attendibile.

Dal punto di vista psicologico, spesso il tallone d’Achille di Pez, giocare in casa contro il Galles dopo un trionfo come quello di Edimburgo appare la condizione ideale per non subire alcun tipo di pressione.

“Non dobbiamo dimenticare – ha chiarito Berbizier – che stiamo lavorando per costruire la squadra in prospettiva World Cup 2007(a settembre in Francia, n.d.r.).

Abbiamo avuto modo di vedere la coppia Troncon-Scanavacca, la combinazione Griffen-Scanavacca la vediamo nel Calvisano mentre vogliamo vedere adesso Toncon-Pez, anche perché in occasione degli impegni azzurri dopo il Sei Nazioni Tronky sarà impegnato con il suo club (il Clermont Auvergne, n.d.r.) o potrebbe riposare.”

Del resto Berbizier e i suoi assistenti, mentre l’Italia si accorgeva della sua bella squadra di rugby grazie alla vittoria di Murrayfield, analizzavano e scomponevano mille volte il match producendo statistiche e numeri a volontà e accorgendosi di qualche incertezza di troppo da parte di Scanavacca.

Ecco, dunque, l’aprirsi di una nuova possibilità per Ramiro Pez, sulle cui prestazioni novembrine potrebbe aver influito negativamente l’involuzione di Griffen.

Giocare al fianco del Troncon di oggi capace di imprimere un altro ritmo e di guidare a dovere un pack dominante potrebbe permettere a Pez di esprimere al meglio le sue doti, notevoli soprattutto in fase offensiva.

Le altre due novità erano attese.

All’ala giocherà, in coppia con Robertson, il 21enne romano Matteo Pratichetti, passato in pochi anni dalla posizione di…raccattapalle a protagonista delle battaglie del Flaminio, mentre Carlos Nieto occuperà il posto di pilone destro lasciato vacante da Castrogiovanni uscito da Murrayfield con una distorsione al ginocchio destro.

Per il resto confermati gli eroi di Edimburgo con l’ordinato De Marigny ad estremo, Canale-Mirco Bergamasco ai centri e Troncon alla mischia.

In terza linea uno scintillante Sergio Parisse vestirà la n.8, con i gladiatori Mauro Bergamasco e Zanni che andranno a caccia di uomini e di palloni con la n.7 e la n.6.

In seconda linea salteranno gli intoccabili Bortolami, capitano, e Dellapè, mentre la prima linea sarà completata da Festuccia e Lo Cicero, con Ghiraldini, Perugini e Staibano pronti a subentrare dalla panca.

In definitiva, l’Italia si avvia ad affrontare il match contro il Galles, più difficile di quanto non dicano gli ultimi risultati delle due squadre, con una squadra più giovane di quella corsara ad Edimburgo.

Bernabò, Pratichetti, Ghiraldini, Staibano e lo stesso Mirco Bergamasco veleggiano serenamente attorno ai 22 anni, mentre Pez è più giovane di Scanavacca di quasi sei anni.

Berbizier, pur con la lodevole intenzione di non bruciare i giovani talenti azzurri, guarda al futuro.

C’è una Coppa del Mondo da affrontare a settembre che potrebbe sancire il definitivo accesso dell’Italia al banchetto delle grandi.

Intanto però tra gli azzurri e la storia si parano i Dragoni Rossi di Gareth Jenkins, mai facili da battere quando si trovano con le spalle al muro.

07.03.07

Dentro la crescita degli azzurri. I luogotenenti di Berbizier

Semplicità. Dietro i progressi dell’Italia del rugby, che stanno cominciando a trasformarsi in risultati come a Murrayfield una settimana fa, c’è la parola magica della gestione-Berbizier. Il piccolo generale di Saint-Gaudens comincia a vedere concretizzarsi il lavoro sul gruppo cominciato due anni addietro, quando accettò di guidare la squadra meno forte del Sei Nazioni.

Proprio attraverso la semplicità Berbizier ha scelto di costruire un gruppo, un sistema in grado di far crescere una squadra, se non un intero movimento, inculcando la cultura del lavoro, dell’attenzione per i particolari per limare i difetti con pazienza certosina.

Nel momento in cui i risultati cominciano ad arrivare, anche se ora ci vuole continuità dopo la vittoria in Scozia che ha fruttato il nono posto nel ranking internazionale dell'IRB (per la prima volta nella storia l’Italia e nella top-ten, n.d.r.), bisognerebbe avviare una riflessione sul dopo-Mondiale, quando bisognerà rivedere le posizioni di tutti e impostare un nuovo ciclo qualunque sarà il risultato della rassegna iridiata.

Pe la Federazione e per il rugby italiano perdere Berbizier sarebbe un delitto imperdonabile.

Per trattenerlo in Italia ci vorrebbe un progetto con un minimo di “visione”, magari il conferimento dei pieni poteri di direzione tecnica ad un uomo che ha dimostrato con i fatti - se mai ce ne fosse stato bisogno – la sua competenza e la sua capacità non solo tecnica ma, soprattutto, di gestione organizzativa del sistema.

Ovvio che un progetto simile richiederebbe una buona dose di coraggio e di capacità di copertura politica per le decisioni che sembrano ormai irrinunciabili per la crescita del rugby italiano che, specialmente dopo la World Cup2007, giungerà ad un momento di scelte epocali.

Intanto, Berbizier guida la squadra azzurra da par suo e la crescita del gruppo non può sfuggire.

Dopo la sfortunata trasferta londinese, dove un arbitraggio più equo e meno…solidale con i bianchi della rosa avrebbe dato agli azzurri la possibilità di anticipare il trionfo di Edimburgo, il Napoleone azzurro ha visto i suoi uomini strapazzare a domicilio la Scozia ottenendo una vittoria la cui portata storica emergerà ancora meglio se avrà un seguito già da sabato prossimo vontro il Galles.

Per guadagnare posizioni nel ranking internazionale e credito presso istituzioni ed avversari l’Italia ha un disperato bisogno di vittorie, gli elogi non sono più sufficienti.

Per raggiungere i suoi obiettivi Berbizier, come tutti i condottieri, ha costruito uno staff che sta lavorando con grande armonia ed efficacia.

La bravura dello skipper sta nello scegliere i collaboratori, nel motivarli e, soprattutto, nel responsabilizzarli per sfruttarne al meglio l’opera al servizio del bene comune.

Dal video-anlyst al preparatore atletico, dall’allenatore dei tre-quarti al medico, dal coach della mischia ai fisioterapisti attualmente uno staff di una squadra di massimo livello nel rugby internazionale ha bisogno di un gruppo di lavoro articolato, efficiente e competente che lavori con unità di intenti e armonia.

Oggi l’Italia ne possiede uno e non ci si può dimenticare dei meriti di chi lo ha scelto e lo guida.

Ma può essere interessante conoscere meglio i singoli che stanno dietro alla parola staff, che spesso non hanno l’onore delle cronache, che non appaiono sotto i riflettori ma che, con il loro lavoro quotidiano, con una fatica non inferiore a quella dei giocatori che vanno in campo, rendono possibile la realizzazione sul campo di ciò che il gruppo è in grado di produrre, così come è successo sull’erba di Murrayfield, finalmente violata dal rugby azzurro.

Simone Santamaria, classe ’79 video-analyst dello staff di Pierre Berbizier, è l’ennesimo prodotto di un vivaio che ha dato e sta dando molto al rugby azzurro, quello della Lazio.

Proprio tra i biancocelesti Santamaria ha mosso i primi passi nel mondo ovale, per affinare poi la sua formazione in Sudafrica, prima nelle fila dei Maties di Stellenbosch e poi presso il South African Rugby Institute.

Nel rugby moderno il lavoro di analisi delle cifre assume un’importanza fondamentale:”Dopo ogni match – spiega Simone – affrontiamo una fase che chiamiamo di bilancio nella quale analizziamo la partita dal punto di vista quantitativo e confrontiamo i dati con il piano di gioco per verificarne la coerenza.

Questa fase vede un lavoro molto profondo di analisi critica che resta tra i componenti dello staff.

Ai giocatori è importante lasciare sempre un feed-back positivo, semplificando loro la lettura del match attraverso un paio di punti-chiave.”

Molto complesso anche il lavoro di analisi degli avversari:”Per il Galles abbiamo preparato, come sempre, un vero e proprio dossier su tutte le ultime partite giocate, sull’analisi del rendimento di ciascun giocatore e così via, con l’obiettivo di individuare i punti di forza e i punti deboli per preparare il piano di gioco.”

Anche nel lavoro di trasmissione delle informazioni ai giocatori Berbizier predica il concetto fondamentale, quello della semplicità:”Con i ragazzi non usiamo mai la parola “negativo”, Pierre ci tiene a rendere positivi tutti gli aspetti. La sua più grande qualità sta nel responsabilizzare i suoi collaboratori e nell’ascoltare ogni componente dello staff, per poi sintetizzare il lavoro comune che deve migliorare attraverso il confronto.”

Carlo Orlandi ha alle spalle 42 cap da tallonatore con la maglia azzurra che ha onorato dal 1992 al 2000, costituendo con Properzi e Massimo Cuttitta una prima linea memorabile, protagonista di un periodo d’oro per il rugby italiano.

Dopo aver lavorato come tecnico per le nazionali U.19 e U.21, dal 2003 è il responsabile per gli avanti della nazionale maggiore.

Il “suo” reparto è il punto di forza dell’Italia.

Il ct della Scozia ha definito il pack azzurro formidabile, mentre dall’Inghilterra Ashton e Sua Maestà Jonny Wilkinson lo hanno elogiato senza riserve:”Ho la fortuna di lavorare con ottimi elementi che giocano tutti in club di alto livello, in Francia e in Inghilterra ma anche in Italia.

Dico tutti – spiega Orlandi - proprio per sottolineare come, a differenza di ciò che si pensa generalmente, stanno emergendo anche i giocatori che fanno parte di squadre italiane del Super10, penso a Zaffiri, Sole e al giovane Zanni.

Rimanendo in Italia, abbiamo l’obiettivo di portare verso il basso – mi riferisco all’U.21 e all’U.19 - il nostro metodo per rendere omogenea la formazione dei giocatori.”

Non è necessario valicare le Alpi per fare buon rugby?:”Certamente. Penso che se i club italiani avessero il budget dello Stade Francaise, per fare un esempio, anche loro raggiungerebbero buoni risultati.”

Orlandi ha costruito una mischia dominante:”Il nostro lavoro ha la difficoltà del tempo. Considerando una settimana tipo, abbiamo quattro allenamenti effettivi con una seduta per la mischia ordinata, una per la touche e due per le fasi do movimento, non molto.

Dobbiamo sintetizzare le varie esperienze dei giocatori e adattarle al nostro sistema.

Potremo migliorare sui particolari quando, nel lungo ritiro pre-mondiale, avremo più tempo a disposizione.”

Quando, circa due anni orsono, Berbizier assunse l’incarico di ct azzurro decise di portare dalla Francia un coach specifico per i tre-quarti e per la fase offensiva. La scelta cadde su Jean-Phillippe Cariat, francese di Riscle della regione dei Pirenei atlantici, estremamente feconda per il rugby.

Con un passato da giocatore come utility-back, in grado cioè di ricoprire tutti i ruoli della linea arretrata, Cariat, classe ’54, ha avuto una ricca esperienza come capo-allenatore in Francia guidando Grenoble, Pau e Colomiers che condusse alla finale perduta contro lo Stade Francaise nel 2000.

Lo scorso anno si confrontò con la penuria numerica dei tre-quarti azzurri:”Ai primi allenamenti in preaparazione del Sei Nazioni ricordo che eravamo un poco preoccupati, visto che avevamo sul campo, tra infortuni ed assenze varie, solo tre uomini!

Poi con l’impiego di Canavosio all’ala e qualche accorgimento risolvemmo la situazione.”

A novembre, con l’esplosione di Bortolussi ad estremo e di Stanojevic nel ruolo di ala i problemi sembravano di abbondanza:”Ed invece ci siamo ritrovati ad affrontare il Sei Nazioni 2007 proprio senza David e Marco, fuori per infortunio così come Canavosio e senza dimenticare Ludovico Nitoglia.

Fortuna che abbiamo ragazzi bravi e disponibili come De Marigny, Dallan e Pratichetti che hanno colto l’opportunità di essere protagonisti.”

Tra i miglioramenti registrati dall’Italia con la gestione “francese” c’è proprio quello del gioco dei tre-quarti:”Abbiamo avviato un lavoro in profondità che sta dando i suoi frutti.

Ora i giocatori hanno ben chiaro cosa devono fare quando hanno il possesso del pallone, ma dobbiamo ancora migliorare molti aspetti, come la capacità di essere più concreti quando dobbiamo realizzare punti.”

04.03.07

Serie B, Accademia a valanga, torna alla vittoria la LeasePlan Lazio

Riassapora il gusto del successo la LeasePlan Lazio del presidente Ricciardi nel girone B della serie B vincendo a Rieti con il punteggio di 6-9.

Tutti dell'apertura argentina Sassone i punti per i biancocelesti che hanno vinto un match dominato dal lavoro "sporco" dei pacchetti di mischia.

Nel girone D l'Aisico Accademia ha messo a segno l'ennesimo risultato eclatante travolgendo i malcapitati ragazzi dell'Abruzzo Rugby con un 73-5 imbarazzante.

La superiorità del gruppo allenato da Gentile è ormai fuori discussione, la questione ora riguarderà solo gli scontri diretti dei play-off.

Punteggio stratosferico anche per il Cus Roma che ha seppellito il Sannio con il punteggio di 112-0, mentre continua il recupero delle Fiamme Oro vittoriose in casa del rugby Sele per 31-38.

Serie A, vince la Roma ma fallisce il bonus. La Lazio sfiora l'impresa sul campo del Badia

La XVI giornata della serie A vede la Futura Park Rugby Roma superare in trasferta il San Donà con il punteggio di 6-23. Il risultato frutta "solo" 4 punti per i bianconeri che vedono l'Antares Benevento salire a - 6 grazie alla vittoria a Modena.

Per la squadra di Ringeval, presentatasi in Veneto con alcune assenze come Bernardi e Giacci, ancora fondamentale il contributo dalla piazzola di Anversa che con sei calci ha regalato ben 18 punti ai suoi.

Del pilone Russo l'unica meta dei bianconeri, meno brillanti del solito e vittime del "non-gioco" dei padroni di casa.

Bella prestazione per i ragazzi della Mantovani Lazio sul difficile campo del Badia, squadra in piena corsa per i play-off.

I biancocelesti del coach Pratichetti hanno perduto con il punteggio di 25-22, ma il primo tempo lo avevano chiuso in vantaggio per 10-17.

Determinante per la Lazio il rientrante Mannucci, autore di due mete personali nel primo tempo.

L'apporto dell'ariete biancoceleste potrebbe risultare decisivo per le sorti della squadra del presidente Biagini, impegnata in un rush finale tutto da giocare.

Ancora buona anche la prova dell'apertura argentina Sulpis autore della trasformazione della meta del tallonatore Machado e di una meta personale all'8' del secondo tempo.

02.03.07

Serie B, nel girone D domina l'Accademia

Continua nel girone D della serie B la cavalcata dell’Aisico Accademia Roma guidata dal coach Gentile.

Con la vittoria ottenuta domenica scorsa sul campo del Torre del Greco i romani hanno portato ad 8 le vittorie consecutive ed hanno tutta l’intenzione di proseguire nella striscia vincente anche domenica, quando affronteranno sul campo dell’Acquacetosa (ore 14.30) la squadra della Polisportiva Abruzzo, in cerca di punti salvezza.

La squadra del presidente Altea non potrà permettersi regali con gli abruzzesi, in cerca com’è della definitiva quadratura del gioco per poter poi affrontare i confronti dei play-off in condizioni ottimali.

La società ha fatto incetta sul mercato aggiungendo lungo la via alla propria rosa elementi in grado di fare la differenza nella categoria.

Ottima la mediana con Mazzi all’apertura e Lo Greco alla mischia, importante appare l’acquisto della terza-centro Biondi, ex Fiamme Oro e Capitolina, giocatore dalle potenzialità superiori.

Ottima fin qui anche la stagione di Calderaro e Viguurs.

Riprende la Serie A, la Roma a S.Donà

In occasione della pausa che il Sei Nazioni si concede prima delle due ultime giornate che vedranno l’Italia vittoriosa in Scozia affrontare al Flaminio Galles e Irlanda, la Serie A approfitta della finestra concessa dal calendario internazionale per giocare la XVI giornata del programma. La ripresa vede le squadre romane entrambe reduci da vittorie importanti.

La Futura Park Rugby Roma ha superato senza troppi patemi il Ludom Avezzano sfruttando l’occasione per mettere alla prova qualche giovane interessante o per alcuni esperimenti tattici, come ad esempio l’utilizzo del flanker Rota nella posizione di tre-quarti centro, comunque da rivedere.

Buone indicazioni Ringeval le ha raccolte dalle prove del tallonatore Lorenzini e, soprattutto, del seconda linea Mariani che potrebbe avere un futuro, per caratteristiche fisiche e tecniche, anche come terza linea.

I bianconeri riprendono il loro cammino che li vede solitari in vetta al Girone B con sette punti di vantaggio sulla seconda, l’Antares Benevento, andando a rendere visita domenica al S.Donà, formazione tradizionalmente ostica sul proprio campo e che punta il suo gioco su un pack compatto e in grado di “sporcare” il gioco sui punti d’incontro.

Sarà fondamentale, una volta di più, la prova della mediana Mazzi-Anversa che dovrà, garantendo il solito contributo di visione di gioco e acume tattico, imporre il gioco della squadra capitolina superiore sulla carta dal punto di vista tecnico agli avversari.

Prosegue il graduale inserimento nel gruppo bianconero dei nuovi arrivati, il pilone Pani, già in campo per alcuni minuti nella partita contro l’Avezzano, e l’ala Gentile che va a rinforzare il reparto dei tre-quarti già superiore alla media della categoria.

Con questi acquisti la Rugby Roma del duo Abbondanza-Bencetti intende avvicinarsi alle sfide dei play-off con una rosa che metta la Roma al riparo da qualsiasi sorpresa.

Nell’altro girone pare in ripresa la Mantovani Lazio guidata dal coach Carlo Pratichetti.

Dopo un periodo negativo i biancocelesti hanno battuto il Verona in uno scontro diretto per la salvezza scavalcando il Frascati e lasciandosi alle spalle il Reggio Emilia in un colpo solo.

Fondamentale il contributo dell’apertura argentina Sulpis, autore di 24 dei 29 punti dei laziali.

Partita con l’obiettivo sesto posto, in grado di garantire nella prossima stagione la partecipazione al primo girone di merito, la Lazio del presidente Biagini ha perso lungo il cammino, per l’inesperienza della sua giovanissima rosa, molti punti alla sua portata rimanendo invischiata nella lotta per non retrocedere.

La classifica, però, è corta e, fatte salve le prime quattro, vede sei squadre in dieci punti mantenendo qualche speranza di reinserimento per la Lazio, a patto di evitare altri passi falsi, a cominciare da domenica in casa del temibile Badia.

Lo scorso anno gli aquilotti spiccarono il volo proprio in primavera, non è escluso che possano ripetere l’impresa.