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	<title>Alessandro Fusco</title>
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	<description>Interamente dedicato al Rugby, in ogni sua forma e nazionalità.</description>
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		<title>Jonah Lomu, il Primo</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2015 18:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Profili]]></category>
		<category><![CDATA[All Blacks]]></category>
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		<description><![CDATA[JonahLomu il Primo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nella società dominata dalla comunicazione molti campioni dello sport hanno un successo planetario che valica i confini dell&#8217;agonismo e li trasforma in fenomeni di costume. Soli ad alcuni di essi è riservato il privilegio di trasformarsi in leggenda quando sono ancora in vita. <strong>Siona Tali Lomu</strong>, meglio noto col nome di <strong>Jonah</strong>, si è guadagnato tale privilegio travolgendo gli avversari e il Fato con la sua corsa possente. <span id="more-3576"></span>Ora che ha lasciato il mondo terreno cammina nel Mito.</p>
<p>Un banale arresto cardiaco provocato dalla malattia ai reni che ne aveva fermato la carriera lo ha tolto dal mondo ieri a soli 40 anni.</p>
<p>Del resto, il destino di quelli come lui è farsi beffa del tempo, bruciare le scadenze, irridere il calendario.</p>
<p>Non a caso esordì con la maglia tutta nera degli<strong> All Blacks</strong> a soli 19 anni un mese e 14 giorni divenendo all&#8217;epoca il più giovane debuttante della <strong>Nuova Zelanda</strong> in un test match.</p>
<p>Fu un esordio strano, con una sconfitta in casa, nel fortino di Christchurch il 26 giugno del 1994 contro la Francia che si impose per 22-8.</p>
<p>Nonostante il risultato negativo la percezione di tutti fu quella di aver assistito all&#8217;esordio di un predestinato.</p>
<p>Figlio di immigrati provenienti dalle Isole Tonga <strong>Lomu</strong> crebbe nella periferia degradata di <strong>Auckland</strong>, dove la gente come lui fa presto a crescere, spesso male.</p>
<p>Da ragazzo ebbe la terribile esperienza di assistere all&#8217;assassinio d uno zio a colpi di machete, una visione che probabilmente non lo abbandonò mai.</p>
<p>Da quelle parti per i figli di isolani emarginati il rugby non è solo uno sport, non è nemmeno una religione, è l&#8217;unica scorciatoia verso una vita normale.</p>
<p>La scuola spesso indica la strada e fu così che l&#8217;istituto anglicano <strong>Wesley College</strong> diede un&#8217;opportunità al giovane Siona.</p>
<p>Per prima cosa gli cambiarono il nome in <strong>Jonah</strong>, poi gli diedero un paio di scarpini, un pallone ovale e lo guardarono correre.</p>
<p>Da allora <strong>Jonah</strong> non si fermò, sapeva che doveva cogliere quell&#8217;opportunità al volo.</p>
<p>Quella o niente altro, la vita gli aveva già mandato messaggi molto chiari.</p>
<p><strong> Jonah</strong> fu veloce in tutto.</p>
<p>Non ci mise molto ad arrivare ai 196 centimetri della sua altezza, così come ai circa 118 kg. di peso.</p>
<p>Ma la cosa impressionante era a quale velocità spostasse questa massa per il campo.</p>
<p>A circa 17 anni stabilì il suo primato sui 100 metri piani.</p>
<p>Dieci secondi e otto decimi, un tempo straordinario per un giocatore di rugby, soprattutto di quelle dimensioni.</p>
<p>Da lì in avanti la carriera scorre via come un fulmine, come Jonah.</p>
<p>Al Wesley College è subito capitano, nel 1993 è convocato nella nazionale di rugby a 7 con la quale si mette subito in luce, grazie alla sua fisicità combinata all&#8217;incredibile velocità.</p>
<p>nel 1994 esordisce nel campionato domestico neozelandese con il <strong>Counties Manuaku</strong>.</p>
<p>Bastano pochi incontri ufficiali in prima squadra ed ecco la chiamata dagli <strong>All Blacks</strong> per indossare la maglia nera che da quelle parti usano dire venga data solo in prestito per ogni partita.</p>
<p>Lui non la leva più indossandola per 63 volte con 37 mete all&#8217;attivo.</p>
<p>Inoltre in due sole edizioni della coppa del mondo, nel 1995 e nel 1999,  segna 15 mete divenendo il primatista assoluto, eguagliato solo dal sudafricano <strong>Bryan Habana</strong> qualche settimana fa nella <strong>Rugby World Cup 2015</strong>.</p>
<p><strong> Lomu</strong>, al di là dei numeri, ha rappresentato plasticamente il passaggio nel rugby dal dilettantismo puro al professionismo, incarnando il prototipo del giocatore del futuro, un Robocop in maglietta e calzoncini.</p>
<p>Dopo di lui le immagini del vecchio Cinque Nazioni commentate dall&#8217;indimenticabile voce di <strong>Paolo Rosi</strong> che raccontava di giocatori che durante la settimana esercitavano i propri lavori di dentisti, poliziotti, avvocati o operai con fisici dallo scarso atletismo scompaiono definitivamente per lasciare il posto a super-atleti capaci di prestazioni fisiche impressionanti.</p>
<p>Lui fu il primo di essi.</p>
<p>Esiste un momento preciso in cui <strong>Jonah Lomu</strong> passa dal ruolo di campione a quello di leggenda ed è reso immortale dalle immagini in mondovisione.</p>
<p>Siamo nella Rugby World Cup 1995 in <strong>Sudafrica</strong>, quella resa celebre da <strong>Nelson Mandela</strong>.</p>
<p>In semifinale la <strong>Nuova Zelanda</strong> affronta l&#8217;<strong>Inghilterra</strong> a Città del Capo il 18 giugno.</p>
<p>Dopo appena un minuto e mezzo di gioco <strong>Lomu</strong> riceve l&#8217;ovale dal compagno <strong>Bachop</strong> nella sua posizione preferita, all&#8217;ala sinistra.</p>
<p>Tra lui e la meta ci sono alcuni inglesi con la divisa bianca, ma Jonah non sembra vederli.</p>
<p>Le gambe scaricano a terra una potenza devastante, ad ogni appoggio i piedi sollevano zolle di terreno e gli inglesi che tentano di fermarlo sono vittime sacrificali sull&#8217;altare della leggenda.</p>
<p>Prima<strong> Tony Underwood</strong>, calpestato, poi il capitano <strong>Will Curling</strong>, scaraventato via, infine l&#8217;estremo <strong>Mike Catt</strong>, che Lomu trasforma in un morbido zerbino prima di planare in meta.</p>
<p>Guardando quelle immagini migliaia di ragazzini decidono di giocare a rugby, <strong>Lomu</strong> è leggenda.</p>
<p>In quel tempo il gigante camminava sulla terra, che ora quella stessa terra gli sia lieve.</p>
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		<title>Rugby World Cup 2015, All Blacks invincibili!</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2015 18:41:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
		<category><![CDATA[All Blacks]]></category>
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		<description><![CDATA[All Blacks sul tetto del mondo!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gli <strong>All Blacks</strong> scalano il mondo ovale e conquistano per la terza volta la <strong>Rugby World Cup</strong> ma questa è la prima nell&#8217;emisfero nord visto che le prime (1987 e 2011) si erano giocate in <strong>Nuova Zelanda</strong>. Il punteggio finale di <strong>34-17</strong> onora anche la prova di una grande <strong>Australia</strong>, capace di giocare un mondiale fantastico. <span id="more-3574"></span> Ma ieri sul prato di <strong>Twickenham</strong> nessuna diga avrebbe potuto resistere alla Marea Nera guidata da due enormi campioni al passo d&#8217;addio.</p>
<p>Nella loro ultima partita in maglia nera il capitano <strong>Richie Mc Caw</strong> e soprattutto<strong> Dan Carter</strong> hanno messo la firma sul trionfo con due prestazioni superlative, da scrivere nel libro della storia.</p>
<p>Ma anche<strong> Ma&#8217;a Nonu</strong> che ha firmato una meta da marziano all&#8217;inizio del secondo tempo.</p>
<p>Una generazione di campioni se ne va ma saluta degnamente, col risultato più importante, un testamento incommensurabile che non sarà facile eguagliare in futuro.</p>
<p>La cerimonia degli inni regala al mondo uno stadio di <strong>Twickenham</strong> che è una vera cattedrale dove si celebra il rito laico ovale.</p>
<p>Gli 82.000 presenti assistono all&#8217;<strong>Haka</strong> più feroce, la <strong>Kapa o Pango</strong>, eseguita dagli <strong>All Blacks</strong> con una intensità che è una promessa di battaglia.</p>
<p>Il match comincia proprio con l&#8217;intensità di una guerra con gli <strong>All Blacks</strong> col piede subito pigiato sull&#8217;acceleratore.</p>
<p>Dominio assoluto nei primi 20&#8242; per <strong>Mc Caw</strong> e i suoi uomini nel possesso e nel territorio con gli <strong>Wallabies</strong> schiacciati a difendere nei propri 22 metri capaci di salvarsi el imitare i danni grazie soprattutto agli straordinari <strong>Pocock</strong>, <strong>Fardy</strong> e <strong>Hooper</strong> che sui punti d&#8217;incontro rubano palloni e placcano tutto quello che si muove.</p>
<p>All&#8217;8&#8242; <strong>Carter</strong> firma il 3-0 ma al 14&#8242;, nell&#8217;unica occasione in cui l&#8217;<strong>Australia</strong> si affaccia nella metà neozelandese <strong>Foley</strong> pareggia trasformando una punizione concessa dall&#8217;arbitro <strong>Owens</strong>, 3-3.</p>
<p>Gli<strong> All Blacks</strong> continuano a spingere producendo altre due punizioni che <strong>Carter</strong> trasforma al 27&#8242; e al 36&#8242; per il 9-3.</p>
<p>La difesa dei canguri tiene a lungo ma una crepa nel fortino si apre al 39&#8242; quando <strong>&#8220;Magic Man&#8221; Milner-Skudder</strong> plana in meta in bandierina in capo a una splendida combinazione Aaron Smith &#8211; Conrad Smith &#8211; Mc Caw che libera l&#8217;ala per il 16-3 all&#8217;halftime.</p>
<p>Il secondo tempo è un&#8217;emozione continua e si apre con la meta di <strong>Nonu</strong> che porta lo score sul 21-3 e sembra chiudere i conti.</p>
<p>Ma non è così, al 52&#8242; <strong>Ben Smith</strong> guadagna un cartellino giallo per un placcaggio pericoloso e in superiorità numerica l&#8217;Australia rimonta sul 21-17 con le mete di <strong>Pocock</strong> al 53&#8242; e <strong>Kuridrani</strong> al 64&#8242;.</p>
<p>Tutto potrebbe ancora succedere ma è solo un&#8217;illusione che sbatte contro <strong>Dan Carter</strong> che si erge a leader indiscusso della migliore squadra del pianeta.</p>
<p>Al 70&#8242; piazza un drop stratosferico quasi da metà campo e al 75&#8242; trasforma una punizione da 50 metri che fissa il 27-17.</p>
<p>L&#8217;<strong>Australia</strong> sbanda, attacca a testa bassa con impeto disperato ma perde lucidità e ovale, si incarica <strong>Barrett</strong> di volare per tutto il campo e planare sotto i pali suggellando il trionfo All Blacks.</p>
<p><strong>NUOVA ZELANDA &#8211; AUSTRALIA 34-17</strong><br />
<em>Sabato 31 ottobre, ore 17.00 &#8211; Twickenham, Londra</em><br />
<strong>Australia:</strong> 15 Israel Folau, 14 Adam Ashley-Cooper, 13 Tevita Kuridrani, 12 Matt Giteau, 11 Drew Mitchell, 10 Bernard Foley, 9 Will Genia, 8 David Pocock, 7 Michael Hooper, 6 Scott Fardy, 5 Rob Simmons, 4 Kane Douglas, 3 Sekope Kepu, 2 Stephen Moore, 1 Scott Sio<br />
<span style="text-decoration: underline;">In panchina:</span> 16 Tatafu Polota-Nau, 17 James Slipper, 18 Greg Holmes, 19 Dean Mumm, 20 Ben McCalman, 21 Nick Phipps, 22 Matt Toomua, 23 Kurtley Beale<br />
<strong>Nuova Zelanda:</strong> 15 Ben Smith, 14 Nehe Milner-Skudder, 13 Conrad Smith, 12 Ma&#8217;a Nonu, 11 Julian Savea, 10 Daniel Carter, 9 Aaron Smith, 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw, 6 Jerome Kaino, 5 Sam Whitelock, 4 Brodie Retallick, 3 Owen Franks, 2 Dane Coles, 1 Joe Moody<br />
<span style="text-decoration: underline;">In panchina:</span> 16 Keven Mealamu, 17 Ben Franks, 18 Charlie Faumuina, 19 Victor Vito, 20 Sam Cane, 21 Tawera Kerr-Barlow, 22 Beauden Barrett, 23 Sonny Bill Williams<br />
<strong>Arbitro:</strong> Nigel Owens<br />
<strong>Marcatori:</strong> 8&#8242; cp. Carter, 14&#8242; cp. Foley, 27&#8242; cp. Carter, 36&#8242; cp. Carter, 39&#8242; m. Milner-Skudder tr. Carter, 43&#8242; m. Nonu, 53&#8242; m. Pocock tr. Foley, 64&#8242; m. Kuridrani tr. Foley, 70&#8242; dr. Carter, 75&#8242; cp. Carter, 79&#8242; m. Barrett tr. Carter<br />
<strong>Cartellini gialli:</strong> 52&#8242; B.Smith</p>
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		<title>Rugby World Cup 2015, la battaglia finale</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2015 14:13:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
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		<description><![CDATA[Rugby World Cup 2015 la finale]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>La finale della <strong>Rugby World Cup 2015</strong> va in scena domani a Londra sulla sacra erba di <strong>Twickenham</strong> (ore 17, diretta <strong>Skysport2 HD</strong>, differita su <strong>MTV</strong> dalle 18.50) e sarà un affare degli Antipodi, nel senso che se la giocheranno <strong>Nuova Zelanda</strong> e <strong>Australia</strong> che il mondo di Ovalia possono permettersi di guardarlo dall&#8217;alto in basso. <span id="more-3571"></span>Niente finale, dunque, per gli altezzosi inglesi organizzatori della kermesse che di rimpianti ne nutriranno tanti, non solo dal punto di vista rugbistico (si parla di perdite intorno ai 6 milioni di sterline nonostante il 2,5 milioni di biglietti venduti).</div>
<div></div>
<div>In campo gli <strong>All Blacks</strong> campioni in carica alla ricerca del bis se la vedranno con l&#8217;<strong>Australia</strong> rigenerata dal ct <strong>Michael Cheika</strong>, giramondo di origini libanesi con trascorsi anche in Italia da giocatore e allenatore.</div>
<div></div>
<div>In meno di un anno <strong>Cheika</strong> ha rivoluzionato il rendimento della mischia chiusa affidandola all&#8217;argentino<strong> Mario Ledesma</strong>, un&#8217;autorità in materia, che ha responsabilizzato due piloni come <strong>Kepu</strong> e <strong>Sio</strong>.</div>
<div></div>
<div>Poi ha imposto le sue leggi, chiare e rispettatissime, all&#8217;interno del gruppo e richiamato i veterani che gli servivano (<strong>Giteau</strong> e <strong>Mitchell</strong>) e che erano in giro per il mondo a far quattrini.</div>
<div></div>
<div>Ma il segreto è una terza linea da sogno formata dai due cacciatori di uomini (placcaggi) e palloni (ovali rubati sui punti d&#8217;incontro) <strong>Pocock</strong> e <strong>Hooper</strong> e dal gigante <strong>Fardy</strong>, ottimo in rimessa laterale e ovunque sul campo.</div>
<div></div>
<div>Di fronte avranno Sua Maestà <strong>Richie Mc Caw</strong>, il capitano al probabile passo d&#8217;addio, <strong>Ried</strong> e <strong>Kaino</strong> per una battaglia nella battaglia che promette scintille.</div>
<div></div>
<div>Altro duello tutto da vivere quello tra i due numeri 10.</div>
<div></div>
<div><strong> Dan Carter</strong> è nella sua massima maturità e l&#8217;australiano <strong>Foley</strong> ha giocato un mondiale sorprendente per continuità e lucidità, promettono spettacolo.</div>
<div></div>
<div>Così come le fenomenali ali degli <strong>All Blacks</strong>.</div>
<div></div>
<div>&#8220;Magic man&#8221; <strong>Milner-Skudder</strong>, l&#8217;uomo che passa attraverso i muri e il poderoso <strong>Julian Savea</strong>, capace di segnare una meta alla Francia distruggendo tre placcaggi come fossero di cartapesta.</div>
<div></div>
<div>Una finale spettacolare per un torneo di altissimo livello, con un giro d&#8217;affari vorticoso che ormai ha pochissimo da invidiare al mondiale di calcio.</div>
<div></div>
<div>In questo periodo in Gran Bretagna si commemorano i morti di tutte le guerre prendendo spunto dalla battaglia di Gallipoli (1915) nella quale morirono proprio tanti neozelandesi e australiani, domani la battaglia sarà tra fratelli.</div>
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		<title>Vince l&#8217;Irlanda ma con Parisse è un&#8217;altra squadra</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Oct 2015 22:43:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
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		<description><![CDATA[Con Parisse è un'altra Italia]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Svaniscono anche le ultime speranze di passare il turno. L’<strong>Italia</strong> perde  di misura, <strong>16-9</strong> il punteggio finale, con l’<strong>Irlanda</strong> ma esce tra gli applausi del gremitissimo <strong>Olimpic Stadium</strong> di Londra al termine di un match giocato a viso aperto contro una delle migliori squadre del mondo. Gli <strong>Azzurri</strong> hanno fornito finalmente una prestazione di livello in questa<strong> Rugby World Cup 2015</strong> trascinati dal leader indiscusso <strong>Sergio Parisse</strong>. <span id="more-3569"></span>Al rientro dal fastidioso infortunio al polpaccio che lo ha tenuto fuori dai primi due impegni contro Francia e Canada il capitano azzurro è rimasto in campo un’ora giocando un rugby stellare.</p>
<p>Gli altri giocatori, soprattutto i più giovani come <strong>Allan</strong>, <strong>Sarto</strong>, <strong>Campagnaro</strong>, <strong>Gori</strong> ne hanno seguito l’esempio, hanno colto l’ispirazione del  n.8 più forte del mondo per andare oltre i propri limiti sfidando gli irlandesi.</p>
<p>Difesa di ferro, reattività su ogni ovale giocato, voglia di attaccare gli avversari hanno consentito all’<strong>Italrugby</strong> di mettere alla frusta la squadra di <strong>O’Connell</strong> che ha rischiato di capitolare quando, all’inizio del secondo tempo.</p>
<p>Nel momento migliore dell<strong>’Italia</strong> in capo alla migliore azione della partita <strong>Furno</strong> plana verso l’area di meta in bandierina ma mette un piede fuori della linea laterale a un soffio dalla terra promessa sul disperato placcaggio di <strong>Bowe</strong>.</p>
<p>Il punteggio era sul 6-10 per l’<strong>Irlanda</strong> che soffriva l’intraprendenza italiana, il match avrebbe potuto cambiare con il sorpasso.</p>
<p>Questione di centimetri, ma la squadra di <strong>Brunel</strong> ha cancellato le critiche subite dopo la brutta vittoria sul Canada, da qui si può ripartire.</p>
<p>L’<strong>Itali</strong>a è stata competitiva in tutte le aree del gioco tranne la rimessa laterale.</p>
<p>Ben 5 i possessi regalati agli avversari, da uno di questi in zona difensiva è scaturita la meta di <strong>Earls</strong>, l’unica segnata dall’Irlanda, che scava il solco nel punteggio.</p>
<p>Assente Ghiraldini per infortunio <strong>Manici</strong>, buono nel resto del gioco, ha evidenziato i consueti problemi nel lancio fallendone tre nel primo tempo, ma <strong>Giazzon</strong> che lo ha sostituito ne ha sbagliati due nella ripresa.</p>
<p>Una zavorra che ha spinto in fondo all’abisso la barca azzurra che per il resto avrebbe meritato di approdare in un porto sicuro.</p>
<p>La partita inizia molto bene per l’<strong>Italia</strong> fermata però da un tenuto a terra nei 22 metri avversari.</p>
<p>Al 9’ l’<strong>Irlanda</strong> si affaccia nella metà campo azzurra portando a casa lo 0-3 grazie a una punizione trasformata da <strong>Sexton</strong>.</p>
<p><strong> Parisse</strong>, <strong>Geldenhuys</strong> e <strong>Favaro</strong> difendono bene, la squadra risale il campo e tiene egregiamente in mischia chiusa.</p>
<p>Al 15’ arriva il 3-3 con un piazzato di <strong>Allan</strong>, un n.10 che cresce di partita in partita.</p>
<p>Al 19’ arriva l’errore di <strong>Manici</strong> in rimessa laterale che regala il possesso agli irlandesi, bravi a cinici a segnare con Earls per il 3-10.</p>
<p>L<strong>’Italia</strong> non subisce e continua a placcare efficacemente e a sfidare gli avversari, <strong>Allan</strong> al 25’ fissa il 6-10 che chiude il primo tempo.</p>
<p>Nella ripresa la meta fallita di un soffio da <strong>Furno</strong> e il piazzato di <strong>Allan</strong> al 52’ firmano il 9-10 e il miglior momento della squadra di <strong>Brunel</strong>.</p>
<p>L’<strong>Irlanda</strong> è ferita, capisce che rischia e alza il ritmo ma sbatte contro il fortino azzurro sulle cui mura spalmano una mano di cemento armato <strong>Minto</strong>, <strong>Favaro</strong>, <strong>Geldenhuys</strong> e gli altri.</p>
<p>Due punizioni fischiate dal fiscale arbitro francese <strong>Garces</strong> al 58’ e al 62’ che <strong>Sexton</strong> trasforma inesorabile fissano il 9-16 finale.</p>
<p>L’<strong>Italia</strong> esce sconfitta ma non vinta, con <strong>Parisse</strong> in campo è una squadra diversa.</p>
<p><strong><i>Londra, Stadio Olimpico – domenica 4 ottobre 2015, ore 16.45 (17.45 in Italia) </i></strong></p>
<p><strong><i>Rugby World Cup – Pool D, III giornata – diretta Sky Sport 2/differita MTV ore 23</i></strong></p>
<p>Irlanda v Italia 16-9</p>
<p><strong>Marcatori:</strong> <strong><i>p.t.</i></strong> 9’ c.p. Sexton (3-0); 15’ c.p. Allan (3-3); 20’ m. Earls tr. Sexton (10-3); 24’ c.p. Allan (10-6); <strong><i>s.t.</i></strong> 52’ c.p. Allan (10-9), 58’ c.p. Sexton (13-9), 61’ c.p. Sexton (16-9)</p>
<p><strong></strong><strong>Irlanda:</strong> Zebo; Bowe, Earls (76’ Fitzgerald), Henshaw, Kearney; Sexton, Murray; Heaslip, O’Brien (67’ Henry), O’Mahony; O’Connell (cap), Henderson (67’ Toner); Ross (58’ White), Best R. (69’ Cronin), McGrath (58’ Healy)</p>
<p><strong><i>Non entrati:</i></strong> Reddan, Madigan</p>
<p><strong><i></i></strong><strong><i>all.</i></strong> Schmidt</p>
<p><strong></strong><strong>Italia:</strong> McLean; Sarto, Campagnaro, Garcia (3’ Benvenuti), Venditti; Allan (64’ Canna) , Gori (76’ Palazzani); Parisse (cap) (64’ Zanni), Favaro (67’ Bergamasco), Minto; Furno, Geldenhuys; Cittadini (61’ Chistolini), Manici (41’ Giazzon), Aguero (61’-72’ Rizzo)</p>
<p><strong><i></i></strong><strong><i>all.</i></strong> Brunel</p>
<p><strong><i></i></strong><strong><i>arb.</i></strong> Garces</p>
<p><strong>Note: </strong>Campo in buone condizioni</p>
<p><strong>Calciatori: </strong>Sexton (Irlanda) 4/6, Allan (Italia) 3/3, Canna (Italia) 0/1</p>
<p><strong>Cartellini: </strong>72’ cartellino giallo a O’Mahony (Irlanda)</p>
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		<title>Parisse indica la via:&#8221;La migliore Italia per sperare&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2015 17:24:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parisse indica la via]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il momento della verità, l’avversario più duro. Per l’<strong>Italrugby</strong> domani (ore 17.45, diretta su <strong>Skysport2 HD</strong>, differita dalle 23 su <strong>MTV</strong>) non ci sono alternative. Perdere significa dire addio definitivamente alle labili speranze di passaggio ai quarti di finale, ma di fronte agli <strong>Azzurri</strong> si para un ostacolo sulla carta insormontabile . l’<strong>Irlanda</strong>.<span id="more-3567"></span> Nello splendido scenario dello stadio Olimpico di Londra la sfida per la squadra di <strong>Brunel</strong> è tremenda, nonostante il ritorno in campo del capitano <strong>Sergio Parisse</strong>.</p>
<p>Smaltiti i postumi dell’intervento subito per ridurre l’ematoma al polpaccio riportato nell’ultimo test pre-mondiale contro il Galles, il n.8 azzurro scende in campo per guidare i suoi ragazzi nella battaglia più difficile.</p>
<p>L’Irlanda è ormai stabilmente tra le prime quattro del pianeta, ha vinto gli ultimi due <strong>Sei Nazioni</strong> e presenta una squadra ricca di classe, potenza, esperienza e talento.</p>
<p>Con le terze linee <strong>Heaslip</strong>, <strong>O’Mahony</strong> e <strong>O’Brien</strong> fortissime sui punti d’incontro e con una linea di tre-quarti da fantascienza la squadra di <strong>Schmidt</strong> sembra oggi irraggiungibile.</p>
<p>Ci pensa proprio <strong>Parisse</strong>, nonostante le difficoltà, nella tradizionale conferenza stampa pre-partita a indicare la via ai suoi:”<i> Non sarò al mio 100% ed è normale che sia così.</i></p>
<p><i> Ma qualunque cosa accada, darò il mio massimo sino a quando resterò sul campo. </i></p>
<p><i>E non importa se saranno trenta, cinquanta, ottanta minuti. </i></p>
<p><i>Quello che conterà, alla fine, sarà la performance della squadra”. </i></p>
<p><i><strong>Parisse</strong>, che contro i Verdi raggiungerà il cap n. 114, è realista ma non rinuncia, come è giusto che sia:”</i>“<i>Siamo sfavoriti e non dico niente di nuovo.</i></p>
<p><i> Abbiamo poche possibilità, ma sono un competitore e sono certo che, se avremo anche solo l’1% di possibilità, ci batteremo sino in fondo per portare a casa la partita.</i></p>
<p><i> Non è stato facile guardare i ragazzi in televisione nelle prime due partite, ma sono sempre rimasto in contatto con la squadra.</i></p>
<p><i> C’era frustrazione dopo la gara contro i francesi e la vittoria con il Canada forse non è stata quella che avremmo voluto e che ci si aspettava, ma penso che le altre prestazioni dei canadesi con la Francia e di molte squadre di seconda fascia in generale abbiano fatto capire che non ci sono partire facili in questa <strong>Rugby World Cup 2015</strong>.</i></p>
<p><i> Abbiamo vinto contro il Canada e questo è importante</i>.</p>
<p><i>L’Irlanda</i> – continua <strong>Parisse</strong> analizzando l’avversario &#8211;  <i>è una grande squadra, gioca il miglior rugby dell’Emisfero Nord in questo momento. </i></p>
<p><i>Non c’è un giocatore chiave, ma una serie di punti di riferimento importanti  nelle varie fasi del gioco come Sexton, Murray, Heaslip, O’Connell”.</i></p>
<p>Ma oggi è il momento di accettare la sfida :”<i> Ho ritrovato una squadra che ha voglia di fare bene e che si è allenata nel migliore dei modi per riuscirci.</i></p>
<p><i> Ora non c’è più nulla da dire, nulla che lo staff possa fare se non darci gli ultimi piccoli consigli.</i></p>
<p><i> Tocca a noi, adesso siamo noi a doverci prendere le nostre responsabilità e scendere in campo</i>”.</p>
<p>E allora tutti in campo a dare tutto, seguendo il capitano.</p>
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		<title>Torna Parisse contro l&#8217;Irlanda!</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2015 22:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parisse torna in campo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Parisse</strong> ci sarà. Questa è la lieta novella a lungo attesa dal mondo ovale, Il capitano totem dell’<strong>Italrugby</strong> guiderà i suoi ragazzi domani (ore 17.45, diretta <strong>Skysport2 HD</strong>, in differita su <strong>MTV</strong> alle 23) nello splendido scenario dell’Olimpic Stadium di Londra contro l’<strong>Irlanda</strong>, in questo momento la migliore squadra europea, tra le prime del pianeta. <span id="more-3563"></span>Proprio contro i Verdi di capitan <strong>O’Connell</strong> gli <strong>Azzurri</strong> si giocheranno le residue, flebili speranze di passare il turno e approdare ai quarti di finale, traguardo mai raggiunto finora.</p>
<p>Sopite le polemiche per la mediocre preazione offerta nel match contro il Canada che – detto per inciso ha fatto soffrire anche la Francia – <strong>Brunel</strong> manda in campo un XV frutto di scelte per lo più obbligate.</p>
<p>Fuori Ghiraldini per stiramento a tallonatore giostrerà <strong>Manici</strong> che avrà al suo fianco i piloni <strong>Aguero</strong> e <strong>Cittadini</strong>.</p>
<p><strong>Castrogiovanni</strong>, alle prese con problemi fisici non sarà nemmeno in panchina. In seconda linea a disputare i cieli della rimessa laterale a O’Connell e al gigante Henderson ci saranno <strong>Furno</strong>, una delle conferme migliori del torneo, e <strong>Geldenhuys</strong>.</p>
<p>Ai centri vedremo la velocità di <strong>Campagnaro</strong> al fianco della solidità di <strong>Garcia</strong>, mentre la mediana <strong>Gori-Allan</strong> non si tocca.</p>
<p>Rientra anche il guerriero <strong>Favaro</strong> per lottare sui punti d’incontro, area nella quale l’<strong>Irlanda</strong> mette paura.</p>
<p>Sulle spalle di <strong>Parisse</strong> graverà una montagna di pressione, con lui in campo la squadra ha dimostrato di giocare in un’altra dimensione.</p>
<p>Basterà per creare problemi alla fortissima Irlanda?</p>
<p>La risposta, come sempre, potrà darla solo il campo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>ITALIA</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>15 Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 73 caps)</p>
<p>14 Leonardo SARTO (Zebre Rugby, 21 caps)</p>
<p>13 Michele CAMPAGNARO (Exeter Chiefs, 16 caps)</p>
<p>12 Gonzalo GARCIA (Zebre Rugby, 38 caps)</p>
<p>11 Giovanbattista VENDITTI (Newcastle Falcons, 31 caps)</p>
<p>10 Tommaso ALLAN (USAP Perpignan, 19 caps)</p>
<p>9 Edoardo GORI (Benetton Treviso,  45 caps)*</p>
<p>8 Sergio PARISSE (Stade Francais, 113 caps) &#8211; capitano</p>
<p>7 Simone FAVARO (Glasgow Warriors, 25 caps)*</p>
<p>6 Francesco MINTO (Benetton Treviso,  21 caps)</p>
<p>5 Joshua FURNO (Newcastle Falcons, 33 caps)*</p>
<p>4 Quintin GELDENHUYS (Zebre Rugby, 59 caps)</p>
<p>3 Lorenzo CITTADINI (Wasps, 42 caps)</p>
<p>2 Andrea MANICI (Zebre Rugby, 14 caps)*</p>
<p>1 Matias AGUERO (svincolato, 39 caps)</p>
<p><b><i>a disposizione</i></b></p>
<p>16 Davide GIAZZON (Benetton Treviso, 22 caps)</p>
<p>17 Michele RIZZO (Leicester Tigers, 20 caps)</p>
<p>18 Dario CHISTOLINI (Zebre Rugby, 11 caps)</p>
<p>19 Alessandro ZANNI (Benetton Treviso, 92 caps)</p>
<p>20 Mauro BERGAMASCO (svincolato, 105 caps)</p>
<p>21 Guglielmo PALAZZANI (Zebre Rugby, 13 caps)</p>
<p>22 Carlo CANNA (Zebre Rugby, 5 caps)</p>
<p>23 Tommaso BENVENUTI (Bristol Rugby, 32 caps)*</p>
<p>*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vittoria finalmente per l&#8217;Italrugby, ma che fatica!</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2015 16:47:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
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		<category><![CDATA[Venditti]]></category>

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		<description><![CDATA[Italrugby a fatica sul Canada]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente una vittoria per l&#8217;<strong>Italrugby</strong>, ma quanta fatica! Il <strong>23-18</strong> che definisce l&#8217;affermazione azzurra sul <strong>Canada</strong> se da un lato è una boccata d&#8217;ossigeno per la classifica del girone dall&#8217;altro racconta di un match divenuto difficile per l&#8217;interminabile teoria di errori gratuiti commessi dall<strong>&#8216;Italia</strong>, una squadra in evidente crisi di personalità.<span id="more-3555"></span>I <b>Canucks</b> sembravano imbattibili nell&#8217;uno contro uno, gli <strong>azzurri</strong> hanno fallito la bellezza di 27 placcaggi, una enormità a questi livelli.</p>
<p>Se si considera che il <strong>Canada</strong> ha con grande intelligenza depotenziato i punti forti dell&#8217;<strong>Italia</strong>, mischia chiusa e rimessa laterale, ecco presentato il quadro di una partita piacevole per <strong>Brunel</strong> come una colica renale.</p>
<p>L&#8217;inizo del match è da incubo.</p>
<p>Al 15&#8242; il <strong>Canada</strong> è già in vantaggio 0-10 grazie alla punizione di <strong>Hiroyama</strong> al 14&#8242; e alla meta di <strong>Van der Merwe</strong> un minuto dopo in capo a una cavalcata di 70 metri originata da un grave errore difensivo di <strong>Venditti</strong>.</p>
<p>In questo quadro gli <strong>azzurri</strong> perdono montagne di palloni sui punti d&#8217;incontro, il fondamentale in cui la voglia di battersi e di morire per la conquista o la difesa del pallone contano molto più di tecnica e organizzazione.</p>
<p>Il coach del Canada <strong>Crowley</strong> ha ordinato ai suoi di non contestare le maul avanzanti da rimessa laterale e di far uscire l&#8217;ovale dalle mischie chiuse più rapidamente possibile.</p>
<p>Questa tattica molto intelligente neutralizza la potenza degli avanti italiani che si ritrovano senza armi offensive con cui andare sul sicuro, la squadra perde certezze.</p>
<p>Per fortuna qualcuno trova la forza di reagire e al 17&#8242; <strong>Rizzo</strong> plana in meta dopo una bellissima iniziativa di <strong>Gori</strong> che buca la difesa canadese, fa 40 metri e poi serve a Rizzo un dolcissimo assist.</p>
<p>La trasformazione di <strong>Allan</strong> fissa il 7-10.</p>
<p>Al 25&#8242; lo stesso <strong>Allan</strong> (che finirà il match con un confortante 5/5 al piede) agguanta il 10-10 trasformando una punizione, ripetendosi al 40&#8242; per il 13-10 che definisce il punteggio all&#8217;intervallo.</p>
<p>Negli spogliatoi <strong>Brunel</strong> arringa i suoi giocatori, ci si aspetta di aver superato il momento più brutto ed invece alla ripresa straripa il <strong>Canada</strong>.</p>
<p>Al 44&#8242; <strong>Benvenuti</strong> è troppo morbido su <strong>Evans</strong> che segna in prima fase da touche la meta più comoda della sua carriera per il sorpasso 13-15.</p>
<p>Due minuti dopo gli azzurri rischiano il tracollo ma la meta di <strong>McKenzie</strong> viene annullata dall&#8217;arbitro in moviola per un passaggio in avanti, sarebbe stata la fine.</p>
<p>Invece gli azzurri si scuotono, segnano con <strong>Garcia</strong> (trasformazione di <strong>Allan</strong>) grazie a un bellissimo assist di <strong>Gori</strong> il 20-15.</p>
<p>I calci di <strong>Hiroyama</strong> al 72&#8242; e di <strong>Allan</strong> allo scadere fissano il 23-18 finale.</p>
<p>Di buono c&#8217;è la vittoria, il basso numero di falli compiuti (8) e la grinta del vecchio leone <strong>Mauro Bergamasco</strong>, troppo poco per dare pensieri ai prossimi avversari dell&#8217;Irlanda.</p>
<p><strong><i>Leeds, Elland Road Stadium – sabato 26 settembre, ore 14.30 (15.30 in Italia)</i></strong></p>
<p><strong><i>Rugby World Cup, Pool D – II giornata</i></strong></p>
<p>Italia v Canada 23-18</p>
<p><strong>Marcatori:</strong> <strong><i>p.t.</i></strong> 14’ c.p. Hirayama (0-3); 15’ m. Van Der Merwe tr. Hirayama (0-10); 17’ m. Rizzo tr. Allan (7-10); 25’ c.p. Allan (10-10); 40’ c.p. Allan (13-10) <strong><i>s.t.</i></strong> 44’ m. Evans (13-15); 58’ m. Garcia tr. Allan (20-15); 71’ tr. Hirayama (20-18); c.p. 80’ Allan (23-18)<strong></strong></p>
<p><strong>Italia:</strong><strong> </strong>McLean; Sarto, Benvenuti (59’ Campagnaro), Garcia (73’ Palazzani), Venditti; Allan (32’-39’ Canna), Gori; Vunisa (57’ Bergamasco), Minto, Zanni; Furno, Geldenhuys (78&#8242; Fuser); Cittadini (46’ Castrogiovanni), Ghiraldini (cap) (59’ Giazzon), Rizzo (46’ Aguero)</p>
<p><strong><i>all.</i></strong> Brunel<strong></strong></p>
<p><strong>Canada:</strong> Evans; Mackenzie, Hearn, Braid (14’ Trainor), Van der Merwe; Hirayama (73’ Jones), McKenzie (55’ Mack); Ardron (cap), Moonlight, Dala; Cudmore (72’ Olmestead), Sinclair; Woolridge (65’ Tiedemann), Barkwill (57’ Carpenter), Buydens (55’ Sears-Duru)<strong><i></i></strong></p>
<p><strong><i>Non entrati:</i></strong>  Gilmour</p>
<p><strong><i>all.</i></strong> Crowley<strong><i></i></strong></p>
<p><strong><i>arb</i></strong><strong><i>.</i></strong> Clancy (Irlanda)</p>
<p><strong>Note: </strong>Pomeriggio gradevole, campo in buone condizioni</p>
<p><strong>Spettatori: </strong>33120<strong></strong></p>
<p><strong>Calciatori: </strong>Hirayama (Can) 3/5, Allan (Ita) 5/5, Canna (Ita) 0/1</p>
<div></div>
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		<item>
		<title>L&#8217;Italrugby troppo fallosa sbatte contro la Francia</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2015 21:15:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
		<category><![CDATA[Allan]]></category>
		<category><![CDATA[Brunel]]></category>
		<category><![CDATA[Gori]]></category>
		<category><![CDATA[Italrugby]]></category>
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		<category><![CDATA[Rugby Wolrd Cup 2015]]></category>
		<category><![CDATA[Venditti]]></category>

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		<description><![CDATA[Italrugby troppo fallosa vince la Francia]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Comincia con una sconfitta subita dalla <strong>Francia</strong> con il punteggio di <strong>10-32</strong> la <strong>Rugby World Cup 2015</strong> dell&#8217;<strong>Italia</strong>. Priva della leadership del capitano <strong>Parisse</strong>, eccessivamente fallosa e sterile la squadra di <strong>Brunel</strong> non riesce a sorprendere i galletti nonostante una prova di volontà e dedizione, pagando a caro prezzo i troppi calci di punizione concessi agli avversari.<span id="more-3533"></span> Alla vigilia <strong>Brunel</strong> aveva richiamato l&#8217;attenzione su difesa e disciplina, la prima c&#8217;è, la seconda è disastrosa.</p>
<p>Nel primo tempo gli <strong>Azzurri</strong> rimediano ben 12 calci di punizione contro, troppi a questi livelli e meno male che <strong>Michalak</strong> ne spedisce due sul palo altrimenti il divario all&#8217;intervallo (3-15) potrebbe essere maggiore.</p>
<p>Molte infrazioni arrivano da situazioni di mischia chiusa con introduzione italiana, dunqe possessi regalati e questo è un handicap troppo grande per permettere a una squadra fisiologicamente sterile come l&#8217;<strong>Italia</strong> di avere troppe occasioni per marcare.</p>
<p>Inoltre la difesa francese è un muro, solidissima nel placcaggio e implacabile nell&#8217;organizzazione sui punti d&#8217;incontro.</p>
<p>Tutto questo frutta ai galletti di <strong>Saint-Andrè</strong> quattro calci trasformati da <strong>Michalak</strong> al 7&#8242;, 11&#8242;, 28&#8242; e 40&#8242; e la bomba da oltre metà campo di <strong>Spedding</strong> al 38&#8242; per il 3-15 all&#8217;halftime.</p>
<p>Per gli <strong>Azzurri</strong> positiva la voglia di combattere e le prestazioni di <strong>Ghiraldini</strong>, <strong>Gori</strong> e <strong>Zanni</strong>, per ora poco.</p>
<p>L&#8217;inizio della ripresa è da incubo con l&#8217;ennesima punizione trasformata da <strong>Michalak</strong> al 42&#8242; e la meta di <strong>Slimani</strong> grazie un delizioso assist al piede dello stesso <strong>Michalak</strong> 2&#8242; dopo che fissano lo score sul 3-25 al 44&#8242;.</p>
<p>Gli <strong>Azzurri</strong> sono orfani di <strong>Parisse</strong> la cui personalità manca come l&#8217;acqua nel deserto ma pian piano riescono a reagire fino alla meta di <strong>Venditti</strong> al 52&#8242; giunta in capo a un bel drive dell&#8217;<strong>Italia</strong> nei 22 metri della <strong>Francia</strong>.</p>
<p>Dopo un buon tentativo di maul <strong>Gori</strong> inventa un passaggio veloce per <strong>Venditti</strong> spedendolo in meta, la trasformazione di <strong>Allan</strong> fissa il 25-10.</p>
<p>L&#8217;ingresso dei piloni <strong>Rizzo</strong> e <strong>Cittadini</strong> non inverte la tendenza della prima frazione e l&#8217;<strong>Italia</strong> continua a collezionare calci di punizione contro in mischia chiusa.</p>
<p>I mediani della Francia <strong>Tillous-Borde</strong> e <strong>Michalak</strong> non sono brillanti, l&#8217;<strong>Italia</strong> combatte e il gioco francese non riesce a decollare ma il solco scavato dai troppi calci di punizione concessi da <strong>Ghiraldini</strong> e soci pesano come una zavorra insostenibile sulle speranze di rimonta e alla fine il fortino cede.</p>
<p>Al 69&#8242; è il pilone <strong>Mas</strong> a schiacciare in meta firmando il <strong>10-32</strong> che mette in ghiaccio la vittoria per i francesi.</p>
<p>Gli <strong>Azzurri</strong> provano a reagire con generosità, vanno vicini a marcare ma l&#8217;arbitro è molto permissivo nei confronti del fuori-gioco praticato continuamente dai francesi che difendono bene, finisce così.</p>
<p><strong>ITALIA &#8211; FRANCIA 10-32</strong><br />
<em>Sabato 19 settembre, ore 21.00 &#8211; Twickenham, Londra</em><br />
<strong>Italia:</strong> 15 Luke McLean, 14 Leonardo Sarto, 13 Michele Campagnaro, 12 Andrea Masi (11&#8242; Enrico Bacchin), 11 Giovanbattista Venditti, 10 Tommaso Allan (79&#8242; Carlo Canna), 9 Edoardo Gori, 8 Samuela Vunisa, 7 Francesco Minto (61&#8242; Simone Favaro), 6 Alessandro Zanni, 5 Joshua Furno, 4 Quintin Geldenhuys, 3 Martin Castrogiovanni (50&#8242; Lorenzo Cittadini), 2 Leonardo Ghiraldini (63&#8242; Andrea Manici), 1 Matias Aguero (50&#8242; Michele Rizzo)<br />
<strong>Francia:</strong> 15 Scott Spedding, 14 Yoann Huget (55&#8242; Gaël Fickou), 13 Mathieu Bastareaud, 12 Alexandre Dumoulin, 11 Noa Nakaitaci, 10 Frédéric Michalak (75&#8242; Rémi Talès), 9 Sébastien Tillous-Borde (57&#8242; Morgan Parra), 8 Louis Picamoles (66&#8242; Bernard le Roux), 7 Damien Chouly, 6 Thierry Dusautoir, 5 Yoann Maestri, 4 Pascal Papé, 3 Rabah Slimani (63&#8242; Nicolas Mas), 2 Guilhem Guirado (62&#8242; Benjamin Kayser), 1 Eddy Ben Arous (62&#8242; Vincent Debaty)<br />
<strong>Arbitro:</strong> Craig Joubert<br />
<strong>Marcatori:</strong> 7&#8242; cp. Michalak, 11&#8242; cp. Michalak, 27&#8242; cp. Michalak, 35&#8242; cp. Allan, 38&#8242; cp. Spedding, 40&#8242; cp. Michalak, 42&#8242; cp. Michalak, 44&#8242; m. Slimani tr. Michalak, 52&#8242; m. Venditti tr. Allan, 69&#8242; m. Mas tr. Michalak</p>
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		<title>Parisse :&#8221;Scommetto sull&#8217;Italia!&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2015 14:06:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
		<category><![CDATA[Italrugby]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
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		<category><![CDATA[Rugby World Cup 2015]]></category>
		<category><![CDATA[Skysport2 HD]]></category>
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		<description><![CDATA[Adesso è il momento di tifare Italrugby. Sergio Parisse ha lanciato il messaggio dalla pagina Facebook. Domani (diretta tv alle 21, Skysport2 HD) quando i suoi compagni scenderanno in campo sul sacro prato di Twickenham contro la Francia nell&#8217;esordio alla Rugby World Cup 2015 potrà vederli solo dalla tv. Un maledetto infortunio al polpaccio lo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Adesso è il momento di tifare <strong>Italrugby</strong>. <strong>Sergio Parisse</strong> ha lanciato il messaggio dalla pagina Facebook. Domani (diretta tv alle 21,<strong> Skysport2 HD</strong>) quando i suoi compagni scenderanno in campo sul sacro prato di <strong>Twickenham</strong> contro la Francia nell&#8217;esordio alla <strong>Rugby World Cup 2015</strong> potrà vederli solo dalla tv. <span id="more-3527"></span>Un maledetto infortunio al polpaccio lo ha bloccato nell&#8217;ultimo test contro il Galles (probabilmente potrà tornare in campo nel secondo impegno contro il Canada) e la sua assenza mancherà terribilmente.</p>
<p>A 32 anni <strong>Parisse</strong> è una delle icone del mondo ovale e sta giocando il miglior rugby della sua carriera (a maggio ha vinto il campionato francese con lo <strong>Stade Francais</strong>) :&#8221; Per me è stata una stagione inaspettata ma meritata.</p>
<p>Sono a Parigi da ormai 10 anni e in vita mia ho indossato solo la maglia del Benetton Treviso e dello Stade Francais, in passato ho ricevuto offerte molto interessanti ma ho voluto sempre restare a Parigi legando il mio destino a quello della squadra”.</p>
<p>Su un momento così brillante nell’età della maturità sportiva non può non influire la serenità sentimentale:”Indubbiamente la mia condizione di felicità rispetto al legame con <strong>Silvia</strong> mi aiuta moltissimo a concentrarmi al massimo sul mio lavoro senza dover disperdere energie in altre cose”.</p>
<p>Ora è il momento di scrivere una nuova storia:&#8221;Se dovessi puntare 5 euro alla<strong> Rugby World Cup</strong> punterei sull’<strong>Italia</strong> e su me stesso.</p>
<p>Con la squadra abbiamo risolto e messo da parte i problemi fuori dal campo lavorando benissimo per presentarci al mondiale nel modo migliore.</p>
<p>Abbiamo un girone duro con <strong>Francia</strong> e <strong>Irlanda</strong>, ma dobbiamo fare di tutto per essere noi la sorpresa del mondiale e centrare lo storico obiettivo del passaggio ai quarti.</p>
<p>Con avversarie così nel girone avrebbe un grande valore”.</p>
<p>Dopo gli ultimi test che mondiale ci aspetta?:&#8221;Ci sono state cose positive e cose negative, abbiamo visto quanto siamo vulnerabili come squadra quando non giochiamo con una forte concentrazione e un&#8217;altrettanto forte determinazione, la sconfitta a Murrayfield ne è&#8217; stata la dimostrazione.</p>
<p>Al Millennium con un approccio mentale di alto livello siamo riusciti ad essere competitivi per 80 minuti, sfiorando una vittoria che sarebbe stata storica.</p>
<p>Dunque se interpretiamo il mondiale allenandoci e giocando come abbiamo fatto durante la nostra settimana a Carfiff ribadisco la scommessa su di noi&#8221;.</p>
<p>In ogni caso i test hanno confermato che l&#8217;<strong>Italrugby</strong> non può prescindere dal suo capitano:&#8221;Sono contento di avere un&#8217;influenza positiva all&#8217;interno del gruppo , sono una persona estremamente determinata ed esigente con me stessa e anche con gli altri.</p>
<p>Queste sono qualità che non si acquisiscono in allenamento, spero comunque di essere di ispirazione per i miei compagni di squadra&#8221;.</p>
<p><strong> Parisse</strong> non smentisce la mentalità vincente ma i risultati dell’<strong>Italia</strong> sono diversi da quelli del club.</p>
<p>Quanto è difficile adattarsi a un cambiamento così radicale? : “Sono due realtà in cui operi in condizioni completamente diverse.</p>
<p>Il club lo vivi quotidianamente dunque il lavoro è calibrato su tempi lunghi con maggiori possibilità di costruire, mentre in nazionale è necessario gestire.</p>
<p>Nel mio caso ritengo importante esercitare la mia <strong>leadership</strong> per quello che dimostro in campo essendo un esempio per i miei compagni a prescindere dal risultato.</p>
<p>Io sono molto esigente, non accetto facilmente le sconfitte ma il <strong>rugby</strong> è uno sport di squadra ed è giusto gioire insieme così come insieme si deve lavorare duro per rialzare la testa dopo un momento difficile”.</p>
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		<title>Ecco il XV per l&#8217;esordio nella Rugby World Cup 2015. Brunel :&#8221;disciplina e difesa&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2015 18:23:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
		<category><![CDATA[Brunel]]></category>
		<category><![CDATA[Masi]]></category>
		<category><![CDATA[Parisse]]></category>
		<category><![CDATA[Rugby World Cup 2015]]></category>
		<category><![CDATA[Twickenham]]></category>

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		<description><![CDATA[Pronto il XV per la Francia]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b><i>Guildford (Inghilterra) –</i></b> Il CT della Nazionale Italiana Rugby <strong>Jacques Brunel</strong> ha incontrato la stampa insieme al Team Manager Luigi Troiani ed al centro Andrea <strong>Masi</strong> oggi al raduno di Guildford a margine dell’annuncio della formazione titolare per la prima giornata della<strong> Rugby World Cup 2015</strong> prevista sabato contro la Francia (ore 21, diretta tv su <strong>Skysport2 HD</strong>).<span id="more-3523"></span>“<i>Come sempre, mettiamo in campo quella che riteniamo sia la squadra migliore in funzione dell’avversario ed assicurarci che questa formazione possa giocare al massimo delle proprie potenzialità” </i>ha detto <strong>Brunel</strong> commentando le proprie scelte.</p>
<p>“<i>Per vincere le partite bisogna imporre qualcosa del proprio rugby all’avversario ed avere al tempo stesso una difesa solida.</i></p>
<p><i> L’aspetto difensivo sarà importante, ma dovremo anche essere capaci di mettere in difficoltà la Francia con la palla in mano</i>” ha commentato il CT azzurro.</p>
<p>Sull’assenza di <strong>Parisse </strong>Brunel ha dichiarato: “<i>Dobbiamo rispondere come squadra alla sua assenza. </i></p>
<p><i>Non solo i giocatori esperti, ma tutto il gruppo.</i></p>
<p><i> Abbiamo una linea dei trequarti giovane, che ha una grande opportunità di mettersi in mostra e far vedere le proprie qualità.</i></p>
<p><i><strong> Vunisa</strong> prende il posto di Parisse, è la scelta più logica: ha già giocato in questo ruolo ed avrà una grande responsabilità nel gestire il pack contro una delle mischie più forti in circolazione</i>”</p>
<p>“<i>Contro il Galles, nell’ultima gara di preparazione ai Mondiali</i> – ha concluso <strong>Brunel</strong> – <i>abbiamo fatto bene le cose semplici ed abbiamo segnato due mete, ma siamo stati carenti dal punto di vista disciplinare e questo ci è costato la partita. </i></p>
<p><i>E’ una debolezza che dobbiamo migliorare</i>”.</p>
<p>Andrea <strong>Masi</strong>, primo centro dell’Italia sabato a <strong>Twickenham</strong> contro la <strong>Francia</strong> ha dichiarato: “<i>E’ fondamentale essere preparati per fronteggiare la Francia fisicamente e rimanere a contatto nel punteggio entrando nell’ultimo quarto di gara sarà fondamentale.</i></p>
<p><i> Se saremo vicini nel punteggio potremo infondere incertezza nei francesi, ma dovremo fare del nostro meglio per riuscirci. </i></p>
<p><i>Vogliamo tornare da <strong>Twickenham</strong> sabato sera con una vittoria</i>” ha detto il trequarti aquilano.</p>
<p>“<strong><i>Parisse</i></strong> – ha aggiunto <strong>Masi</strong> – <i>è un giocatore eccezionale, che porta energia e leadership nel gruppo.</i></p>
<p><i> Senza di lui, sabato, tutti dovremo prenderci le nostre responsabilità sul campo</i>”.</p>
<p>ITALIA</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>15 Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 71 caps)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>14 Leonardo SARTO (Zebre Rugby, 19 caps)*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>13 Michele CAMPAGNARO (Exeter Chiefs, 14 caps)*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>12 Andrea MASI (Wasps, 95 caps)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>11 Giovanbattista VENDITTI (Newcastle Falcons, 29 caps)*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>10 Tommaso ALLAN (USAP Perpignan, 17 caps)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>9 Edoardo GORI (Benetton Treviso, 43 caps)*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>8 Samuela VUNISA (Saracens, 8 caps)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>7 Francesco MINTO (Benetton Treviso, 19 caps)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>6 Alessandro ZANNI (Benetton Treviso, 90 caps)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>5 Joshua FURNO (Newcastle Falcons, 31 caps)*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>4 Quintin GELDENHUYS (Zebre Rugby, 57 caps)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3 Martin CASTROGIOVANNI (Racing ’92, 113 caps)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>2 Leonardo GHIRALDINI (Leicester Tigers, 78 caps) &#8211; capitano</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1 Matias AGUERO (svincolato, 36 caps)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>a disposizione</i></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>16 Andrea MANICI (Zebre Rugby, 13 caps)*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>17 Michele RIZZO (Leicester Tigers,  19 caps)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>18 Lorenzo CITTADINI (Wasps,  40 caps)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>19 Valerio BERNABO’ (Zebre Rugby, 25 caps)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>20 Simone FAVARO (Glasgow Warriors, 24 caps)*</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>21 Guglielmo PALAZZANI (Zebre Rugby, 11 caps)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>22 Carlo CANNA (Zebre Rugby, 3 caps)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>23 Enrico BACCHIN (Benetton Treviso, 3 caps)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: medium;"><span class="Apple-style-span" style="line-height: normal; -webkit-border-horizontal-spacing: 9px; -webkit-border-vertical-spacing: 9px;"> </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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