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30.08.07

Barry "King" John: la Leggenda

Barry JohnE’ stato forse il più grande mediano d’apertura di sempre; nonostante abbia giocato pochi anni ad alti livelli, ha lasciato nel rugby un segno indelebile.

di Eamus Costello

Era la fine di maggio del 1972, la rivista Rugby World stava per uscire in edicola con un servizio speciale, con tanto di copertina, su quella che era allora (ma probabilmente lo sarebbe ancora) la migliore coppia di mediani del mondo: Gareth Edwards e Barry John, detto King John.


Entrambi gallesi, stavano dando il meglio di loro stessi con il loro club, il Cardiff, con la nazionale gallese e con i Lions, con i quali entrambi avevano vissuto il trionfo del tour del ’71 in Nuova Zelanda.

Ma quel grande servizio fu un clamoroso fiasco, perché, proprio pochi giorni prima dell’uscita, Barry John, sorprendentemente e senza nessun tipo di preavviso, comunicò al mondo ovale che si ritirava dal rugby.

Aveva 27 anni e avrebbe lasciato un segno indelebile nel rugby mondiale, con la sua personalità, la sua imprevedibilità, la sua tecnica sopraffina, la sua capacità di interpretare qualsiasi partita.


Un problema di soldi


I motivi del ritiro furono squisitamente economici: in un periodo in cui giocare a rugby voleva dire rimetterci soldi di tasca propria, King John, che di soldi aveva bisogno per lui e per la sua famiglia, decise che era giunto il momento di mettere a frutto economicamente la sua popolarità.


Così si mise a fare il testimonial pubblicitario, il commentatore televisivo, l’editorialista per qualche giornale.

Fu una scelta sofferta che portò molte critiche ma che fu onesta e in linea con lo spirito del rugby, tanto è vero che, prima di abbandonare, aveva avuto sostanziose offerte dal professionistico rugby a 13.


Offerte che non raccolse proprio perché giocare a rugby per denaro, allora, era quanto di peggio un mito come lui avrebbe potuto fare.


Barry John nacque il 6 gennaio del 1945 a Cefneithin, non lontano da Llanelli, inl Galles.

La sua prima passione fu il calcio e, da quello che racconta lui stesso, l’aver calciato sin da bambino la palla rotonda gli diede quel modo di calciare con il collo pieno, che si sarebbe poi dimostrato micidiale.

“Il mio modo di calciare – racconta – è sempre stato qualcosa di innato, di istintivo, che mi sono portato dietro sin da bambino.”

Una tecnica che non ha mai neanche tentato di cambiare o perfezionare tanto che in allenamento difficilmente si soffermava più di tanto a calciare in porta.

Comunque, dopo la necessaria formazione rugbistica a scuola, il Llanelli lo accolse nelle sue file, dove rimase tre anni.


L’incontro con Edwards


Fu il ’65 l’anno del primo contatto con la nazionale, quando fu invitato a un “trial”.

In quell’occasione conobbe Gareth Edwards, giovane mediano di mischia, anche lui agli esordi con il quale avrebbe formato la più straordinaria coppia di mediani di tutti i tempi.

E quando i due si ritrovarono nel Cardiff, tra loro si formò una tale armonia tecnica, una così perfetta intesa nei movimenti da rendere praticamente inscindibile la coppia, sia con il club che con il Galles che con i Lions.

Barry John con i lunghi e veloci passaggi di Edwards aveva modo di ragionare e di “difendersi” dagli avversari.

Edwards sapeva che in ogni momento, qualsiasi scelta di gioco avesse fatto, il compagno era dietro di lui ad aspettare il passaggio.

Barry debuttò in Nazionale il 5 dicembre del ’66 contro l’Australia: “quel giorno – disse - ebbi l’impressione di diventare un vero gallese”.

Finalmente i due giocarono insieme in Nazionale l’11 novembre del ’67 contro gli All Blacks di Brian Lochore che disputarono 15 partite vincendone 14 e pareggiandone una.

Il Galles fu battuto (6-13).

La prestazione di John non fu trascendentale, tanto che nelle critiche del post partita risultò che la debolezza del Galles fu proprio nella mancanza di un buon calciatore.

Comunque sia, Barry fu ancora convocato e nel’ 68 fu ricostituita la coppia con Gareth Edwards, che da allora giocò 23 incontri internazionali senza tener conto dei Lions e dei Barbarians.

Nel’68 fu convocato con i Lions in Sudafrica ma la frattura della clavicola lo rispedì presto a casa.


Gli anni d’oro


Maturavano, intanto, gli anni d’oro del rugby gallese e maturava anche la classe di Barry, ormai inamovibile in coppia con Edwards: nel’69 ci fu la Triple Crown, nel ’70 il primo posto nel Cinque Nazioni insieme alla Francia.

nel 71 il grande Slam.

E venne la tournée dei Lions in Nuova Zelanda.

Nell’Emisfero Sud Barry John trovò la definitiva consacrazione e un posto nell’Olimpo dei grandi.

La sua calma, la tranquillità in campo, le geniali intuizioni tattiche, l’abilità nell’evitare gli avversari e la sua straordinaria precisione nei calci, dapprima sbalordirono, poi affascinarono tutti avversari, compagni, spettatori e giornalisti.

I Lions vinsero per 2-1 la serie e Barry John divenne il re di quella spedizione, “King John”.

Al ritorno in patria, la comitiva fu accolta da migliaia di persone in delirio; nessuno di quei tifosi, però, avrebbe mai immaginato che neanche un anno dopo, al culmine della gloria e della maturità tecnica, King John si sarebbe definitivamente tolto gli scarpini.


Fu il più grande ?

Certo, confrontarlo con i grandi mediani di apertura che si sono succeduti non è semplice, forse è impossibile: il gioco era diverso, il pallone era diverso.

Centrare i pali con un pallone di cuoio inzuppato d’acqua, disposto in una piccola buca nel fango non è certo la stessa cosa che calciare un pallone sintetico e tecnologicamente avanzato, posto su una piazzola appositamente studiata.

Quindi non se ne vogliano i vari Jonny Wilkinson o Daniel Carter, King John resta per noi il più grande.

Tanto più grande perché la sua fama immortale è frutto di una carriera piuttosto breve con solo 25 caps con il Galles.

25.08.07

Berbizier furioso:"Voglio il rispetto che ci guadagnamo sul campo!"

Bortolami contrasta O'ConnellDerubati. Questa la parola più appropriata per definire lo stato d’animo degli Azzurri del rugby al termine di un match in cui hanno dominato l’Irlanda in casa sua. Mischie chiuse stravinte, touche dominate, piano di gioco eseguito alla lettera, placcaggi devastanti:nulla di tutte questo è bastato per ottenere la storica vittoria.

La presunta meta di O’Gara concessa dall’arbitro Owens in pieno recupero dopo diversi minuti in cui il T.M.O., l’arbitro alla moviola, non aveva sciolto i dubbi ha di fatto letteralmente scippato i gladiatori di Berbizier del meritato successo, e lo stratega di Saint Gaudens non ci sta :”La partita l’abbiamo vinta noi – ha ringhiato al termine – perché tutti hanno visto che la palla era caduta dalle mani di O’Gara, quindi non era meta.

Non riesco a capire come si possa concedere una segnatura del genere, ma è certo che non voglio andare a giocarmi la Rugby World Cup in Francia con arbitraggi come questo.

Sono orgoglioso di quello che ha fatto la mia squadra, ma voglio che le venga dato il rispetto che si è guadagnata sul campo contro l’Irlanda.”

Lievemente più diplomatico il capitano Bortolami, autore di una prestazione regale in rimessa laterale:”Non capisco come sia stato possibile concederla, semplicemente non era meta, sono molto sorpreso.

Abbiamo dimostrato sul campo di poter vincere, mi spiace molto per non aver raggiunto la vittoria.”

Archiviata l’amarezza per lo scippo, resta la consapevolezza di una prestazione che proietta l’Italia tra le possibili sorprese della World Cup.

Il dominio assoluto del pack, la leadership di Troncon, la solida prestazione di De Marigny all’apertura, la profondità nei ruoli costruita da Berbizier in due anni di splendido lavoro.

Gli ingredienti ci sono tutti per scrivere una pagina di storia.

Particolarmenti convincenti le prestazioni dei giovani flanker Barbieri e Zanni, al fianco di un Parisse straordinario, e quella di un Aguero abrasivo con l'ovale tra le mani.

Tornato ai suoi livelli anche Totò Perugini, mentre Castrogiovanni ha letteralemnte accartocciato Horan.

Inoltre tutti, questa volta proprio tutti, gli Azzurri disposti al sacrificio nel placcaggio.

Ora gli Azzurri rientrano ai rispettivi club per radunarsi di nuovo a Roma dal 31 agosto fino al 5 settembre, giorno in cui si trasferiranno a Marsiglia.

L’8 settembre, sull’erba del Velodrome, esordiranno nella World Cup sfidando la Nuova Zelanda.

Da venerdì sera sono del tutto consapevoli di essere pronti.

24.08.07

Una splendida Italia perde solo nel punteggio ma si lancia per un Mondiale da favola

Troncon, leader azzurroL’Italia contro l’Irlanda a Belfast, pur perdendo 23-20, piazza una prestazione straordinaria che spazza via le ombre affiorate contro il Giappone. Dopo che O’Gara aveva sbloccato il risultato in avvio, già intorno al 10’ gli Azzurri reagivano colpo su colpo ai tentativi irlandesi, frustrati dalla difesa italiana sempre puntuale e solida.

Troncon cerca di eseguire il piano di gioco di Berbizier.

Mantenimento del possesso prolungato grazie ad una serie di mini-unit degli uomini del pack che avanzano inesorabili.

Il n.9 azzurro riesce nell’intento, assecondato da un sontuosa Parisse, capace di assumersi la responsabilità di portare l’ovale oltre le linee nemiche.

Al 21’ Bortolussi, straordinario al piede, mette a segno un drop da 45 metri che annichilisce l’orgoglio di Ranvenhill per un 3-3 che comincia a chiarire gli equilibri in campo.

Solo 5’ e l’Irlanda sferza il match con una meta di Trimble lesto ad approfittare di un’incomprensione tra Bortolussi e Pratichetti su un calcio alto di O’Gara che trasforma per il 10-3.

A questo punto ci si aspetterebbe lo sbandamento dell’Italia, ma i tempi sono cambiati.

Lo si capisce subito con gli Azzurri bravi a placcare tutto ed ad accettare il livello dello scontro imposto dai verdi di casa.

Al 33’ un piazzato di Bortolussi capitalizza il lavoro degli avanti per il 10-6, ed al 38’ Troncon, leader immenso, marca la meta del sorpasso.

Nasce tutto da una touche , fondamentale dominato dagli Azurri, in attacco ai 22 metri sull’out destro.

Parisse tocca per Troncon che lancia il gioco dalla parte opposta.

L’ovale passa tra le mani di De Marigny, Mirco Bergamasco e Bortolussi che si inserisce e lancia Pratichetti.

Sul placcaggio sono scorretti gli irlandesi, Troncon è un falco, batte per sé la punizione e va a schiacciare sull’abbrivio tra le gambe dei giganti irlandesi.

Con la trasformazione di Bortolussi Italia avanti 10-13, magnifico!

Il primo tempo si chiude con l’Italia in trincea, eroica nel difendere il vantaggio sulla linea del Piave.

Quando Owens fischia l’halftime sancisce la piccola, grande impresa azzurra.

Il secondo tempo si apre con un paio di ingenuità italiane che concedono un piazzato di O’Gara che agguanta il pareggio al 47’, 13-13.

Comincia la girandola dei cambi ma l’Italia di Berbizier tiene alla grande, Aguero si mette in evidenza nel gioco aperto e Castrogiovanni sembra un orco versione Signore degli Anelli.

L’Irlanda non ci sta a pareggiare a Belfast dove torna dopo 53 anni, ma l’Italia risponde colpo su colpo.

Il match diventa una battaglia a viso aperto e a tutto campo nella quale gli Azzurri reggono botta orgogliosi nell’uno contro uno, tradizionale punto di forza dell’Irlanda.

Solo al 74’ O’Gara segna il drop del 16-13, ma a 2’ dalla fine Pratichetti e Robertson organizzano un contropiede che lancia il giovane romano in mezzo ai pali per la meta che, trasformata da De Marigny definisce il 16-20 per l’Italia.

Ma non è finita.

A tempo scaduto l’arbitro in moviola concede una dubbia meta ad O’Gara che la trasforma per un 23-20 che sconfigge l’Italia solo nei numeri, lo Spirito del rugby oggi sorride agli Azzurri.

Continua la campagna rafforzamento della Futura Park Rugby Roma

RR_PN_09[1]La lunga estate della Futura Park Rugby Roma prosegue all’insegna del lavoro. Definiti alcuni equilibri interni, la società del patron Abbondanza continua nella campagna di rafforzamento. Il direttore Sportivo Roberto Fazzini, in collaborazione con la coppia di allenatori formata dal confermato Michel Ringeval e dal nuovo Stefano Bordon, lavora al completamento di una rosa che dovrà lottare per obiettivi all’altezza della tradizione del club più blasonato della capitale.

Dopo il ritorno dell’esperto pilone Ramiro Martinez un altro ex-bianconero torna al Tre Fontane.

Si tratta del centro Luca Corona, classe 1977 alto 177 cm. per 86 kg., nella scorsa stagione in forza all’Amatori Catania in Super10.

Altri acquisti di qualità hanno visto raggiungere la corte del duo Bordon-Ringeval l’altro pilone Tiziano Perugini, classe 1980 175 cm. per 105 kg., proveniente dalla Mantovani Lazio, il seconda linea Emiliano German, 27 anni di 194 cm. per 108 kg. dall’Alghero dove è stato agli ordini di Bordon, ed il centro italo-australiano Peter Marrapodi, 30 anni 180 cm. per 94 kg. proveniente dai Wests di Canberra.

Nel primo girone della nuova Serie A la Roma dovrà guardarsi da una concorrenza agguerrita resa ancora più temibile dalla presenza de L’Aquila, retrocessa dal Super10.

aspirare alla promozione servirà una rosa completa.

Gli Azzurri pronti per Ravenhill. Bernabò:"Per me una grande opportunità"

touche BortolamiSul prato di Ravenhill a Belfast, nel cuore dell’Ulster, l’Italia di Berbizier si misura con i migliori. Questa sera (ore 20.45, diretta tv su La7 e Skysport2) gli azzurri affrontano l’Irlanda nell’ultimo test prima dell’esordio nella Rugby World Cup, previsto per l’8 settembre contro la Nuova Zelanda. I verdi di O’Sullivan schierano la migliore formazione possibile e non faranno sconti.

Anche per loro il girone eliminatorio del Mondiale, con Francia e Argentina, non sarà una passeggiata ed hanno bisogno di un match vero.

La vigilia è trascorsa senza problemi per gli uomini di Berbizier.

La mattinata di ieri è stata dedicata alla ripetizione degli schemi in rimessa laterale, fondamentale che ha presentato qualche affanno contro il Giappone:”Preoccupati per le quattro rimesse perdute? Non più di tanto – ha rassicurato il capitano Bortolami – del resto Festuccia ha avuto un problema alla mano e non ha potuto essere preciso.

Siamo fiduciosi.”

Proprio al fianco di Bortolami salterà il giovane Bernabò, chiamato ad una prova impegnativa contro una delle seconde linee migliori del mondo:”O’Connell e O’Callaghan sono tra i più forti e li ho sempre ammirati.

Per me – ha spiegato Bernabò – è una grande opportunità.”

Per Berbizier i cambi operati rientrano nella logica del periodo:”Ho molti giocatori e devo valutarli tutti.

Dobbiamo continuare a costruire il nostro rugby consapevoli di avere la possibilità di confrontarci con i migliori.”

Roland De Marigny giostrerà all’apertura al posto di Pez:”Per me non è certo una novità.

Ho giocato apertura nel Super12 e i primi quattro anni a Parma.

In fondo, quando nel 2004 battemmo la Scozia, ero io ad indossare la maglia n.10!”

22.08.07

Irlanda - Italia, spazio a Pratichetti e Bernabò. Ecco le formazioni

bortolamiPierre Berbizier ha diramato la formazione che venerdì 24 a Belfast(ore 20.45, diretta tv su La7 e Skysport2) affronterà l’Irlanda nell’ultimo test prima della Rugby World Cup che partirà a settembre. L’occasione è storica visto che i verdi di O’Sullivan tornano a giocare nel cuore del tormentato Ulster dopo 53 anni, come se anche il rugby volesse testimoniare che lassù è tornata la pace.

Rispetto alla vittoria di sabato scorso contro il Giappone sono sette i cambi operati dal ct azzurro.

Confermati i centri Mirco Bergamasco-Canale e l’estremo Bortolussi, un’opportunità viene offerta al giovane Pratichetti che farà coppia alle ali con Robertson.

In mediana De Marigny vestirà la maglia n.10 con Pez ancora convalescente mentre Troncon è confermato alla mischia.

In terza linea accanto al n.8 Parisse i flanker saranno Barbieri e Zanni, in seconda l’ex-capitano dell’U.21 Valerio Bernabò salterà al fianco di Bortolami.

Novità per due terzi della prima linea che vedrà accanto al tallonatore Ongaro Totò Perugini nel ruolo di pilone sinistro mentre Castrogiovanni resta titolare a pilone destro.

Vosawai partirà ancora dalla panchina dove siederà al fianco di Ghiraldini, Aguero, Sole, Canavosio, Griffen e Galon.

Di fronte agli azzurri un’Irlanda molto più vicina a quella titolare rispetto alla formazione che ha perduto (31-21) in casa della Scozia.

Unico assente di rilievo il capitano e leader Brian O’Driscoll, fuori per una mascella fratturata rimediata nell’ultima “amichevole” contro la squadra francese del Bayonne.

I gradi di capitano verranno assunti dal seconda linea O’Connell.


IRLANDA
15 - Girvan Dempsey (Terenure College/Leinster)
14 - Geordan Murphy (Leicester)
13 - Andrew Trimble (Ballymena/Ulster)
12 - Gordon D'Arcy (Lansdowne/Leinster)
11 - Denis Hickie (St. Mary's College/Leinster)
10 - Ronan O'Gara (Cork Constitution/Munster)
9 - Peter Stringer (Shannon/Munster)
8 - Denis Leamy (Cork Constitution/Munster)
7 - Neil Best (Belfast Harlequins/Ulster)
6 - Simon Easterby (Llanelli)
5 - Paul O'Connell (Young Munster/Munster) - capitano
4 - Donncha O'Callaghan (Cork Constitution/Munster)
3 - John Hayes (Bruff/Munster)
2 - Rory Best (Belfast Harlequins/Ulster)
1 - Marcus Horan (Shannon/Munster)

a disposizione
16 - Jerry Flannery (Shannon/Munster)
17 - Simon Best (Belfast Harlequins/Ulster)
18 - Malcolm O'Kelly (St. Mary's College/Leinster)
19 - Stephen Ferris (Dungannon/Ulster)
20 - Isaac Boss (Ballymena/Ulster)
21 - Paddy Wallace (Ballymena/Ulster)
22 - Brian Carney (Clonakilty/Munster)

ITALIA
15 David BORTOLUSSI (Montpellier, 9 caps)
14 Kaine ROBERTSON (Arix Viadana, 22 caps)
13 Gonzalo CANALE (Clermont Auvergne, 32 caps)
12 Mirco BERGAMASCO (Stade Francais, 43 caps)
11 Matteo PRATICHETTI (Cammi Calvisano, 6 caps)
10 Roland DE MARIGNY (Cammi Calvisano, 16 caps)
9 Alessandro TRONCON (Clermont Auvergne, 96 caps)
8 Sergio PARISSE (Stade Francais, 43 caps)
7 Robert BARBIERI (Benetton Treviso, 5 caps)
6 Alessandro ZANNI (Cammi Calvisano, 15 caps)
5 Marco BORTOLAMI (Gloucester, 60 caps) – capitano
4 Valerio BERNABO' (Brive, 10 caps)
3 Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 44 caps)
2 Fabio ONGARO (Saracens, 48 caps)
1 Salvatore PERUGINI (Stade Toulousain, 43 caps)

a disposizione
16 Leonardo GHIRALDINI (Cammi Calvisano, 5 caps)
17 Matias AGUERO (Arix Viadana, 6 caps)
18 Josh SOLE (Arix Viadana, 20 caps)
19 Manoa VOSAWAI (Overmach Cariparma, 1 cap)
20 Paul GRIFFEN (Cammi Calvisano, 34 caps)
21 Pablo CANAVOSIO (Castres, 15 caps)
22 Ezio GALON (Overmach Cariparma, 10 caps)


21.08.07

Gli Azzurri a Belfast. O'Connell:"Avversari pefetti per noi"

Paul O'ConnellL'Italia è giunta a Belfast dove venerdì ( stadio di Ravenhill, ore 20.45 diretta tv su La7 e SkySport) affronterà l'Irlanda nell'ultimo test di preparazione prima dell'esordio nella Rugby World Cup dell'8 settembre contro gli All Blacks.

Mentre Pez e Masi si allenano a parte per le contusioni rimediate contro il Giappone - ma con ogni probabilità entrambi saranno disponibili - il leader del pack irlandese Paul O'Connell loda gli Azzurri.

"L'Irlanda torna dopo 53 anni a Belfast e lo fa contro un avversario perfetto per prepararci al duro girone che affronteremo ai Mondiali."

"Gli italiani sono tra i migliori in mischia, lavorano con efficacia attorno alle ruck, sono esperti anche nelle contro-ruck e fanno un ottimo pick and go."

"Forse con l'ovale in movimento non hanno tutti gli uomini in grado di finalizzare il lavoro degli avanti, ma Mirco Bergamasco e Canale possono fare la differenza."

"L'Italia è una squadra molto fisica - ha concluso il gigante irlandese -.

Il giorno dopo la partita contro di loro nel Sei Nazioni è il peggiore per alzarsi dal letto!"

Berbizier:"Bene così. Ora lavoriamo sulla continuità"

PHP_7165Quello che comincerà a settembre sarà anche il “suo” mondiale. Pierre Berbizier arriva alla Rugby World Cup con molte certezze ed alcuni punti interrogativi che potranno fare la differenza sul risultato finale che l’Italia sarà in grado di conseguire.

“Le petit general”, così lo chiamano in patria facendo il verso a Napoleone per richiamarne le indiscusse doti di leadership e carisma, non getta via nulla della prima uscita dei suoi contro il Giappone:”Questo è il momento di pensare in positivo.

Ci premeva soprattutto valutare il livello della preparazione fisica e siamo soddisfatti.

Era ovvio – ha proseguito il c.t. – riscontrare un po’ di ruggine dopo un mese e mezzo di preparazione fisica intensa e di distanza dal rugby giocato.

Logico, dunque, attendersi scarsa brillantezza e qualche difficoltà che, puntualmente, abbiamo incontrato.

Ma, a gioco lungo, siamo stati in grado di superarle.”

Berbizier non nasconde un cauto ottimismo:”Tutto considerato, sono soddisfatto della prova dei miei.

Abbiamo avuto modo di valutare su quali aspetti lavorare per poter migliorare, ed è una cosa che puoi fare solo esaminando i match giocati.”

Andando più in profondità, il c.t. azzurro aveva chiesto a Bortolami e soci continuità:”C’è stata, ma solo nei primi venti minuti, nei quali abbiamo sviluppato un buon rugby collettivo creando molto e marcando punti.

Poi, abbiamo perso un poco il filo, ora dobbiamo allungare la nostra autonomia di gioco e migliorare nella continuità.

Non sempre siamo stati in grado di sviluppare pressione sugli avversari, anche questo è un aspetto su cui agire.

In particolare, dobbiamo essere in grado di produrre possessi di qualità in maggior numero, per dare ai mediani più palloni giocabili.”

Proprio i mediani sono sembrati un poco in difficoltà. Quando Pez si è fatto male al suo posto è entrato De Marigny:”Questa è un’opzione che vogliamo valutare.

Sfortunatamente, quando Roland è entrato la squadra aveva qualche difficoltà proprio nella continuità e nella qualità del gioco.

Restiamo convinti che quella di De Marigny all’ apertura sia una possibilità praticabile.”

C’è stato anche l’esordio di Vosawai, un giocatore da lei fortemente voluto:”Oggi abbiamo avuto la prima occasione per valutarlo e la risposta è stata buona.

Oltretutto, quando è entrato in campo ha anche risvegliato l’entusiasmo della folla di S. Vincent, dimostrando le sue doti di trascinatore.

Un esordio positivo.”

Proprio l’entusiasmo della gente ha impressionato gli osservatori:”Siamo stati accolti con grande calore, qui in Val d’Aosta.

Le vittorie nel Sei Nazioni hanno aumentato le aspettative della gente ed anche la nostra responsabilità nei loro confronti.

Pensiamo che questo sia un dolce peso per noi.”

Intanto, continua la “Recherche” del presidente Dondi, novello Marcel Proust, per reperire un sostituto attendibile di Berbizier che al termine della Coppa del Mondo rientrerà in patria.

Si sapeva che trovare un alter ego del c.t. non sarebbe stato facile, ma le difficoltà aumentano di giorno in giorno.

Soprattutto Dondi, che continua giustamente a cercare un francese, è stato spiazzato dal rifiuto di Philippe Saint-Andrè, arrivato quando tutto sembrava ormai definito.

L’ex-ala della Francia avrebbe rappresentato una soluzione ideale nel segno della continuità, garantendo anche lo spessore e l’esperienza internazionale necessari a sostituire il suo vecchio compagno di squadra.

Scartate per motivi vari le candidature dei vari Galthiè, Jones, Lanta, etc., i rumors più accreditati puntano adesso sul nome di Rodriguez, francese che non avrebbe difficoltà a rescindere l’accordo che lo lega all’Amatori Catania, ma le sorprese sono dietro l'angolo, si vedrà.

Certo, una soluzione all’altezza deve arrivare presto anche se, a questo punto, potrebbe arrivare anche dopo la World Cup.

18.08.07

L'Italia al lavoro. Il 36-12 al Giappone tra luci e ombre

Mirco BergamascoIn vista dell’imminente Rugby World Cup gli azzurri di Berbizier ricominciano con la vittoria(36-12) su un Giappone in crescita mostrando l’ovvia ruggine di una squadra reduce da un mese e mezzo di preparazione intensissima. Dopo il calcio di punizione di Bortolussi che sblocca lo score al 2’, Marco Stanojevic piazza in pochi minuti un uno-due che acuisce i rimpianti per la sua assenza per infortunio nell’ultimo Sei Nazioni.

Al 7’ rifinisce un’azione da manuale partita da una mischia nei 22 metri giapponesi.

L’ovale passa dalle mani di Troncon e Pez, attraverso quelle di Mirco Bergamasco che lancia Stanojevic sull’out opposto.

L’ala azzurra vìola la linea di meta sulla bandierina, per ripetersi tre minuti più tardi.

Questa volta fa tutto da solo planando solitario in meta in capo ad un lesto intercetto su un long-pass di Yoshida.

La trasformazione di Bortolussi fissa il 15-0.

La frenesia disordinata dei giapponesi non rende agevole lo sviluppo del gioco, ma al 20’ Robertson firma la meta più bella della prima frazione.

L’azione si sviluppa con una serie di passaggi perfetti che creano il soprannumero sfruttato da Canale che allunga sull’out destro.

Il centro azzurro sfrutta il sostegno all’interno passando l’ovale a Robertson che trova un’autostrada per la meta, trasformazione di Bortolussi e 22-0 al 20’.

In questa prima fase pochi lampi da Ramiro Pez, apparso in una delle sue giornate più opache.

Prima di uscire nel primo tempo per infortunio alla spalla fa in tempo a piazzare un paio di buoni calci di spostamento, ma anche a mostrare non pochi imbarazzi difensivi mancando un placcaggio su Loamanu.

Con tutte le attenuanti del caso, l’impressione è che Pez dovrà dare di più nei prossimi impegni per mantenere sulle spalle la maglia n.10.

Nella seconda parte del primo tempo gli uomini di Berbizier mostrano qualche prevedibile pausa, pagando dazio al primo impegno dopo una preparazione così lunga e dura.

Il gioco fatica a svilupparsi secondo i piani e mancano soprattutto sostegno e mantenimento dell’ovale sui punti d’incontro.

Anche la fase difensiva mostra qualche lacuna, specie nei placcaggi.

Ne approfittano i giapponesi che vanno in meta con il compatto pilone Nishiura, che ha creato qualche problema al rientrante Castrogiovanni in mischia chiusa, bravo a capitalizzare il lavoro dei suoi compagni del pack.

La trasformazione di Endo marcava il 22-7 all’intervallo.

All’inizio della ripresa gli azzurri non miglioravano molto ed al 57’ i giapponesi allenati dall’ex-azzurro Kirwan accorciavano sul 22-12 con una meta di Makiri propiziata dall’intercetto di Thompson.

Bisognava attendere il 67’ per tornare a vedere gli italiani esultare per la nobile meta firmata dal “barone” Lo Cicero e favorita dal break del “principe” figiano Vosawai, al suo esordio in azzurro.

Il n.8 fortemente voluto da Berbizier ha dato di nuovo ragione al condottiero di Saint Gaudens mostrando le sue doti di devastante portatore di palla.

Allo scadere Mauro Bergamasco metteva a segno la meta della staffa che, trasformata da Bortolussi, definiva il 36-12 finale.

Le risultanze del match per Berbizier parlano di una squadra che deve ritrovare brillantezza e abitudine al gioco, come è naturale dopo la preparazione, ma anche migliorare in difesa e nel sostegno, due fondamentali decisivi nel rugby moderno.

Il prossimo appuntamento di venerdì 24 contro l’Irlanda dirà molto di più.

13.08.07

Le grandi si scaldano in vista della RWC, vincono Francia e Scozia

Chabal_on_the_rampage_554535Cominciano le sfide di preparazione alla Rugby World Cup 2007. Sabato scorso i primi due match hanno visto le vittorie della Francia sull'Inghilterra(15-21 a Twickenham) e della Scozia che ha piegato l'Irlanda, scesa in campo a Murrayfield in versione sperimentale, con lo score di 31-21.

Molto più indicativa la partita di Londra che ha visto l'Inghilterra giocare un buon match che lascia sperare gli appassionati della Rosa.

La squadra di Ashton ha, sì, perduto ma ha mostrato una buona prova del pack.

Semmai, i limiti dell'Inghilterra, i cui punti sono arrivati da quattro punizioni di Olly Barkley e da un drop di Gomarsall, sono stati nella mancanza assoluta di inventiva ed estro in grado di trasformare in punti il lavoro degli avanti.

La Francia, che ha vinto nel finale grazie ad una meta delle sue di Chabal, ha avuto in Skrela e nel redivivo Michalak i due genietti del gioco di Laporte.

Sotto la pioggia di Murrayfield la Scozia ha fatto suo un derby celtico poco significativo a causa della formazione irlandese piena di seconde linee e di esperimenti.

Sul punteggio ha pesato in maniera determinante la giornata di grazia del centro Henderson autore di ben tre mete personali.

Gl Azzurri preparano i test contro Giappone e Irlanda. Ecco i trenta moschettieri

PHP_9296Dopo la pausa seguita al rientro dalla Polonia, Bortolami e compagni sono rientrati alla base di Aosta dove preparano i due test che li vedranno affrontare il 18 agosto il Giappone a Saint Vincent(ore 18, diretta tv su La7) ed il 24 l'Irlanda a Belfast(ore 20.45, diretta tv su La7 e Sky Sport Italia).

Nel quartier generale dell'Hostellerie du Cheval Blanc si sono ritrovati i 30 convocati di Pierre Berbizier che ha provveduto a sostituire in extremis l'infortunato Del Fava con Staibano.

Fuori una seconda linea, dunque, e dentro un pilone.

Vista l'indisponibilità di Nieto la presenza di Staibano regala qualche certezza in più al reparto della prima linea, almeno in termini di profondità.

Intanto, ieri sera è arrivato ad Aosta anche il Giappone, allenato dalla vecchia conoscenza azzurra John Kirwan, che risiederà presso l'Hotel Etoile du Nord du Sarre.

La squadra italiana svolgerà i suoi allenamenti sul campo da rugby di Tzambarlet.

Di seguito, la lista dei 30 azzurri:

Matias AGUERO (Arix Viadana, 6 caps, pilone)
Robert BARBIERI (Overmach Cariparma, 5 caps, flanker/n.8)
Mauro BERGAMASCO (Stade Francais, 57 caps, flanker)
Mirco BERGAMASCO (Stade Francais, 42 caps, centro/ala)
Valerio BERNABO' (Cammi Calvisano, 9 caps, seconda linea)
Marco BORTOLAMI (Gloucester, 59 caps, seconda linea) – capitano
David BORTOLUSSI (Montpellier, 8 caps, estremo)
Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne, 31 caps, centro/ala)
Pablo CANAVOSIO (Castres, 14 caps, mediano di mischia/ala)
Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 43 caps, pilone)
Roland DE MARIGNY (Cammi Calvisano, 15 caps, estremo/apertura)
Santiago DELLAPE' (Biarritz Olympique, 43 caps, seconda linea)
Carlo FESTUCCIA (Rolly Gran Parma, 38 caps, tallonatore)
Ezio GALON (Overmach Cariparma, 10 caps, centro/ala/estremo)
Leonardo GHIRALDINI (Cammi Calvisano, 4 caps, tallonatore)
Paul GRIFFEN (Cammi Calvisano, 34 caps, mediano di mischia)
Andrea LO CICERO (Infinito L'Aquila, 66 caps, pilone)
Andrea MASI (Biarritz Olympique, 30 caps, centro/ala)
Fabio ONGARO (Saracens, 48 caps, tallonatore)
Sergio PARISSE (Stade Francais, 42 caps, flanker/n.8)
Salvatore PERUGINI (Stade Toulousain, 42 caps, pilone)
Ramiro PEZ (Bayonne, 37 caps, apertura)
Matteo PRATICHETTI (Cammi Calvisano, 6 caps, centro/ala)
Kaine ROBERTSON (Arix Viadana, 21 caps, ala/estremo)
Josh SOLE (Arix Viadana, 19 caps, flanker/n.8)
Fabio STAIBANO (Overmach Cariparma, 6 caps, pilone)
Marko STANOJEVIC (Bristol, 5 caps, ala)
Alessandro TRONCON (Clermont-Auvergne, 95 caps, mediano di mischia)
Manoa VOSAWAI (Overmach Cariparma, esordiente, flanker/n.8)
Alessandro ZANNI (Cammi Calvisano, 15 caps, flanker)

08.08.07

Berbizier definisce la lista dei 30

Ecco i magnifici trenta. Al termine del ciclo di allenamento nel centro di Spala in Polonia all’insegna del contatto fisico e della crioterapia, Pierre Berbizier ha diramato la lista definitiva dei trenta giocatori che a settembre si batteranno per portare l’italrugby nella storia. L’occasione è davvero ghiotta. Nel girone toccato in sorte agli azzurri il primo posto è prenotato dagli strafavoriti All Blacks della Nuova Zelanda, ma per il secondo valido per la qualificazione ai quarti di finale l’Italia se la vedrà con una Scozia che, già battuta a domicilio nell’ultimo Sei Nazioni, attraversa uno dei peggiori momenti della sua gloriosa storia.

Chi conosce la proverbiale combattività degli Highlanders sa che ciò non significa vittoria in tasca per gli azzurri ma, certo, saranno loro a doversi preoccupare.

Gli ultimi esclusi dalla lista definitiva sono il pilone Carlos Nieto, La terza linea Zaffiri e l’apertura del Brive Luciano Orquera.

I primi due pagano guai fisici fastidiosi che ne hanno limitato la possibilità di allenarsi all’altezza del resto del gruppo.

Soprattutto per Nieto la mancata convocazione sorprende un poco, specialmente se messa in relazione con lo splendido rendimento del pilone nella Premiership inglese.

Del resto, l’incredibile livello di efficienza fisica richiesto dal rugby moderno non concede deroghe.

Per Zaffiri un’esclusione annunciata, nonostante la stima nutrita dallo staff e dai compagni per il rude aquilano.

Nel caso di Orquera, invece, anch’esso autore di una pregevole stagione in Francia, hanno prevalso considerazioni squisitamente tecniche.

Nel ruolo di apertura, escluso dall’inizio l’ingombrante Scanavacca, piena fiducia a Pez anche se si fa strada con insistenza la candidatura De Marigny per la maglia n.10.

Nell’arco del torneo con numerosi impegni ravvicinati, ci potrebbe essere spazio per entrambe le soluzioni, senza dimenticare l’ipotesi-Bortolussi in caso di necessità.

La preparazione svolta fin qui ha cementato le certezze di un gruppo che arriva nel migliore dei modi all’appuntamento decisivo della Rugby World Cup.


I nostalgici dell’epopea-Coste ci scuseranno ma questa di Berbizier sembra davvero essere l’Italia ovale più forte di tutti i tempi.

L’ultimo Sei Nazioni ha regalato ai numerosi nuovi tifosi del rugby italico una compagine forte, determinata, all’altezza delle migliori.

“La mischia degli azzurri è una delle migliori del mondo. La nostra prima partita non sarà una passeggiata.” Sono parole del ct degli All Blacks Graham Henry che, un tempo neanche troppo lontano, avrebbe liquidato con un sorrisetto ironico la domanda sul match con l’Italia.

Attorno alla leadership di Bortolami è cresciuta una squadra con una sua precisa identità che basa su tre concetti guida:conquista forte, difesa forte, capacità di concretizzazione.

Questi sono stati i precetti di Berbizier in un ritiro che ha visto l’inserimento nella lista di Manoa Vosawai

Figiano trapiantato a Parma, sarà eleggibile in azzurro dal 2 settembre, giusto in tempo per restituire all’Italia qualcosa di quello che ha ricevuto in questi anni.

05.08.07

Primo test per la RWC:l'Inghilterra travolge un Galles sperimentale. Dite la vostra sulla nuova maglia inglese

PerryCon il punteggio di 62-5 i bianchi d'Inghilterra hanno spianato un Galles pressochè inesistente. La parte del leone l'ha fatta Easter autore di ben tre delle nove mete realizzate dalla squadra di Brian Ashton.

Il ct inglese ha avuto prove confortanti da molti dei suoi uomini.

Notevoli, rispetto alle ultime uscite, i miglioramenti mostrati dalla mischia che schierava una prima linea - Sheridan-Regan-Vickery - potente e nettamente più esperta dei dirimpettai gallesi.

In seconda linea si è distinto Simon Shaw, mentre di Easter si è detto.

Negli ultimi due minuti si è rivisto anche Lawrence Dall'Aglio che è riuscito anche a segnare una meta.

Molto bene anche i due centri Hipkiss-Farrell, attesi dalla critica mentre buone indicazioni sono arrivate anche dai veterani Borthwick, Tait e Robinson.

Il migliore in campo è stato certamente il mediano di mischia Shaun Perry, vivace e propositivo.

Al suo fianco il redivivo Wilkinson con sette trasformazioni e una punizione ha superato i 900 punti in Test internazionali.

Le altre cinque mete sono state realizzate da Robinson, Tait, Borthwick e Perry(2)., mentre Daffydd James ha messo a segno la meta della bandiera per il Galles.

Un test molto più probante attende gli inglesi, che potrebbero ritrovare il Galles nei quarti di finale della Rugby World Cup, sabato prossimo quando la Francia salirà a Twickenham.

Piccola nota estetica a margine:come quasi tutte le nazionali, anche l'Inghilterra ha fatto preparare dal proprio sponsor tecnico una nuova maglia mostrata per la prima volta contro il Galles.

Il nostro personale giudizio estetico è negativo, trovo sbagliato "macchiare" la tradizionale purezza del bianco della divisa della rosa con quel lampo rosso stilizzato, mentre molto belle abbiamo trovato le nuove versioni offerte dalla Canterbury a Irlanda, Sudafrica e Australia.

Dite cosa ne pensate nei commenti, di nuovo attivi.