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30.09.06

Serie A, impegni in trasferta per Roma e Lazio

Arriva alla seconda giornata la serie A che vede protagonista la Futura Park Rugby Roma, candidata n.1 alla promozione in Super10. La squadra di Ringeval dopo la vittoria all’esordio contro il Lyons Piacenza affronterà il primo derby della stagione a Segni.

I rossoverdi hanno cominciato con una sconfitta ma hanno segnato 33 punti, mostrando una fase offensiva da non sottovalutare.

Per la Roma da rivedere il giapponese Shinomiya, apparso spaesato nel ruolo di estremo domenica scorsa.

Molto veloce, il rugbista del sol levante pare avere qualche problema di natura tattica e di adattamento.

Ottime le indicazioni, invece, dall’apertura Anversa, letale dalla piazzola domenica scorsa con 25 punti al piede, e dal n.8 Ollivier, già leader del pack.

Il sudafrcano ex-Petrarca ha mostrato doti fondamentali in un campionato come quello di serie A, che la Roma si propone di vincere.

Impegno in trasferta anche per la Mantovani Lazio&Primavera che ha gettato alle ortiche una vittoria già acquisita contro l’Udine regalando una meta trasformata all'83' quando conduceva 29-25.

A Reggio Emilia i giovani di Pratichetti avranno il sostegno dei tre nuovi stranieri, assenti alla prima.

Sulpis giostrerà all’apertura e garantirà punti e iniziativa, il pilone Jim Wessels da Cape Town ancorerà la mischia affiancando Machado, mentre l’italo-argentino Estebàn Martelletto, 194 cm. per 115 kg., salterà in seconda linea.

Maggiore sostanza ed esperienza per le giovani aquile alla ricerca di un nuovo equilibrio.

L'AlmavivA Capitolina a Parma per avviare una serie vincente

Per l’AlmavivA Capitolina il quarto turno di campionato potrebbe significare la svolta. Oggi a Parma (ore 16, stadio Lanfranchi) contro l’Overmach i romani potrebbero spiccare il volo in caso di risultato positivo.

I due turni successivi contro le concorrenti dirette Amatori Catania e L’Aquila autorizzerebbero la società del presidente Tinari a volgere lo sguardo verso i piani alti della classifica del Super10.

Il match contro i ducali arriva in un momento di crisi della squadra di Ghini che lo scorso anno aveva espresso il gioco più vivace del campionato e aveva concluso la stagione sorprendendo tutti con la vittoria ai danni del Gwent Dragons che ha valso la qualificazione all’Heinekhen Cup.

Oggi Parma è reduce dalla sconfitta con il Calvisano e presenta una preoccupante involuzione del gioco.

Altri guai sono piovuti in settimana con la rescissione dei contratti del centro Tuitopu e dell’utility back Tuqiri:”Soprattutto l’addio forzato di Tuitopu per gravi motivi familiari ha rattristato la squadra – spiega il dt Casagrande – e le due defezioni arrivano nel momento peggiore.

La Capitolina arriva sulle ali dell’entusiasmo per il risultato di domenica e noi abbiamo problemi di formazione.”

Dal canto suo Mascioletti si guarda bene dal curarsi dei problemi altrui e pensa a lavorare sodo sui limiti del proprio team.

Soprattutto la trasmissione e la gestione dell’ovale ha presentato problemi nei primi match, mentre enormi progressi ha evidenziato il gioco del pack, sugli scudi contro Viadana.

Proprio la prima vittoria in Super10 ha rappresentato la riscossa dei “gregari”, degli uomini deputati al lavoro sporco.

Pegoretti, Pietrosanti, Soden hanno dato grande sostanza ai fondamentali di difesa, del recupero e della conquista dell’ovale.

Brillante anche la prova di Murrazzani a n.8 e dell’apertura Raineri, un passato scudettato per entrambi nelle fila della Rugby Roma, una robusta iniezione di esperienza per le aspirazioni del club di via Flaminia.

Rispetto alla formazione, Mascioletti non ama le anticipazioni, ma è facile prevedere la conferma di Gentile alla mischia, mantre sono da valutare le condizioni di Jimenez e Mastrodomenico.

Indisponibile Sepe, il suo posto sarà ancora affidato al giovanissimo Molaioli, perfetto contro il Viadana.

29.09.06

La Rugby Lazio di Ricciardi riparte dalla B

Riparte dalla serie B l’avventura nel rugby seniores della Rugby Lazio di Mario Ricciardi, una vita spesa nel rugby.

Acquistato il titolo sportivo del Sabina dopo anni di attività nel settore giovanile, i biancocelesti apriranno il campionato domenica(alle 15, campo Talocci di Fara Sabina per l’indisponibilità dell’Acquacetosa) contro il Perugia:”Abbiamo deciso di compiere questo passo per dare continuità al completamento della formazione rugbistica dei nostri ragazzi – ha spiegato il presidente Ricciardi – che per anni abbiamo visto continuare la loro carriera di giocatori in altri club dopo averli aiutati a conoscere il rugby e a crescere in questa disciplina.

Ora anche noi abbiamo la possibilità di sviluppare l’attività agonistica nel settore seniores, pur ripartendo dalla serie B.”

Molto ambiziosi i programmi della società, rinforzata a livello dirigenziale dalla presenza di Tonucci, Martelletti e Taverna, che punta per la prima squadra alla promozione alla prossima A2.

Di prestigio anche l’abbinamento con il title-sponsor LeasePlan, azienda leader nel settore del noleggio auto e flotte aziendali, così come la partnership con lo sponsor tecnico KooGa, prestigiosa azienda inglese, e con la Segnalet che opera nella segnaletica modulare.

Per la guida tecnica della prima squadra in serie B, la Rugby Lazio ha puntato sull’inglese Kriss De Scossa che arriverà la prossima settimana dall’Australia, dove ha collaborato con Glen Ella.

De Scossa, che ha allenato in Inghilterra, Australia e Canada e lo scorso anno lavorava al Sabina, dividerà la responsabilità della prima squadra con “Mamo” Ricciardi, ex-giocatore biancoceleste agli ordini del quale la squadra si è allenata in questo periodo.

Il settore tecnico continuerà ad avvalersi anche della consulenza dell’argentino Manuel Ferrari che, ad intervalli regolari, verrà a Roma a curare il lavoro della mischia.

Il parco giocatori si basa sulla presenza di 15-20 giocatori provenienti dal fiorente vivaio che faranno esperienza attorno ai veterani Donati, due scudetti con Treviso e Rugby Roma, Bifano, Riccardo Ghellini, Ancellotti e Sbordoni.

Dall’argentina è arrivato il mediano di apertura Max Sassone, cresciuto nel Gymnasia y Esgrima e lo scorso anno al Feltre in serie B, che dovrà fornire il suo contributo nell’organizzazione del gioco e produrre punti dalla piazzola, mentre in terza linea giostrerà Simboli, italo-argentino.

Tra i giovani emergenti si segnalano il centro Amato e Daga.

“La promozione è un obiettivo per noi – spiega Ricciardi – ma non è primario. Vogliamo costruire un nostro campo e continuare a crescere i rugbisti di domani.”

Particolare cura, dunque, al settore giovanile, alla guida del quale presiede il vicepresidente Taverna:”Abbiamo già cominciato il lavoro di diffusione e propaganda nelle scuole di Roma nord e nell’hinterland, e scegliamo con grande attenzione anche gli allenatori del settore giovanile che preferiamo chiamare educatori.

Per i genitori che intendono contattarci troveranno tutto sul nostro sito, www.rugbylazio.it.”

A conferma della vocazione genuinamente rugbistica la Rugby Lazio avrà una sua squadra Old, formata da ex-giocatori e da genitori, tutti animati dalla grande passione per la palla ovale che sfogheranno ogni giovedì e sabato al campo 3 dell’Acquacetosa.

25.09.06

Mascioletti: "Adesso continuiamo a lavorare con umiltà"

Una vittoria che può valere una stagione. Per l’AlmavivA Capitolina l’affermazione sul Viadana può davvero rappresentare un punto di svolta rispetto alle proprie ambizioni.

Al di là della prudenza che viene saggiamente usata dalle parti di via Flaminia il risultato è di quelli che cementano la convinzione nei propri mezzi per una squadra che aveva cominciato il Super10 con il black-out psicologico contro il Calvisano.

Anche nei primi 10’ contro il Viadana di Jim Love alcuni errori evitabili avevano prodotto un parziale di 0-11 che poteva costare caro.

Ma a quel punto la Capitolina ha cominciato a macinare il suo gioco con pazienza e metodo, mostrando sul campo di aver appreso gli insegnamenti del coach Mascioletti che ha azzeccato la scelta di affidare il n.9 a Gentile:”Abbiamo un gruppo omogeneo – spiega Mascioletti – che ha diverse soluzioni intercambiabili.

Stavolta è toccato a Gabriele giostrare alla mischia e il ragazzo ha risposto molto bene, sfruttando la sua occasione, ma domani potrebbe toccare ad un altro.

L’importante è che il gruppo risponda in modo uniforme.”

La mediana presentata con il Viadana, Gentile-Raineri, ha guidato la squadra dando ritmo e qualità al gioco capitolino, dopo questo risultato c’è da scommettere su una conferma.

Ottima anche la prova dell’intero pack, già sugli scudi nella sconfitta di Padova:”I ragazzi sono stati tutti all’altezza, anche quelli che hanno commesso qualche errore nel corso della partita si sono riscattati.

Quello su cui dobbiamo migliorare – continua Mascioletti – è quella che io chiamo presenza, cioè l’attenzione e l’incisività nei momenti decisivi.

Dobbiamo interrompere la tendenza a fare regali, spesso siamo noi con errori banali a dare ossigeno ai nostri avversari.

In futuro vorrei che si guadagnassero quello che ottengono senza il nostro contributo.”

Battendo il Viadana la Capitolina ha dimostrato di poter confrontarsi con tutti:”Noi dobbiamo continuare a lavorare con umiltà sui nostri limiti, senza esaltarci e senza deprimerci.

Le facili vittorie nelle amichevoli pre-campionato forse avevano illuso qualcuno, il risveglio con il Calvisano ci ha riportati sulla terra, ora dobbiamo continuare con equilibrio.”

Con i 4 punti della vittoria di domenica la Capitolina raggiunge L’Aquila, supera il Catania e il Rovigo e si lancia all’inseguimento del Parma che visiterà sabato prossimo. Il bello deve ancora venire.

24.09.06

Stupenda Capitolina!

Una vittoria che può cambiare la stagione. L’AlmavivA Capitolina impiega solo due giornate a completare il rodaggio e già alla terza di campionato si toglie la scimmia dalle spalle prendendosi il lusso di bastonare 26-20 al Flaminio l’Arix Viadana, da molti osservatori indicata come la favorita n.1 alla vittoria del titolo, e cogliere la prima vittoria.

Mascioletti e Castellani confezionano il capolavoro presentando una squadra nemmeno lontana parente di quella incerta e timida della prima giornata.

Premiata la scelta di puntare su Gentile come mediano di mischia retrocedendo l'esperto Camardon a centro.

Il giovane n.9, ancorché impreciso e ingenuo in un paio di occasioni, ha offerto una prova ricca di personalità che ha dato ritmo e qualità al gioco offensivo.

La coppia formata con "Nanni" Raineri all'apertura ha dato buone risposte.

E pensare che il match era partito male per la Capitolina, sotto dopo 10’ per 11-0 soprattutto per falli ingenui e, ancora come a Padova, un paio di cattive trasmissioni dell’ovale che costavano una occasione di meta divorata e una meta concessa a Mariani lesto ad approfittare e a schiacciare l’ovale gettato alle ortiche da Caffaratti.

A questo punto il pack capitolino cominciava a dettare legge in mezzo al campo firmando la riscossa romana.

La pressione degli avanti produceva tesori di possesso che il piede di Raineri capitalizzava con tre piazzati che portavano lo score sul 9-11 al 37’.

L’inerzia della partita era già cambiata 2’ prima quando Erasmus lasciava il Viadana in inferiorità numerica per 10’ a causa del giallo rimediato per aver placcato un avversario senza palla.

Un piazzato di Howart al 39’ illudeva gli ospiti che al 41’ subivano la meta più bella del match: rimessa laterale sui 5 metri in attacco per la Capitolina, l’ovale rotola a terra ma Pegoretti, uno dei migliori, è lesto a raccoglierlo e a bucare la difesa.

Palla a terra a due metri dalla linea, ovale a Raineri che congela Pedersen con una finta e scarica per Santillo che incrocia all’interno e vìola la terra promessa.

La trasformazione di Raineri porta lo score all’intervallo sul 16-14.

Il secondo tempo si apre con la logica reazione dei gialli di Love, ma i romani passano una mano di cemento sul muro eretto a difesa dell’area di meta.

I placcaggi e il sacrificio di Jimenez, Pegoretti, Soden e Murrazzani fanno rimbalzare lontano le buone intenzioni del Viadana.

Al 55’ Caffaratti riscatta un primo tempo sottotono raccogliendo un ovale sfuggito da una mischia ordinata.

Buco di 30 metri e passaggio a Pietrosanti “oltre” il corpo di un avversario.

Il pilone non crede ai suoi occhi fa 10 metri e scarica per il velocissimo Santillo che lo affianca e firma la sua prima doppietta in Super10, trasformazione e 23-14.

Da qui in avanti la reazione ospite produce solo due piazzati di Pilat e tanta frustrazione, mentre il calcio di Raineri, nominato “man of the match” dalla stampa, fissa l’entusiasmante 26-20 finale.

Nel giorno di tre partite di rugby concomitanti nella città e con la Lazio calcio dall’altra parte del Tevere, la Capitolina scopre la fedeltà del suo popolo.

I 1200 spettatori festeggiano il ritorno di Roma nell’olimpo del rugby.

Parte bene la Futura Park, la Mantovani Lazio si mangia la vittoria nel recupero

Parte la serie A e la Rugby Roma legittima le sue ambizioni con una franca vittoria sul Lyons Piacenza, mentre i giovani della Lazio di Pratichetti gettano via una vittoria già in tasca.

Premessa: far cominciare la prima giornata della serie A di rugby con Rugby Roma, Lazio&Primavera e Frascati tutte in casa e con orari concomitanti fa nascere qualche dubbio sulla sobrietà dei compilatori dei calendari.

Se poi ci aggiungiamo anche la Capitolina al Flaminio, peraltro per “colpa” della Cisco di calcio che “doveva” giocare di sabato, i dubbi prendono ancora più corpo.....

Passando al rugby sul campo, la Futura Park Rugby Roma si presenta all’altezza delle sue aspettative di promozione schiantando la resistenza del Lyons Piacenza con il punteggio di 51-28.

Lo score per gli ospiti va ascritto completamente all’apertura maori Manawatu, mortifero dalla piazzola.

Il Piacenza finisce la prima frazione in vantaggio (17-25) a causa dell’indisciplina tattica del pack romano e dell’eccesso di zelo dell’arbitro Laube di Milano, spesso troppo fiscale nell’accordare punizioni che Manawatu trasforma con regolarità.

Nel secondo tempo emerge la superiorità della Roma che trova in Ollivier un n.8 di categoria superiore.

Attorno a lui crescono gli altri con Francesio, due mete per lui, il giovane Rota e l’apertura Anversa, 25 punti al piede, sugli scudi.

La squadra di Ringeval ha avuto qualche problema di troppo nel primo tempo a causa di un rodaggio incompleto, ma la sua forza è già emersa nonostante tutto.

Qualche perplessità ha destato la prova del giapponese Shinomiya, impiegato nel ruolo di estremo.

Il figlio del Sol Levante è apparso spaesato e incerto, da rivedere.

All’Acquacetosa la Mantovani Lazio&Primavera getta al vento la vittoria contro l'Hafro Udine incassando una meta con la mischia al 3’ di recupero quando era in vantaggio 29-25.

La trasformazione fissava il 29-32 finale ma il rimpianto per i giovani di Pratichetti è mitigato dalla buona prova di squadra e dalla certezza che, risolti i problemi burocratici di Wessels e della seconda linea argentina, e con Sulpis dall’inizio( solo 20’ e una meta per lui) il futuro appare pieno di promesse.

Bella vittoria, infine, del Frascati(19-14) sul temibile Colorno.

22.09.06

Serie A: per la Lazio 1927 obiettivo sesto posto

Domenica (Acquacetosa, ore 15.30) contro l’Hafro Udine riparte l’avventura della Lazio 1927.

Terminata la partnership con la Primavera (la nuova denominazione deve ancora essere ratificata dal Consiglio Federale) la società biancoceleste, guidata dal nuovo presidente Biagini, vuole salire di livello continuando a puntare sulla forza del vivaio.

Confermato il coach Pratichetti, eccellente il suo lavoro nella scorsa stagione, alla guida della squadra: ”Sono molto contento dell’impegno dei ragazzi – spiega Carlo – anche se non siamo ancora a ranghi completi e lavoriamo con continuità solo da tre settimane.

La nostra realtà è ancora vicina ai valori del dilettantismo ma se vogliamo migliorare l’impegno offerto deve essere professionale e i ragazzi lo sanno.”

Due dei nuovi stranieri, l’apertura argentina Agustin Sulpis, ottimo cecchino dalla piazzola, e il pilone sudafricano Wessels arriveranno solo oggi e Pratichetti non è sicuro siano in grado di andare in campo: ”Valuteremo con attenzione le loro condizioni e decideremo, ci sono altri ragazzi pronti al match.

Quest’anno vorrei partire bene, soprattutto in casa dove dobbiamo costruire la nostra stagione.

Puntiamo al sesto posto, valido per accedere al primo girone di merito il prossimo anno, se ci riusciremo saremo molto bravi.”

Intanto la società continua a muoversi sul mercato.

Il prossimo arrivo è una seconda linea, probabilmente argentina.

La caccia al sesto posto è aperta.

21.09.06

La Capitolina vuole crescere Domenica la sfida al Viadana

A causa della concomitanza con l’incontro di calcio Cisco Roma – Poggibonsi di C2 l’AlmavivA Capitolina posticipa il big-match contro il Viadana al Flaminio da sabato a domenica alle 16. Durante l’intervallo avverrà la presentazione degli Special Olympics European Youth Games, a Roma dal 30/9 al 5/10 dedicati ai diversamente abili .

Archiviata la sconfitta del turno precedente a Padova, che ha risollevato il morale dalle parti di via Flaminia per i progressi mostrati dalla squadra, Mascioletti ed i suoi si preparano ad affrontare quella che viene indicata da molti come la più accreditata pretendente al titolo.

In effetti il team di Jim Love, guru del gioco “aperto” già coach dei New Zealand Maori, ha dimostrato nei primi due turni di aver assimilato in fretta il credo del nuovo allenatore.

Volano soprattutto i tre-quarti tra i quali spiccano la “freccia” Robinson e la nuova stella Hayden Pedersen, centro neozelandese proveniente dagli Otago Higlanders ex-All Blacks U.21.

La Capitolina aspetta gli avversari consapevole del proprio ruolo ma anche forte delle nuove certezze nate nel fango di Padova.

Anzitutto il pack, capace di mettere sotto di brutto i dirimpettai del Petrarca, la voglia della squadra di lottare con tutti e il piede, i muscoli ed il fosforo di “Nanni” Raineri, schierato mediano d’apertura:”Ormai questo è il ruolo che preferisco – spiega il nuovo acquisto della Capitolina, proveniente dal Calvisano ed ex-scudettato con la Rugby Roma – e ciò non significa che non sono disposto a giocare da centro.

Però, a questo punto della mia carriera, con l’esperienza che ho maturato e per le mie caratteristiche il n.10 è il vestito che sento più giusto per me.”

Preciso dalla piazzola(tutti suoi i 12 punti a Padova), buona visione di gioco, grande solidità nel placcaggio come si richiede ad un’apertura moderna, Raineri ha dato concretezza al gioco dei romani.

Il mondo del rugby lo scoprì in grado di giostrare all’apertura un sabato pomeriggio a Twickenam:”Stavamo preparando la trasferta a Londra per il Sei Nazioni – ricorda divertito – ed eravamo in ritiro a Tirrenia.

Il mercoledì l’allora ct Johnstone mi disse semplicemente che il sabato avrei giocato apertura con Scanavacca estremo!

L’Inghilterra era fortissima e perdemmo, ma per me fu importante dimostrare che quel ruolo poteva essere mio.”

Da lì in avanti Raineri indossò il n.10 solo sporadicamente, ma ora sembra aver trovato la sua dimensione nel gioco:”Sono convinto della bontà del lavoro che stiamo facendo con lo staff tecnico e che possiamo giocarcela con tutti, il Super10 è impegnativo ma anche molto equilibrato, il Flaminio diventerà presto un campo difficile.”

Un nuovo Raineri, un nuovo inizio per la Capitolina.

Domenica parte la serie A La Rugby Roma punta al Super10

La Futura Park Rugby Roma lancia l’assalto al Super10. Lasciatasi alle spalle la rabbia per la finale-derby perduta contro la Capitolina al termine della scorsa stagione, il più blasonato club del rugby romano non fa mistero di puntare forte sull’obiettivo promozione.

Il patron Abbondanza ha spiegato i termini del programma di sviluppo del progetto Rugby Roma:”Da qualche anno abbiamo scommesso sulle potenzialità del rugby convinti della possibilità che un sodalizio con questa tradizione possa produrre redditività.

Poiché sappiamo – ha proseguito l’amministratore unico – che si può costruire solo partendo da basi solide, proseguiamo nel programma di sviluppo dell’area del Tre Fontane che deve diventare il punto di riferimento del rugby a Roma sud anche dal punto di vista commerciale.

Da qui al 2009 vogliamo costruire lo stadio da 8000 posti, una foresteria, aprire il Rugby Roma cafè e rendere operativa la pista di pattinaggio sul ghiaccio, così da poter valorizzare l’impianto 365 giorni all’anno.”

Particolare attenzione verrà prestata alla ricostruzione del settore giovanile, un tempo fiorente e poi lasciato deperire dopo la sbronza dell’ultimo scudetto nel 2000.

Ne è stata affidata la direzione a Roberto Fazzini, figura carismatica dell’ambiente bianconero:”In poco tempo abbiamo già accolto più di 100 ragazzi dall’U.9 fino all’U.13, e il numero è in costante crescita.

Abbiamo poi avviato un programma di propaganda nelle scuole dei Municipi afferenti l’area dell’EUR, così da radicarci ancora di più nel territorio.”

Riguardo gli aspetti tecnici, alla guida della squadra(che comincerà il campionato domenica al Tre Fontane alle 15.30 contro il Lyons Piacenza) è stato confermato il francese Michel Ringeval che sarà assistito dal connazionale Nicolas Leroy. “Quello che vorrei non mancasse quest’anno è lo spirito che il team aveva nella passata stagione, quando si creò un gruppo solido capace di lottare per lo stesso obiettivo.

La squadra di oggi – ha spiegato Ringeval – ha perduto alcuni giocatori importanti, ma altrettanti ne sono arrivati. La presenza di un calciatore affidabile come Anversa(la passata stagione 274 punti al piede nel Brescia), ad esempio, mi consentirà di schierare Freschi centro come secondo playmaker, svincolato dalla responsabilità dei calci.

Anche l’arrivo di un professionista come Francesio è importante per il reparto arretrato.”

Qualche perplessità desta, semmai, il pack orfano di un fuoriclasse come Erasmus e di Persico:”In seconda e terza linea abbiamo fatto acquisizioni importanti – ha proseguito il coach francese – come Boscolo, Covassi, il sudafricano Ollivier.

Piuttosto il campionato scorso ci ha detto che dobbiamo migliorare nelle fasi statiche in mischia chiusa.”

Molta curiosità intorno al possibile esordio del giapponese Shinomiya, elemento dalla grande velocità ma da testare a questi livelli, a detta dello stesso Ringeval.

Il gruppo romano si presenta solido e si cementerà attorno all’esperienza e al peso di Wim Wisser, dei veterani Virgilio e De Luca esponenti della vecchia guardia, e, soprattutto, alla rabbia e alle motivazioni del capitano Giampiero Mazzi.

L’immagine del mediano di mischia è stata scelta per promuovere la campagna di propaganda nelle scuole nell’anno in cui vorrà riprendersi quello che ha lasciato sul prato del Flaminio il pomeriggio della finale perduta.

20.09.06

Nata l'associazione parlamentare Amici del Rugby

Amore per il rugby. È questa la motivazione principale che ha spinto uno dei più giovani eletti al Senato della Repubblica in questa legislatura, Marcello De Angelis (Alleanza Nazionale), a fondare l’Associazione Parlamentare Amici del Rugby:

”Tra le mille cose che, da parlamentare non omologato, ho notato appena entrato al Senato – spiega De Angelis – c’è stata l’assenza di sostegno istituzionale a favore del rugby, a fronte dell’enorme aumento di interesse tecnico e di pubblico e dell’incremento percentuale dei tesserati, nell’ultimo periodo davvero notevole.

Insieme con il collega sen. Massimo Cialente, eletto nei DS a dimostrare l’assoluta trasversalità dell’iniziativa, abbiamo deciso di sanare l’anomalia fondando un’associazione che producesse un’azione di lobbing a sostegno di questa disciplina.”

De Angelis, in gioventù giocatore di livello amatoriale, sottolinea la valenza educativa del rugby:”L’associazione prende spunto da uno dei principi fondanti del rugby, che la politica dovrebbe mutuare: è possibile confliggere senza odiarsi e poter lasciare uno spazio per il terzo tempo, momento di sintesi dello scontro.

Abbiamo già raccolto – continua De Angelis – più di 40 adesioni e trovo interessante che esse siano assolutamente trasversali e che per un terzo si tratti di adesioni femminili, un dato che supera la media della presenza delle donne in parlamento.”

Tra le finalità dell’associazione vi sono un’azione di stimolo dell’interesse dei canali RAI per il rugby, oggi inesistente, di promozione della disciplina nelle scuole e iniziative benefiche, come già avvenuto con la mostra fotografica di Roberto Grillo “Una Haka per la vita” a sostegno del Centro Oncologico de L’Aquila, città dalla grande tradizione rugbistica.

17.09.06

Ambrogio Bona nonno: auguri!

L'inesorabile legge del tempo non porta solo frutti amari. Questa volta il dolce frutto ha un nome, si chiama Aurora ed è la nipote di Ambrogio Bona, presidente della Rugby Roma.

L'indimenticato pilone della nazionale è divenuto nonno per la nascita di Aurora, figlia del primogenito Andrea, cestista di valore, e di Francesca.

Il blog si aggiunge agli auguri alla famiglia Bona di tutto il mondo del rugby romano e nazionale.

Capitolina in crescita, ma sabato prossimo arriva il Viadana

L’AlmavivA Capitolina continua a studiare da grande confrontandosi con la realtà del massimo campionato e affrontando le migliori squadre del Super10. Come è normale per una neo-promossa, la squadra di Mascioletti ha avuto in calendario quattro pretendenti al titolo nelle prime quattro giornate del torneo, un rodaggio duro per chiunque.

I ragazzi del club di via Flaminia, però, sembrano imparare in fretta se è vero che, dopo la “lezione” subito all’esordio dai professori del Calvisano, hanno perduto a Padova mostrando di avere tutte le potenzialità di giocarsela alla pari con i blasonati padroni di casa, molto rinforzati rispetto all’anno scorso da una sontuosa campagna acquisti.

In effetti i vari Little, Koyambole, Acuna, Laega, Alvarez e Canale hanno stravolto positivamente il livello della squadra della scorsa stagione.

Lo score finale, 25-12 per i tutti neri, è stato determinato dai calci piazzati di Little per i patavini e di “Nanni” Raineri per i blu-amaranto e da una meta tecnica concessa dall’arbitro per un ingenuo placcaggio senza palla su Acuna lanciato verso la terra promessa.

La stessa sanzione non è stata inflitta dal direttore di gara quando il pack romano ha messo in seria difficoltà quello nero che si è difeso con qualche furbizia di troppo su quattro mischie ordinate ai 5 metri del Petrarca.

Sostanziale parità, dunque, almeno per quanto espresso in termini di gioco.

La differenza in favore del Padova l’hanno fatta la maggiore esperienza e le condizioni atmosferiche che hanno influito negativamente sulla gestione dell’ovale da parte dei romani, bravi a dominare con gli avanti.

Proprio il pack capitolino ha mostrato i più evidenti segni di progresso, con una prima linea resa più omogenea dagli inserimenti di Murrazzani e Pietrosanti e con una terza linea dove la predisposizione alla lotta di Gramajo e Soden ha trovato nella presenza fisica di Henwood una sponda preziosa.

Altra chiave della crescita dell’AlmavivA la prestazione di Raineri schierato all’apertura.

Con il n.10 sulle spalle “Nanni” ha dato maggiore velocità allo sviluppo del gioco e garantito una buona solidità alla cerniera centrale, fungendo da ottima spalla per Camardon.

Sollevato il presidente Tinari:”Il match ha dato risposte confortanti. Dopo le difficoltà dell’esordio era psicologicamente importante dimostrare di poter competere con le altre squadre.

Vista la partita di Padova – spiega Tinari – possiamo lavorare con ottimismo.

Se il Petrarca è tra le favorite, anche noi possiamo dire la nostra.”

Il massimo dirigente della Capitolina ha poi sottolineato la prova del giovane Molaioli, classe ‘86:”Schierato all’ala ha disputato un buon incontro senza errori. Per noi che puntiamo tutto sulla valorizzazione dei giovani del vivaio è stato un risultato importante.”

Intanto continua la fase di studio per la Capitolina, visto che domenica prossima scenderà al Flaminio il Viadana, super-favorito per il titolo:”Il nostro campionato comincerà alla quinta giornata quando ospiteremo il Catania, nel frattempo contiamo di crescere di partita in partita.”

16.09.06

Super10, la giornata

Ancora sconfitta l'AlmavivA Capitolina nella seconda giornata del Super10 2006-' 07. Sul campo del Petrarca Padova i romani perdono con il punteggio di 25-12 ma mostrano buoni segnali di ripresa ( troverete un commento più approfondito in un altro post del blog).

Il resto del programma ha offerto risultati secondo i pronostici anche se, in qualche caso, meno netti del previsto.

Il Calvisano vola da solo in vetta a 10 punti con la seconda vittoria con il bonus su due incontri.

A fare le spese della ritrovata freschezza di gioco dei gialloneri - sembra già ottimo il contributo del tecnico francese Delpoux - L’Aquila, travolta 37-6 con quattro mete di Zanni, Cittadini, Buso e Cattina, un drop di Griffen e una buona prova al piede di Scanavacca.

Sorpresa sfiorata al “S. Maria Goretti” di Catania dove l’Amatori al 40’ della ripresa conduceva 17-10 sul GRAN Parma.

Una meta trasformata del centro neozelandese Carl Manu in pieno recupero e un calcio tra i pali di Wakarua un minuto dopo beffavano gli etnei che si giocheranno le loro carte con chiunque tra le mura amiche.

Pessimo spettacolo quello offerto da Rovigo e Benetton Treviso in diretta su Skysport2.

Il match, vinto dai trevigiani 26-13, ha prodotto un livello tecnico scadente e, soprattutto, è stato rovinato dalle intemperanze dei giocatori, un cartellino rosso e due gialli, in particolare quelli biancoverdi.

Facendo la somma con quanto successo nella finale del campionato scorso e nella partita di Supercoppa italiana, appare evidente un grave problema di disciplina per la squadra di Green.

Purtroppo il malcostume sembra dilagare nel massimo campionato italiano e la Federazione, la Lega e gli arbitri devono assolutamente intervenire duramente per stroncare atteggiamenti che sembrano ricordare gli aspetti più deteriori di altre discipline e di cui gli appassionati di rugby possono fare a meno.

Il posticipo di domani(ore 20.30, Skysport2) completerà il programma della giornata con il big-match Overmach Parma – Arix Viadana.

La classifca: Cammi Calvisano 10
Benetton Treviso 8
SKG GRAN Parma 8
Arix Viadana 5
Carrera Petrarca Padova 5
Overmach Parma 5
Amatori Catania 1
FemiCZ Rovigo 1
AlmavivA Capitoina 0

AlmavivA Capitolina sconfitta a Padova ma in netta ripresa

Ancora sconfitta( 25-12 per i padroni di casa) ma in netto miglioramento rispetto all’esordio l’AlmavivA Capitolina nella seconda giornata del Super10 2006-’07. Questa volta è stato fatale ai romani il campo di una delle più blasonate squadre italiane, il Petrarca Padova.

Va subito sottolineato come il maltempo e la pioggia abbiano influito sullo sviluppo tecnico del match, così come sugli altri campi del nord Italia.

Il terreno del Plebiscito non ha potuto drenare adeguatamente la grande quantità di pioggia caduta oggi e nei giorni precedenti.

Considerate le caratteristiche delle due squadre, è stato certamente il Petrarca a trarre maggior vantaggio dalle condizioni atmosferiche.

La maggiore potenza del pack dei tutti neri, dotato di una terza linea di assoluto valore e di una prima linea solidissima con Brancalion, Alvarez e Rizzo e la grande esperienza del team allenato dal duo Presutti - Roux hanno pesato sul risultato finale di una partita bloccata, giocato soprattutto sulle fasi statiche e su un campo pesante.

Nel punteggio l’hanno fatta da padroni i calciatori – Little per il Petrarca e “Nanni” Raineri per i romani - autori di tutti i punti realizzati, fatta salva una meta tecnica concessa dall’arbitro ai patavini al 30’ con il risultato in equilibrio sul 6-6 e che ha destato più di una perplessità.

La trasformazione di Little e altri due calci piazzati dell’apertura delle isole Fiji scavavano il solco decisivo nel punteggio prima dell’intervallo, giunto sul 19-6.

Nel secondo tempo ancora parità nei calci di punizione,due per parte, a definire il 25-12 finale.

La squadra di Mascioletti è apparso molto più presente e solida grazie agli inserimenti di Murrazzani come tallonatore, più fresco dell'anziano Jimenez, di Gramajo in terza linea e, soprattutto, di Raineri all’apertura, soluzione che conferisce maggiore affidabilità al gioco romano rispetto a quanto accaduto con Iturralde all'esordio.

Sabato prossimo al Flaminio altro appuntamento di “studio” contro il Viadana, squadrone favorito per la vittoria del titolo.

15.09.06

La Capitolina studia il Super10 Esame Petrarca per il team di Mascioletti

L’Almaviva Capitolina si è messa alle spalle l’esordio amaro nel Super10 e la sconfitta patita ad opera del Calvisano con la consapevolezza dei propri limiti, ma anche delle sue potenzialità. Mascioletti ha analizzato la sconfitta fin nei minimi particolari, cercando di individuare i punti deboli emersi nel confronto contro una delle migliori compagini italiane(il Calvisano è vice-campione in carica e da sei anni finalista) per lavorarci sopra e, ove possibile, migliorarli.

L’analisi tecnica del match racconta di problemi nella conquista e nel mantenimento del possesso.

Con l’ovale al 70% nelle mani degli avversari è stato impossibile innescare la linea dei tre-quarti, punto di forza dei romani, e sviluppare il piano di gioco.

A puntare l’attenzione sull’approccio mentale alla partita d’esordio in Super10 della Capitolina è il capitano Alfredo De Angelis, costretto a guardare i suoi compagni dagli spalti ancora per qualche tempo per infortunio alla schiena:” Tenevo moltissimo – recrimina De Angelis – a guidare la squadra in campo nella prima in Super10.

Stare fuori adesso è una cosa che mi fa soffrire da matti ma devo avere pazienza. Da lunedì comincerò a lavorare sul campo e conto di rientrare contro il Catania.”

Il capitano spiega la prima sconfitta con un cattivo approccio al match:” Abbiamo bisogno di 4-5 partite per adattarci alla nuova realtà del massimo campionato, ma sappiamo anche che la vera Capitolina non è quella vista contro il Calvisano.

Il problema – continua De Angelis – non è perdere, ma “come” perdere.

Già da domani a Padova (ore 16) dobbiamo scrollarci di dosso qualsiasi timore e mettere maggiore intensità e cattiveria agonistica in tutto quello che facciamo.”

Intanto la squadra dovrà affrontare domani un’altra grande del rugby italiano, il Petrarca che nella prima giornata ha perduto contro i campioni del Treviso per un solo punto e che presenta una terza linea davvero di livello con il n.8 delle Fiji Koyamaibole e i flanker Galatro e Levaggi:”Ci aspettiamo una partita molto fisica, i padovani sono un team solido e molto forte nell’uno contro uno.

Per questo – racconta De Angelis che segue tutti gli allenamenti della “sua” squadra – abbiamo puntato molto sull’opposizione alle rolling maul, punto di forza del Petrarca, e anche sulle nostre rimesse laterali. I ragazzi sono pronti, speriamo di progredire e mostrare la nostra capacità di costruire gioco, al di là di quello che sarà il risultato finale.”

14.09.06

Torna alla denominazione originaria la SS Lazio Rugby 1927, obiettivo sesto posto

Grande fermento nel mondo del rugby romano. Con l’avvio della nuova stagione continuano a susseguirsi le presentazioni delle squadre della capitale. Dopo l’esordio della Capitolina nel Super10, dopo la presentazione dei nuovi acquisti della Rugby Roma che tenta decisamente la scalata alla massima serie per raggiungere i cugini della Capitolina, è stata presentata mercoledì scorso la stagione della S.S. Lazio Rugby 1927, ottava nel proprio girone della serie A al termine del campionato.

Nei saloni del circolo Canottieri Lazio e alla presenza del presidente della Polisportiva biancoceleste Boccioni, il nuovo presidente avv. Biagini, ex-pilone della stessa Lazio in serie A e B, ha illustrato gli obiettivi e i programmi del sodalizio romano.

La prima novità è il ritorno alla denominazione originaria di S.S. Lazio Rugby dopo 5 anni di partnership con la U.S. Primavera che dovrà essere ratificata ufficialmente dal prossimo Consiglio Federale.

La società laziale punta a migliorare il piazzamento della scorsa stagione, ponendosi l’obiettivo del sesto posto nel girone A che, in virtù della prossima riforma del campionato di serie A, consentirebbe l’inserimento nel primo girone di merito:”Crediamo fermamente nel nostro programma – ha spiegato Biagini – forti di una nuova tranquillità economica grazie all’intervento di nuovi sponsor come la Mantovani S.p.A.

Nutriamo grande fiducia nello staff tecnico, a capo del quale abbiamo confermato Carlo Pratichetti.”

Fondamentale per il positivo esito dello scorso campionato, Pratichetti si troverà di nuovo a dover valorizzare un gruppo estremamente giovane, ancorché rinforzato rispetto al passato.

Per quel che riguarda i giocatori stranieri sono stati acquistati due elementi di valore, mentre appare probabile il futuro ingaggio di una seconda linea.

Per ancorare la prima linea di un pack giovane come quello laziale è stato ingaggiato il pilone sudafricano James Wessels, classe 1982 alto 183 cm. per 115 chilogrammi da Cape Town.

Per sostituire il mediano d’apertura Gargiulo che tanto bene aveva fatto nella seconda fase della passata stagione e che è partito per l’Olanda per motivi di studio, arriva all’Acquacetosa l’esperto argentino di Cordoba Augustin Sulpis, due anni orsono protagonista della promozione in Super10 del Venezia e in Francia nell’ultima stagione.

Sulpis promette un ottimo contributo in termini di punti al piede e di esperienza ad un team giovane che ha bisogno di riferimenti.

Confermati Machado, Livraghi e, soprattutto, il terza-centro Mannucci, quasi un lusso per la categoria, sono arrivati a rinforzare il reparto arretrato le ali – entrambi dell’83 - Livadiotti e Fiorenzi dalla Capitolina mentre dalla Rugby Roma avrà modo di fare esperienza l’estremo Valcastelli, talento della nazionale u.19.

Grande attenzione è stata prestata al rinnovato settore giovanile la cui direzione è stata affidata a Oreste Pratichetti, autentico guru del rugby Under romano.

L’esperto tecnico si occuperà direttamente dell’U.19 d’Elite, mentre nel settore figureranno anche l’U.15, l’U.13, l’U.9 e un programma di propaganda nelle scuole.

Il vivaio laziale, tradizionalmente tra i più ricchi d’Italia, ha prodotto giocatori che figurano nelle migliori squadre di Super10 oltre a Nitoglia, Sepe e Bernabò nella rosa della nazionale maggiore. Il sesto posto e la maturazione di nuovi talenti, il lavoro di Pratichetti avrà obiettivi precisi.

12.09.06

Berbizier soddisfatto del lavoro degli azzurri: "Due giorni intensi"

In vista dell’impegno di sabato 7 ottobre a L’Aquila contro il Portogallo, valevole per le qualificazioni mondiali, la nazionale di rugby ha sostenuto un mini-raduno di due giorni con tre sedute di allenamento sul campo dell’Acquacetosa.

Maniacale l’attenzione ai particolari nel lavoro della mischia chiusa che ha utilizzato una macchina da allenamento di nuova concezione messa a punto dal “mago” argentino Manuel Ferrari.

Il ct Berbizier sfrutta tutte le occasioni possibili per riunire il team azzurro e lavorare sull’assimilazione degli schemi e l’inserimento dei nuovi elementi da provare:”Abbiamo bisogno di allargare il gruppo così da poter avere maggiore scelta – spiega Berbizier – in vista della definizione del gruppo che dovrà affrontare la Coppa del Mondo a settembre 2007, definizione che avverrà al termine del prossimo Sei Nazioni, infortuni e stato di forma dei giocatori permettendo.”

Quali indicazioni sono emerse dal raduno?:”Sono stati due giorni molto intensi, devo ringraziare i giocatori per la disponibilità al lavoro.

Sono molte le cose che dovevamo verificare – ha detto il ct – e, soprattutto, dovevamo mettere a punto le strutture di gioco. Ora abbiamo il compito di tradurle in pratica nelle prossime partite.”

A proposito dei singoli, rispetto alla stagione scorsa è certamente migliorata la profondità nel reparto dei tre-quarti. Novità in vista?:”Ricordando che abbiamo Ludovico Nitoglia infortunato, ci sono oggi diversi elementi nel ruolo che stanno proponendosi all’attenzione del nostro staff.

Stiamo ritrovando elementi importanti che nella scorsa stagione hanno sofferto infortuni, penso a Masi, titolare nel Biarritz campione di Francia, e a Robertson.

Poi ci sono giocatori nuovi che avranno la loro occasione come Stanojevic, che ha impressionato per la sua velocità o Spragg che ha esordito in Super10 con una tripletta.

Inoltre, è rientrato in Italia De Marigny che può offrire un buon contributo di esperienza e disponibilità in più ruoli.”

Contro il Portogallo mancherà il mediano di apertura Ramiro Pez, infortunatosi nel campionato francese. La maglia n.10 ha un peso diverso rispetto alle altre, chi la indosserà?:”Abbiamo diverse soluzioni. Marcato è il primo candidato ma, in emergenza, possiamo pensare anche a De Marigny e Griffen.”

Sono sempre più numerosi i giocatori italiani del giro della nazionale che giocano in Francia o in Inghilterra. Può essere un ostacolo al suo lavoro?:”No, non direi. Piuttosto, i ragazzi che giocano in campionati più competitivi rispetto al Super10 riversano in squadra un bagaglio di esperienza importante. Il nostro lavoro dovrà produrre una sintesi tra le due culture che si incontrano nel gruppo e farla diventare un vantaggio per noi.”

Da ottobre in poi comincia una stagione ricca di impegni per la squadra azzurra. Con quale spirito verranno affrontati i singoli appuntamenti?:”Ogni match è importante per la crescita.

Ad ottobre non potremo sbagliare le qualificazioni alla Coppa del Mondo, a novembre dovremo dimostrare di poter giocare ad alto livello con continuità, poi ci aspetta il Sei Nazioni nel quale, dopo i miglioramenti della scorsa edizione vogliamo vincere le partite, e così via.

Lungo la strada dovremo definire il gruppo per i Mondiali in Francia. Tutto questo nel segno della continuità nella costruzione di una identità di gioco italiana, che è il nostro obiettivo generale più importante.” L’Italia ovale non può sbagliare l’esame di laurea.
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10.09.06

Raduno azzurro a Roma Allenamenti aperti al pubblico

Da ieri sera la nazionale di Berbizier è in ritiro nella capitale presso il centro CONI dell’Acquacetosa (via dei Campi Sportivi).

Il ct azzurro ha convocato 30 giocatori in ossequio alla programmazione che tiene conto degli impegni dell’Italia ovale.

In vista del primo match valido per la qualificazione alla Coppa del Mondo del prossimo 7 ottobre a L’Aquila contro il Portogallo, Pierre Berbizier chiama a raccolta i suoi pretoriani che giocano, con merito, in Francia e Inghilterra.

Spazio dunque ai fratelli Bergamasco, Parisse, Bortolussi , Canavosio, Masi, Dellapè e Perugini dalla Francia e al capitano del Gloucester e della nazionale azzurra Bortolami, Castrogiovanni, Ongaro e Stanojevic dal campionato d’oltremanica oltre, naturalmente, agli elementi che militano nel Super10.

Nutrita la presenza di atleti di nascita romana grazie all’esordiente Alessio Battisti, pilone 22enne della Capitolina, a Matteo Pratichetti, tre-quarti formatosi nella società romana ed oggi in forza al Calvisano, alla seconda linea Bernabò di formazione laziale anch’egli giallonero e a Picone mediano di mischia del Treviso.

Berbizier ha scelto l’impianto dell’Acquacetosa, storica casa del rugby romano, per avere l’opportunità di aprire gli allenamenti al pubblico che potrà ammirare da vicino i protagonisti azzurri, con l’obiettivo di diffondere l’immagine del rugby nazionale e di avvicinare alla squadra l’affetto degli appassionati e dei neofiti.

Gli allenamenti si svolgeranno oggi lunedì in doppia seduta alle 11.30 e alle 17 e martedì mattina alle 9, prima del ritorno ai club di appartenenza dei giocatori azzurri.

Dopo la prima sconfitta in 16 mesi, la Capitolina riflette

Per l’Almaviva Capitolina, dopo il 7-28 con il Calvisano, è il momento della riflessione.

Esaurita la sbornia della promozione, l’euforia dell’esordio in Super10 sul prato prestigioso del Flaminio, ecco il duro impatto con la realtà di un torneo che si dimostra molto lontana da quella della serie inferiore.

Emblematiche le parole del coach Mascioletti:”Siamo scesi in campo bloccati dall’emozione. Abbiamo commesso molti errori, io per primo. Adesso lavoreremo per non ripeterli.”

Certo, sembra naturale per una neo-promossa pagare un pedaggio in termini di adattamento e un solo match, peraltro contro una delle migliori del campionato, non può essere sufficiente ad aprire alcuna crisi ma è possibile avviare una riflessione.

COSA NON VA: Nutrita la lista degli aspetti negativi cui porre rimedio dopo un match in cui quasi nulla ha funzionato a dovere.

La Capitolina possiede una delle batterie di tre-quarti più interessanti del campionato ma contro il Calvisano l’ovale è stato trasmesso alla cavalleria leggera solo in un paio di occasioni.

Il demerito va all’incapacità della squadra di produrre un possesso di qualità.

Troppi uomini assorbiti sui punti d’incontro rispetto ai palloni mantenuti, enormi problemi in touche (sei le rimesse a favore perdute dai romani), la mancanza di un n.8 di ruolo (anche se Henwood ha giocato una buona partita), la prova opaca dell’apertura Iturralde e di Camardon alla mischia.

Anche l’organizzazione difensiva ha mostrato qualche crepa, per un team che da 16 mesi non aveva più avuto “bisogno” di difendersi.


COSA VA: Nella sconfitta di sabato sera è piaciuta la voglia di non arrendersi degli uomini di Mascioletti che, sia pur in modo disordinato, fino alla fine hanno lottato con continuità a dimostrazione che la preparazione fisica è a buon punto.

Buona la prova di Mark Soden. Il flanker inglese ha mostrato doti di lotta anche se ha bisogno di tempo per affiatarsi con i compagni.

Bellissima la meta di Michele Sepe, ancorché frutto di una intuizione individuale.

Il 19enne ha mostrato nell’occasione tutto il suo talento atletico e le sue potenzialità che ne fanno il miglior prospetto azzurro del ruolo.

Anche l’altra ala Santillo ha mostrato buone iniziative, anche se in un paio di occasioni è parso troppo egoista.


DA RIVEDERE: Anzitutto la mediana.

Il confronto con Griffen è stato ingeneroso per Camardon, certamente in grado di fare meglio, mentre Iturralde, anziano, è sembrato in difficoltà.

Negli ultimi 20 minuti con Toniolatti alla mischia, Raineri apertura e Camardon centro l’assetto è parso più equilibrato, meriterebbe una prova d’appello già dalla prossima contro il Petrarca Padova.

Notazione positiva per l’ambiente con i 2500 spettatori, le bandiere, l’entusiasmo delle centinaia di ragazzi di un settore giovanile che assomiglia sempre più ad una famiglia.

Questo sembra già il più importante degli scudetti.

Il Sudafrica chiude con un'altra vittoria il Tri - Nations 2006

Nel pomeriggio assolato di Jhoannesburg White salva l'onore battendo l'Australia 24-16.

Seconda vittoria consecutiva per gli uomini di White che, dopo un inizio di torneo disastroso, raddrizzano la barca mostrando, soprattutto, diversi giovani su cui ricostruire un futuro di vertice.

Due mete ad una per i Boks con du Preez e Paulse contro la marcatura personale di Larkham e ben 14 punti al piede di Andrè Pretorius hanno definito il punteggio.

Proprio Pretorius ha dimostrato quanto sia stata pesante in negativo la sua assenza nel primo scorcio di torneo giocando due ottimi match coincisi con due vittorie dei suoi.

Ancora una buona prestazione da parte del giovane flanker Spies, sempre più a suo agio con la maglia verde sulle spalle.

Da rivedere l'Australia che, se sta risolvendo i problemi in prima linea, dovrà ora confrontarsi con il difficile ricambio in mediana dove i mostri sacri Gregan e Larkham mostrano ormai la corda.

Man of the match: le prestazioni di Andrè Pretorius aumentano i rimpianti per i Boks. Il suo piede è l'idele per capitalizzare l'enorme mole di lavoro del pack.

Esordio amaro per la Capitolina in Super10, Calvisano ancora lontano

Duro impatto con il Super10 per la neo-promossa Almaviva Capitolina che, dopo aver dominato senza opposizione il campionato di serie A la scorsa stagione, assaggia il pane duro della massima serie, il Calvisano passa con il punteggio di 28-7.

Enormi problemi in touche, difficoltà di mantenere un possesso di qualità sui breack-down dove vengono impegnati troppi uomini, organizzazione insufficiente soprattutto in difesa.

Non è il Calvisano il banco di prova più agevole per un esordio, ma per i romani sono molti gli aspetti su cui lavorare.

Al 3’minuto il Calvisano fa pesare la maggiore esperienza: Sepe si fa attirare all’esterno dalla corsa di Vodo che scarica per l’incrocio all’interno di Spragg.

L’italo-inglese vola in meta, la trasformazione di Scanavcca fissa il 7-0 per gli ospiti.

Passano solo 5’ minuti e la veloce ala tocca in area di meta per la seconda volta chiudendo un’azione al largo del Calvisano.

Gli uomini di Mascioletti sembrano in trance ma al 13’ il 19enne Sepe, già due caps in nazionale, piazza l’acuto del purosangue sotto gli occhi del ct azzurro Berbizier intercettando un presuntuoso passaggio di Griffen e bruciando l’erba del Flaminio fino alla terra promessa.

Raineri trasforma il 7-14.

Al 18’ è ancora Spragg a sfruttare una bella iniziativa di Zanoletti e a marcare per il 7-21.

Lo stesso Zanoletti marca al 26’ la quarta segnatura per gli ospiti e per la Capitolina è notte fonda.

A questo punto il Calvisano abbassa per la prima volta il ritmo infernale mantenuto fin lì soprattutto per merito di Griffen lasciando ai romani la possibilità di costruire la prima azione degna di nota ma al 33’, in capo ad una buona trama, i bluamaranto vanificano una buona occasione perdendo una touche in zona d’attacco, il primo tempo si chiude sul 7-28.


La seconda frazione di gioco si apre con il Calvisano a tirare il fiato e la Capitolina più presente sui punti di incontro e precisa in touche, quindi con un maggiore possesso.

Al 53’ Caffaratti lancia Santillo che, egoista nell’occasione, calcia pre sè anziché servire Sepe, ma i romani sono vivi.

Il gioco diventa duro e a farne le spese è Gissing che riceve al 55’ un giallo per stamping.

Al 61’ anche Bocca riceve il giallo dell’espulsione temporanea e la Capitolina sposta in avanti il baricentro del proprio gioco senza però approfittarne in termini di punteggio.

Ancora troppa imprecisione in touche e anche la mischia chiusa, nonostante l’ingresso del pilone argentino Bonorino, ha i suoi problemi.

I minuti sfilano via con i vice-campioni del Calvisano a controllare le operazioni e i padroni di casa alla ricerca dell’equilibrio perduto, ma l‘esito dell’incontro è segnato.

L’ingresso di Toniolatti alla mischia con il conseguente spostamento di Camardon a centro e Raineri pare aver dato maggiore ritmo al gioco dei romani, anche se la partita vera è durata solo prer il primo tempo.

La Capitolina chiude in difesa e incassa la prima sconfitta.

Mascioletti dedicherà una settimana di lavoro intenso alla preparazione del prossimo incontro a Padova contro il Petrarca, pagato lo scotto dell’esordio c’è un campionato da costruire.

Man of the match: certamente l'italo-inglese Spragg con le sue tre mete ha esordito alla grande, ma senza il ritmo impresso da Griffen nel prino tempo per il Calvisano non sarebbe stato lo stesso.

08.09.06

L'Almaviva Capitolina sfida il Calvisano, Roma torna in Super10

L’Almaviva Capitolina lancia la sfida di Roma al Super10.
Sabato alle 20.30 (diretta Skysport2) sul terreno del Flaminio i romani affronteranno i vice-campioni del Calvisano nel primo anticipo del campionato.

Dopo un’assenza di tre anni la capitale torna protagonista della massima serie sposando i colori dell’Unione Rugby Capitolina, società nata appena nel 1996 e capace di scalare così velocemente l’eccellenza del rugby italiano.

Il successo del sodalizio di via Flaminia affonda le sue radici nella programmazione e nella capacità manageriale della propria dirigenza, in grado di fare scuola.

Adesso viene la parte più difficile, confermarsi e consolidare la propria presenza ai massimi livelli.

Il club del presidente Tinari si è attrezzato per durare e puntare presto all’obiettivo del titolo italiano, nonostante la prudenza venga usata in dosi massicce nelle dichiarazioni dei protagonisti:”L’obiettivo minimo è arrivare sesti – spiega Tinari – anche se saremo pronti a sfruttare le occasioni che il campionato ci offrirà. Il nostro primo intento rimane il maggiore coinvolgimento possibile della nostra città nel rugby, a cominciare dal sostegno al settore giovanile al quale teniamo in maniera particolare.”


Meno legato dai limiti della diplomazia l’allenatore Massimo Mascioletti, grande passato da giocatore, allenatore de L’Aquila campione d’Italia nel 1994 e della nazionale ai mondiali del 1999, indica la via ai suoi:”Abbiamo il dovere di scendere in campo con grande umiltà, ma giocheremo per vincere tutte le partite, poi sarà il campo a giudicare la bontà del lavoro svolto.


L’obiettivo della salvezza – prosegue Mascioletti - non è un obiettivo e nei programmi della società c’è anche la conquista dello scudetto a breve, ma dobbiamo prima dimostrare di essere pronti per il massimo livello.”

Per affrontare l’impegno sono arrivati acquisti di qualità come Raineri, Soden, Leonardi, Saccà e gli argentini Bonorino e Comuzzi.

Mascioletti non usa dare la formazione in anticipo ma, considerata l’assenza per infortunio del capitano De Angelis, si può ipotizzare l’utilizzo di Comuzzi nella posizione di estremo, il probabile impiego dell’esperto Camardon come mediano di mischia, Iturralde apertura e una terza linea con Henwood, Soden e Saccà con l’esordio dell’ex-puma Bonorino a pilone.

Molto attesa la prova del giovane prospetto azzurro Michele Sepe sotto lo sguardo attento del ct Pierre Berbizier che ha annunciato la sua presenza in tribuna. Il sogno dei ragazzi di via Flaminia diventa realtà.

06.09.06

Ultimo atto del Tri - Nations 2006 A Johannesburg Sudafrica - Australia

Poche le novità in entrambe le formazioni per l'ultimo atto (sabato diretta su Skysport2, ore 15) del torneo già vinto dalla Nuova Zelanda.

Le impressioni del ct australiano Connoly dopo due settimane di allenamento sono positive : "Abbiamo avuto un ottimo periodo di preparazione a questo match, sappiamo che ci aspetta un ultimo impegno durissimo e che avremo bisogno dei nostri migliori 80 minuti per batterli."

Gli unici cambiamenti nel XV aussie si riferiscono al 22enne pilone Ben Robinson che prende il posto di Greg Holmes e a Cameron Sheperd.

Il back di Western Force rileva all'ala la maglia di Lote Tuquiri, sospeso per 11 settimane dopo il pericoloso placcaggio ai danni di Richie Mc Caw.

Per gli Springboks un solo avvicendamento.

Si tratta dell'eccitante back degli Sharks JP Pietersen che verrà schierato da White nel ruolo di estremo, con conseguente ritorno di Fourie a centro e slittamento di Olivier all'ala in luogo dell'infortunato Habana.

Nessun cambiamento tra i mediani e tra gli avanti che hanno offerto una prestazione confortante sabato scorso contro gli All Blacks.

Anche il monumento nazionale Os du Randt sarà della partita al suo 75esimo cap, nonostante le ferite riportate nel match contro la Nuova Zelanda.

04.09.06

Presentata a Roma la Lazio Rugby

Si è svolta in un clima all’insegna dell’entusiasmo la presentazione della nuova Lazio Rugby che, da questa stagione, torna a difendere i colori biancocelesti anche a livello Seniores.

Nella club-house del Circolo del Polo all'Acquacetosa hanno fatto gli onori di casa il presidente Mario Ricciardi, che da sempre lega il suo nome alla Lazio, e il Diretore Generale e della comunicazione Luca Pezzini:”Il nostro obiettivo è una crescita graduale ma costante – ha spiegato il d.g. – vogliamo in qualche anno costruire una realtà solida che riporti ai vertici del rugby nazionale il nome della Lazio. La ferma intenzione della società è quella di dotarsi a breve di un campo di proprietà per poter far crescere i ragazzi del settore giovanile nella propria casa.”

Proprio l’attività giovanile è il fiore all’occhiello del sodalizio guidato da Ricciardi che, acquistando il titolo sportivo del Sabina, ha voluto dare continuità al progetto con una squadra Seniores che partirà dalla Serie B.

Presente all’incontro il tecnico argentino Manuel Ferrari, vecchia conoscenza laziale - ha allenato la Lazio nella stagione 1991-1992 quando tra gli aquilotti giocavano elementi del calibro di Stephen Bachop e Zinzan Brooke - e autentico maestro della mischia.

Il coach, che ha portato una nuova macchina per allenare il pack di sua invenzione, resterà per un mese a Roma per impostare il lavoro del pacchetto biancoceleste, per poi tornare con scadenza mensile a supervisionare il lavoro di Massimiliano Ricciardi che verrà affiancato da un altro tecnico, probabilmente straniero.

Per quel che riguarda l’U.19 Ricciardi lavorerà al fianco di Josh Loughnan, ex-All Black. Il mercato dei giocatori, italiano e straniero, è in fermento con alcune trattative in via di definizione, ma per ora i nomi certi sono i rientri dei veterani Donati, Sbordoni e Achilli.

02.09.06

Supercoppa italiana al Treviso, spettacolo non degno

Il Benetton Treviso conferma la sua supremazia nel rugby italiano, ma c'è da chiedersi dove porterà il suo sviluppo se il livello dei migliori club è questo.

Con il risultato di 26-12 i leoni della Marca si aggiudicano la prima Supercoppa superando l'Overmach Parma.

Il match ha offerto un livello tecnico piuttosto povero, con il pack dei biancoverdi a dominare il gioco e il piede di Marcato a capitalizzare questa superiorità.

Fallosissimo il Parma di cui la scorsa stagione, conclusa con la splendida conquista dell'Heineken Cup conquistata in Galles, aveva lasciato un ricordo ben più scintillante.

Nemmeno la direzione di Mancini ha aiutato il livello dello spettacolo ma, certo, il direttore di gara è l'ultimo colpevole.

Giocatori indisciplinati, eccessive proteste, scorrettezze gratuite che ricordano più i campi di calcio che quelli di rugby riportano all'attenzione dell'intero movimento la questione che andrebbe affrontata con decisione per la salvezza e lo sviluppo del rugby nel nostro paese.

Sono in grado i club italiani di fare quel salto di qualità che consentirebbe loro di rimanere al passo con i progressi della nazionale di Berbizier, o piuttosto rimanendo nel loro provincialismo rifiutando di affrontare la nuova realtà non costituiranno alla lunga un ostacolo alla crescita del movimento?

Che fine ha fatto la proposta delle selezioni sotto la guida tecnica unitaria della Federazione in grado di affrontare le Coppe europee e preparare così i giocatori al livello internazionale?

Dopo aver assistito alla Supercoppa, chi vuole bene al rugby italiano deve porsi questi interrogativi.

Detto questo, poco importano i 16 punti al piede di Marcato o la buona prestazione di Picone in un panorama di povertà tecnica e indisciplina desolante.

Emblematiche le parole del ct azzurro Berbizier: "Sono disilluso dopo aver assistito alla finale di campionato e a questa partita. Se questo è il livello dei migliori club è difficile andare a sfidare le migliori. Speriamo di fare meglio."

L'orgoglio dei Boks interrompe la striscia vincente degli All Blacks

Quindici vittorie consecutive per la Nuova Zelanda, sei sconfitte in sequenza per il Sudafrica. Entrambe le strisce sono state interrotte dall’elettrizzante 21-20 con cui gli Springboks di White ritrovano l’orgoglio ferito ma mai domo battendo gli All Blacks dopo un anno di trionfi dei tutti neri.

Nel sole di Rustenburg, la città mineraria sulla scelta della quale come sede del match non sono mancate le polemiche, i Boks partono subito bene, rimanendo fedeli alle basi storiche del proprio rugby : grande pressione degli avanti nei punti d’incontro, rush defense, affidabilità nei calci di spostamento e nei fondamentali del pack.

Almeno per un'ora il Sudafrica mena la danza, ovvio che sull'andamento del match pesi il fatto che il torneo è già stato vinto dalla Nuova Zelanda, anche se, parlando degli All Blacks, è sempre difficile parlare di appagamento.

A dimostrazione di ciò è degli ospiti la prima meta, con Carter che plana tra i pali dopo una combinazione Jack-Collins.

La trasformazione fissa il 6-10 al 20’, quando Pretorius e Carter avevano già dato il via alla teoria dei calci piazzati, ribaltato 2’ dopo dalla meta di Habana su intercetto, una vera specialità per il velocissimo back sudafricano al suo sedicesimo sigillo nei test-match.

Ancora i calci di Pretorius, il migliore del Sudafrica, e Carter sanciscono il 13-13 all’intervallo.

Nel secondo tempo i Boks dominano in touche in maniera indiscutibile e il risultato è la bella meta di Wannenburg, ma al 66’ la segnatura di Rockococko su delizioso invito al piede di Muliaina regala l’ennesimo ribaltone nel punteggio, 18-20.

A questo punto i sudafricani trovano ancora la forza di reagire producendo un forcing insistito e al 79’ Pretorius piazza la punizione del 21-20 definitivo.

Il Tri-Nations non è in discussione e resta saldamente nelle mani degli All Blacks in virtù delle vittorie precedenti, ma gli Springboks respirano, anche se il risultato, comunque di grande importanza, non basterà da solo a superare la crisi in cui versa da un anno il rugby sudafricano.

Man of the match:du Randt è stato commovente per dedizione e continuità, Spies ha dimostrato di avere le carte in regola ma, certo, il rientro di Pretorius ha restituito un punto di riferimento al gioco dei Boks.