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	<title>Alessandro Fusco &#187; Rugby World Cup 2011</title>
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	<description>Interamente dedicato al Rugby, in ogni sua forma e nazionalità.</description>
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		<title>E adesso avanti!</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 16:45:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si chiude la Rugby World Cup 2011 e, mentre in Nuova Zelanda è il momento della festa, nel resto del mondo è l&#8217;ora dei bilanci e delle analisi. A livello di tendenze nelle filosofie di gioco, da tempo si consuma uno scontro tra la scuola europea, fortemente tradizionalista, e quella delle potenze australi incline al [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/5322957987/" title="Brunel by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5245/5322957987_ec796cb5bc.jpg" width="263" height="191" alt="Brunel"></a> Si chiude la <strong>Rugby World Cup 2011</strong> e, mentre in <strong>Nuova Zelanda</strong> è il momento della festa, nel resto del mondo è l&#8217;ora dei bilanci e delle analisi. A livello di tendenze nelle filosofie di gioco, da tempo si consuma uno scontro tra la scuola europea, fortemente tradizionalista, e quella delle potenze australi incline al rinnovamento.<span id="more-2601"></span> Dopo anni di tentativi di spettacolarizzare il <strong>rugby</strong> con nuove regole, accorgimenti tecnici più o meno efficaci e condivisibili per farlo somigliare sempre di più al suo cugino Rugby XIII depotenziando la mischia chiusa e le fasi statiche ecco che proprio gli<strong> All Blacks</strong>, epigoni dell&#8217;innovazione, vincono la finale marcando una sola meta e difendendola nei minuti finali nascondendo l&#8217;ovale agli avversari con un lungo possesso costruito sulla forza degli avanti, secondo la migliore tradizione europea.</p>
<p>Morale: giusto rimanere sensibili alla modernità e all&#8217;innovazione &#8211; e in questo il <strong>rugby</strong> è superiore agli altri sport di squadra &#8211; ma i pilastri del gioco sono, e resteranno, quelli di sempre.</p>
<p>Fa piacere constatare di essere d&#8217;accordo in questa lettura con i colleghi (e grandi amici) <strong>Duccio Fumero</strong> del blog <strong>Rugby 1823</strong> e <strong>Francesco Volpe</strong> del <strong>Corriere dello Sport</strong>.</p>
<p>Per l&#8217;<strong>Italia</strong> è tempo di guardare avanti.</p>
<p>Dopo l&#8217;ennesimo fallimento dell&#8217;assalto ai quarti del mondiale meglio concentrarsi sul <strong>Sei Nazioni, </strong>vero core-business del nostro movimento.</p>
<p>Il nuovo ct, il francese<strong> Jacques Brunel</strong>, eredita da <strong>Mallett</strong> una squadra con margini di crescita, forte di un gruppo di esperti ancora giovani guidato da <strong>Parisse</strong>, <strong>Zanni</strong> e <strong>Castrogiovanni</strong> e una schiera di emergenti come <strong>Benvenuti</strong>, <strong>Semenzato</strong>, <strong>Gori</strong>, <strong>Toniolatti</strong>, <strong>Derbyshire</strong>, <strong>Furno</strong>, <strong>D&#8217;Apice</strong> e altri da valorizzare.</p>
<p>Esprimiamo due desideri.</p>
<p>Al nuovo ct chiediamo di costruire un&#8217;<strong>Italia</strong> capace di entusiasmare costruendo gioco e segnando mete, facendo scelte coraggiose e senza condizionamenti, ha tutte le abilità per poterlo fare.</p>
<p>Al presidente federale <strong>Dondi</strong> chiediamo di mettere <strong>Brunel</strong> in condizione di farlo sostenendo il suo lavoro con scelte politiche precise e lucide, a cominciare dalla gestione degli atleti nelle franchigie.</p>
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		<title>RWC 2011, chi fermerà la Marea Nera?</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 15:24:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutto pronto per la finale tra All Blacks e Francia]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Kapa O Pango contro l'Australia by alefusco, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/6250501530/"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6231/6250501530_06e4fc9236.jpg" alt="Kapa O Pango contro l'Australia" width="500" height="328" /></a> Una intera nazione scende in mischia. Non c&#8217;è retorica nel descrivere ciò che accadrà domani sulla sacra erba dell&#8217;<strong>Eden Park</strong> di Auckland (ore 10, diretta tv su <strong>Skysport2 HD</strong>) quando i giocatori di <strong>Nuova Zelanda</strong> e <strong>Francia</strong> si fronteggeranno per decidere chi avrà il diritto di fregiarsi del titolo di Campione della <strong>Rugby World Cup 2011</strong>.<span id="more-2594"></span> Il destino si è divertito nel disegnare le trame che ci hanno condotti fin qui.</p>
<p>La <strong>Nuova Zelanda</strong>, dove il rugby è una vera religione laica e gli <strong>All Blacks</strong> i ministri di culto che ne celebrano i sacri riti, ha vinto solo una volta il mondiale nel 1987.</p>
<p>Anche allora la coppa si giocò nella &#8220;Terra della Lunga Nuvola Bianca&#8221;, <strong>Aotearoa</strong> come la chiamano gli indigeni Maori, e anche allora in finale furono i francesi ad essere sconfitti (29-9 lo score).</p>
<p>Per 24 lunghi anni poi agli <strong>All Blacks</strong> il compito non è più riuscito e in due occasioni furono proprio i galletti a rompere le uova nel paniere, nel 1999 in semifinale e nel 2007 nei quarti.</p>
<p>Se aggiungete a tutto questo che l<strong>&#8216;Eden Park</strong>  &#8211; un vero tempio per i Tutti Neri &#8211; è stato violato l&#8217;ultima volta nel lontano 1994 e a riuscire nella formidabile impresa fu ancora la <strong>Francia</strong>, ecco che capirete che non c&#8217;è motivo per perdersi la sfida che, come è giusto sia in occasioni come questa, è già cominciata fuori dal campo.</p>
<p>Per prima cosa, <strong>Les Bleus</strong> hanno messo a segno una prima meta di stile.</p>
<p>La <strong>Nuova Zelanda</strong> ha vinto il sorteggio e giocherà in casa, coasa che nel <strong>rugby</strong> impone di indossare la seconda maglia per dovere di ospitalità.</p>
<p>Ebbene, il team manager francese<strong> Joe Maso</strong> &#8211; ex grande giocatore &#8211; ha concesso agli avversari di vestire nella tradizionale divisa nera optando per quella bianca per i suoi, touchè.</p>
<p>Le cortesie, però, sembrano terminate qui.</p>
<p>L&#8217;ex capitano <strong>All Blacks</strong> Wayne <strong>Shelford</strong> ha invitato tutti dalle colonne del <strong>New Zealand Herald</strong> a fare attenzione alle &#8220;porcherie francesi&#8221;, riferendosi alle scorrettezze nel gioco.</p>
<p>Intanto, il mondo del rugby si chiede quale versione della <strong>Haka</strong> sceglieranno i &#8220;senatori&#8221; <strong>All Blacks</strong> per l&#8217;occasione.</p>
<p>La tradizionale <strong>Ka Mate</strong> o la più aggressiva <strong>Kapa O Pango</strong> che termina col taglio della gola?</p>
<p>Se avessimo un penny punteremmo su quest&#8217;ultima, domani per 80&#8242; sarà guerra all&#8217;<strong>Eden Park</strong>.</p>
<table width="99%" border="0" cellspacing="2" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td align="left" valign="top"><strong>Ora</strong> 10:00 (21:00 in Nuova Zelanda)<br />
<strong>Tv</strong> diretta Sky Sport 2 e Sky Sport Mondiale<br />
<strong>Stadio</strong> Eden Park di Auckland<br />
<strong>Finalissima</strong><br />
<strong>FRANCIA &#8211; NUOVA ZELANDA</strong><br />
<strong>Francia</strong> 15 Maxime Médard; 14 Vincent Clerc, 13 Aurélien Rougerie, 12 Maxime Mermoz, 11 Alexis Palisson; 10 Morgan Parra, 9 Dimitri Yachvili; 8 Imanol Harinordoquy, 7 Julien Bonnaire, 6 Thierry Dusautoir (c); 5 Lionel Nallet, 4 Pascal Papé; 3 Nicolas Mas, 2 William Servat, 1 Jean-Baptiste Poux. Allenatore: Marc Lievremont.<br />
A disposizione: 16 Dimitri Szarzewski, 17 Fabien Barcella, 18 Julien Pierre, 19 Fulgence Ouedraogo, 20 Jean-Marc Doussain, 21 François Trinh-Duc, 22 Damien Traille.<br />
<strong>Nuova Zelanda</strong> 15 Israel Dagg; 14 Cory Jane, 13 Conrad Smith, 12 Ma&#8217;a Nonu, 11 Richard Kahui; 10 Aaron Cruden, 9 Piri Weepu; 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw (c), 6 Jerome Kaino; 5 Brad Thorn, 4 Samuel Whitelock; 3 Owen Franks, 2 Keven Mealamu, 1 Tony Woodcock. Allenatore: Graham Henry.<br />
A disposizione: 16 Andrew Hore, 17 Ben Franks, 18 Ali Williams, 19 Adam Thomson, 20 Andy Ellis, 21 Stephen Donald, 22 Sonny Bill Williams.<br />
<strong>Arbitro</strong> Craig Joubert (Sudafrica)<br />
<strong>Assistenti</strong> Alain Rolland (Irlanda), Nigel Owens (Galles)<br />
<strong>Television match official</strong> Giulio De Santis (Italia)<br />
<strong>Precedenti</strong> 50 match disputati; 12 vittorie Francia, 37 vittorie Nuova Zelanda, un pareggio. In Coppa del Mondo 5 confronti: 2011, Francia-Nuova Zelanda 17-37; 2007, Francia-Nuova Zelanda 20-18 (quarti di finale); 2003, Francia-Nuova Zelanda 13-40 (finale 3°-4° posto); 1999, Francia-Nuova Zelanda 43-31 (semifinali); 1987, Francia-Nuova Zelanda 9-29 (finalissima).</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>RWC 2011 SM1, vince la Francia. La squadra più bella lascia il torneo</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 13:23:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il rosso è il colore del destino per il Galles. Rosse sono le maglie dei Dragoni che hanno reso celebre la squadra dal gioco arrembante, facendole guadagnare la fama di &#8220;Nuova Zelanda d&#8217;Europa&#8221;. Ma rosso è anche il cartellino che l&#8217;arbitro della prima semifinale nella Rugby World Cup 2011 tra Galles e Francia Rolland sventola [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/6245940897/" title="Il placcaggio costato il rosso a Warburton by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6227/6245940897_49b6a818fe.jpg" width="346" height="500" alt="Il placcaggio costato il rosso a Warburton"></a> Il rosso è il colore del destino per il <strong>Galles</strong>. Rosse sono le maglie dei Dragoni che hanno reso celebre la squadra dal gioco arrembante, facendole guadagnare la fama di &#8220;Nuova Zelanda d&#8217;Europa&#8221;. Ma rosso è anche il cartellino che l&#8217;arbitro della prima semifinale nella <strong>Rugby World Cup 2011</strong> tra <strong>Galles</strong> e <strong>Francia</strong> <strong>Rolland</strong> sventola al 20&#8242; sotto al naso del capitano <strong>Sam Warburton</strong>, leader ispiratissimo dei Dragoni autore di un placcaggio pericoloso su Vincent <strong>Clerc</strong>. <strong>Warburton</strong>, cui poteva essere destinato anche un giallo, lascia i suoi ragazzi in inferiorità numerica per tre quarti di un match perduto con il punteggio di <strong>9-8</strong>.<span id="more-2582"></span> Impossibile non pensare che la sua assenza sia stata determinante, soprattutto considerando che il <strong>Galles</strong> ha confermato anche in 14 di essere la squadra più bella del mondiale, e che dopo la le uscite del capitano e del pilone destro <strong>Adam Jones</strong> &#8211; lui per infortunio &#8211; la Francia ha esercitato un discreto dominio in mischia chiusa.</p>
<p>Amarissima, dunque, l&#8217;eliminazione della pattuglia allenata da Warren <strong>Gatland</strong> che nelle altre aree del gioco ha dimostrato di meritare ampiamente la vittoria e il diritto di andarsi a giocare la finale.</p>
<p>Così non sarà, grazie anche al cinismo di una <strong>Francia</strong> non paradigmatica nella fluidità del gioco ma dal cinismo esemplare .</p>
<p>Solo cinque i giocatori francesi nel XV di partenza sotto ai 30 anni, <strong>Dusautoir</strong> e compagni l&#8217;hanno messa sul piano dell&#8217;esperienza e l&#8217;hanno vinta.</p>
<p>Dopo 5&#8242; equilibrati è <strong>Hook</strong> a portare in vantaggio dalla piazzola il <strong>Galles</strong> ma <strong>Parra</strong> risponde per i galletti al 21&#8242; pareggiando 3-3 in occasione dell&#8217;espulsione di <strong>Warburton</strong>.</p>
<p>Il <strong>Galles</strong> accusa il colpo e al 33&#8242; <strong>Parra</strong> si ripete per il sorpasso 6-3 che sigilla il primo tempo.</p>
<p>Nella ripresa ancora Morgan <strong>Parra</strong> firma il 9-3 al 51&#8242; ma al 60&#8242; <strong>Phillips</strong> si inventa una partenza dalla base del breackdown e vola in meta che Stephen <strong>Jones</strong> non trasforma.</p>
<p>Gli ultimi 20&#8242; sono un romanzo a parte con i gallesi all&#8217;assalto disperato e i francesi a difendere il punto della vittoria.</p>
<p>Oggi</p>
<p>Domani l&#8217;altra semifinale tra <strong>Nuova Zelanda</strong> e <strong>Australia</strong> (ore 10, diretta tv su <strong>Skysport2</strong>).</p>
<p><strong>GALLES &#8211; FRANCIA 8-9<br />
</strong><em>Sabato 15 ottobre, ore 10.00 &#8211; Eden Park, Auckland<br />
</em><strong>Galles:</strong> 15 Leigh Halfpenny, 14 George North, 13 Jonathan Davies, 12 Jamie Roberts, 11 Shane Williams, 10 James Hook (47&#8242; Stephen Jones), 9 Mike Phillips, 8 Toby Faletau, 7 Sam Warburton (capt), 6 Dan Lydiate, 5 Alun-Wyn Jones (62&#8242; Bradley Davies), 4 Luke Charteris, 3 Adam Jones (10&#8242; Paul James), 2 Huw Bennett, 1 Gethin Jenkins.<br />
<strong>Francia:</strong> 15 Maxime Médard, 14 Vincent Clerc, 13 Aurélien Rougerie, 12 Maxime Mermoz, 11 Alexis Palisson, 10 Morgan Parra, 9 Dimitri Yachvili, 8 Imanol Harinordoquy, 7 Julien Bonnaire, 6 Thierry Dusautoir (capt), 5 Lionel Nallet, 4 Pascal Papé (62&#8242; Julien Pierre), 3 Nicolas Mas, 2 William Servat (45&#8242; Dimitri Szarzewski), 1 Jean-Baptiste Poux (45&#8242; Fabien Barcella).<br />
<strong>Arbitri:</strong> Alain Rolland (Ireland); Jonathan Kaplan (South Africa), Wayne Barnes (England); Giulio De Santis (Italy)<br />
<strong>Marcatori:</strong> 8&#8242; cp. Hook, 21&#8242; cp. Parra, 33&#8242; cp. Parra, 51&#8242; cp. Parra, 60&#8242; m. Phillips<br />
<strong>Cartellino rosso:</strong> 19&#8242; Warburton</p>
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		<item>
		<title>RWC 2011 QF, l&#8217;Australia elimina i campioni. All Blacks avanti</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 15:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
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		<description><![CDATA[Vanno in semifinale Australia e nuova Zelanda]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/6226727590/" title="Per Muliaina 100° cap contro l'Argentina by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6240/6226727590_283394e4ca.jpg" width="500" height="354" alt="Per Muliaina 100° cap contro l'Argentina"></a> La seconda giornata dei quarti di finale della <strong>Rugby World Cup 2011</strong> non regala grandi sorprese ma due match intensi e mille motivi per prepararsi a semifinali da non perdere.<span id="more-2575"></span> Se le partite di sabato tra le europee avevano mostrato un rugby di grande qualità nelle vittorie del <strong>Galles</strong> sull&#8217;Irlanda e della <strong>Francia</strong> sull&#8217;Inghilterra, ieri le battaglie tra le potenze australi sono state meno brillanti e ricche di errori più che di prodezze.</p>
<p><strong>L&#8217;Australia</strong> ha eliminato dalla corsa i campioni in carica del <strong>Sudafrica</strong> battuti per <strong>11-9</strong> con una punizione di <strong>O&#8217;Connor</strong> giunta nel finale di un match dagli elevati contenuti agonistici.</p>
<p>In un contesto del genere non poteva che emergere il talento duro come il diamante del guerriero <strong>Dave Pocock</strong>, flanker che ha dominato l&#8217;area del breackdown, definito &#8220;immenso&#8221; dal proprio allenatore Robbie <strong>Deans</strong>.</p>
<p>In effetti il Sudafrica ha controllato per larghi tratti il match vanificando tutto per errori banali e gli <strong>Wallabies</strong> si può dire abbiano vinto nonostante <strong>Quade Cooper</strong>.</p>
<p>L&#8217;estroso mediano di apertura, infatti, ha sbagliato tutto quello che era possibile mettendo spesso in difficoltà compagni.</p>
<p>Decisivi il lavoro sporco di <strong>Pocock</strong> e del capitano <strong>Horwill</strong>, autore dell&#8217;unica meta dell&#8217;incontro, e il piede di <strong>O&#8217;Connor</strong> capace di marcare i punti decisivi con grande freddezza.</p>
<p>Nell&#8217;altra semifinale la <strong>Nuova Zelanda</strong> ha ragione dell&#8217;<strong>Argentina</strong> con qualche affanno di troppo considerato che il punteggio di <strong>33-10</strong> matura solo nel finale.</p>
<p>Per un&#8217;ora la grinta e il cinismo argentini tengono in partita i <strong>Pumas</strong> che sfruttano i vuoti nel gioco offensivo degli <strong>All Blacks</strong> causati dall&#8217;assenza di <strong>Dan Carter</strong>.</p>
<p>Troppo acerbo <strong>Colin Slade</strong>, apparso spaesato fino ad essere sostituito per infortunio da<strong> Aaron Cruden</strong>, apparso più efficace.</p>
<p>Intanto rotola la prima testa.</p>
<p>Il coach del Sudafrica <strong>Peter de Villiers</strong>, il primo di colore della storia, ha rassegnato le sue dimissioni mentre la stampa inglese si scaglia contro i giocatori di Sua Maestà definiti poco professionali e più inclini all&#8217;alcol che al rugby.</p>
<p>Le polemiche sono feroci e non finiranno presto.</p>
<p><strong>SUD AFRICA &#8211; AUSTRALIA 9-11</strong><br />
<em>Domenica 9 ottobre &#8211; ore 7.00 &#8211; Wellington Regional Stadium, Wellington</em><br />
<strong>Sud Africa:</strong> 15 Pat Lambie, 14 JP Pietersen, 13 Jaque Fourie, 12 Jean de Villiers, 11 Bryan Habana (50&#8242; François Hougaard), 10 Morné Steyn, 9 Fourie du Preez, 8 Pierre Spies (64&#8242; Willem Alberts), 7 Schalk Burger, 6 Heinrich Brüssow (20&#8242; François Louw), 5 Victor Matfield, 4 Danie Rossouw, 3 Jannie du Plessis, 2 John Smit (50&#8242; Bismarck du Plessis), 1 Gurthrö Steenkamp.<br />
<strong>Australia:</strong> 15 Kurtley Beale (75&#8242; Anthony Fainga&#8217;a), 14 James O&#8217;Connor, 13 Adam Ashley-Cooper, 12 Pat McCabe (53&#8242; Berrick Barnes), 11 Digby Ioane, 10 Quade Cooper, 9 Will Genia, 8 Radike Samo (72&#8242; Ben McCalman), 7 David Pocock, 6 Rocky Elsom, 5 James Horwill (c), 4 Dan Vickerman (54&#8242; Nathan Sharpe), 3 Ben Alexander, 2 Stephen Moore (64&#8242; Tatafu Polota Nau), 1 Sekope Kepu.<br />
<strong>Arbitri:</strong> Bryce Lawrence; Dave Pearson, Romain Poite; Giulio De Santis<br />
<strong>Marcatori:</strong> 10&#8242; m. Horwill, 17&#8242; cp. O&#8217;Connor, 39&#8242; cp. Steyn, 55&#8242; cp. Steyn, 60&#8242; dr. Steyn, 72&#8242; cp. O&#8217;Connor</p>
<p><strong>NUOVA ZELANDA &#8211; ARGENTINA 33-10</strong><br />
<em>Domenica 9 ottobre, ore 9.30 &#8211; Eden Park, Auckland</em><br />
<strong>Nuova Zelanda:</strong> 15 Mils Muliaina (41&#8242; Isaia Toeava), 14 Cory Jane, 13 Conrad Smith, 12 Ma&#8217;a Nonu, 11 Sonny Bill Williams, 10 Colin Slade (33&#8242; Aaron Cruden), 9 Piri Weepu (73&#8242; Jimmy Cowan), 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw (72&#8242; Victor Vito), 6 Jerome Kaino, 5 Brad Thorn, 4 Samuel Whitelock (62&#8242; Ali Williams), 3 Owen Franks (75&#8242; John Afoa), 2 Keven Mealamu (66&#8242; Andrew Hore), 1 Tony Woodcock.<br />
<strong>Argentina:</strong> 15 Martín Rodríguez (69&#8242; Lucas Gonzalez Amorosino), 14 Gonzalo Camacho, 13 Marcelo Bosch, 12 Felipe Contepomi (capt), 11 Horacio Agulla (49&#8242; Juan Jose Imhoff), 10 Santiago Fernández, 9 Nicolás Vergallo, 8 Leonardo Senatore, 7 Juan Manuel Leguizamón, 6 Julio Farias Cabello, 5 Patricio Albacete, 4 Manuel Carizza (64&#8242; Alejandro Campos), 3 Juan Figallo (59&#8242; Martín Scelzo), 2 Mario Ledesma (70&#8242; Agustín Creevy), 1 Rodrigo Roncero (40&#8242; Marcos Ayerza).<strong><br />
</strong><strong>Arbitri:</strong> Nigel Owens; Jonathan Kaplan, George Clancy; Shaun Veldsman<br />
<strong>Marcatori:</strong> 12&#8242; cp. Weepu, 25&#8242; cp. Weepu, 31&#8242; Farias Cabello tr, Contepomi, 36&#8242; cp. Weepu, 39&#8242; cp. Weepu, 45&#8242; cp. Bosch, 48&#8242; cp. Weepu, 58&#8242; cp. Weepu, 67&#8242; m. Read, 72&#8242; cp. Weepu, 77&#8242; m. Thorn tr. Cruden<br />
<strong>Cartellini gialli:</strong> 58&#8242; Vergallo</p>
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		<title>RWC 2011 QF, Galles e Francia volano in semifinale</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 16:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Charteris]]></category>
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		<description><![CDATA[RWC 2011 Galles e Francia in semifinale]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Davies segna la meta contro l'Irlanda by alefusco, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/6222977009/"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6151/6222977009_ff805513a9.jpg" alt="Davies segna la meta contro l'Irlanda" width="500" height="345" /></a> La <strong>Rugby World Cup 2011</strong> entra nel vivo e il Dio della palla ovale si è divertito a creare un tabellone dei quarti di finale che spacca il mondo in due. Da una parte le potenze europee ad offrire la crema del <strong>Sei Nazioni</strong> con <strong>Irlanda-Galles</strong> e <strong>Inghilterra-Francia</strong> (giocate oggi) che profumano di tradizione. Nella parte bassa le stelle del rugby australe si scontrano domani in <strong>Sudafrica-Australia</strong> e <strong>Nuova Zelanda-Argentina</strong> da brividi (in diretta su <strong>Skysport 2 HD</strong> alle 7 e alle 9.30).<span id="more-2569"></span>Oggi ci ha pensato il <strong>Galles</strong> a scaldare i cuori degli amanti del rugby nel freddo di Wellington dove i Dragoni hanno battuto l&#8217;<strong>Irlanda 22-10</strong> al termine del più bel match del torneo fino ad ora.</p>
<p>Partenza bruciante dei giovani gallesi che spediscono in meta il veterano <strong>Shane Williams</strong> già al 2&#8242; in capo a un drive devastante per velocità e precisione.</p>
<p>Gli irlandesi ruggiscono e la loro reazione mette in campo orgoglio e competenza ma la difesa di <strong>Warburton</strong>, <strong>Jenkins</strong> e <strong>Charteris</strong> è un muro rosso invalicabile e il piede dell&#8217;ispiratissimo <strong>Priestland</strong> tiene lontani gli assalti irlandesi.</p>
<p><strong>O&#8217;Gara</strong> calcia un paio di punizioni in touche rinunciando al bottino sicuro ma per quattro volte resistono gli uomini di <strong>Gatland</strong>.</p>
<p>All&#8217;inizio della ripresa il miglior momento dei Verdi produce la meta di <strong>Earls</strong> e il 10-10 ma qui finisce la benzina e le mete di <strong>Phillips</strong> e <strong>Davies</strong> chiudono il conto.</p>
<p>A Auckland la sorprendente <strong>Francia</strong>, capace di risorgere dalla polemiche interne, batte l&#8217;<strong>Inghilterra 19-12</strong>.</p>
<p>Già dalla cerimonia degli inni le facce dei francesi tradiscono una volontà feroce e la partenza dei <strong>Bleus</strong> è un assalto a ritmi vertiginosi cui gli inglesi non sanno resistere se non ricorrendo al fallo.</p>
<p>Così al 10&#8242; e al 15&#8242; il piede di <strong>Yachvili</strong> frutta il 6-0, ma al 22&#8242; e al 30&#8242; le mete di <strong>Clerc</strong> e <strong>Medard</strong> scavano il solco.</p>
<p>Nella ripresa non bastano le mete di <strong>Flood</strong> e <strong>Cueto</strong> per la rimonta, la <strong>Francia</strong> vola in semifinale dove l&#8217;aspetta il <strong>Galles</strong>.</p>
<p><strong>IRLANDA &#8211; GALLES 10-22</strong><br />
<em>Sabato 8 ottobre, ore 7.00 &#8211; Wellington Regional Stadium, Wellington</em><br />
<strong>Irlanda:</strong> 15 Robert Kearney, 14 Tommy Bowe, 13 Brian O&#8217;Driscoll (capt), 12 Gordon D&#8217;Arcy, 11 Keith Earls (71&#8242; Andrew Trimble), 10 Ronan O&#8217;Gara (60&#8242; Jonathan Sexton), 9 Conor Murray (60&#8242; Eoin Reddan), 8 Jamie Heaslip (75&#8242; Denis Leamy), 7 Sean O&#8217;Brien, 6 Stephen Ferris, 5 Paul O&#8217;Connell, 4 Donncha O&#8217;Callaghan, 3 Mike Ross, 2 Rory Best, 1 Cian Healy.<br />
<strong>Galles:</strong> 15 Leigh Halfpenny, 14 George North, 13 Jonathan Davies, 12 Jamie Roberts, 11 Shane Williams, 10 Rhys Priestland, 9 Mike Phillips, 8 Toby Faletau, 7 Sam Warburton (c), 6 Dan Lydiate, 5 Alun-Wyn Jones, 4 Luke Charteris (40&#8242; Bradley Davies), 3 Adam Jones, 2 Huw Bennett, 1 Gethin Jenkins.<br />
<strong>Arbitri: </strong>Craig Joubert; Wayne Barnes, Romain Poite; Giulio De Santis<br />
<strong>Marcatori:</strong> 2&#8242; m. S. Williams tr. Priestland, 24&#8242; cp. O&#8217;Gara, 28&#8242; cp. Halfpenny, 45&#8242; m. Earls tr. O&#8217;Gara, 51&#8242; m. Phillips, 63&#8242; m. Davies tr. Priestland</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>INGHILTERRA &#8211; FRANCIA 12-19</strong><br />
<em>Sabato 8 ottobre, ore 9.30 &#8211; Eden Park, Auckland</em><br />
<strong>Inghilterra:</strong> 15 Ben Foden, 14 Chris Ashton, 13 Manu Tuilagi, 12 Toby Flood, 11 Mark Cueto, 10 Jonny Wilkinson (65&#8242; Matt Banahan), 9 Ben Youngs (65&#8242; Richard Wigglesworth), 8 Nick Easter, 7 Lewis Moody (63&#8242; James Haskell), 6 Tom Croft (57&#8242; Courtney Lawes), 5 Tom Palmer, 4 Louis Deacon (50&#8242; Simon Shaw), 3 Dan Cole (63&#8242; Matt Stevens), 2 Steve Thompson (55&#8242; Dylan Hartley), 1 Matt Stevens (50&#8242; Alex Corbisiero).<br />
<strong>Francia:</strong> 15 Maxime Médard, 14 Vincent Clerc, 13 Aurélien Rougerie (69&#8242; David Marty), 12 Maxime Mermoz, 11 Alexis Palisson, 10 Morgan Parra, 9 Dimitri Yachvili (54&#8242; Francois Trinh-Duc), 8 Imanol Harinordoquy (73&#8242; Luois Picamoles), 7 Julien Bonnaire, 6 Thierry Dusautoir (c), 5 Lionel Nallet, 4 Pascal Pape (65&#8242; Julien Pierre), 3 Nicolas Mas, 2 William Servat (55&#8242; Dimitri Szarzewski), 1 Jean-Baptiste Poux (55&#8242; Fabien Barcella).<br />
<strong>Arbitri:</strong> Steve Walsh; Alain Rolland, George Clancy; Shaun Veldsman<br />
<strong>Marcatori: </strong>10&#8242; cp. Yachvili, 15&#8242; cp. Yachvili, 22&#8242; m. Clerc, 30&#8242; m. Médard, 55&#8242; m. Flood tr. Wilkinson, 72&#8242; dr. Trinh-Duc, 78&#8242; m. Cueto</p>
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		<title>RWC 2011, Irlanda troppo forte. Italia a casa</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 15:38:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
		<category><![CDATA[Bergamasco]]></category>
		<category><![CDATA[Bowe]]></category>
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		<category><![CDATA[Rugby World Cup 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[Sconfitta l'Italia dall'Irlanda]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/6204139904/" title="Earls marca la prima meta by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6162/6204139904_f067de4490.jpg" width="500" height="361" alt="Earls marca la prima meta"></a> Nella scatola di plastica dell&#8217;avvenieristico <strong>Otago Stadium</strong> le speranze azzurre svaniscono tra lacrime e sangue. Le lacrime all&#8217;inizio quando l&#8217;inno di Mameli scioglie la tensione sui volti di parecchi giocatori italiani rilanciando dall&#8217;altra parte del mondo la commozione in tv. Le lacrime della fine, quelle più amare. Quelle dei veterani che vedono svanire con questa sconfitta i propri giorni più felici, e quelle dei giovani che rimpiangono con rabbia l&#8217;occasione perduta. E il sangue sul volto del capitano <strong>Sergio Parisse</strong> che negli attimi finali lo costringe a lasciare il campo e i suoi uomini, metafora della disfatta dell&#8217;<strong>Italrugby</strong>. Finisce qui la <strong>Rugby World Cup 2011</strong> dell&#8217;Italia e la ferita è molto più profonda di quanto dica il pur pesante <strong>36-6</strong> che sancisce la vittoria dell&#8217;<strong>Irlanda</strong>.<span id="more-2556"></span> I Verdi di <strong>Kidney</strong> hanno messo il match sul piano sul quale sapevano di poter surclassare questi fastidiosi italiani del rugby, grossi e pesanti ma così poco efficaci nella gestione.</p>
<p>Le continue provocazioni, i falli professionali non rilevati dall&#8217;arbitro <strong>Kaplan</strong> perchè fatti &#8220;bene&#8221;, hanno pian piano spostato il focus di <strong>Perugini</strong>, <strong>Mauro Bergamasco</strong> e gli altri dal piano di gioco alla reazione istintiva, appannandone la visione.</p>
<p>Così, dopo un primo tempo tenuto in equilibrio (6-9  all&#8217;intervallo) grazie a una rimessa laterale perfetta, a una mischia competitiva e alla voglia di combattere degli italiani ecco puntuale il black out all&#8217;inizio del secondo tempo che scava il solco tra l&#8217;Italrugby e le migliori del mondo.</p>
<p>Al 7&#8242; un placcaggio sull&#8217;uomo senza palla di <strong>Canale</strong> regala i primi tre punti a <strong>O&#8217;Gara</strong>, subito pareggiati da <strong>Mirco Bergamasco</strong> al 10&#8242;.</p>
<p>I due si ripetono al 18&#8242; e al 21&#8242; per il <strong>6-6</strong>, poi al 33&#8242; un punto di svolta.</p>
<p><strong>Castrogiovanni</strong> lascia il campo per un problema muscolare e la sua assenza peserà moltissimo, mentre al 35&#8242; <strong>O&#8217;Gara</strong> segna un&#8217;altra punizione per il <strong>6-9</strong>.</p>
<p>Allo scadere touche in attacco per l&#8217;<strong>Italia</strong>, il maul è avanzante e costringe gli irlandesi al fallo ma <strong>Mauro Bergamasco</strong> reagisce a una scorrettezza di <strong>O&#8217;Brien</strong>.</p>
<p>Dal possibile pareggio al riposo in svantaggio, l&#8217;inerzia del match è per i Verdi.</p>
<p>I primi 12&#8242; della ripresa sono da incubo.</p>
<p>Punizione di <strong>O&#8217;Gara</strong> al 43&#8242;, meta di <strong>O&#8217;Driscoll</strong> al 47&#8242; servito da <strong>Bowe</strong> che gira attorno a <strong>Bocchino</strong> e meta di <strong>Earls</strong> al 52&#8242;.</p>
<p>La linea difensiva azzurra non sale (ma perchè?) e per gli altri è tutto facile.</p>
<p>Ancora <strong>Earls</strong> all&#8217;80&#8242; e un calcio di <strong>Sexton</strong> rifiniscono il punteggio, l&#8217;Italia torna a casa.</p>
<p><strong>ITALIA &#8211; IRLANDA 6-36<br />
</strong><em>Domenica 2 ottobre, ore 9.30 &#8211; Otago Stadium, Dunedin</em><strong><br />
Italia:</strong> 15 Andrea Masi, 14 Tommaso Benvenuti, 13 Gonzalo Canale, 12 Gonzalo Garcia, 11 Mirco Bergamasco, 10 Luciano Orquera (41&#8242; Riccardo Bocchino), 9 Fabio Semenzato (57&#8242; Edoardo Gori), 8 Sergio Parisse (76&#8242; Luke McLean), 7 Mauro Bergamasco (48&#8242; Paul Derbyshire), 6 Alessandro Zanni, 5 Cornelius van Zyl (61&#8242; Marco Bortolami), 4 Quintin Geldenhuys, 3 Martin Castrogiovanni (34&#8242; Andrea lo Cicero), 2 Leonardo Ghiraldini (66&#8242; Fabio Ongaro), 1 Salvatore Perugini.<span style="text-decoration: underline;"><br />
</span><strong>Irlanda:</strong> 15 Rob Kearney, 14 Tommy Bowe, 13 Brian O&#8217;Driscoll (capt), 12 Gordon D&#8217;Arcy, 11 Keith Earls, 10 Ronan O&#8217;Gara (66&#8242; Jonathan Sexton), 9 Conor Murray (74&#8242; Eoin Reddan), 8 Jamie Heaslip, 7 Sean O&#8217;Brien, 6 Stephen Ferris (73&#8242; Denis Leamy), 5 Paul O&#8217;Connell (58&#8242; Donnacha Ryan), 4 Donncha O&#8217;Callaghan, 3 Mike Ross, 2 Rory Best (53&#8242; Sean Cronin), 1 Cian Healy (74&#8242; Tom Court).<span style="text-decoration: underline;"><br />
</span><strong>Arbitri:</strong> Jonathan Kaplan (South Africa); Bryce Lawrence (New Zealand), Chris Pollock (New Zealand); Shaun Veldsman (South Africa)<br />
<strong>Marcatori:</strong> 7&#8242; cp. O&#8217;Gara, 11&#8242; cp. Bergamasco, 18&#8242; cp. O&#8217;Gara, 21&#8242; cp. Bergamasco, 35&#8242; cp. O&#8217;Gara, 43&#8242; cp. O&#8217;Gara, 47&#8242; m. O&#8217;Driscoll tr. O&#8217;Gara, 52&#8242; m. Earls tr. O&#8217;Gara, 70&#8242; co. Sexton, 80&#8242; m. Earls tr. Sexton</p>
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		<title>RWC 2011, Francia battuta! Inghilterra che fatica</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 15:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
		<category><![CDATA[Ashton]]></category>
		<category><![CDATA[Lievremont]]></category>
		<category><![CDATA[Rugby World Cup 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Wilkinson]]></category>

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		<description><![CDATA[RWC 2011]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/6200796666/" title="Tonga batte la Francia by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6167/6200796666_cf6c5ef9fe.jpg" width="345" height="500" alt="Tonga batte la Francia"></a> Continua la tendenza emersa in questa <strong>Rugby World Cup 2011</strong> che vede diminuire il divario tra le squadre di seconda fascia e quelle da sempre nel gruppo delle migliori. Se la battaglia tra <strong>Inghilterra</strong> e <strong>Scozia</strong> vinta dai bianchi di Martin Johnson solo allo scadere con una meta di <strong>Ashton</strong> (<strong>16-12</strong>) è un derby sempre incerto, fa sensazione la sconfitta della <strong>Francia</strong> ad opera di <strong>Tonga</strong> con il punteggio di <strong>19-14</strong>.<span id="more-2554"></span> Se aggiungiamo le splendide <strong>Samoa</strong> sconfitte ieri solo <strong>13-5</strong> dal <strong>Sudafrica</strong> al termine di una battaglia di intensità soprannaturale, il quadro è completo.</p>
<p>Il match vinto dall&#8217;<strong>Inghilterra</strong> mostra la &#8220;solita&#8221; <strong>Scozia</strong>, dura, concreta e pragmatica, senza svolazzi.</p>
<p>L&#8217;inghilterra del primo tempo è svogliata e il piede di <strong>Wilkinson</strong> insolitamente impreciso.</p>
<p>All&#8217;haltime gli <strong>Highlanders</strong> conducono <strong>9-3</strong>.</p>
<p>Nella ripresa il copione cambia poco nonostante un lieve miglioramento inglese, sufficiente per produrre la meta della vittoria di <strong>Ashton</strong> a tre minuti dal termine.</p>
<p><strong>Inghilterra</strong> ai quarti e <strong>Scozia</strong> a casa per la prima volta nella storia della World Cup.</p>
<p>Disonore in <strong>Francia</strong> per la sconfitta dei galletti contro <strong>Tonga</strong>.</p>
<p>g</p>
<p>Gli uomini di <strong>Lievremont</strong> sono comunque qualificati per i quarti dove incontreranno l&#8217;Inghilterra ma, certo, questo mondiale non passerà alla storia del rugby francese.</p>
<p><strong>INGHILTERRA &#8211; SCOZIA 16-12<br />
</strong><em>Sabato 1 ottobre, ore 9.30</em><strong><br />
</strong><strong>Inghilterra:</strong> 15 Ben Foden; 14 Chris Ashton, 13 Manu Tuilagi, 12 Mike Tindall, 11 Delon Armitage; 10 Jonny Wilkinson, 9 Ben Youngs; 8 James Haskell, 7 Lewis Moody (c), 6 Tom Croft; 5 Courtney Lawes, 4 Louis Deacon; 3 Dan Cole, 2 Steve Thompson, 1 Matt Stevens.<br />
In panchina: 16 Dylan Hartley, 17 Alex Corbisiero, 18 Tom Palmer, 19 Nick Easter, 20 Richard Wigglesworth, 21 Toby Flood, 22 Matt Banahan<br />
<strong>Scozia:</strong> 15 Chris Paterson; 14 Max Evans, 13 Joe Ansbro, 12 Sean Lamont, 11 Simon Danielli; 10 Ruaridh Jackson, 9 Mike Blair; 8 Richie Vernon, 7 John Barclay, 6 Ally Strokosch; 5 Alastair Kellock (c), 4 Richie Gray; 3 Euan Murray, 2 Ross Ford, 1 Allan Jacobsen.<br />
In panchina: 16 Scott Lawson, 17 Alasdair Dickinson, 18 Nathan Hines, 19 Ross Rennie, 20 Chris Cusiter, 21 Dan Parks, 22 Nick de Luca.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Craig Joubert (Sud Africa)<br />
Marcatori: 8&#8242; cp. Paterson, 16&#8242; cp. Parks, 33&#8242; cp. Wilkinson, 40&#8242; dr. Parks, 55&#8242; cp. Paterson, 56&#8242; dr. Wilkinson, 62&#8242; cp. Wilkinson, 77&#8242; m. Ashton tr. Flood</p>
<p><strong>FRANCIA &#8211; TONGA 14-19<br />
</strong><em>Sabato 1 ottobre, ore 7.00 &#8211; Regional Stadium, Wellington</em><strong><br />
Francia:</strong> 15 Maxime Médard, 14 Vincent Clerc, 13 Aurélien Rougerie, 12 Maxime Mermoz, 11 Alexis Palisson, 10 Morgan Parra, 9 Dimitri Yachvili, 8 Raphael Lakafia, 7 Julien Bonnaire, 6 Thierry Dusautoir (c), 5 Lionel Nallet, 4 Pascal Pape, 3 Luc Ducalcon, 2 William Servat, 1 Jean-Baptiste Poux.<br />
In panchina: 16 Dimitri Szarzewski, 17 Fabien Barcella, 18 Julien Pierre, 19 Imanol Harinordoquy, 20 Francois Trinh-Duc, 21 Fabrice Estebanez, 22 Cédric Heymans.<br />
<strong>Tonga:</strong> 15 Vungakoto Lilo, 14 Viliame Iongi, 13 Siale Piutau, 12 Andrew Ma&#8217;ilei, 11 Sukanaivalu Hufanga, 10 Kurt Morath, 9 Taniela Moa, 8 Viliami Ma&#8217;afu, 7 Finau Maka (captain), 6 Sione Kalamafoni, 5 Paino Hehea, 4 Tukulua Lokotui, 3 Kisi Pulu, 2 Aleki Lutui, 1 Soane Tonga&#8217;uiha.<br />
In panchina: 16 Ephraim Taukafa, 17 Alisona Taumalolo, 18 Halani Aulika, 19 Joseph Tuineau, 20 Samiu Vahafolau, 21 Samisoni Fisilau, 22 Alipate Fatafehi<br />
<strong>Arbitro:</strong> Steve Walsh<br />
Marcatori: 1&#8242; cp. Yachvili, 6&#8242; cp. Morath, 23&#8242; cp. Yachvili, 26&#8242; m. Hufanga tr. Morath, 35&#8242; cp. Morath, 49&#8242; cp. Yachvili, 66&#8242; cp. Morath, 72&#8242; cp. Morath, 80&#8242; m. Clerc</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>RWC 2011, annunciati i XV di Italia &#8211; Irlanda. Mallett commosso</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 04:52:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le formazioni di Italia - Irlanda]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Azzurri vero la Rugby World Cup by alefusco, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/6099869801/"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6082/6099869801_8a07216b02.jpg" alt="Azzurri vero la Rugby World Cup" width="500" height="389" /></a> A 48 ore dalla partita che vale una finale nella <strong>Rugby World Cup 2011</strong> per il rugby italiano gli allenatori di <strong>Italia</strong> e <strong>Irlanda</strong> che si affronteranno domenica all&#8217;Otago Stadium di Dunedin (ore 9.30, diretta tv su <strong>Skysport2 HD</strong>) hanno annunciato le formazioni che si daranno battaglia. Nessuna sorpresa, considerato che già da ieri avevamo preannunciato l&#8217;intenzione di <strong>Declan Kidney </strong>di schierare <strong>O&#8217;Gara</strong> nel ruolo di mediano di apertura. <span id="more-2549"></span><strong>Mallett</strong> recupera <strong>Masi</strong> e conferma quella che, per lui, è la squadra ideale del momento.</p>
<p>Con l&#8217;ariete aquilano ad estremo la coppia dei centri sarà formata da <strong>Garcia-Canale</strong>, con <strong>Mirco Bergamasco</strong> e <strong>Benvenuti</strong> a completare il triangolo allargato.</p>
<p><strong>Orquera</strong> e <strong>Semenzato</strong> saranno i mediani dietra al formidabile pack guidato dal capitano <strong>Parisse</strong> con <strong>Zanni</strong> e <strong>Mauro Bergamasco</strong> flanker e la coppia di seconde linee &#8220;sudafricane&#8221; <strong>Geldenhuys &#8211; Van Zyl</strong>.</p>
<p>In prima linea il trio delle meraviglie<strong> Castrogiovanni &#8211; Ghiraldini &#8211; Perugini</strong>.</p>
<p>In conferenza stampa al Mercure Hotel, sede del ritiro italiano, un <strong>Mallett </strong>commosso ha tenuto ad onorare i suoi quattro anni alla guida di un gruppo che sente finalmente suo proprio ora, a un passo dall&#8217;addio:“Siamo entusiasti di poter giocare questa partita – spiega il tecnico degli <strong>Azzurri</strong> – a cui arriviamo dopo aver fatto quello che ci eravamo prefissati.</p>
<p>Abbiamo battuto <strong>Russia</strong> e <strong>USA</strong> con il bonus, era fondamentale dopo la vittoria dell’Irlanda sugli <strong>Wallabies</strong>: oggi abbiamo le stesse possibilità degli irlandesi di passare il turno e questo non può che rendermi orgoglioso”.</p>
<p>“So che potrebbe essere la mia ultima partita, per questo ho già voluto parlare con la squadra e ringraziarli per quanto abbiamo fatto e condiviso in questi anni.</p>
<p>Farlo domenica, indipendentemente dal risultato, mi avrebbe emozionato troppo e non ho voluto distrarre i giocatori.</p>
<p>E’ importante che restino concentrati solo sulla gara di domenica, non su quello che verrà dopo.</p>
<p>E’ il loro Mondiale, sono loro che sono arrivati sin qui e che adesso hanno la possibilità di fare la storia del rugby italiano”.</p>
<p>“Questi ragazzi sono stati straordinari in questi quattro anni, hanno capito che non ho mai fatto mancare loro il mio sostegno nei momenti difficili ed hanno fatto lo stesso.</p>
<p>Sono un gruppo coraggioso, che ha sempre reagito con entusiasmo alle avversità ed ha saputo conquistarsi il rispetto degli avversari di tutto il mondo e l’amore dei tifosi italiani, che sono a loro volta unici.</p>
<p>La capacità di reagire alle difficoltà è la cosa che mi ha sempre emozionato più di ogni altra in questa squadra”.</p>
<p>“Non sarà facile lasciare questa squadra – ha concluso <strong>Mallett</strong> visibilmente commosso – perché questi ragazzi sono stati la mia famiglia in <strong>Italia</strong> per questi quattro anni.</p>
<p>E’ molto complicato, per me: questi ragazzi sono diventati quasi dei figli”.</p>
<p><strong>ITALIA</strong></p>
<p>15 Andrea MASI (Aironi Rugby, 63 caps)</p>
<p>14 Tommaso BENVENUTI (Benetton Treviso, 11 caps)*</p>
<p>13 Gonzalo CANALE (Clermont-Auvergne, 71 caps)</p>
<p>12 Gonzalo GARCIA (Benetton Treviso, 24 caps)</p>
<p>11 Mirco BERGAMASCO (Racing-Metro Paris, 84 caps)</p>
<p>10 Luciano ORQUERA (Aironi Rugby, 26 caps)</p>
<p>9 Fabio SEMENZATO (Benetton Treviso, 7 caps)</p>
<p>8 Sergio PARISSE (Stade Francais, 82 caps) &#8211; capitano</p>
<p>7 Mauro BERGAMASCO (87 caps)</p>
<p>6 Alessandro ZANNI (Benetton Treviso, 57 caps)</p>
<p>5 Cornelius VAN ZYL (Benetton Treviso, 5 caps)</p>
<p>4 Quintin GELDENHUYS (Aironi Rugby, 24 caps)</p>
<p>3 Martin CASTROGIOVANNI (Leicester Tigers, 81 caps)</p>
<p>2 Leonardo GHIRALDINI (Benetton Treviso, 40 caps)</p>
<p>1 Salvatore PERUGINI (Aironi Rugby, 82 caps)</p>
<p><strong><em>a disposizione</em></strong></p>
<p>16 Fabio ONGARO (Benetton Treviso, 79 caps)</p>
<p>17 Andrea LO CICERO (Racing-Metro Paris, 90 caps)</p>
<p>18 Marco BORTOLAMI (Aironi Rugby, 87 caps)</p>
<p>19 Paul DERBYSHIRE (Benetton Treviso, 15 caps)</p>
<p>20 Edoardo GORI (Benetton Treviso, 8 caps)*</p>
<p>21 Riccardo BOCCHINO (Estra I Cavalieri Prato, 11 caps)*</p>
<p>22 Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 32 caps)</p>
<p>*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato” di Tirrenia</p>
<p><strong>IRLANDA</strong></p>
<p>15 Rob Kearney</p>
<p>14 Tommy Bowe</p>
<p>13 Brian O’Driscoll (cap)</p>
<p>12 Gordon D’Arcy</p>
<p>11 Keith Earls</p>
<p>10 Ronan O’Gara</p>
<p>9 Conor Murray</p>
<p>8 Jamie Heaslip</p>
<p>7 Sean O’Brien</p>
<p>6 Stephen Ferris</p>
<p>5 Paul O’Connell</p>
<p>4 Donncha O&#8217;Callaghan</p>
<p>3 Mike Ross</p>
<p>2 Rory Best</p>
<p>1 Cian Healy</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>a disposizione</em></strong></p>
<p>16 Sean Cronin</p>
<p>17 Tom Court</p>
<p>18 Donnacha Ryan</p>
<p>19 Denis Leamy</p>
<p>20 Eoin Reddan</p>
<p>21 Jonathan Sexton</p>
<p>22 Andrew Trimble</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>RWC 2011, Troncon:&#8221;Con l&#8217;Irlanda dobbiamo osare&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 15:44:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
		<category><![CDATA[Azzurri]]></category>
		<category><![CDATA[Mallett]]></category>
		<category><![CDATA[O'gara]]></category>
		<category><![CDATA[Otago Stadium]]></category>
		<category><![CDATA[Rugby World Cup 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Sexton]]></category>
		<category><![CDATA[Skysport2 HD]]></category>
		<category><![CDATA[Troncon]]></category>

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		<description><![CDATA[parla Troncon]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/1312981140/" title="tronky by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1144/1312981140_ee295b97d8.jpg" width="400" height="268" alt="tronky"></a> Si avvicina il giorno della partita che vale quattro anni di lavoro e forse molto di più per il movimento dell&#8217;<strong>Italrugby</strong>. Domenica prossima (ore 9.30, diretta tv su <strong>Skysport2 HD</strong>) nel nuovissimo <strong>Otago Stadium</strong> di Dunedin, l&#8217;unico costruito in Nuova Zelanda ex-novo per la <strong>Rugby World Cup 2011</strong>, gli <strong>Azzurri</strong> cercheranno lo storico passaggio ai quarti di finale battendosi con l&#8217;<strong>Irlanda</strong>, ormai rivale rituale nel Sei Nazioni.<span id="more-2545"></span>Proprio nell&#8217;ultima edizione del Torneo la squadra di <strong>Mallett</strong> andò ad un soffio dalla vittoria al Flaminio, perdendo 11-13 a causa di un drop dell&#8217;ultimo minuto di <strong>O&#8217;Gara</strong> dopo una mancata ricezione aerea di <strong>Geldenhuys</strong> che ancora grida vendetta.</p>
<p>Del resto, proprio questi piccoli/enormi errori contribuiscono a scavare ancora il solco che ci divide dall&#8217;eccellenza del rugby mondiale, ciò che dovremo evitare domenica.</p>
<p>Mentre dal ritiro irlandese giungono voci sulla possibilità di <strong>O&#8217;Gara</strong> di partire nel XV titolare (chi ha detto che sarebbe un male? Rispetto a <strong>Sexton</strong> O&#8217;Gara ha un piede migliore e capacità di gestione superiore ma da tempo ha smesso di difendere&#8230;), in quello degli <strong>Azzurri</strong> ha parlato <strong>Alessandro Troncon</strong> che giusto quattro anni fa (29 settembre 2007) lasciava la maglia della Nazionale al termine della beffa di S. Etienne con la <strong>Scozia</strong> (16-18 il risultato finale con un calcio sbagliato di un soffio da Bortolussi): “Questa mattina non ho potuto non ricordare che quattro anni fa ho giocato la mia ultima partita di rugby – ha detto <strong>Troncon</strong> incontrando la stampa al Mercure Hotel di Dunedin – anche perché la situazione che vivevamo quattro anni fa era molto simile a quella attuale: ultima partita del girone, decisiva per il passaggio ai quarti.</p>
<p>E’ passato tanto tempo ma l’emozione vissuta quel giorno è ancora molto forte, intensa.</p>
<p>Al di là della sconfitta, non posso dire che sia un ricordo negativo, anche perché quella di smettere fu una mia decisione”.</p>
<p><strong>Troncon</strong> lascia da parte i ricordi e si focalizza sulla partita di domenica sera a Dunedin contro gli irlandesi: “Siamo in crescita, lo abbiamo dimostrato con gli <strong>USA</strong>: avremmo potuto segnare molto di più, abbiamo creato opportunità reali che per vari motivi non siamo riusciti a concretizzare ma già aver creato così tanto gioco è un segnale di crescita molto importante”.</p>
<p>“Contro l’<strong>Irlanda</strong> – ha aggiunto l’assistente allenatore dei tre-quarti italiani – gestiremo la partita in modo certamente diverso rispetto agli impegni con Russia ed America ma dovremo comunque attaccare, provare, osare.</p>
<p>Mettere punti quando saremo in attacco e produrre gioco.</p>
<p>L’Irlanda è sicuramente una delle squadre più forti e competitive in circolazione, ma noi dovremo prenderci le nostre responsabilità dall’inizio alla fine”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>RWC 2011, L&#8217;Italia rifila quattro mete agli USA. Ora a Dunedin!</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 16:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
		<category><![CDATA[Azzurri]]></category>
		<category><![CDATA[Canale]]></category>
		<category><![CDATA[Castrogiovanni]]></category>
		<category><![CDATA[Emerick]]></category>
		<category><![CDATA[Lo Cicero]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Bergamasco]]></category>
		<category><![CDATA[Orquera]]></category>
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		<category><![CDATA[Rugby World Cup 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Wyles]]></category>

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		<description><![CDATA[l'Italia batte gli USA]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Castrogiovanni trascina l'Italia by alefusco, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/6189412156/"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6018/6189412156_6eae7fb8b8.jpg" alt="Castrogiovanni trascina l'Italia" width="500" height="472" /></a> L&#8217;<strong>Italrugby</strong> strappa una vittoria fondamentale ai coraggiosi <strong>Stati Uniti </strong>battuti <strong>27-10</strong> grazie alle fatidiche quattro mete che garantiscono il punto di bonus, impresa che due settimane fa non era riuscita ai rivali dell&#8217;<strong>Irlanda</strong>. Così gli <strong>Azzurri</strong> guadagnano il diritto di andarsi a giocare l&#8217;ultimo turno della <strong>Pool C </strong>domenica prossima a Dunedin contro i Verdi di O&#8217;Driscoll come un vero e proprio spareggio per raggiungere i quarti di finale.<span id="more-2541"></span> Non è poco.</p>
<p>Le due vittorie con Russia e USA erano certe solo sulla carta e averle raggiunte con una buona sicurezza nel punteggio marcando 13 mete complessive è scontato solo dopo averlo fatto.</p>
<p>Lo dimostra anche la tendenza dominante di questa <strong>Rugby World Cup 2011 </strong>che ha visto assottigliarsi il divario tra le &#8220;grandi&#8221; e le &#8220;piccole&#8221; capaci di creare problemi agli avversari più blasonati.</p>
<p>Certo, l&#8217;analisi del match denota diversi errori ma è bene sottolineare che, se parliamo di rugby, l&#8217;<strong>Italia</strong> non è la Nuova Zelanda e che tutto quello che arriva costa fatica impegno e buone prestazioni.</p>
<p>Soprattutto contro gli <strong>USA</strong> è mancata la lucidità nella gestione di alcune situazioni, nelle quali il capitano <strong>Parisse</strong> avrebbe potuto operare scelte diverse.</p>
<p>Molto male la rimessa laterale che ha perduto ben cinque palloni nonostante la presenza in campo di <strong>Van Zyl</strong>, 32enne sudafricano del Treviso naturalizzato in fretta e furia per fare il regista della touche.</p>
<p>A tratti insufficiente l&#8217;organizzazione difensiva, anche se gli <strong>Azzurri</strong> si sono immolati nel placcaggio a livello individuale.</p>
<p>Contro l<strong>&#8216;Irlanda</strong> non basterà e sarà necessario tornare ad una difesa in avanzamento che sappia mangiare terreno e ossigeno ai playmaker avversari.</p>
<p>Per il resto il match è stato dominato soprattutto da <strong>Martin Castrogiovanni</strong>, nominato <strong>Man of the Match</strong>, oggi il miglior pilone del pianeta.</p>
<p><strong>Castro</strong> ha guidato una mischia devastante alla vittoria segnando una meta capolavoro di coraggio e volontà, vedendosene annullare una dal TMO, e risultando determinante con 11 portate di palla, sette placcaggi e una serie infinita di spinte in mischia che hanno sbriciolato le mura del fortino a stelle e strisce.</p>
<p>Menzione d&#8217;onore anche per <strong>Mauro Bergamasco</strong>, autore di una straordinaria prova per vitalità, voglia e efficacia difensiva.</p>
<p>Il match si apre con la meta al 3&#8242; di <strong>Parisse</strong> al centro dei pali che rifinisce un elegante drive azzurro ben guidato da <strong>Semenzato</strong> e <strong>Orquera</strong>.</p>
<p>Gli <strong>Azzurri</strong> lasciano giocare gli americani e <strong>Emerick</strong> sfonda al centro beffando <strong>Garcia</strong>, <strong>Canale</strong> e <strong>Orquera</strong> per spedire in meta <strong>Wyles</strong> al 17&#8242;.</p>
<p>Il pareggio scuote l&#8217;<strong>Italia</strong> che passa al 30&#8242; con <strong>Orquera</strong> e allo scadere del primo tempo con <strong>Castrogiovanni</strong>.</p>
<p>Nel secondo tempo la mischia italiana piazza le tende nei 22 metri avversari e al 66&#8242; l&#8217;arbitro <strong>Clancy</strong>, non sempre ineccepibile, decreta finalmente la <strong>meta tecnica </strong>per la manifesta superiorità di <strong>Castrogiovanni</strong>, <strong>Ghiraldini</strong>, <strong>Lo Cicero </strong>e <strong>Perugini</strong>, una prima linea da sogno.</p>
<p>Una prima linea da quarti di finale.</p>
<p><strong>ITALIA &#8211; USA 27-10<br />
</strong><em>Martedì 27 settembre, ore 8.30 &#8211; Trafalgar Park, Nelson</em><strong><br />
Italy: </strong>15 Luke McLean, 14 Tommaso Benvenuti (54&#8242; Giulio Toniolatti), 13 Gonzalo Canale, 12 Gonzalo Garcia, 11 Mirco Bergamasco (70&#8242; Paul Derbyshire), 10 Luciano Orquera (70&#8242; Riccardo Bocchino), 9 Fabio Semenzato (70&#8242; Edoardo Gori), 8 Sergio Parisse (c), 7 Mauro Bergamasco, 6 Alessandro Zanni, 5 Cornelius van Zyl, 4 Quintin Geldenhuys, 3 Martin Castrogiovanni (72&#8242; Salvatore Perugini), 2 Leonardo Ghiraldini (73&#8242; Fabio Ongaro), 1 Salvatore Perugini (51&#8242; Andrea Lo Cicero).<span style="text-decoration: underline;"><br />
</span><strong>USA: </strong>15 Chris Wyles, 14 Takudzwa Ngwenya, 13 Paul Emerick, 12 Andrew Suniula (46&#8242; Blaine Scully), 11 James Paterson, 10 Roland Suniula, 9 Mike Petri (64&#8242; Tim Usasz), 8 Nic Johnson (71&#8242; Scott LaValla), 7 Todd Clever (c), 6 Louis Stanfill, 5 Hayden Smith, 4 John van der Giessen, 3 Matekitonga Moeakiola (8&#8242; Shawn Pittman, 13&#8242; Matekitonga Moeakiola 56&#8242; Shawn Pittman), 2 Chris Biller (29&#8242; Phil Thiel), 1 Mike MacDonald.<span style="text-decoration: underline;"><br />
</span><strong>Arbitri:</strong> George Clancy; Wayne Barnes, Chris Pollock; Shaun Veldsman<br />
<strong>Marcatori:</strong> 4&#8242; m. Parisse tr. Bergamasco, 17&#8242; m. Wyles tr. Wyles, 22&#8242; cp. Bergamasco, 28&#8242; cp. Wyles, 30&#8242; m. Orquera, 40&#8242; m. Castrogiovanni, 66&#8242; m.t. Italia tr. Bergamasco,<br />
<strong>Cartellini gialli:</strong> 59&#8242; Stanfill</p>
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