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	<title>Alessandro Fusco &#187; rugby</title>
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	<description>Interamente dedicato al Rugby, in ogni sua forma e nazionalità.</description>
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		<title>Parisse :&#8221;Torniamo a giocare il nostro rugby&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2015 18:48:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parisse :"Giochiamo il nostro rugby"]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.flickr.com/photos/7142999@N05/15596081338/player/abd8622620" height="410" width="500"  frameborder="0" allowfullscreen webkitallowfullscreen mozallowfullscreen oallowfullscreen msallowfullscreen></iframe> <strong>Londra</strong>-Giocare il nostro rugby, questo è l&#8217;obiettivo per l&#8217;<strong>Italia</strong> che domani (ore 15.30, diretta tv su <strong>DMAX</strong>) si troverà al cospetto dei superman in maglia bianca dell&#8217;<strong>Inghilterra</strong> nella fortezza di <strong>Twickenham</strong>. Sergio <strong>Parisse</strong> sembra aver superato la rabbia e la frustrazione che lo avevano vinto sabato scorso al termine della partita perduta contro l&#8217;Irlanda all&#8217;Olimpico. <span id="more-3491"></span>Dopo un&#8217;ottima prestazione personale si era dovuto piegare alla sconfitta resa più amara dalla mancanza di possesso dell&#8217;ovale, una intera battaglia combattuta in difesa :&#8221;Non siamo riusciti a esprimere il nostro gioco contro l&#8217;<strong>Irlanda</strong> ed è stato frustrante &#8211; ha spiegato in una sala dell&#8217;hotel che ospita il ritiro londinese degli <strong>azzurri</strong> &#8211; dopo la partita avevo una grande rabbia dentro per non essere riusciti a costruire il nostro gioco.</p>
<p>Abbiamo difeso benissimo con qualità e volontà ma ogni volta che riconquistavamo il pallone lo perdevamo immediatamente.</p>
<p>Così è impossibile giocare ma anche divertirsi e divertire il pubblico, appassionarlo alla partita.</p>
<p>Domenica abbiamo analizzato la partita e i nostri errori ma da lunedì abbiamo cominciato a lavora in positivo.</p>
<p>Alla squadra ho chiesto di dimenticare la prima e di concentrarci su quello che dobbiamo fare, magari anche con un pizzico di arroganza in più&#8221;.</p>
<p>L&#8217;<strong>Inghilterra</strong>, reduce dalla bella vittoria sul <strong>Galles</strong> a Cardiff (mai facile), non sembra l&#8217;avversario più semplice da affrontare oggi:&#8221;Vengono da una grande vittoria, sanno di giocare contro di noi che non siamo in corsa per vincere il torneo e potrebbero registrare un calo di tensione, sarebbe umano.</p>
<p>Ma noi sappiamo che sarà una dura battaglia fisica e la lotta in mischia chiusa e in rimessa laterale sarà molto impegnativa.</p>
<p>In questo match non abbiamo tanto la pressione sul risultato quanto sulla prestazione, vogliamo tornare a giocare il nostro rugby per dimostrare a tutti il nostro valore&#8221;.</p>
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		<title>Con la Scozia serve la vittoria</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Feb 2014 16:32:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo i primi due match in Galles e Francia finalmente l&#8217;Italrugby torna nella sua tana e l&#8217;evento promette di essere memorabile. Sabato (ore 14.30, diretta tv su DMAX, 52 digitale terrestre) andrà in scena per la terza giornata dell&#8217;RBS Sei Nazioni 2014 Italia &#8211; Scozia in uno stadio Olimpico molto vicino al tutto esaurito. Circa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.flickr.com/photos/7142999@N05/8539099351/player/166235caaa" height="429" width="500"  frameborder="0" allowfullscreen webkitallowfullscreen mozallowfullscreen oallowfullscreen msallowfullscreen></iframe> Dopo i primi due match in Galles e Francia finalmente l&#8217;<strong>Italrugby</strong> torna nella sua tana e l&#8217;evento promette di essere memorabile. Sabato (ore 14.30, diretta tv su <strong>DMAX</strong>, 52 digitale terrestre) andrà in scena per la terza giornata dell&#8217;<strong>RBS Sei Nazioni 2014</strong> <strong>Italia</strong> &#8211; <strong>Scozia</strong> in uno stadio <strong>Olimpico</strong> molto vicino al tutto esaurito. <span id="more-3408"></span>Circa <strong>67.000</strong> i biglietti venduti a ieri, un risultato straordinario di partecipazione se si considera che la squadra di <strong>Brunel</strong> ha perso, pur in capo a prestazioni incoraggianti, le prime due partite.</p>
<p>Ma il<strong> Sei Nazioni</strong> è ormai un richiamo irresistibile per i vecchi e nuovi appassionati della palla ovale che saranno sugli spalti a spingere con gli azzurri per ottenere la prima, fondamentale, vittoria del Torneo.</p>
<p>Il ct <strong>Brunel</strong> ha annunciato il XV che scenderà in campo contro la <strong>Scozia</strong> operando solo tre cambi rispetto a Parigi con <strong>Zanni</strong>, <strong>Barbieri</strong> in terza linea e <strong>Esposito</strong> all&#8217;ala.</p>
<p>Il coach azzurro ha fatto appello a quanto di positivo si è visto nelle prime due giornate:&#8221;Dobbiamo ancora imparare a prendere il controllo delle partite quando siamo in grado di farlo.</p>
<p>In Galles abbiamo subito punti di troppo all’inizio, in Francia abbiamo creato senza concretizzare quanto avremmo dovuto ma già aver costruito diverse occasioni da meta è un dato positivo, sono abbastanza contento dei contenuti del nostro <strong>rugby</strong>.</p>
<p>Possesso e conquista sino a qui sono stati buoni, mischia e rimessa laterale sono molto migliorati, ma dobbiamo ancora migliorare nel prendere il controllo dei match”.</p>
<p>La gestione, dunque, e le scelte di gioco nei moneti decisivi, quando bisogna affondare il colpo per raccogliere i frutti offensivi di una squadra che sta crescendo.</p>
<p>La <strong>Scozia</strong> arriva nel suo peggior momento degli ultimi anni.</p>
<p>L&#8217;ultima sconfitta subita dall&#8217;Inghilterra è stata accolta malissimo nella terra delle Highlands, dove la stampa ha messo in croce il ct <strong>Scott Johnston</strong> e i giocatori.</p>
<p>Il coach ha dato vita a diversi cambi, c&#8217;è da giurare che i suoi uomini scenderanno in campo col coltello tra i denti ma niente scherzi : per l&#8217;<strong>Italia</strong> a questo punto c&#8217;è solo la <strong>vittoria</strong>.</p>
<div></div>
<div>
<p><strong>ITALIA</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>15 Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 54 caps)</p>
<p>14 Angelo ESPOSITO (Benetton Treviso, 1 cap)*</p>
<p>13 Michele CAMPAGNARO (Benetton Treviso, 4 caps)*</p>
<p>12 Gonzalo GARCIA (Zebre Rugby, 30 caps)</p>
<p>11 Leonardo SARTO (Zebre Rugby, 4 caps)*</p>
<p>10 Tommaso ALLAN (Perpignan, 5 caps)</p>
<p>9 Edoardo GORI (Benetton Treviso, 31 caps)*</p>
<p>8 Sergio PARISSE (Stade Francais, 103 caps) &#8211; capitano</p>
<p>7 Robert BARBIERI (Benetton Treviso, 32 caps)</p>
<p>6 Alessandro ZANNI (Benetton Treviso, 82 caps)</p>
<p>5 Joshua FURNO (Biarritz Olympique, 15 caps)*</p>
<p>4 Quintin GELDENHUYS (Zebre Rugby, 43 caps)</p>
<p>3 Martin CASTROGIOVANNI (Toulon RC, 103 caps)</p>
<p>2 Leonardo GHIRALDINI (Benetton Treviso, 61 caps)</p>
<p>1 Alberto DE MARCHI (Benetton Treviso, 14 caps)</p>
<p><strong><em>a disposizione</em></strong></p>
<p>16 Davide GIAZZON (Zebre Rugby, 17 caps)</p>
<p>17 Matias AGUERO (Zebre Rugby, 22 caps)</p>
<p>18 Lorenzo CITTADINI (Benetton Treviso, 29 caps)</p>
<p>19 Marco BORTOLAMI (Zebre Rugby, 101 caps)</p>
<p>20 Paul DERBYSHIRE (Benetton Treviso, 20 caps)</p>
<p>21 Tobias Weitz BOTES (Benetton Treviso, 21 caps)</p>
<p>22 Luciano ORQUERA (Zebre Rugby, 38 caps)</p>
<p>23 Tommaso IANNONE (Zebre, 8 caps)*</p>
<p>*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”</p>
</div>
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		<title>Un pieno di promesse</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Dec 2012 16:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby azzurro]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 2012 ovale che se ne va ....]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/8330644836/" title="ITALIA-SCOZIA by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm9.staticflickr.com/8492/8330644836_2d8827cc3a.jpg" width="500" height="333" alt="ITALIA-SCOZIA"></a> Il <strong>2012</strong> che ci saluta non lascerà grandi rimpianti nel mondo del <strong>rugby</strong> che, anzi, si concentra volentieri su un <strong>2013</strong> pieno di promesse. <span id="more-3145"></span>L’anno appena trascorso ha risentito della consueta e fisiologica “riflessione” successiva alla <strong>Rugby World Cup</strong> (giocata nell’ottobre del 2011 in Nuova Zelanda e vinta – finalmente – dai padroni di casa), un evento di tale portata &#8211; ormai il terzo al mondo per movimento complessivo di interessi economici e sportivi dopo Olimpiadi e Coppa del Mondo di calcio &#8211; che costituisce una vera scorpacciata, impossibile non rimanere sazi.</p>
<p>Tuttavia anche il <strong>2012</strong> di cose ne ha sancite parecchie e molto interessanti sia a livello internazionale, sia per l’<strong>Italia</strong>.</p>
<p>Anzi, a dire il vero l&#8217;<strong>Italia</strong>, insieme con <strong>l&#8217;Argentina</strong> ammessa per la prima volta al <strong>Rugby Championship</strong> (con <strong>All Blacks</strong>, <strong>Sudafrica</strong> e <strong>Australia</strong>), può essere considerata per molti motivi una delle nuove frontiere del mondo ovale.</p>
<p>Proprio il rugby italiano, in questo campo, ha fatto molto con il trasferimento del <strong>Sei Nazioni</strong> e di alcune altre partite dell’<strong>Italrugby</strong> allo <strong>Stadio Olimpico</strong> di Roma, tutte coronate da faraonici sold-out.</p>
<p>L&#8217;anno che ci sta salutando è quello che rimarrà nella storia del rugby italiano per le due partite dell&#8217;<strong>RBS Sei Nazioni 2012</strong> contro Inghilterra e Scozia, più per i risultati raggiunti in termini di capacità organizzative e di pubblico che per quelli sportivi, comunque importanti.</p>
<p>Nella prima a febbraio contro l&#8217;Inghilterra gli azzurri in campo fallirono la vittoria per un soffio ma la grande protagonista fu la neve, caduta su Roma nei giorni precedenti e il giorno stesso del match come mai prima di allora.</p>
<p>Con lo stadio <strong>Olimpico</strong> in sold out oltre 53.000 spettatori riuscirono comunque a raggiungere il <strong>Foro Italico</strong> grazie allo sforzo congiunto di <strong>Roma Capitale</strong>, della <strong>CONI Servizi</strong> e della <strong>Federugby</strong> consentendo il regolare svolgimento del match in una atmosfera resa unica e indimenticabile dalla neve.</p>
<p>Se si considera che la sera dello stesso giorno a Parigi venne rinviata Francia-Irlanda con 75.000 spettatori già seduti nello stadio a causa del gelo che, a detta degli organizzatori, non permetteva di disputare la partita si ha l&#8217;idea di quale successo organizzativo si colse quel giorno.</p>
<p>Si spiega anche così la lettera che la <strong>Six Nations Ltd.</strong>, la società che gestisce il prestigioso torneo, inviò alla <strong>Federugby</strong> e al sindaco <strong>Gianni Alemanno</strong> per ringraziare Roma e l&#8217;Italia per l&#8217;efficienza dimostrata, non capita spesso.</p>
<p>Poi il secondo appuntamento, quello di Italia-Scozia in una assolata giornata di marzo.</p>
<p>Tempo splendido, <strong>Villaggio Terzo Tempo</strong> preso d&#8217;assalto da 74.000 spettatori entusiasti che regalarono poi un <strong>Olimpico</strong> straordinario per la vittoria di <strong>Parisse</strong> e compagni sugli Highlanders, ancora un successo clamoroso per tutto il movimento italiano.</p>
<p>Un fortunato episodio? Una casualità irripetibile? A smentire queste ipotesi lo scorso 17 novembre è arrivato il Cariparma Test Match <strong>Italia &#8211; Nuova Zelanda</strong> che ha registrato oltre 74.000 spettatori paganti, sfondando il tetto dei 2 milioni di incasso al botteghino e registrando l&#8217;ennesimo successo per l&#8217;<strong>Area Terzo Tempo</strong> nella cornice unica del Parco del Foro Italico.</p>
<p>Tutto questo ha proiettato il rugby italiano tra le realtà più interessanti del pianeta ovale, attirando l&#8217;attenzione dei vertici dell&#8217;<strong>International Rugby Board</strong> e di nuovi sponsor, attratti dall&#8217;incredibile successo di pubblico.</p>
<p>Ora la sfida &#8211; non facile &#8211; è mantenere questi standard e sperare che la squadra cresca nelle prestazioni come ha fatto nel 2012 : quattro vittorie (Canada, Usa, Scozia e Tonga) e prestazioni brillanti contro Australia e All Blacks.</p>
<p>Per l&#8217;<strong>Italrugby</strong> il 2013 potrebbe essere molto divertente.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Rugby al Tre Fontane</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Oct 2012 10:43:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby romano]]></category>
		<category><![CDATA[rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Rugby Roma Club]]></category>
		<category><![CDATA[Tre Fontane]]></category>

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		<description><![CDATA[Torna il rugby al Tre Fontane]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/8082320590/" title="Rugby Roma  1931 by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm9.staticflickr.com/8335/8082320590_161b165d07.jpg" width="500" height="313" alt="Rugby Roma  1931"></a> Dopo qualche tempo e troppe polemiche, domani torna al <strong>Tre Fontane</strong> il rugby giocato da una squadra con le maglie a strisce biancoenere. Dall&#8217;Ufficio Stampa della <strong>Rugby Roma Club</strong> riceviamo e volentieri pubblichiamo : <span id="more-3078"></span>Torna la Rugby Roma! Tornano i bianconeri! Domenica 14 ottobre al Tre Fontane rientrano, poco più di un anno dopo un&#8217;&#8230;abbondante  sosta, le mitiche stripes White-Black della Rugby Roma Club che esordisce alle ore 15.30 nel campionato di serie C contro la Garibaldina di Aprilia.</p>
<p>Altri campionati e altri avversari rispetto a quelli dei padri nobili dei precedenti 81 anni di vita della società ma in tutti l&#8217;orgoglio e la volontà di ripartire proprio dall&#8217;ultimo livello, senza scorciatoie, per  cercare di tornare quelli di prima, quelli dei cinque scudetti.</p>
<p>Sarà festa grande al &#8220;Renato Speziali&#8221; perchè la Rugby Roma Club scenderà in campo anche alle ore 11 con l&#8217;under 16 del campionato Elite contro il Cus Roma e alle 12 con l&#8217;under 20 contro l&#8217;Amatori Tivoli.</p>
<p>Rugby Roma day ma potevamo benissimo chiamarla Rugby Roma pride questa giornata della rinascita e a tutti gli ex più o meno giovani che vorranno partecipare all&#8217;evento l’invito a presentarsi indossando la maglia bianconera!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Avviso ai lettori</title>
		<link>http://www.alessandrofusco.com/blog/2012/08/avviso-ai-lettori-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=avviso-ai-lettori-2</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Aug 2012 22:31:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Alfredo Biagini]]></category>
		<category><![CDATA[Campionato di Eccellenza]]></category>
		<category><![CDATA[Mantovani Lazio Rugby 1927]]></category>
		<category><![CDATA[rugby]]></category>

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		<description><![CDATA[Avviso ai lettori]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gentili lettori,</p>
<p>per correttezza nei confronti di chi legge questo blog regalandomi grandi soddisfazioni umane e professionali rendo noto a tutti voi &#8211; anche se la cosa è stata già annunciata ufficialmente (vedi <strong>www.laziorugby.it</strong>) &#8211; che dal mese di agosto 2012 su invito del presidente  avv. <strong>Alfredo Biagini</strong>  ho assunto la carica di direttore sportivo della <strong>Mantovani Lazio Rugby 1927</strong>. Visto l&#8217;argomento cui è dedicato questo blog è bene che sia noto ai lettori il mio coinvolgimento in una delle società partecipanti al campionato <strong>Eccellenza</strong>, ciò che non mi impedirà di continuare a raccontare le mie opinioni anche sul campionato italiano. Certo che il nostro rapporto continuerà a vivere della comune passione per il <strong>rugby</strong>, vi ringrazio per l&#8217;attenzione e vi auguro una meravigliosa estate in attesa del <strong>Rugby Championship</strong>! A presto,</p>
<p>Alessandro Fusco</p>
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		</item>
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		<title>&#8220;Fare squadra per vincere. Il rugby scende in campo contro il bullismo&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 21:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Jimenez]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio 1927]]></category>
		<category><![CDATA[Prestipino]]></category>
		<category><![CDATA[Provincia di Roma]]></category>
		<category><![CDATA[rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Zingaretti]]></category>

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		<description><![CDATA[Iniziativa a Roma del rugby contro il bullismo sostenuta dalla Lazio]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/7173215906/" title="DSC_0067 by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm6.staticflickr.com/5039/7173215906_c9578dc997.jpg" width="500" height="332" alt="DSC_0067"></a> <em>Sui campi del Centro di Preparazione Olimpica <strong>&#8220;Giulio Onesti&#8221; </strong>all’Acquacetosa di Roma, dopo cinque mesi di lavoro e poco meno di cento ore in aula, in palestra e sul campo, si è concluso con il tradizionale torneo finale l’edizione 2012 di <strong>“Fare Squadra per Vincere. Il rugby scende in campo</strong> <strong>contro il bullismo”</strong>.<span id="more-2871"></span> </em><em>Trecento tra ragazzi e ragazze provenienti dalle prime classi delle scuole superiori di </em><em>cinque istituti della Provincia di <strong>Roma</strong> nei quali si è svolto il progetto, divisi in una ventina di squadre, hanno partecipato al tradizionale torneo di <strong>“touch rugby&#8221;</strong>. </em></p>
<p><em>Per la cronaca, ha vinto l’Istituto Tecnico <strong>Pacinotti</strong>  <em>di Roma.</em></em></p>
<p><em><em></em><em><strong>“Fare Squadra per Vincere”</strong> è partito nel 2009 con la finalità di portare i valori morali di uno sport di squadra per eccellenza, come il <strong>rugby</strong>, nell’ambiente scolastico, come antidoto al fenomeno del bullismo.</em></em></p>
<p><em><em> </em><em>Nei quattro anni di vita<strong> “Fare Squadra per Vincere”</strong> ha interessato a Roma una trentina di scuole e circa 2000 ragazzi, per oltre 500 ore di attività. </em></em></p>
<p><em><em>Il progetto, nato da un’idea di<strong> Erreottanta Comunicazione</strong>, ha beneficiato del contributo della <strong>Provincia di Roma</strong>, del patrocinio della <strong>Federazione Italiana Rugby</strong> e del supporto tecnico della <strong>S.S. Lazio Rugby 1927</strong>.</em></em></p>
<p><em><em> </em><em>La finalità di<strong> “Fare Squadra per Vincere Il rugby scende in campo contro il bullismo”</strong> è </em><em>quella di creare o rinforzare lo spirito di squadra tra i ragazzi, portando nella scuola i </em><em>valori morali fondamentali del <strong>rugby</strong>: lo spirito di squadra, il rispetto per il compagno e per l’avversario, il concetto del sacrificio per il raggiungimento dell’obiettivo comune.</em></em></p>
<p><em><em> Solo in gruppo si possono raggiungere obiettivi importanti.</em></em></p>
<p><em><em> </em><em>Contrapposizione, dunque, del gruppo e della squadra, al “bullo” e alla prevaricazione </em><em>sui più deboli</em></em></p>
<p><em><em>.</em><em> Il progetto si è svolto attraverso una serie d’incontri periodici con gruppi di studenti nelle cinque scuole portati avanti da formatori, psicologi e da un gruppo di allenatori della <strong>S.S. Lazio Rugby 1927.</strong> </em></em></p>
<p><em><em>Il torneo tra le varie squadre formate da ragazze e ragazzi è la fase finale del progetto e del percorso formativo. </em></em></p>
<p><em><em></em><em>Per il torneo i &#8220;gruppi-classe&#8221; sono stati suddivisi in squadre di &#8220;touch &#8211; rugby&#8221;, con 7 </em><em>giocatori e su campi di dimensioni ridotte rispetto a quelle normali.</em></em></p>
<p><em><em> Nel “touch-rugby”, </em><em>al placcaggio viene sostituito il tocco dell&#8217;avversario, “con questo tipo di gioco – </em><em>spiega <strong>Victor Jimenez</strong>, allenatore della SS Lazio Rugby 1927 e direttore tecnico del </em><em>Progetto &#8211; le squadre possono essere costituite, indifferentemente, da ragazze e </em><em>ragazzi puntando, oltre che a una partecipazione davvero piena, anche al </em><em>superamento di un&#8217;errata idea che il rugby sia uno sport prettamente maschile e violento”.</em></em></p>
<p><em><em> </em><em>A premiare i ragazzi e a partecipare con loro al tradizionale “terzo tempo”, l’Assessore </em><em>della <strong>Provincia di Roma</strong> alle Politiche del Turismo, Sport e Gioventù, <strong>Patrizia Prestipino</strong> che, sin dalla prima edizione, ha appoggiato con grande entusiasmo il progetto voluto fortemente dal Presidente della Provincia <strong>Nicola Zingaretti</strong>, grande appassionato di rugby.</em></em></p>
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<p><em>di Roma.</em><em>“Fare Squadra per Vincere” è partito nel 2009 con la finalità di portare i valori morali di uno sport di squadra per eccellenza, come il rugby, nell’ambiente scolastico, come antidoto al fenomeno del bullismo. </em><em>Nei quattro anni di vita “Fare Squadra per Vincere” ha interessato, a Roma, una trentina di scuole e circa 2mila ragazzi, per oltre cinquecento ore di attività. Il progetto, nato da un’idea di Erreottanta Comunicazione, ha beneficiato del contributo della Provincia di Roma, del patrocinio della Federazione Italiana Rugby e del supporto tecnico della S.S. Lazio Rugby 1927. </em><em>La finalità di “Fare Squadra per Vincere Il rugby scende in campo contro il bullismo” è </em><em>quella di creare o rinforzare lo spirito di squadra tra i ragazzi, portando nella scuola i </em><em>valori “morali” fondamentali del rugby: lo spirito di squadra, il rispetto per il compagno e per l’avversario, il concetto del sacrificio per il raggiungimento dell’obiettivo comune. Solo in gruppo si possono raggiungere obiettivi importanti. </em><em>Contrapposizione, dunque, del gruppo e della squadra, al “bullo” e alla prevaricazione </em><em>sui più deboli.</em><em> Il progetto si è svolto attraverso una serie d’incontri periodici con gruppi di studenti, nelle cinque scuole, portati avanti da formatori, psicologi e da un gruppo di allenatori della S.S. Lazio Rugby 1927. Il torneo tra le varie squadre, formate da ragazze e ragazzi è la fase finale del progetto e del percorso formativo. </em><em>Per il torneo i &#8220;gruppi-classe&#8221; sono stati suddivisi in squadre di &#8220;touch &#8211; rugby&#8221;, con 7 </em><em>giocatori e su campi di dimensioni ridotte rispetto a quelle normali. Nel “touch-rugby”, </em><em>al placcaggio viene sostituito il tocco dell&#8217;avversario, “con questo tipo di gioco – </em><em>spiega Victor Jimenez, allenatore della SS Lazio Rugby 1927 e direttore tecnico del </em><em>Progetto &#8211; le squadre possono essere costituite, indifferentemente, da ragazze e </em><em>ragazzi, puntando, oltre che a una partecipazione davvero piena, anche al </em><em>superamento di un&#8217;errata idea che il rugby sia uno sport prettamente maschile e violento”. </em><em>A premiare i ragazzi e a partecipare con loro al tradizionale “terzo tempo”, l’Assessore </em><em>della Provincia di Roma alle Politiche del Turismo, Sport e Gioventù, Patrizia Prestipino che, sin dalla prima edizione, ha appoggiato con grande entusiasmo il progetto, voluto fortemente dal Presidente della Provincia Nicola Zingaretti, grande appassionato di rugby.</em></p>
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		<title>La gente sceglie il rugby</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 17:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di rugby]]></category>
		<category><![CDATA[Italrugby]]></category>
		<category><![CDATA[Olimpico]]></category>
		<category><![CDATA[rugby]]></category>

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		<description><![CDATA[Perchè la gente sceglie il rugby]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/6946245497/" title="Pubblico azzurro by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7058/6946245497_3c28c7ac38.jpg" width="500" height="331" alt="Pubblico azzurro"></a> Dopo una prima fase di generale simpatia suscitata da questi strani tipi del <strong>rugby</strong>, grandi grossi, simpatici e che vincono così di rado, i <strong>70.000</strong> dell&#8217;<strong>Olimpico</strong> e lo strabiliante successo commerciale (se rapportato ai risultati della Nazionale), cominciano a suscitare qualche invidia. <span id="more-2806"></span>Le frecciate da parte di alcune autorevoli penne sono un sintomo del grande successo del rugby italiano che qualcuno farebbe bene a studiare più da vicino e in maniera meno superficiale, prima di lasciarsi andare all&#8217;ironia.</p>
<p>Domani a Roma l&#8217;<strong>Italrugby</strong>, che lo scorso 11 febbraio sotto la nevicata più intensa caduta sulla Capitale a memoria d&#8217;uomo ha offerto una grande prova di organizzazione, metterà in scena qualcosa che altri sport dovrebbero imitare.</p>
<p>Le famiglie, gli appassionati vecchi e nuovi (molto più numerosi), i ragazzi che hanno deciso in un periodo in cui i soldi non si gettano via di investirne un bel po&#8217; (i biglietti non sono certo a prezzi stracciati) per trascorrere una giornata di festa sportiva troveranno molte cose che altrove non ci sono più, o non ci sono mai state.</p>
<p>Nel <strong>Terzo Tempo Peroni Village</strong> musica dal vivo, birra, premiazioni, un&#8217;area per imparare il rugby divertendosi tutti insieme prima e dopo la partita, senza violenza o pericoli fraternizzando con gli avversari.</p>
<p>Dentro lo stadio l&#8217;arbitro internazionale <strong>Giulio De Santis</strong> spiegherà dai maxi-schermi le decisioni dell&#8217;arbitro, mentre una scritta inviterà il pubblico a non fischiare i calciatori avversari.</p>
<p>Sul campo dove ogni domenica altri atleti si tuffano ingannando arbitri e avversari ci sarà <strong>Castrogiovanni</strong> che non voleva uscire nemmeno con una costola fratturata.</p>
<p>Magari è per questo, e per tanto altro, che la gente viene a vedere una squadra che perde così tanto.</p>
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		<title>E adesso avanti!</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 16:45:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
		<category><![CDATA[All Blacks]]></category>
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		<category><![CDATA[Rugby World Cup 2011]]></category>

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		<description><![CDATA[Si chiude la Rugby World Cup 2011 e, mentre in Nuova Zelanda è il momento della festa, nel resto del mondo è l&#8217;ora dei bilanci e delle analisi. A livello di tendenze nelle filosofie di gioco, da tempo si consuma uno scontro tra la scuola europea, fortemente tradizionalista, e quella delle potenze australi incline al [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/5322957987/" title="Brunel by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5245/5322957987_ec796cb5bc.jpg" width="263" height="191" alt="Brunel"></a> Si chiude la <strong>Rugby World Cup 2011</strong> e, mentre in <strong>Nuova Zelanda</strong> è il momento della festa, nel resto del mondo è l&#8217;ora dei bilanci e delle analisi. A livello di tendenze nelle filosofie di gioco, da tempo si consuma uno scontro tra la scuola europea, fortemente tradizionalista, e quella delle potenze australi incline al rinnovamento.<span id="more-2601"></span> Dopo anni di tentativi di spettacolarizzare il <strong>rugby</strong> con nuove regole, accorgimenti tecnici più o meno efficaci e condivisibili per farlo somigliare sempre di più al suo cugino Rugby XIII depotenziando la mischia chiusa e le fasi statiche ecco che proprio gli<strong> All Blacks</strong>, epigoni dell&#8217;innovazione, vincono la finale marcando una sola meta e difendendola nei minuti finali nascondendo l&#8217;ovale agli avversari con un lungo possesso costruito sulla forza degli avanti, secondo la migliore tradizione europea.</p>
<p>Morale: giusto rimanere sensibili alla modernità e all&#8217;innovazione &#8211; e in questo il <strong>rugby</strong> è superiore agli altri sport di squadra &#8211; ma i pilastri del gioco sono, e resteranno, quelli di sempre.</p>
<p>Fa piacere constatare di essere d&#8217;accordo in questa lettura con i colleghi (e grandi amici) <strong>Duccio Fumero</strong> del blog <strong>Rugby 1823</strong> e <strong>Francesco Volpe</strong> del <strong>Corriere dello Sport</strong>.</p>
<p>Per l&#8217;<strong>Italia</strong> è tempo di guardare avanti.</p>
<p>Dopo l&#8217;ennesimo fallimento dell&#8217;assalto ai quarti del mondiale meglio concentrarsi sul <strong>Sei Nazioni, </strong>vero core-business del nostro movimento.</p>
<p>Il nuovo ct, il francese<strong> Jacques Brunel</strong>, eredita da <strong>Mallett</strong> una squadra con margini di crescita, forte di un gruppo di esperti ancora giovani guidato da <strong>Parisse</strong>, <strong>Zanni</strong> e <strong>Castrogiovanni</strong> e una schiera di emergenti come <strong>Benvenuti</strong>, <strong>Semenzato</strong>, <strong>Gori</strong>, <strong>Toniolatti</strong>, <strong>Derbyshire</strong>, <strong>Furno</strong>, <strong>D&#8217;Apice</strong> e altri da valorizzare.</p>
<p>Esprimiamo due desideri.</p>
<p>Al nuovo ct chiediamo di costruire un&#8217;<strong>Italia</strong> capace di entusiasmare costruendo gioco e segnando mete, facendo scelte coraggiose e senza condizionamenti, ha tutte le abilità per poterlo fare.</p>
<p>Al presidente federale <strong>Dondi</strong> chiediamo di mettere <strong>Brunel</strong> in condizione di farlo sostenendo il suo lavoro con scelte politiche precise e lucide, a cominciare dalla gestione degli atleti nelle franchigie.</p>
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		<title>Rugby in libreria. &#8220;Il tempo delle mete&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 04:59:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[All Blacks]]></category>
		<category><![CDATA[Flavio Pagano]]></category>
		<category><![CDATA[Il tempo delle mete]]></category>
		<category><![CDATA[Manifestolibri]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Mazzuccato]]></category>
		<category><![CDATA[rugby]]></category>

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		<description><![CDATA["Il tempo delle mete"]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/6229388188/" title="Cop. Tempo delle mete col by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6153/6229388188_5cace06fb8.jpg" width="344" height="500" alt="Cop. Tempo delle mete col"></a> Il <strong>rugby</strong> cresce in Italia, nonostante le molte sconfitte e le poche vittorie degli <strong>Azzurri</strong> che conquistano comunque &#8211; misteriosamente, per alcuni &#8211; sempre nuovi innamorati. Per scoprire almeno alcuni tra i motivi di questo fenomeno è utile leggere <strong>&#8220;Il tempo delle mete&#8221;</strong> di <strong>Flavio Pagano</strong> (Manifestolibri, 18 euro) con la prefazione di <strong>Nicola Mazzuccato</strong>, ex-azzurro.<span id="more-2579"></span> Giornalista e autore televisivo, l&#8217;autore riprende un altro suo successo del 2005,<strong> &#8220;Quelli che il rugby&#8221;</strong>, arricchito da nuovi racconti che focalizzano alcuni aspetti fondamentali di questo sport che sa essere istintivo e, a un tempo, portatore di una vera e propria filosofia di vita.</p>
<p>Il rugby raccontato da <strong>Pagano</strong> non è un rugby fatto di luoghi comuni di facile presa.</p>
<p>Nel libro viene raccontato lo sport della palla ovale rappresentato nei racconti attraverso sè stesso.</p>
<p>Una folle partita tra Italia e <strong>All Blacks</strong>, un&#8217;altra che vede in campo i principali uomini politici del nostro tempo, storie di rugby al femminile, storie ispirate alle gesta di rugbisti che di fronte a situazioni tragiche o estreme &#8211; come il terremoto a L&#8217;Aquila &#8211; hanno saputo informare il proprio comportamento allo spirito del rugby anche fuori dal campo.</p>
<p>Crescendo, il rugby ha bisogno di essere raccontato per permettere ai nuovi appassionati di conoscerne la ricchezza profonda.</p>
<p>Il libro di <strong>Flavio Pagano</strong> aggiunge una voce importante che arricchisce un coro sempre più ricco.</p>
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		<title>&#8220;Gli implaccabili&#8221;, di Giorgio Cimbrico</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 16:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Cimbrico]]></category>
		<category><![CDATA[rugby]]></category>

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		<description><![CDATA[In edicola il nuovo libro di Giorgio Cimbrico]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/6026200844/" title="Gli Implaccabili cover by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6090/6026200844_d3f7fec172.jpg" width="317" height="500" alt="Gli Implaccabili cover"></a> Scrivo di <strong>rugby</strong> per passione ma in occasioni come questa essa diventa piacere. In uscita nelle librerie vi segnalo <strong>&#8220;Gli implaccabili&#8221;</strong> (Absolutely free, 13 euro) scritto da un Amico e un Maestro : <strong>Giorgio Cimbrico</strong>. Sono sicuro che nessuno dei colleghi al seguito della palla ovale in Italia me ne vorrà se gratifico Giorgio di questi due epiteti e se, dal punto di vista schiettamente professionale, ve ne aggiungo un terzo, Esempio.<span id="more-2472"></span> Magnifica penna &#8211; addirittura sprecata per il rugby e per lo sport olimpico se non fosse che nutriamo la stessa insana passione per tutto questo &#8211; <strong>Giorgio Cimbrico</strong> esercita il suo Alto Magistero anche nella scivolosa disciplina dell&#8217;ironia esaltata dalle sue inimitabili imitazioni, splendida tra tutte, quella di <strong>Paolo Rosi</strong>.</p>
<p>Non perdetevi la sua ultima fatica dedicata al mondo della palla ovale, ciò che ci lega per sempre.</p>
<p>Di seguito, il comunicato stampa della casa editrice :</p>
<div>Finito di stampare a fine luglio 2011, presente in tutte le librerie e nei maggiori store online a partire da agosto, Gli implaccabili di Giorgio Cimbrico vede la luce nell&#8217;anno dei Mondiali. Penna storica dello sport e del rugby, Cimbrico è andato a cercare le storie dei giganti del rugby su una strada che è fatta di fatti, di uomini e luoghi che il trascorrere del tempo ha trasformato in magnifici, irrinunciabili compagni di viaggio, che hanno acceso la fiamma della curiosità, che hanno condotto alla commozione, che hanno costretto a una ricerca capace di eliminare i sedimenti che si erano attaccati addosso, come le conchiglie sulla chiglia di una vecchia barca.</p>
<p>Ci sono le vittorie. E ci sono le sconfitte. Ma soprattutto ci sono loro, gli &#8221;implaccabili&#8221; del rugby. Quelli che niente è riuscito a buttare giù. Né gli avversari, né la vita.<br />
Un libro che vede la luce nell&#8217;anno dei Mondiali, per raccontare i personaggi indimenticabili della palla ovale. Un libro che mescola emozioni, ricordi e luoghi storici di questo sport.<br />
Storie che raccontano un&#8217;epoca in cui il rugby è stato un&#8217;arte e un cozzo, un improvviso e una variazione sulla tastiera del prato, una discesa verso gli inferi nel fango più vischioso, una scommessa, un azzardo, una risata, un rimpianto, una visione e una preghiera, avrebbe detto Dylan Thomas, che a rugby non giocò mai, ma era gallese e questo può bastare.</p>
<p>Una collana, sport.doc di Absolutely Free Editore, che raccoglie grandi firme del panorama del giornalismo sportivo italiano quali Roberto Renga, Dario Torromeo e un altro libro dello stesso Cimbrico, La regina e i suoi amanti (2010), che ha per protagonista l&#8217;atletica leggera.</p>
<p>Giorgio Cimbrico, genovese, segue il rugby da più di quarant&#8217;anni e ancora più assiduamente dal 2000, anno in cui l&#8217;Italia ha fatto il suo ingresso nel Sei Nazioni. Da trent&#8217;anni scrive per il Secolo XIX.<br />
Mozart, Vermeer, Simenon e la storia dell&#8217;Impero Britannico attraverso i libri e i francobolli sono le altre faccende che lo hanno fatto tirare avanti sin qui.</p>
<p><strong>Titolo:</strong> Gli implaccabili<br />
<strong>Autore:</strong> Giorgio Cimbrico<br />
<strong>Collana: </strong>Sport.doc<br />
<strong>Formato: </strong>13x21cm<br />
<strong>Pagine: </strong>147<br />
<strong>Prezzo:</strong> Euro 13,00<br />
<strong>Editore:</strong> Absolutely Free</p>
<p>La distribuzione del titolo cartaceo e della collana Sport.doc nelle maggiori librerie italiane è affidata a NdA.</p></div>
<div>Si allegano introduzione dell&#8217;autore e prefazione di Luciano Ravagnani, decano dei giornalisti italiani di rugby.</p>
</div>
<div>per info: Giorgio Cimbrico +39.335.788.29.53/Daniele Azzolini +39.335.30.73.29</div>
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