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	<title>Alessandro Fusco &#187; Mortlock</title>
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	<description>Interamente dedicato al Rugby, in ogni sua forma e nazionalità.</description>
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		<title>O&#8217;Connor tiene a bada un&#8217;Italia promettente</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 12:17:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby azzurro]]></category>
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		<description><![CDATA[Buona Itlaia sconfitta dall'Australia]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/3621275843/" title="James O'Connor, tre mete agli Azzurri by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3150/3621275843_cceeee44d2.jpg" width="500" height="321" alt="James O'Connor, tre mete agli Azzurri"class="alignmiddle" /></a> Il sensational-boy del rugby australiano <strong>James O&#8217;Connor</strong> si presenta sulla scena internazionale marcando tre mete nel <strong>31-8</strong> con cui un&#8217;<strong>Australia</strong> competente e disciplinata supera una edizione dell&#8217;<strong>Italia</strong> con i propri limiti, certo, ma in grado di mostrare alcune promesse interessanti. <span id="more-1199"></span>Per primo, <strong>Craig Gower</strong>.</p>
<p> La scommessa che <strong>Nick Mallett</strong> aveva lanciato a chi, come chi scrive, era scettico sul lancio in azzurro della 31enne ex stella del <strong>Rugby League</strong> è vinta nettamente dal ct sudafricano.</p>
<p> Giusto, dunque, rendergli <strong>merito</strong> per questo.</p>
<p>La nuova apertura dell&#8217;Italia ha mostrato in questo match di esordio in azzurro, il suo quinto da <strong>n.10</strong>, l&#8217;intero campionario che può mettere a disposizione della squadra per farla crescere notevolmente.</p>
<p>Ottimo regista difensivo, grande placcatore, eccellente attaccante ma, soprattutto, vero <strong>leader</strong> in campo.</p>
<p>Per un team che, <strong>Parisse</strong> a parte, ha evidenziato negli ultimi tempi grossi limiti di personalità, la presenza di <strong>Gower</strong> potrebbe rivelarsi decisiva.</p>
<p>Altra nota positiva della fredda serata di Canberra l&#8217;esordio del mediano di mischia <strong>Tito Tebaldi</strong>.</p>
<p> Entrato al posto di <strong>Canavosio</strong> fuori per infortunio, ha mostrato qualità migliori del titolare nel passaggio e nelle scelte tattiche, sfoggiando anche un piede interessante.</p>
<p>Tebaldi, classe <strong>1987</strong>, è la conferma che i giovani non mancano, basta garantirgli un &#8220;vissuto&#8221; nell&#8217;alto livello che consenta loro di maturare.</p>
<p>Come ha dimostrato anche la solida prova di <strong>Staibano</strong>, un pilone che sta ritrovando in Francia la propria dimensione internazionale.</p>
<p>Inoltre, confortante anche il <strong>parziale</strong> della seconda frazione di gioco conclusa sul <strong>14-8</strong>.</p>
<p>Ci sembra già abbastanza per essere contenti dopo un match che ha visto i <strong>Wallabies</strong>, n.3 del ranking mondiale, dominare in touche e, dunque, nel possesso.</p>
<p>Nonostante questo gli <strong>Azzurri</strong>, dopo un primo tempo difficile sia per le difficoltà in rimessa laterale sia per gli imbarazzi creati a Gower dall&#8217;imprecisione dei passaggi di Canavosio, sono riusciti ad arrivare all&#8217;<strong>halftime</strong> sul <strong>17-3</strong> per le due mete di <strong>O&#8217;Connor</strong> servito dall&#8217;Arcangelo <strong>Giteau</strong> che si incaricava di porre anche il sigillo personale al 33&#8242;, misto di fortuna e abilità.</p>
<p>Per l&#8217;<strong>Italia</strong>, costretta per lo più a difendere, solo un piazzato di <strong>McLean</strong> allo scadere dopo un drive interessante degli avanti che aveva sfiorato la meta.</p>
<p>Nella seconda metà, con <strong>Tebaldi</strong> alla mischia, l&#8217;Italia migliore.</p>
<p>Al 43&#8242; dopo <strong>otto fasi</strong> nei 22 metri avversari degli avanti italiani, rinfrancati dalla reintroduzione di regole più favorevoli al gioco del pack, <strong>Tebaldi</strong> serve <strong>Gower</strong> schierato profondo come per un drop.</p>
<p>Il n.10 azzurro parte invece come un treno verso la linea laterale, chiama la corsa all&#8217;interno di <strong>Robertson</strong> e lo serve sottomano, sorprendendo la difesa asutraliana che non riesce ad arrestare la corsa dell&#8217;ala italiana, <strong>meta</strong>!</p>
<p>La trasformazione di <strong>McLean</strong> finisce sul palo ma non importa, l&#8217;Italia c&#8217;è.</p>
<p> Al 48&#8242; risponde l&#8217;Australia che marca con il capitano <strong>Mortlock</strong>, giusto per non farci credere troppo nel miracolo, <strong>24-8</strong>.</p>
<p>Gli uomini di <strong>Mallett</strong> ci provano e piazzano un paio di bei drive nei 22 australiani ma non riescono a capitalizzare, nonostante un ottimo lavoro in <strong>mischia chiusa</strong>.</p>
<p> Al 59&#8242; la stanchezza ha la sua parte nei placcaggi mancati in serei da <strong>Zanni</strong>, <strong>Del Fava</strong> e <strong>Parisse</strong> che consentono a <strong>O&#8217;Connor</strong> la sua tripletta, peccato. </p>
<p>Tuttavia i temi proposti dal match sono assolutamente promettenti per il <strong>futuro</strong> degli <strong>Azzurri</strong>, ora si può sperare.</p>
<p><em><strong>Canberra, Canberra Stadium &#8211; 13 giugno 2009<br />
Test-match<br />
</strong>AUSTRALIA &#8211; ITALIA 31-8 (17-3)<br />
<strong>Australia:</strong> O&#8217;Connor; Turner (1&#8242; st. Asherly-Cooper), Mortlock (cap, 25&#8242; st, Cooper), Barnes, Mitchell; Giteau, Burgess; Brown (26&#8242; st. Pocock), Smith, Mumm; Sharpe, Horwill (20&#8242; st. Kimlin); Baxter (18&#8242; st. Alexander), Moore (20&#8242; st. Polota-Nau), Robinson<br />
<strong>all.</strong> Deans<br />
<strong>Italia:</strong> McLean; Robertson, Bergamasco Mi., Pratichetti M., Sgarbi; Gower, Canavosio (40&#8242; pt. Tebaldi); Parisse S. (cap), Bergamasco Ma. (27&#8242; st. Derbyshire), Zanni; Del Fava (19&#8242; st. Bortolami), Geldenhuys; Staibano (17&#8242; st. Rouyet), Ghiraldini, Perugini S.<br />
<strong>all.</strong> Mallett<br />
<strong>Arbitro:</strong> Poite (Francia)<br />
<strong>Marcatori:</strong> p.t. 3&#8242; m. O&#8217;Connor (5-0); 29&#8242; m. O&#8217;Connor (10-0); 33&#8242; m. Giteau tr. Giteau (17-0); 40&#8242; cp. McLean (17-3); s.t. 3&#8242; m. Robertson (17-8); 8&#8242; m. Mortlock tr. Giteau (24-8); 19&#8242; m. O&#8217;Connor tr. Giteau (31-8)<br />
<strong>Note:</strong> esordio in Nazionale per Tebaldi, Gower, Geldenhuys, Derbyshire (I); O&#8217;Connor (A) man of the match</em></p>
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		<title>L&#8217;Australia vince la battaglia di Sidney e continua a sperare</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Aug 2006 13:36:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[James]]></category>
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		<description><![CDATA[L'Australia mantiene viva la speranza di vittoria finale del torneo battendo il Sudafrica al termine di una battaglia avvincente.
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine di una battaglia ricca di colpi di scena e di episodi da ricordare l’<strong>Australia</strong> riesce a battere un <strong>Sudafrica</strong> rigenerato, <strong>20-18 </strong>il risultato finale.</p>
<p><span id="more-27"></span><br />
Nella serata che permetteva a <strong>George Gregan</strong> di battere l&#8217;ennesimo record &#8211; quello delle <strong>56 presenze da capitano</strong> dell&#8217;Australia appartenente al mito Eales &#8211;  straordinaria l’intensità del match soprattutto nel secondo tempo, quando il primato nel punteggio ha cambiato quattro volte padrone.</p>
<p>Dopo una partenza favorevole ai Wallabies che fruttava 3 punti all’<strong>11’</strong> per un piazzato di <strong>Mortlock</strong>, il Sudafrica reagiva ma <strong>Montgomery</strong> falliva una punizione al 17’.</p>
<p>Alla mezz’ora la prima svolta con la meta di <strong>Gerrard</strong> trasformata da Mortlock con il 10-0 per l’Australia, punteggio con il quale terminava la prima frazione di gioco.</p>
<p>Appassionante il <strong>duello</strong> in mischia chiusa tra du Randt e “Rodzilla” Blake da una parte e tra Van der Linde e Holmes dall’altra. Le due coppie di <strong>piloni</strong> davano vita ad una vera e propria partita nella partita, con il prevalere ora dell’una ora dell’altra prima linea.</p>
<p>Nel secondo tempo l’apertura <strong>James</strong> suonava la carica per i suoi guidando la rimonta degli <strong>Springboks</strong> prima con un devastante placcaggio su Mortlock, poi realizzando due piazzati per <strong>il 6-10 al 48’</strong>.</p>
<p>Al <strong>54’</strong> il sorpasso da parte del Sudafrica grazie alla meta di<strong> Fourie</strong> che approfittava dell’errore di trasmissione tra Palu e Gregan. L’ovale caduto veniva calciato da Du Preez e da Ndugane e Fourie era il più lesto a tuffarsi sul pallone in meta, la trasformazione di James fissava il <strong>10-13</strong>.</p>
<p>Mortlock piazzava al<strong> 64’ per il 13 pari</strong>, ma al <strong>68’</strong> la meta di <strong>Montgomery </strong>arrivata in capo ad una lunghissima azione dei sudafricani nella metà campo avversaria con ben 12 fasi di gioco, al termine della quale l’estremo del Sudafrica schiacciava in meta sospinto dai compagni Habana e Tiybilika, stabiliva il nuovo sorpasso con il  <strong>13-18</strong>.</p>
<p>A questo punto <strong>Connoly</strong> rinvigoriva i suoi con una serie di sostituzioni e il gioco dei padroni di casa se ne giovava.</p>
<p>Era proprio il veterano <strong>Rogers</strong> entrato da poco in campo a piazzare lo scatto decisivo con il quale realizzava il definitivo vantaggio dei Wallabies al <strong>75’</strong> schiacciando l’ovale sulla bandierina. Mortlock non falliva la decisiva trasformazione che fissava il finale sul <strong>20-18</strong>.</p>
<p>Il risultato lascia aperta la possibilità di sognare ancora la <strong>vittoria </strong>del Tri-Nations per l’Australia qualora batta la <strong>Nuova Zelanda</strong> ad Auckland alla ripresa del 19 agosto dopo la pausa di metà mese.</p>
<p><strong>Man of the match</strong>: <strong>Rodney &#8220;rodzilla&#8221; Blake</strong> ha rappresentato la rinascita del pack australiano, dopo i disastri della passata stagione. Il giovane gigante ha saputo tener testa ad un mostro sacro del ruolo come du Randt, finendo il match schiantato dalla fatica ma felice.</p>
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