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	<title>Alessandro Fusco &#187; Gregan</title>
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	<description>Interamente dedicato al Rugby, in ogni sua forma e nazionalità.</description>
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		<title>La marea nera travolge i tenaci Wallabies La Nuova Zelanda conserva la corona</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Aug 2006 08:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[All Blacks]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
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		<description><![CDATA[Con la vittoria per 34-27 la Nuova Zelanda si aggiudica ancora una olta il Tri-Nations e la Bledisloe Cup al termine di una battaglia intensa e avvincente.
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Con il punteggio di <strong>34-27</strong> la <strong>Nuova Zelanda</strong> conquista matematicamente, a tre giornate dalla fine del torneo, il <strong>Tri-Nations</strong> e la <strong>Bledisloe Cup</strong>.</p>
<p><span id="more-33"></span><br />
Di fronte ai 47000 dell’Eden Park l’<strong>Australia</strong> ha reso la vita difficile agli avversari di sempre chiudendo il primo tempo in vantaggio per 20-11 ma gli All Blacks, piazzando un parziale di 23-7 nella seconda frazione di gioco, hanno risposto alla provocazione dei Wallabies con la ferocia che li ha resi celebri in tutto il mondo.</p>
<p>La <strong>Haka</strong> all&#8217;inizio è la <strong>Kapa o Pango</strong>, anche se in una versione edulcorata nel gesto finale con il braccio che compie il movimento del taglio all&#8217;altezza del petto e non della gola e il pollice evocativo della lama ripiegato tra le dita, ma la sostanza non cambia.</p>
<p>I guerrieri delle isole sono pronti alla battaglia.</p>
<p>Fin dall’inizio gli uomini di <strong>Henry</strong> impostavano il match praticando un rugby totale che vedeva piloni e seconde linee schierati al largo dopo i breackdown al centro del campo, è stato uno spettacolo vedere <strong>Jack</strong> e <strong>Eaton</strong> ricevere palla sulla linea laterale dopo due, tre fasi di gioco e quattro passaggi a largo, o <strong>Carl</strong> <strong>Hayman</strong> ricevere l&#8217;ovale quattro volte nei primi 10&#8242;!</p>
<p>ma l’Australia del capitano <strong>Gregan</strong>, ottima la sua prova, si difendeva con grande ordine e dipanava il piano di gioco predisposto da <strong>Connoly</strong> con altrettanto rigore.</p>
<p>Il prodotto, dopo un duello di calci tra <strong>Carter</strong>, meno preciso del solito dalla piazzola nel primo tempo, e <strong>Mortlock </strong>che fissava il <strong>6-6</strong>, era la meta al <strong>25’</strong> di <strong>Tuqiri</strong> che intercettava un lungo e presuntuoso passaggio di Collins per Mealamu schierato a largo(ancora rugby totale!) forzato dalla pressione Wallabies.</p>
<p>La potente ala australiana si avventava sull&#8217;ovale come un falco sulla preda e con lo stesso istinto omicida volava in meta dopo una cavalcata di 40 metri, trasformazione di Mortlock e <strong>6-13</strong>.</p>
<p>Dopo mezzora a livelli disumani i canguri tiravano il fiato, impossibile per chiunque mantenere quel ritmo capace di tenere lontani gli <strong>All Blacks</strong> dal controllo del match.</p>
<p>Ne approfittava <strong>Eaton</strong> che rifiniva in meta una rolling maul del suo pack dopo una rimessa laterale sui 22 metri in attacco.</p>
<p>Perfettamente organizzata la mischia nera nella spinta capace di produrre un avanzamento di 22 metri senza che gli australiani riuscissero a fermarli, il n.5 schiacciava l&#8217;ovale appena a tiro della linea bianca, <strong>11-13</strong>.</p>
<p>Un paio di errori di Carter dalla piazzola ridavano fiato all’Australia che al <strong>37’</strong>marcava con <strong>Elsom</strong> dopo un turn-over forzato da Palu e in capo ad una azione in linea che portava l&#8217;ovale dal lato opposto del campo, trasformazione e <strong>11-20</strong> all’intervallo.</p>
<p>Il secondo tempo diventava un monologo nero con tre piazzati di Carter e le segnature di <strong>Jack</strong>, splendida, e di <strong>Mc Allister</strong> dopo un placcaggio definitivo di Carter su <strong>Larkham</strong>.</p>
<p>Chris Jack, uno dei leader insostituibili del pack nero, marcava in meta al termine di una azione cominciata dal&#8217;altra parte del campo da <strong>Williams</strong>, entrato al posto di Eaton.</p>
<p>Splendida nell&#8217;occasione la trasmissione dell&#8217;ovale tra Mc Allister e Carter, con l&#8217;inserimento di <strong>Muliaina</strong>.</p>
<p>Lo stesso Mc Allister, schierato primo centro al posto dell&#8217;infortunato <strong>Mauger</strong> e autore di una prova estremamente convicente, mostrava grande reattività nel raccogliere al volo un ovale letteralmente &#8220;esploso&#8221; dopo il placcaggio di Carter su Larkham, sostituito dopo l&#8217;azione.</p>
<p>Al<strong> 72’</strong> la meta di Tuqiri, l’ultimo ad arrendersi e lesto ad approfittare di un brillante grabber kick in controflusso di <strong>Giteau</strong> schierato all&#8217;apertura, rendeva meno amaro lo score per l’Australia.</p>
<p>Finiva con i guerrieri di entrambe le squadre sanguinanti, la folla dell&#8217;Eden Park in delirio e gli <strong>All</strong> <strong>Blacks</strong>, vittoriosi in casa per la ventunesima volta consecutiva, sul tetto del mondo.</p>
<p><strong>Man of the match</strong> : risulta difficile individuare un singolo emergere tra tanti campioni al massimo delle loro possibilità, ma la prova di <strong>Luke Mc Allister</strong>, chiamato al difficile compito di sostituire un mostro sacro come Mauger nel ruolo-chiave di secondo playmaker, è stata esemlpare per capacità d&#8217;iniziativa, maturità, talento atletico e tecnico, lucidità nelle scelte di gioco. Chiamarlo riserva è un affronto all&#8217;ordine naturale delle cose.</p>
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