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	<title>Alessandro Fusco &#187; Favaro Zanni</title>
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	<description>Interamente dedicato al Rugby, in ogni sua forma e nazionalità.</description>
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		<title>Italrugby, per un&#8217;ora all&#8217;altezza del sogno</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Nov 2012 22:47:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby azzurro]]></category>
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		<description><![CDATA[L'Italrugby a testa alta]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/8194688034/" title="Benvenuti contro Smith by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm9.staticflickr.com/8348/8194688034_1e12e5b10f.jpg" width="500" height="391" alt="Benvenuti contro Smith"></a> <strong>Italia &#8211; Nuova Zelanda</strong> finisce <strong>10-42</strong>, ma quando si sogna i numeri cessano di avere importanza. Per un&#8217;ora quindici ragazzi vestiti di azzurro e <strong>74.920</strong> italiani entusiasti prendono lo stadio <strong>Olimpico</strong> e lo trasformano in un&#8217;astronave lanciata nella dimensione del sogno. <span id="more-3116"></span>In quei 60&#8242; l&#8217;<strong>Italia</strong> gioca il miglior rugby della sua storia mettendo alla frusta i più forti del mondo, gli <strong>All Blacks</strong> della Nuova Zelanda.</p>
<p>Passaggi in punta di dita, personalità, coraggio, applicazione feroce in difesa, creatività e iniziativa in attacco : questa volta i migliori sembrano quelli vestiti di azzurro.</p>
<p>Un solo limite impedisce loro di guidare nel punteggio come meriterebbero alla fine del primo tempo (chiuso sul 7-13) per il gioco sviluppato, la cronica mancanza di cinismo.</p>
<p>Almeno in due occasioni nella parte finale della seconda frazione la meta sfugge per un soffio, rinviando l&#8217;appuntamento con la storia.</p>
<p>Ma importa poco, <strong>Zanni</strong> monumentale, <strong>Castrogiovanni</strong> e <strong>Ghiraldini</strong> indomiti, <strong>Favaro</strong> che placca anche i fili d&#8217;erba, Orquera e <strong>Gori</strong> da grandi mediani alimentano il sogno.</p>
<p>Già dai primi minuti l&#8217;Italia si mostra col suo volto migliore, senza timore reverenziale e meravigliosamente sfrontata.</p>
<p>Gli<strong> All Blacks </strong>ci mettono un poco a capire, poi dopo 17&#8242; <strong>Conrad Smith</strong> è svelto ad approfittare di un pallone vacante nella metà campo azzurra e lo trasforma in oro per <strong>Keiran Reid</strong> che plana sotto i pali.</p>
<p><strong>Parisse</strong> e i suoi non si perdono e sfidano il neozelandesi sul proprio terreno, spesso vincendo i confronti uno-contro-uno.</p>
<p>Al 24&#8242; in capo a un drive in attacco gli azzurri conquistano un calcio piazzato sotto ai pali avversari ma <strong>Parisse</strong> guarda negli occhi la sua prima linea e chiama mischia ordinata.</p>
<p>Gli <strong>All Blacks</strong> subiscono la sfida lanciata dal pack italiano e dopo due ingaggi retrocedono, <strong>Gori</strong> guida cinque fasi di gioco a ridosso della terra promessa finchè <strong>Sgarbi</strong> trova il varco per toccare in meta, il pubblico vola nel delirio azzurro, è 7-13.</p>
<p><strong> Nonu</strong> e <strong>Conrad Smith</strong> cercano di reagire, ma gli <strong>All Blacks</strong> sono scossi nelle loro certezze e la difesa italiana è straordinaria.</p>
<p>Al 32&#8242; <strong>Favaro</strong> piazza due placcaggi devastanti e provoca un turn over ai nostri avversari che fa esultare l&#8217;Olimpico come per una meta.</p>
<p>Il primo tempo si chiude qui le squadre escono travolte da un applauso lungo un giorno.</p>
<p>Si riprende dopo l&#8217;intervallo e una decisione dell&#8217;arbitro <strong>Rolland</strong>, spesso permissivo nei confronti dei campioni del mondo, risveglia lo stadio dal sogno.</p>
<p><strong> Gear</strong> placca al collo <strong>Orquera</strong> e invece del giallo e punizione contro la <strong>Nuova Zelanda</strong> il direttore di gara decreta mischia per gli All Blacks ai cinque metri azzurri.</p>
<p>Da quella mischia arriva la punizione del 16-10 e il fortino azzurro regge fino al 69&#8242; con gli azzurri in trincea e lo stadio a cantare l&#8217;inno di Mameli.</p>
<p>Il coraggio non manca ma scemano benzina e idee e, fatalmente, gli italiani cedono un poco alla volta, centimetro dopo centimetro.</p>
<p>Il secnodo tempo è segnato dalle mete di <strong>Nonu</strong>, <strong>Jane</strong> e dalla doppietta del fenomeno<strong> Julian Savea</strong>.</p>
<p>Finisce 42-10 per i migliori, ma l&#8217;<strong>Italia</strong> non smetterà di sognare.</p>
<p><strong>ITALIA &#8211; NUOVA ZELANDA 10-42</strong><br />
<strong>Sabato 17 novembre, ore 15.00 &#8211; Stadio Olimpico, Roma</strong><br />
<strong>Italia:</strong> 15 Andrea Masi (62&#8242; Luke McLean), 14 Giovambattista Venditti, 13 Tommaso Benvenuti, 12 Alberto Sgarbi, 11 Mirco Bergamasco, 10 Luciano Orquera, 9 Edoardo Gori (57&#8242; Tobias Botes), 8 Sergio Parisse, 7 Simone Favaro (47&#8242; Robert Barbieri), 6 Alessandro Zanni (65&#8242; Mauro Bergamasco), 5 Francesco Minto, 4 Antonio Pavanello (59&#8242; Quintin Geldenhuys), 3 Martin Castrogiovanni (57&#8242; Lorenzo Cittadini), 2 Leonardo Ghiraldini (51&#8242; Davide Giazzon), 1 Andrea Lo Cicero (51&#8242; Alberto De Marchi).<br />
<strong>Nuova Zelanda:</strong> 15 Beauden Barrett (54&#8242; Cory Jane), 14 Hosea Gear, 13 Conrad Smith, 12 Ma&#8217;a Nonu, 11 Julian Savea, 10 Aaron Cruden, 9 Aaron Smith (63&#8242; Tawera Kerr-Barlow), 8 Kieran Read (c), 7 Sam Cane, 6 Liam Messam, 5 Ali Williams (51&#8242; Sam Whitelock), 4 Brodie Retallick, 3 Charlie Faumuina (47&#8242; Ben Franks), 2 Keven Mealamu (41&#8242; Dane Coles), 1 Tony Woodcock (65&#8242; Wyatt Crockett ).<br />
<strong>Arbitro: </strong>Alain Rolland (Irlanda)<br />
<strong>Marcatori: </strong>13&#8242; cp. Cruden, 17&#8242; m. Ried tr. Cruden, 20&#8242; cp. Cruden, 26&#8242; m. Sgarbi tr. Orquera, 44&#8242; cp. Cruden, 50&#8242; m. Nonu tr. Cruden, 53&#8242; dr. Orquera, 68&#8242; m. Jane tr Cruden, 74&#8242; m. Savea, 76&#8242; m. Savea tr. Cruden</p>
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