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	<title>Alessandro Fusco &#187; Di Majo</title>
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	<description>Interamente dedicato al Rugby, in ogni sua forma e nazionalità.</description>
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		<title>Anche a Roma si fa buon rugby</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 17:09:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby romano]]></category>
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		<description><![CDATA[A Roma si fa buon rugby]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/6343852253/" title="Il pack delle Fiamme Oro contro Piacenza - foto Fabio Bonessi by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6217/6343852253_c9bc34c26d.jpg" width="500" height="337" alt="Il pack delle Fiamme Oro contro Piacenza - foto Fabio Bonessi"></a> Nell&#8217;anno della scomparsa della <strong>Rugby Roma</strong>, che peserà a lungo su un ambiente incapace di produrre alternative attendibili alla gestione precedente, la palla ovale regala segnali di grande vitalità nella città eterna. Se nel campionato Eccellenza è la <strong>Mantovani Lazio</strong> del presidente <strong>Biagini</strong> a difendere l&#8217;onore di Roma &#8211; nonostante la difficoltà della mancanza di una casa da gestire in proprio &#8211; nei due gironi della Serie A sono <strong>Fiamme Oro</strong> e <strong>Unione Rugby Capitolina</strong> a dimostrare che anche a Roma è possibile fare buon rugby. <span id="more-2619"></span>Due realtà diverse tra loro ma con alcuni punti in comune, primo tra tutti quello di avere solo giocatori italiani (la <strong>Lazio</strong> annovera solo quattro stranieri più Pelizzari, il resto dei giocatori è fatto in casa).</p>
<p>Per le <strong>Fiamme Oro Rugby</strong>, sezione del gruppo sportivo della Polizia di Stato, questa è una scelta obbligatoria per statuto ma che il coach Sven <strong>Valsecchi</strong> avrebbe adottato comunque:&#8221; Il rugby italiano ne ha abbastanza di stranieri, magari sopravvalutati rispetto alla realtà, che tolgono spazio ai giovani nati qui.</p>
<p>Se hai un mediano di apertura promettente deve poter giocare per fare esperienza, non appassire in panchina come spesso è accaduto in passato.</p>
<p>Per noi, dunque, la scelta di una squadra completamente italiana è in linea con la nostra filosofia&#8221;.</p>
<p>Un sistema che sta dando i suoi frutti.</p>
<p>Negli ultimi tre anni i <strong>Cremisi</strong>, primi nel Girone 1 con 7 punti di vantaggio sul Firenze secondo, hanno acquisito una serie di giocatori importanti che vanno a integrare un gruppo in grado di lottare per la promozione come dimostrano le sei vittorie in campionato:&#8221;Non ci nascondiamo, senza fare proclami possiamo dire che il nostro obiettivo è salire di categoria &#8211; spiega <strong>Valsecchi</strong> &#8211; l&#8217;esperienza della stagione scorsa con lo scivolone di Livorno ci ha insegnato a mantenere alta l&#8217;intensità per tutta la stagione&#8221;.</p>
<p>Con giocatori della classe di <strong>Sapuppo</strong> e <strong>Forcucci</strong> lavora uno staff tecnico che oltre a <strong>Valsecchi</strong> si avvale di <strong>Salvan</strong>, del Direttore Tecnico <strong>Troiani</strong> e del fitness trainer<strong> Di Majo</strong> nella splendida struttura di Ponte Galeria.</p>
<p>Ecco il secondo punto in comune con la <strong>Capitolina</strong> che ha nel <strong>Campo dell&#8217;Unione</strong> di via Flaminia Vecchia 867 un vero fiore all&#8217;occhiello dove crescere i propri giocatori:&#8221;Il nuovo campo in sintetico che affianca quello in erba ci consente allenamenti a ciclo continuo indipendenti dalle condizioni meteorologiche &#8211; spiega il Director of Rugby <strong>Daniele Pacini</strong> &#8211; e arricchisce una serie di servizi per i giocatori sui quali abbiamo scelto di investire&#8221;.</p>
<p>Servizio medico completo, palestra, foresteria e uno staff da realtà di alto livello.</p>
<p>I rossoazzurri hanno invertito la tendenza: basta pagare i giocatori, la società ora investe in servizi da offrire agli atleti che, anzi, pagano una retta per partecipare al club.</p>
<p>La <strong>Capitolina</strong>, che vanta tra prima squadra e settore giovanile circa 550 atleti, ha rinunciato tre stagioni fa alla massima serie per tornare al core-business della formazione dei giocatori centrando l&#8217;obiettivo e rientrando in due anni in A2 dove occupa con la prima squadra il terzo posto.</p>
<p>Sotto la guida di <strong>Cococcetta</strong> e <strong>Caffaratti</strong> la <strong>Capitolina</strong> produce giocatori e buon rugby, ricreando uno spicchio di Galles a Roma nord e indicando un esempio da seguire nella nuova impostazione del rugby in Italia dove l&#8217;Alto Livello professionistico è separato da un livello amatoriale che si deve ricondizionare in fretta rispetto agli ultimi anni.</p>
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