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	<title>Alessandro Fusco &#187; Daniele Pacini</title>
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	<description>Interamente dedicato al Rugby, in ogni sua forma e nazionalità.</description>
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		<title>Serie A, Capitolina campione!</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jun 2013 12:51:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby romano]]></category>
		<category><![CDATA[Benetton Treviso]]></category>
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		<category><![CDATA[Recco]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Rugby Capitolina]]></category>

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		<description><![CDATA[Capitolina Campione!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/8935548263/" title="ricky4 by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm9.staticflickr.com/8550/8935548263_5f7b7d7827.jpg" width="500" height="333" alt="ricky4"></a> Quattro stagioni, tanto è durato il Purgatorio per l’<strong>Unione Rugby Capitolina</strong>. Dopo il volontario addio allo pseudo-professionismo della massima serie nel 2008-2009 il club di via Flaminia ha trascorso solo un anno in B, due in A2 e uno in A1 culminato domenica scorsa nella finale vinta sul <strong>Recco</strong> con il punteggio di <strong>29-16</strong> che ha sancito il ritorno in <strong>Eccellenza</strong> dei bluamaranto.<span id="more-3274"></span> La partita, cui hanno assistito oltre 3000 spettatori, è stata vivace fino al termine come è giusto sia una finale, con il rugby totale giocato sulla superiorità tecnica e sulla velocità della linea di tre-quarti dei romani capace di imporsi sul gioco degli avanti del <strong>Recco</strong>, tradizionale marchio di fabbrica dei liguri.</p>
<p>Ancora una volta determinante il contributo di <strong>Riccardo Bocchino</strong>, mediano di apertura che vanta 14 cap con la nazionale maggiore, autore di un eloquente 7/7dalla piazzola con un bottino di <strong>19 punti</strong> per i suoi colori.</p>
<p>Un trionfo dedicato a <strong>Brendan Lynch</strong>, lo sfortunato pilone anglo-irlandese che a gennaio è scomparso in un incidente stradale presente nei cuori dei suoi compagni al Peroni Stadium di Calvisano, campo della finale, come e più di quando indossava la maglia n.3 ritirata dal club dopo il tragico evento.</p>
<p>Un trionfo – si diceva – anche considerata la fragorosa affermazione della squadra <strong>Under 16</strong> della <strong>Capitolina</strong> capace di infliggere un pesantissimo 60-0 nientemeno che al <strong>Benetton Treviso</strong> nella finale-scudetto di categoria, e considerati gli oltre 500 tra giocatori e sostenitori che da Roma hanno raggiunto Calvisano per sostenere il primo XV.</p>
<p>Ulteriore dimostrazione della forza del club, quella forza che consente di ottenere questi risultati spedendo in campo esclusivamente giocatori-soci, che pagano una retta annuale e che non percepiscono alcun rimborso per giocare, se non quello di ricevere amore dalla propria maglia almeno per quanto ne donano.</p>
<p>Ora, però, la crescita impone i suoi pedaggi.</p>
<p>Il direttore generale e anima del progetto <strong>Daniele Pacini</strong> fissa alcuni punti fermi:”Per ora festeggiamo un risultato che non avevamo preventivato all’inizio della stagione – spiega – ma subito dopo parleremo con i ragazzi per spiegargli che non muterà la politica del club : nessun ingaggio di professionisti e utilizzo esclusivo di giocatori-soci.</p>
<p>Questo ci impedisce certamente di migliorare alcune criticità, chiederemo dunque ai giocatori di impegnarsi di più in sede di allenamento per colmare, almeno in parte, il gap che ci separa dal livello medio dalle squadre di Eccellenza”.</p>
<p><strong>Pacini</strong> si è poi soffermato sul significato del trionfo dell’<strong>U.16</strong>:”Al di là del roboante punteggio della finale, la squadra ha dimostrato che l’obiettivo di migliorare la consapevolezza dei ragazzi attraverso alcune esperienze internazionali e una maggiore disponibilità per gli allenamenti ha pagato”.</p>
<p>Domenica prossima la sede del club a via Flaminia Vecchia 897 sarà teatro di una lunga giornata di celebrazioni, poi tutti al lavoro con l&#8217;obiettivo di mantenere l&#8217;appuntamento con la qualità anche nella serie maggiore.</p>
<p><strong><em>Calvisano, “Peroni Stadium” San Michele – domenica 2 giugno 2013</em></strong></p>
<p><strong><em>Serie A – Finale Promozione</em></strong></p>
<p>Pro Recco Rugby v Unione Rugby Capitolina 16- 29 (13-16)</p>
<p><strong>Marcatori: <em>p.t. </em></strong>3’ cp Bocchino (0-3),17’ m Bisso tr Agniel (7-3), 21’ m Iacolucci tr Bocchino (7-10), 31’ cp Bocchino (7-13), 37’ cp Bocchino (7-16), 39’ cp Agniel (10-16), 44’ cp Agniel (13-16); s.t. 6’ cp Agniel (16-16); 10’ cp Bocchino (16-19); 19’ cp Bocchino (16-22), 44’ m Iachizzi tr Bocchino (16-29)</p>
<p><strong>Pro Recco Rugby:</strong> Becerra; Tassara, Breda (38’ st. Torchia) , Agniel, Bisso; Zanzotto, Villagra (44’ st. Esposito); Salsi, Giorgi, Orlandi, Lopez, Metaliaj (38’ st. Vallarino); Galli (38’ st. Sciacchitano), Noto (cap.), Casareto (12’ st. Aluigi) <strong><em>all.</em></strong> Ceppolino</p>
<p><strong>Unione Rugby Capitolina: </strong>Rebecchini; Molaioli, Marrucci (33’ st. Recchi), Enodeh, Iacolucci (24’ st. Diana); Bocchino, Leonardi N. (20’ st. Vannini); Budini (14’ st. Iachizzi), De Michelis (cap), Leonardi E.; Lupi (25’ st. Marsella, 33’ st. Martire), Scoccini; Bitonte (14’ st. Rampa), Polioni (14’ st. Rossi), Moriconi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>all.</em></strong> Cococcetta</p>
<p><strong>arb. </strong>Blessano (Treviso)</p>
<p><strong>g.d.l. </strong>Stefano Marrama (Padova) e Francesco Lento (Udine)</p>
<p><strong>quarto uomo: </strong>Massimo Brescacin (Treviso)</p>
<p><strong>Cartellini:</strong> 23’ st. giallo Moriconi (UR Capitolina)</p>
<p><strong>Calciatori:</strong> Agniel (Pro Recco Rugby) cp. 3/3,  tr. 1/1, Bocchino (Unione Rugby Capitolina) cp. 5/5, tr. 2/2</p>
<p><strong>Note:</strong> giornata variabile, clima tiepido, campo in buone condizioni. Circa 3000 spettatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Clamoroso, Bocchino torna alla Capitolina?</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jul 2012 21:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby romano]]></category>
		<category><![CDATA[A1]]></category>
		<category><![CDATA[Bocchino]]></category>
		<category><![CDATA[Caffaratti]]></category>
		<category><![CDATA[Campionato di Eccellenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cococcetta]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Pacini]]></category>
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		<category><![CDATA[Lo Greco]]></category>
		<category><![CDATA[Luise]]></category>
		<category><![CDATA[Rampa]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Rugby Capitolina]]></category>

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		<description><![CDATA[Bocchino torna in bluamaranto?]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/3463252886/" title="Riccardo Bocchino, apertura dell'AlmavivA Capitolina by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm4.staticflickr.com/3531/3463252886_0ef4f9e3ac.jpg" width="500" height="333" alt="Riccardo Bocchino, apertura dell'AlmavivA Capitolina"></a> Mentre la crisi economica generale flagella lo sport italiano come e più di altri settori scuotendo le fondamenta di un sistema che va ripensato velocemente, c&#8217;è chi comincia a godere dei frutti di una programmazione intelligente e lungimirante. Si tratta dell&#8217;<strong>Unione Rugby Capitolina</strong> che, nata solo nel 1996 e a soli tre anni dal ridimensionamento imposto da costi divenuti insopportabili al culmine di una rapida ascesa, torna prepotentemente a recitare un ruolo di primo piano nel rugby romano e nazionale su basi, per certi versi, rivoluzionarie. <span id="more-2976"></span>Ripescata in <strong>A2</strong> la scorsa stagione e partita per salvarsi ha vinto il campionato guadagnando la promozione in <strong>A1</strong> e giocandosi un bellissimo play off che ha messo in crisi i professionisti delle <strong>Fiamme Oro</strong>.</p>
<p>L&#8217;aspetto affascinante della vicenda è che i giocatori della prima squadra della <strong>Capitolina</strong> non solo non percepiscono compensi ma pagano una retta per giocare!</p>
<p>&#8220;La <strong>Capitolina</strong> ha da sempre fatto dell&#8217;appartenenza un valore fondante &#8211; spiega il Director of rugby <strong>Daniele Pacini</strong> &#8211; così quando abbiamo impostato il nuovo corso avevamo due possibilità : continuare a spendere tutte le risorse per i compensi ai giocatori inseguendo risultati effimeri o investire nel servizio da offrire ai nostri associati.</p>
<p>Ha prevalso la seconda opportunità&#8221;.</p>
<p>La scelta comincia a pagare dividendi da urlo se si considera che, pur di allenarsi nella bellissima casa di via Flaminia Vecchia 867 con due campi, palestra, foresteria, medico, due fisioterapisti, due preparatori atletici e quattro allenatori molto preparati (tutte cose che molti club di <strong>Eccellenza</strong> possono solo sognare) alcuni giocatori nati al <strong>Campo dell&#8217;Unione</strong> e affermatisi altrove cominciano a tornare all&#8217;ovile rinunciando ai soldi per la qualità.</p>
<p>Il caso più clamoroso riguarda il mediano di apertura <strong>Riccardo Bocchino</strong>, fresco reduce dal tour nelle Americhe con l&#8217;<strong>Italrugby</strong> di <strong>Brunel</strong> e senza accordo con le <strong>Zebre</strong>, la franchigia federale che giocherà in<strong> Pro12</strong> (ex-Celtic League).</p>
<p>Al n.10 nato a Viterbo e cresciuto proprio nella <strong>Capitolina</strong>, non piacciono le mezze misure : o professionismo o giocare a &#8220;casa&#8221; cercando altre strade professionali, così eccolo sul Campo dell&#8217;Unione a sgobbare con gli altri pronto a indossare di nuovo i colori bluamaranto.</p>
<p>Una scelta estrema per un giocatore che, nonostante alcune battute d&#8217;arresto, ha ancora velleità azzurre e che la dice lunga sulla qualità dell&#8217;offerta della <strong>Capitolina</strong> ai propri soci-giocatori.</p>
<p>Il discorso vale anche per il tallonatore <strong>Giulio Rampa</strong> dal S. Gregorio o per il flanker <strong>Emanuele Leonardi</strong>, protagonista nell&#8217;ultima finale dell&#8217;Eccellenza con la maglia del Prato.</p>
<p>Clamorosi ritorni in un gruppo già competitivo e che, oltre a confermare tutti i migliori, riceverà la solita robusta iniezione di gioventù dall&#8217;U.20.</p>
<p>Circa 70 (!) giocatori tesserati che si alleneranno per tutto luglio agli ordini di un coaching staff di assoluto valore.</p>
<p>Ai confermati <strong>Cococcetta</strong> e <strong>Caffaratti</strong> sono stati affiancati <strong>Massimilano Luise</strong> per la mischia e <strong>Damiano Lo Greco</strong> per tre-quarti e U.23, due prodotti bluamaranto cresciuti in casa.</p>
<p>Un sistema che dovrebbe fare scuola diventando un modello virtuoso.</p>
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		<title>Venditti, la faccia pulita della nuova Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 18:36:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby azzurro]]></category>
		<category><![CDATA[Aironi]]></category>
		<category><![CDATA[Capitolina]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Pacini]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanbattista Venditti]]></category>
		<category><![CDATA[Pro12]]></category>
		<category><![CDATA[Sei Nazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Givanbattista Venditti la faccia pulita della nuova Italia]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/6864058643/" title="Venditti segna contro l'Inghilterra by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7194/6864058643_aeaf79ce77.jpg" width="500" height="461" alt="Venditti segna contro l'Inghilterra"></a> Quando al 39&#8242; si è tuffato nell&#8217;area di meta inglese con l&#8217;ovale in mano 53.720 persone sugli spalti dello stadio <strong>Olimpico</strong> sono esplose di gioia. <strong>Giovanbattista Venditti</strong> si è rialzato, ha ringraziato il Signore (è osservante neo-catecumenale) e ha ricevuto l&#8217;abbraccio dei suoi compagni, primi tra tutti<strong> Tommaso Benvenuti</strong>, autore della seconda meta italiana due minuti più tardi, e <strong>Edoardo &#8220;Ugo&#8221; Gori</strong>.<span id="more-2749"></span> Tutti ragazzi italiani, tutti nati nel 1990, tutti gettati nella mischia con coraggio dal ct <strong>Jacques Brunel</strong>.</p>
<p>Un gruppo che può diventare un simbolo, lo spot di un modo diverso di essere italiani.</p>
<p>Sono loro i figli del<strong> Sei Nazioni</strong>, una generazione che aveva dieci anni quando l&#8217;<strong>Italia</strong> faceva il proprio esordio nel torneo più prestigioso e che è cresciuta nel sogno dell&#8217;esordio azzurro, magari all&#8217;Olimpico.</p>
<p>Ebbene il sogno si è realizzato, ma ce ne sono tanti altri da inseguire con la sfrontatezza dei vent&#8217;anni, siamo solo all&#8217;inizio ma è giunto il momento di conoscerli meglio.</p>
<p><strong>Venditti</strong>, prima della partita vi aspettavate tanta gente con quella nevicata?:&#8221;Francamente no, vedevamo che tempo faceva e pensavamo soprattutto a tutte le persone che avendo acquistato il biglietto non potevano raggiungere lo stadio.</p>
<p>Poi, entrando in campo, è stato incredibile vedere che ambiente fantastico e quanti avevano sfidato il clima per venirci a vedere.</p>
<p>Una motivazione enorme per noi: ci siamo detti che se loro avevano avuto quel coraggio noi non potevamo fare nulla di meno&#8221;.</p>
<p>Lei, che compirà 22 anni il prossimo 27 marzo, è nato ad Avezzano ma ha già fatto più chilometri di un globe-trotter:&#8221;Vero, ma è normale avendo fatto una scelta professionale da giovanissimo.</p>
<p>Ho cominciato perchè giocava a <strong>rugby</strong> il mio compagno di banco in quarta elementare, sono andato una volta e non ho più smesso.</p>
<p>Dopo le giovanili ad Avezzano il primo raduno con la nazionale U.15 allenata all&#8217;epoca da <strong>Daniele Pacini</strong> che mi convinse ad andare alla <strong>Capitolina</strong> di Roma.</p>
<p>Con loro due titoli nazionali U.17 e u.20, poi il trasferimento al <strong>GRAN Parma</strong> e ancora gli <strong>Aironi</strong> con i quali milito in <strong>Pro12</strong> (l&#8217;ex Celtic League).</p>
<p>In mezzo tre anni importantissimi all&#8217;<strong>Accademia Federale</strong> a Tirrenia&#8221;.</p>
<p>Già, l&#8217;Accademia dove sono cresciuti anche <strong>Gori</strong> e <strong>Benvenuti</strong>, siete consapevoli di rappresentare la generazione del definitivo salto di qualità?:&#8221;Ha già esordito anche<strong> Luca Morisi</strong> (classe 1991) e siamo contenti del coraggio dimostrato da <strong>Brunel</strong> nel darci questa opportunità.</p>
<p>Siamo il frutto di un lavoro che consente ai giovani di avvicinarsi presto all&#8217;alto livello, ora sta a noi dimostrare che siamo degni della fiducia lavorando giorno per giorno&#8221;.</p>
<p>Scavando nel <strong>Giovanbattista Venditti</strong> fuori dal campo si può capire da dove arriva questa maturità, insolita per i suoi anni:&#8221;Ho frequentato il liceo classico poi il linguistico, parlo inglese, francese e spagnolo e sono iscritto a Scienze Politiche a Parma, dove vivo con mia moglie <strong>Alice</strong> e mio figlio <strong>Leonardo</strong>, che ha un anno e mezzo.</p>
<p>Dalla mia famiglia ho avuto tutto e sono fiero della mia origine.</p>
<p>Uno dei miei segreti sono i consigli del mio amico <strong>Amilcare</strong>.</p>
<p>Lui studia a Roma quindi ci sentiamo spesso al telefono e mi aiuta a mantenere la rotta, è molto maturo&#8221;.</p>
<p>Se lo dice <strong>Venditti</strong>, ci si può fidare.</p>
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