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	<title>Alessandro Fusco &#187; All Blacks</title>
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	<description>Interamente dedicato al Rugby, in ogni sua forma e nazionalità.</description>
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		<title>Jonah Lomu, il Primo</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2015 18:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[JonahLomu il Primo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nella società dominata dalla comunicazione molti campioni dello sport hanno un successo planetario che valica i confini dell&#8217;agonismo e li trasforma in fenomeni di costume. Soli ad alcuni di essi è riservato il privilegio di trasformarsi in leggenda quando sono ancora in vita. <strong>Siona Tali Lomu</strong>, meglio noto col nome di <strong>Jonah</strong>, si è guadagnato tale privilegio travolgendo gli avversari e il Fato con la sua corsa possente. <span id="more-3576"></span>Ora che ha lasciato il mondo terreno cammina nel Mito.</p>
<p>Un banale arresto cardiaco provocato dalla malattia ai reni che ne aveva fermato la carriera lo ha tolto dal mondo ieri a soli 40 anni.</p>
<p>Del resto, il destino di quelli come lui è farsi beffa del tempo, bruciare le scadenze, irridere il calendario.</p>
<p>Non a caso esordì con la maglia tutta nera degli<strong> All Blacks</strong> a soli 19 anni un mese e 14 giorni divenendo all&#8217;epoca il più giovane debuttante della <strong>Nuova Zelanda</strong> in un test match.</p>
<p>Fu un esordio strano, con una sconfitta in casa, nel fortino di Christchurch il 26 giugno del 1994 contro la Francia che si impose per 22-8.</p>
<p>Nonostante il risultato negativo la percezione di tutti fu quella di aver assistito all&#8217;esordio di un predestinato.</p>
<p>Figlio di immigrati provenienti dalle Isole Tonga <strong>Lomu</strong> crebbe nella periferia degradata di <strong>Auckland</strong>, dove la gente come lui fa presto a crescere, spesso male.</p>
<p>Da ragazzo ebbe la terribile esperienza di assistere all&#8217;assassinio d uno zio a colpi di machete, una visione che probabilmente non lo abbandonò mai.</p>
<p>Da quelle parti per i figli di isolani emarginati il rugby non è solo uno sport, non è nemmeno una religione, è l&#8217;unica scorciatoia verso una vita normale.</p>
<p>La scuola spesso indica la strada e fu così che l&#8217;istituto anglicano <strong>Wesley College</strong> diede un&#8217;opportunità al giovane Siona.</p>
<p>Per prima cosa gli cambiarono il nome in <strong>Jonah</strong>, poi gli diedero un paio di scarpini, un pallone ovale e lo guardarono correre.</p>
<p>Da allora <strong>Jonah</strong> non si fermò, sapeva che doveva cogliere quell&#8217;opportunità al volo.</p>
<p>Quella o niente altro, la vita gli aveva già mandato messaggi molto chiari.</p>
<p><strong> Jonah</strong> fu veloce in tutto.</p>
<p>Non ci mise molto ad arrivare ai 196 centimetri della sua altezza, così come ai circa 118 kg. di peso.</p>
<p>Ma la cosa impressionante era a quale velocità spostasse questa massa per il campo.</p>
<p>A circa 17 anni stabilì il suo primato sui 100 metri piani.</p>
<p>Dieci secondi e otto decimi, un tempo straordinario per un giocatore di rugby, soprattutto di quelle dimensioni.</p>
<p>Da lì in avanti la carriera scorre via come un fulmine, come Jonah.</p>
<p>Al Wesley College è subito capitano, nel 1993 è convocato nella nazionale di rugby a 7 con la quale si mette subito in luce, grazie alla sua fisicità combinata all&#8217;incredibile velocità.</p>
<p>nel 1994 esordisce nel campionato domestico neozelandese con il <strong>Counties Manuaku</strong>.</p>
<p>Bastano pochi incontri ufficiali in prima squadra ed ecco la chiamata dagli <strong>All Blacks</strong> per indossare la maglia nera che da quelle parti usano dire venga data solo in prestito per ogni partita.</p>
<p>Lui non la leva più indossandola per 63 volte con 37 mete all&#8217;attivo.</p>
<p>Inoltre in due sole edizioni della coppa del mondo, nel 1995 e nel 1999,  segna 15 mete divenendo il primatista assoluto, eguagliato solo dal sudafricano <strong>Bryan Habana</strong> qualche settimana fa nella <strong>Rugby World Cup 2015</strong>.</p>
<p><strong> Lomu</strong>, al di là dei numeri, ha rappresentato plasticamente il passaggio nel rugby dal dilettantismo puro al professionismo, incarnando il prototipo del giocatore del futuro, un Robocop in maglietta e calzoncini.</p>
<p>Dopo di lui le immagini del vecchio Cinque Nazioni commentate dall&#8217;indimenticabile voce di <strong>Paolo Rosi</strong> che raccontava di giocatori che durante la settimana esercitavano i propri lavori di dentisti, poliziotti, avvocati o operai con fisici dallo scarso atletismo scompaiono definitivamente per lasciare il posto a super-atleti capaci di prestazioni fisiche impressionanti.</p>
<p>Lui fu il primo di essi.</p>
<p>Esiste un momento preciso in cui <strong>Jonah Lomu</strong> passa dal ruolo di campione a quello di leggenda ed è reso immortale dalle immagini in mondovisione.</p>
<p>Siamo nella Rugby World Cup 1995 in <strong>Sudafrica</strong>, quella resa celebre da <strong>Nelson Mandela</strong>.</p>
<p>In semifinale la <strong>Nuova Zelanda</strong> affronta l&#8217;<strong>Inghilterra</strong> a Città del Capo il 18 giugno.</p>
<p>Dopo appena un minuto e mezzo di gioco <strong>Lomu</strong> riceve l&#8217;ovale dal compagno <strong>Bachop</strong> nella sua posizione preferita, all&#8217;ala sinistra.</p>
<p>Tra lui e la meta ci sono alcuni inglesi con la divisa bianca, ma Jonah non sembra vederli.</p>
<p>Le gambe scaricano a terra una potenza devastante, ad ogni appoggio i piedi sollevano zolle di terreno e gli inglesi che tentano di fermarlo sono vittime sacrificali sull&#8217;altare della leggenda.</p>
<p>Prima<strong> Tony Underwood</strong>, calpestato, poi il capitano <strong>Will Curling</strong>, scaraventato via, infine l&#8217;estremo <strong>Mike Catt</strong>, che Lomu trasforma in un morbido zerbino prima di planare in meta.</p>
<p>Guardando quelle immagini migliaia di ragazzini decidono di giocare a rugby, <strong>Lomu</strong> è leggenda.</p>
<p>In quel tempo il gigante camminava sulla terra, che ora quella stessa terra gli sia lieve.</p>
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		<title>Rugby World Cup 2015, All Blacks invincibili!</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2015 18:41:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
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		<description><![CDATA[All Blacks sul tetto del mondo!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Gli <strong>All Blacks</strong> scalano il mondo ovale e conquistano per la terza volta la <strong>Rugby World Cup</strong> ma questa è la prima nell&#8217;emisfero nord visto che le prime (1987 e 2011) si erano giocate in <strong>Nuova Zelanda</strong>. Il punteggio finale di <strong>34-17</strong> onora anche la prova di una grande <strong>Australia</strong>, capace di giocare un mondiale fantastico. <span id="more-3574"></span> Ma ieri sul prato di <strong>Twickenham</strong> nessuna diga avrebbe potuto resistere alla Marea Nera guidata da due enormi campioni al passo d&#8217;addio.</p>
<p>Nella loro ultima partita in maglia nera il capitano <strong>Richie Mc Caw</strong> e soprattutto<strong> Dan Carter</strong> hanno messo la firma sul trionfo con due prestazioni superlative, da scrivere nel libro della storia.</p>
<p>Ma anche<strong> Ma&#8217;a Nonu</strong> che ha firmato una meta da marziano all&#8217;inizio del secondo tempo.</p>
<p>Una generazione di campioni se ne va ma saluta degnamente, col risultato più importante, un testamento incommensurabile che non sarà facile eguagliare in futuro.</p>
<p>La cerimonia degli inni regala al mondo uno stadio di <strong>Twickenham</strong> che è una vera cattedrale dove si celebra il rito laico ovale.</p>
<p>Gli 82.000 presenti assistono all&#8217;<strong>Haka</strong> più feroce, la <strong>Kapa o Pango</strong>, eseguita dagli <strong>All Blacks</strong> con una intensità che è una promessa di battaglia.</p>
<p>Il match comincia proprio con l&#8217;intensità di una guerra con gli <strong>All Blacks</strong> col piede subito pigiato sull&#8217;acceleratore.</p>
<p>Dominio assoluto nei primi 20&#8242; per <strong>Mc Caw</strong> e i suoi uomini nel possesso e nel territorio con gli <strong>Wallabies</strong> schiacciati a difendere nei propri 22 metri capaci di salvarsi el imitare i danni grazie soprattutto agli straordinari <strong>Pocock</strong>, <strong>Fardy</strong> e <strong>Hooper</strong> che sui punti d&#8217;incontro rubano palloni e placcano tutto quello che si muove.</p>
<p>All&#8217;8&#8242; <strong>Carter</strong> firma il 3-0 ma al 14&#8242;, nell&#8217;unica occasione in cui l&#8217;<strong>Australia</strong> si affaccia nella metà neozelandese <strong>Foley</strong> pareggia trasformando una punizione concessa dall&#8217;arbitro <strong>Owens</strong>, 3-3.</p>
<p>Gli<strong> All Blacks</strong> continuano a spingere producendo altre due punizioni che <strong>Carter</strong> trasforma al 27&#8242; e al 36&#8242; per il 9-3.</p>
<p>La difesa dei canguri tiene a lungo ma una crepa nel fortino si apre al 39&#8242; quando <strong>&#8220;Magic Man&#8221; Milner-Skudder</strong> plana in meta in bandierina in capo a una splendida combinazione Aaron Smith &#8211; Conrad Smith &#8211; Mc Caw che libera l&#8217;ala per il 16-3 all&#8217;halftime.</p>
<p>Il secondo tempo è un&#8217;emozione continua e si apre con la meta di <strong>Nonu</strong> che porta lo score sul 21-3 e sembra chiudere i conti.</p>
<p>Ma non è così, al 52&#8242; <strong>Ben Smith</strong> guadagna un cartellino giallo per un placcaggio pericoloso e in superiorità numerica l&#8217;Australia rimonta sul 21-17 con le mete di <strong>Pocock</strong> al 53&#8242; e <strong>Kuridrani</strong> al 64&#8242;.</p>
<p>Tutto potrebbe ancora succedere ma è solo un&#8217;illusione che sbatte contro <strong>Dan Carter</strong> che si erge a leader indiscusso della migliore squadra del pianeta.</p>
<p>Al 70&#8242; piazza un drop stratosferico quasi da metà campo e al 75&#8242; trasforma una punizione da 50 metri che fissa il 27-17.</p>
<p>L&#8217;<strong>Australia</strong> sbanda, attacca a testa bassa con impeto disperato ma perde lucidità e ovale, si incarica <strong>Barrett</strong> di volare per tutto il campo e planare sotto i pali suggellando il trionfo All Blacks.</p>
<p><strong>NUOVA ZELANDA &#8211; AUSTRALIA 34-17</strong><br />
<em>Sabato 31 ottobre, ore 17.00 &#8211; Twickenham, Londra</em><br />
<strong>Australia:</strong> 15 Israel Folau, 14 Adam Ashley-Cooper, 13 Tevita Kuridrani, 12 Matt Giteau, 11 Drew Mitchell, 10 Bernard Foley, 9 Will Genia, 8 David Pocock, 7 Michael Hooper, 6 Scott Fardy, 5 Rob Simmons, 4 Kane Douglas, 3 Sekope Kepu, 2 Stephen Moore, 1 Scott Sio<br />
<span style="text-decoration: underline;">In panchina:</span> 16 Tatafu Polota-Nau, 17 James Slipper, 18 Greg Holmes, 19 Dean Mumm, 20 Ben McCalman, 21 Nick Phipps, 22 Matt Toomua, 23 Kurtley Beale<br />
<strong>Nuova Zelanda:</strong> 15 Ben Smith, 14 Nehe Milner-Skudder, 13 Conrad Smith, 12 Ma&#8217;a Nonu, 11 Julian Savea, 10 Daniel Carter, 9 Aaron Smith, 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw, 6 Jerome Kaino, 5 Sam Whitelock, 4 Brodie Retallick, 3 Owen Franks, 2 Dane Coles, 1 Joe Moody<br />
<span style="text-decoration: underline;">In panchina:</span> 16 Keven Mealamu, 17 Ben Franks, 18 Charlie Faumuina, 19 Victor Vito, 20 Sam Cane, 21 Tawera Kerr-Barlow, 22 Beauden Barrett, 23 Sonny Bill Williams<br />
<strong>Arbitro:</strong> Nigel Owens<br />
<strong>Marcatori:</strong> 8&#8242; cp. Carter, 14&#8242; cp. Foley, 27&#8242; cp. Carter, 36&#8242; cp. Carter, 39&#8242; m. Milner-Skudder tr. Carter, 43&#8242; m. Nonu, 53&#8242; m. Pocock tr. Foley, 64&#8242; m. Kuridrani tr. Foley, 70&#8242; dr. Carter, 75&#8242; cp. Carter, 79&#8242; m. Barrett tr. Carter<br />
<strong>Cartellini gialli:</strong> 52&#8242; B.Smith</p>
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		<title>Rugby World Cup 2015, la battaglia finale</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2015 14:13:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
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		<description><![CDATA[Rugby World Cup 2015 la finale]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div>La finale della <strong>Rugby World Cup 2015</strong> va in scena domani a Londra sulla sacra erba di <strong>Twickenham</strong> (ore 17, diretta <strong>Skysport2 HD</strong>, differita su <strong>MTV</strong> dalle 18.50) e sarà un affare degli Antipodi, nel senso che se la giocheranno <strong>Nuova Zelanda</strong> e <strong>Australia</strong> che il mondo di Ovalia possono permettersi di guardarlo dall&#8217;alto in basso. <span id="more-3571"></span>Niente finale, dunque, per gli altezzosi inglesi organizzatori della kermesse che di rimpianti ne nutriranno tanti, non solo dal punto di vista rugbistico (si parla di perdite intorno ai 6 milioni di sterline nonostante il 2,5 milioni di biglietti venduti).</div>
<div></div>
<div>In campo gli <strong>All Blacks</strong> campioni in carica alla ricerca del bis se la vedranno con l&#8217;<strong>Australia</strong> rigenerata dal ct <strong>Michael Cheika</strong>, giramondo di origini libanesi con trascorsi anche in Italia da giocatore e allenatore.</div>
<div></div>
<div>In meno di un anno <strong>Cheika</strong> ha rivoluzionato il rendimento della mischia chiusa affidandola all&#8217;argentino<strong> Mario Ledesma</strong>, un&#8217;autorità in materia, che ha responsabilizzato due piloni come <strong>Kepu</strong> e <strong>Sio</strong>.</div>
<div></div>
<div>Poi ha imposto le sue leggi, chiare e rispettatissime, all&#8217;interno del gruppo e richiamato i veterani che gli servivano (<strong>Giteau</strong> e <strong>Mitchell</strong>) e che erano in giro per il mondo a far quattrini.</div>
<div></div>
<div>Ma il segreto è una terza linea da sogno formata dai due cacciatori di uomini (placcaggi) e palloni (ovali rubati sui punti d&#8217;incontro) <strong>Pocock</strong> e <strong>Hooper</strong> e dal gigante <strong>Fardy</strong>, ottimo in rimessa laterale e ovunque sul campo.</div>
<div></div>
<div>Di fronte avranno Sua Maestà <strong>Richie Mc Caw</strong>, il capitano al probabile passo d&#8217;addio, <strong>Ried</strong> e <strong>Kaino</strong> per una battaglia nella battaglia che promette scintille.</div>
<div></div>
<div>Altro duello tutto da vivere quello tra i due numeri 10.</div>
<div></div>
<div><strong> Dan Carter</strong> è nella sua massima maturità e l&#8217;australiano <strong>Foley</strong> ha giocato un mondiale sorprendente per continuità e lucidità, promettono spettacolo.</div>
<div></div>
<div>Così come le fenomenali ali degli <strong>All Blacks</strong>.</div>
<div></div>
<div>&#8220;Magic man&#8221; <strong>Milner-Skudder</strong>, l&#8217;uomo che passa attraverso i muri e il poderoso <strong>Julian Savea</strong>, capace di segnare una meta alla Francia distruggendo tre placcaggi come fossero di cartapesta.</div>
<div></div>
<div>Una finale spettacolare per un torneo di altissimo livello, con un giro d&#8217;affari vorticoso che ormai ha pochissimo da invidiare al mondiale di calcio.</div>
<div></div>
<div>In questo periodo in Gran Bretagna si commemorano i morti di tutte le guerre prendendo spunto dalla battaglia di Gallipoli (1915) nella quale morirono proprio tanti neozelandesi e australiani, domani la battaglia sarà tra fratelli.</div>
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		<title>Riscatto All Blacks, alla Nuova Zelanda la Bledisloe Cup</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Aug 2015 16:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[All Blacks]]></category>
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		<description><![CDATA[Bledisloe Cup, riscatto All Blacks]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Basta una settimana agli <strong>All Blacks</strong> per superare la sconfitta subita dall&#8217;<strong>Australia</strong>, la vendetta è arrivata oggi all&#8217;<strong>Eden Park</strong> di Auckland dove <strong>Mc Caw</strong> (record con 142 cap) guida i suoi alla squillante vittoria <strong>41-13</strong> sugli <strong>Wallabies </strong>che vale la <strong>Bledisloe Cup</strong>.<span id="more-3509"></span> I <strong>Tutti Neri</strong> recuperano subito il loro proverbiale cinismo e dopo un primo tempo costellato da errori da entrambe le parti scavano il solco ad inizio ripresa quando al 47&#8242; &#8211; il punteggio è fermo sul 13-6 -l&#8217;arbitro gallese <strong>Nigel Owens</strong> decreta una meta di punizione e un giallo per un placcaggio pericoloso di <strong>Quade Cooper</strong>, evidentemente a disagio quest&#8217;oggi.</p>
<p>Da qui in avanti gli <strong>All Blacks</strong> rompono gli argini e la diga giallo oro si sbriciola sotto le ondate veementi della marea nera.</p>
<p>Di <strong>Nonu</strong> (2) e <strong>Conrad Smith</strong> &#8211; speciale la sua prestazione &#8211; le altre mete marcate dalla <strong>Nuova Zelanda</strong> solo parzialmente mitigata da quella di <strong>Folau</strong> nel finale che definisce il 41-13.</p>
<p>Menzione di merito per la meta del primo tempo segnata dal tallonatore neozelandese <strong>Dan Coles</strong>, un avanti con le gambe di un puledro di razza.</p>
<p><b>NUOVA ZELANDA &#8211; AUSTRALIA 41-13</b><br />
<i>Sabato 15 agosto, ore 9.35 &#8211; Eden Park, Auckland</i><br />
<b>Nuova Zelanda:</b> 15 Ben Smith, 14 Nehe Milner-Skudder, 13 Conrad Smith, 12 Ma&#8217;a Nonu, 11 Julian Savea, 10 Daniel Carter, 9 Aaron Smith, 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw, 6 Victor Vito, 5 Samuel Whitelock, 4 Brodie Retallick, 3 Owen Franks, 2 Dane Coles, 1 Tony Woodcock<br />
<span style="text-decoration: underline;">In panchina:</span> 16 Keven Mealamu, 17 Wyatt Crockett, 18 Nepo Laulala, 19 Jerome Kaino, 20 Sam Cane, 21 TJ Perenara, 22 Colin Slade, 23 Malakai Fekitoa<br />
<b>Australia:</b> 15 Israel Folau, 14 Adam Ashley-Cooper, 13 Tevita Kuridrani, 12 Matt Toomua, 11 Henry Speight, 10 Quade Cooper, 9 Nic White, 8 Wycliff Palu, 7 Michael Hooper, 6 Scott Fardy, 5 James Horwill, 4 Will Skelton, 3 Sekope Kepu, 2 Stephen Moore, 1 Scott Sio<br />
<span style="text-decoration: underline;">In panchina:</span> 16 Tatafu Polota-Nau, 17 James Slipper, 18 Greg Holmes, 19 Dean Mumm, 20 Kane Douglas, 21 David Pocock, 22 Matt Giteau, 23 Kurtley Beale<br />
<strong>Arbitro</strong> Nigel Owens<br />
<strong>Marcatori:</strong> 7&#8242; cp. Cooper, 17&#8242; cp. Carter, 21&#8242; m. Coles tr. Carter, 28&#8242; cp. Carter, 31&#8242; cp. Cooper, 47&#8242; m.t. tr. Carter, 50&#8242; m. Nonu tr. Carter, 53&#8242; m. C.Smith tr. Carter, 64&#8242; m. Nonu tr. Carter, 76&#8242; m. Folau<br />
<strong>Cartellini gialli:</strong> 47&#8242; Cooper</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rugby Championship, sale la marea nera. Pumas, che peccato!</title>
		<link>http://www.alessandrofusco.com/blog/2014/08/rugby-championship-sale-la-marea-nera-pumas-che-peccato/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=rugby-championship-sale-la-marea-nera-pumas-che-peccato</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Aug 2014 23:37:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rugby Championship, torna la marea nera]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.flickr.com/photos/7142999@N05/15025169685/player/8d6a618341" height="333" width="500"  frameborder="0" allowfullscreen webkitallowfullscreen mozallowfullscreen oallowfullscreen msallowfullscreen></iframe> La seconda giornata del <strong>Rugby Championship 2014</strong> sancisce il ritorno della <strong>marea nera</strong> e la crescita dei <strong>Pumas</strong> che sfiorano il primo successo nel torneo. Gli <strong>All Blacks</strong> esondano all&#8217;Eden Park di Auckland travolgendo una involuta <strong>Australia</strong> con l&#8217;inequivocabile score di <strong>51-20</strong>, che vale la vittoria della <strong>Bledisloe Cup</strong>.<span id="more-3462"></span>Micidiali sequenze della <strong>Nuova Zelanda</strong> sbriciolano la difesa giallo oro.</p>
<p>La squadra di <strong>McKenzie</strong> è sembrata dissolversi sotto le folate nere perdendo anche la consueta precisione e efficacia in attacco, solo parzialmente mostrata nell&#8217;inutile finale.</p>
<p>Dopo la sfida dei calci piazzati tra <strong>Cruden</strong> e <strong>Beale</strong> gli <strong>All Blacks</strong> devastano gli avversari con una fase centrale del match sconcertante : due mete in tre minuti alla mezz&#8217;ora (<strong>Cruden</strong> e <strong>Savea</strong>) e tre mete in 10&#8242; all&#8217;inizio della seconda frazione (<strong>Read</strong> e 2 di <strong>Mc Caw</strong>) scavano l&#8217;impressionante solco nel punteggio.</p>
<p><strong> Folau</strong> e <strong>Hooper</strong> salvano l&#8217;onore degli <strong>Wallabies</strong> prima che <strong>Lautua</strong> firmi lo score definitivo.</p>
<p>A Salta l&#8217;<strong>Argentina</strong> va vicinissima alla clamorosa, prima affermazione nella storia del Championship perdendo dal <strong>Sudafrica 31-33</strong> dopo aver condotto a lungo nel punteggio e mostrandosi all&#8217;altezza degli avversari.</p>
<p>Mete di <strong>Montero</strong>, <strong>Cubelli</strong> e <strong>Tuculet</strong> per i <strong>Pumas</strong>, cui hanno risposto <strong>Habana</strong>, <strong>Hendricks</strong> e <strong>Coetzee</strong> per gli <strong>Springboks</strong>, in mezzo tanto buon rugby, equilibrio, battaglia e un <strong>Hernandez</strong> tornato superlativo.</p>
<p>La competitività dell&#8217;<strong>Argentina</strong> farà benissimo al prosieguo del torneo.</p>
<p><strong>NUOVA ZELANDA &#8211; AUSTRALIA 49-20</strong><br />
<em>Sabato 23 agosto, ore 9.35 &#8211; Eden Park, Auckland</em><br />
<strong>Nuova Zelanda: </strong>15 Ben Smith, 14 Cory Jane, 13 Conrad Smith, 12 Ryan Crotty, 11 Julian Savea, 10 Aaron Cruden, 9 Aaron Smith, 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw, 6 Liam Messam, 5 Sam Whitelock, 4 Brodie Retallick, 3 Owen Franks, 2 Dane Coles, 1 Wyatt Crockett<br />
<span style="text-decoration: underline;">In panchina:</span> 16 Keven Mealamu, 17 Ben Franks, 18 Charlie Faumuina, 19 Steven Luatua, 20 Sam Cane, 21 Tawera Kerr-Barlow, 22 Beauden Barrett, 23 Malakai Fekitoa<br />
<strong>Australia:</strong> 15 Israel Folau, 14 Pat McCabe, 13 Adam Ashley-Cooper, 12 Matt Toomua, 11 Rob Horne, 10 Kurtley Beale, 9 Nic White, 8 Wycliff Palu, 7 Michael Hooper, 6 Scott Fardy, 5 Rob Simmons, 4 Sam Carter, 3 Sekope Kepu, 2 Nathan Charles, 1 James Slipper<br />
<span style="text-decoration: underline;">In panchina:</span> 16 James Hanson, 17 Pek Cowan, 18 Ben Alexander, 19 Will Skelton, 20 Scott Higginbotham, 21 Nick Phipps, 22 Bernard Foley, 23 Tevita Kuridrani, 24 Ben McCalman<br />
<strong>Arbitro:</strong> Romain Poite<br />
<strong>Maratori:</strong> 1&#8242; cp. Beale, 5&#8242; cp. Cruden, 7&#8242; cp. Cruden, 13&#8242; cp. Beale, 17&#8242; cp. Cruden, 27&#8242; m.t. tr. Cruden, 30&#8242; m. Savea tr. Cruden, 49&#8242; m. Read tr. Cruden, 53&#8242; m. McCaw tr. Cruden, 59&#8242; m. McCaw tr. Cruden, 61&#8242; m. Folau tr. Beale, 63&#8242; m. Hooper tr. Beale, 80&#8242; Luatua tr. Smith<br />
<strong>Cartellini gialli:</strong> 12&#8242; McCaw, 22&#8242; Simmons, 76&#8242; Franks</p>
<p><strong>ARGENTINA &#8211; SUD AFRICA 31-33</strong><br />
<em>Sabato 23 agosto, ore 21.40 &#8211; Padre Ernesto Martearena Stadium, Salta</em><br />
<strong>Argentina:</strong> 15 Joaquín Tuculet, 14 Lucas González Amorosino, 13 Marcelo Bosch, 12 Juan Martín Hernández, 11 Manuel Montero, 10 Nicolás Sánchez, 9 Martín Landajo, 8 Juan Manuel Leguizamón, 7 Juan Martín Fernández Lobbe, 6 Pablo Matera, 5 Tomás Lavanini, 4 Mariano Galarza, 3 Ramiro Herrera, 2 Agustín Creevy, 1 Marcos Ayerza<br />
<span style="text-decoration: underline;">In panchina:</span> 16 Matías Cortese, 17 Bruno Postiglioni, 18 Nahuel Tetaz Chaparro, 19 Matías Alemanno, 20 Leonardo Senatore, 21 Tomás Cubelli, 22 Jerónimo de la Fuente, 23 Horacio Agulla<br />
<strong>Sud Africa:</strong> 15 Willie le Roux, 14 Cornal Hendricks, 13 Damian de Allende, 12 Jean de Villiers, 11 Bryan Habana, 10 Handrè Pollard, 9 Ruan Pienaar, 8 Duane Vermeulen, 7 Juan Smith, 6 Francois Louw, 5 Lood de Jager, 4 Eben Etzebeth, 3 Jannie du Plessis, 2 Bismarck du Plessis, 1 Gurthrö Steenkamp<br />
<span style="text-decoration: underline;">In panchina:</span> 16 Adriaan Strauss, 17 Tendai Mtawarira, 18 Frans Malherbe, 19 Bakkies Botha, 20 Marcell Coetzee, 21 Francois Hougaard, 22 Morné Steyn, 23 Lwazi Mvovo<br />
<strong>Arbitro:</strong> Steve Walsh<br />
<strong>Marcatori:</strong> 3&#8242; cp. Sanchez, 10&#8242; cp. Pollard, 12&#8242; dr. Hernandez, 22&#8242; cp. Pollard, 25&#8242; m. Montero tr. Sanchez, 29&#8242; cp. Pollard, 31&#8242; m. Habana tr. Pollard, 46&#8242; m. Cubelli tr. Sanchez, 50&#8242; m. Tuculet, 55&#8242; cp. Sanchez, 59&#8242; m. Hendricks tr. M.Steyn, 68&#8242; m. Coetzee tr. M.Steyn, 73&#8242; cp. Bosch</p>
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		<title>Bortolami guida l&#8217;Italrugby</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Mar 2014 17:23:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dublino &#8211; Questa volta nessun isolamento dorato. L&#8217;Italrugby per il soggiorno a Dublino in occasione di Irlanda &#8211; Italia (di scena domani ore 15.30, diretta tv su DMAX, 52 digitale terrestre) all&#8217;Aviva Stadium ha scelto un albergo in pieno centro, a differenza di quanto accaduto nelle ultime due trasferte nella capitale irlandese quando il quartier [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="https://www.flickr.com/photos/7142999@N05/1232082423/player/31a89cd0db" height="250" width="375"  frameborder="0" allowfullscreen webkitallowfullscreen mozallowfullscreen oallowfullscreen msallowfullscreen></iframe> <strong>Dublino</strong> &#8211; Questa volta nessun isolamento dorato. L&#8217;<strong>Italrugby</strong> per il soggiorno a Dublino in occasione di <strong>Irlanda &#8211; Italia</strong> (di scena domani ore 15.30, diretta tv su <strong>DMAX</strong>, 52 digitale terrestre) all&#8217;<strong>Aviva Stadium</strong> ha scelto un albergo in pieno centro, a differenza di quanto accaduto nelle ultime due trasferte nella capitale irlandese quando il quartier generale azzurro fu stabilito in un golf resort a 45 minuti dalla città. <span id="more-3414"></span><strong>Brunel</strong> non ha alcun timore rispetto alla concentrazione dei suoi uomini, e del resto è proprio questa la parola d&#8217;ordine per il difficile impegno con l&#8217;<strong>Irlanda</strong> : senza paura.</p>
<p>Eppure, vista la situazione, motivi per provarne ve ne sarebbero eccome.</p>
<p>I Verdi sono in corsa per la vittoria finale e contro l&#8217;<strong>Italia</strong> vanno a caccia di vittoria e punti, tanti, che consentirebbero loro di avere vantaggi in caso di ex-aequo finali (probabili).</p>
<p>L&#8217;<strong>Irlanda</strong>, che a novembre su questa stessa erba ha fatto vedere le streghe agli <strong>All Blacks</strong>, è in un buon momento e vola sull&#8217;entusiasmo per i festeggiamenti al suo leader e totem, <strong>Brian O&#8217;Driscoll</strong>.</p>
<p>Meglio conosciuto con l&#8217;acronimo <strong>BOD</strong>, il fuoriclasse proprio con l&#8217;Italia batte il record mondiale di caps internazionali (140) e vorrà sottolineare il primato con una prestazione all&#8217;altezza.</p>
<p>Inoltre, la squadra di <strong>Joe Schmidt</strong> ha, finora, dominato gli avversari nelle fonti del gioco.</p>
<p>Mischia chiusa e rimessa laterale hanno numeri impressionanti ed è lì che si deciderà gran parte della battaglia di domani.</p>
<p>Lo ha sottolineato anche il regista della rimessa laterale azzurra <strong>Marco Bortolami</strong> (38 caps con i gradi per lui) che torna capitano per l&#8217;assenza di <strong>Parisse</strong> :&#8221; L&#8217;Irlanda ha marcato già quattro mete nel Torneo da driving maul (raggruppamento avanzante da rimessa laterale) e in tre partite ha perduto solo 3 touche su 48.</p>
<p>I loro meccanismi sono praticamente perfetti, li abbiamo studiato con grande attenzione.</p>
<p>Per ciò li affronteremo in questo fondamentale con grande rigore, senza lasciare nulla al caso&#8221;.</p>
<p>L&#8217;assenza di <strong>Parisse</strong> è stata sottolineata anche dalla stampa straniera:&#8221;Sergio è il nostro capitano e uno dei n. 8 più forti del mondo, logico che dispiaccia non averlo in campo.</p>
<p>Ma nel rugby moderno gli infortuni possono capitare e dunque non possiamo fermarci, ma andare in campo con grande fiducia in chi lo sostituirà&#8221;.</p>
<p>Le assenze dell&#8217;<strong>Italia</strong> (oltre a Parisse mancheranno anche Zanni, Minto, Favaro, Mauro Bergamasco), i festeggiamenti per <strong>O&#8217;Driscoll</strong>, il buon momento dell&#8217;<strong>Irlanda</strong>.</p>
<p>C&#8217;è la possibilità che i padroni di casa possano distrarsi?:&#8221;Noi dobbiamo pensare unicamente a quello che dobbiamo fare in campo per vincere la partita &#8211; ha spiegato <strong>Bortolami</strong> &#8211; poi alla fine vedremo quale risultato avremo ottenuto.</p>
<p>Certo è che veniamo da una sconfitta (a Roma con la <strong>Scozia</strong> all&#8217;ultimo secondo) molto amara, che ha lasciato tanta delusione in noi, mentre loro sono in un buon momento.</p>
<p>Abbiamo tutte le potenzialità per riprenderci e chiudere bene il <strong>Sei Nazioni</strong> e prima dell&#8217;ultimo impegno a Roma con l&#8217;Inghilterra abbiamo il dovere di provare a vincere qui&#8221;.</p>
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		<title>Rugby Championship, du Plessis vede rosso All Blacks senza rivali. L&#8217;Australia fatica coi Pumas</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Sep 2013 16:38:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rugby Championship, All Blacks ancora vincenti]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/9539347509/" title="31231 by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm6.staticflickr.com/5487/9539347509_4c5f2d88bb.jpg" width="500" height="389" alt="31231"></a> Torna il <strong>Rugby Championship</strong> e nella fortezza di Auckland gli <strong>All Blacks</strong> respingono l&#8217;assalto del <strong>Sudafrica</strong> battuto <strong>29-15</strong>. <span id="more-3325"></span>Per la<strong> Nuova Zelanda</strong> mete di uno splendido <strong>Reid</strong> (2), <strong>Retallick</strong> e <strong>Cane</strong> che ha saputo sostituire il mostro sacro <strong>Mc Caw</strong> senza farlo rimpiangere in tutte le aree del gioco.</p>
<p>Per gli <strong>Springboks</strong>, condizionati dal sacrosanto rosso a <strong>Bismark du Plessis</strong>, a segno lo stesso <strong>du Plessis</strong> e <strong>Lambie</strong>, troppo poco.</p>
<p>Nota stonata per i tutti neri l&#8217;infortunio di <strong>Carter</strong> alla spalla che lo terrà fuori per sei settimane .</p>
<p>A Perth l&#8217;<strong>Australia</strong> fatica a superare l&#8217;Argentina 14-13 al termine di un match diviso in due : primo tempo <strong>Wallabies</strong> con meta di <strong>Folau</strong>, secondo per i <strong>Pumas</strong> con <strong>Leguizamon</strong> a segno.</p>
<p>Prima vittoria per il ct <strong>Ewan McKenzie</strong>, molta strada da fare per gli <strong>Wallabies</strong>.</p>
<p><strong>NUOVA ZELANDA &#8211; SUD AFRICA 29-15</strong><br />
<em>Sabato 14 settembre, ore 9.35 &#8211; Eden Park Stadium, Auckland</em><br />
<strong>Nuova Zelanda: </strong>15 Israel Dagg (41&#8242; Charles Piutau), 14 Ben Smith, 13 Conrad Smith, 12 Ma&#8217;a Nonu, 11 Julian Savea, 10 Dan Carter (16&#8242; Beauden Barrett), 9 Aaron Smith, 8 Kieran Read, 7 Sam Cane (71&#8242; Matt Todd, 76&#8242; Sam Cane), 6 Liam Messam (62&#8242; Steven Luatua), 5 Sam Whitelock, 4 Brodie Retallick, 3 Owen Franks (65&#8242; Charlie Faumuina), 2 Dane Coles (52&#8242; Keven Mealamu), 1 Tony Woodcock (69&#8242; Wyatt Crockett).<br />
<strong>Sud Africa: </strong>15 Zane Kirchner, 14 Willie le Roux (74&#8242; Pat Lambie), 13 JJ Engelbrecht, 12 Jean de Villiers, 11 Bryan Habana, 10 Morné Steyn, 9 Ruan Pienaar (69&#8242; Jano Vermaak), 8 Duane Vermeulen, 7 Willem Alberts (45&#8242; Adriaan Strauss), 6 Francois Louw (75&#8242; Siya Kolisi), 5 Flip van der Merwe (41&#8242; Juandré Kruger), 4 Eben Etzebeth, 3 Jannie du Plessis (55&#8242; Coenie Oosthuizen), 2 Bismarck du Plessis, 1 Tendai Mtawarira (55&#8242; Gurthrö Steenkamp, 71&#8242; Tendai Mtawarira).<br />
<strong>Arbitro: </strong>Romain Poite<br />
<strong>Marcatori: </strong>3&#8242; m. Read tr. Carter, 9&#8242; cp. M.Steyn, 22&#8242; m. Retallick tr. Barrett, 32&#8242; m. du Plessis tr. M.Steyn, 34&#8242; cp. Barrett, 46&#8242; m. Read tr. Barrett, 67&#8242; m. Cane, 75&#8242; m. Lambie<br />
<strong>Cartellini gialli: </strong>16&#8242; du Plessis, 42&#8242; du Plessis, 72&#8242; Read, 74&#8242; Nonu<br />
<strong>Cartellini rossi: </strong>42&#8242; du Plessis</p>
<p><strong>AUSTRALIA &#8211; ARGENTINA 14-13</strong><br />
<em>Sabato 14 settembre, ore 12.05 &#8211; Patersons Stadium, Perth</em><br />
<strong>Australia:</strong> 15 Israel Folau, 14 James O&#8217;Connor, 13 Adam-Ashley Cooper, 12 Christian Lealiifano, 11 Nick Cummins, 10 Quade Cooper (67&#8242; Matt Toomua), 9 Nic White, 8 Ben Mowen, 7 Michael Hooper, 6 Scott Fardy (72&#8242; Ben McCalman), 5 Kane Douglas (52&#8242; Sitaleki Timani), 4 Rob Simmons, 3 Ben Alexander (60&#8242; Sekope Kepu), 2 Stephen Moore (67&#8242; Saia Faingaa), 1 James Slipper (45&#8242; Scott Sio).<br />
<strong>Argentina: </strong>15 Juan Martin Hernandez, 14 Horacio Agulla (52&#8242; Lucas González Amorosino), 13 Gonzalo Tiesi (73&#8242; Santiago Fernández), 12 Felipe Contepomi, 11 Juan Imhoff, 10 Nicolas Sanchez, 9 Thomas Cubelli (62&#8242; Martín Landajo), 8 Juan Manuel Leguizamón, 7 Pablo Matera, 6 Juan Martín Fernández Lobbe, 5 Julio Farias Cabello (57&#8242; Mariano Galarza), 4 Manuel Carizza, 3 Juan Figallo, 2 Agustín Creevy (51&#8242; Eusebio Guiñazu), 1 Marcos Ayerza (76&#8242; Nahuel Lobo).<br />
<strong>Arbitro: </strong>Nigel Owens<br />
<strong>Marcatori:</strong> 8&#8242; cp. Sanchez, 12&#8242; cp. Lealiifano, 17&#8242; cp. Lealiifano, 28&#8242; m. Folau, 40&#8242; cp. Lealiifano, 61&#8242; cp. Sanchez, 65&#8242; m. Leguizamon tr. Hernandez</p>
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		<title>Rugby Championship, l&#8217;Australia migliora ma non abbastanza. Vincono gli All Blacks</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Aug 2013 16:57:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby Championship]]></category>
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		<category><![CDATA[Tom Taylor]]></category>
		<category><![CDATA[wallabies]]></category>

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		<description><![CDATA[Rugby Championship, vincono ancora gli All Blacks]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/9582171101/" title="160882443HH013_New_Zealand_ by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm6.staticflickr.com/5520/9582171101_83ca261857.jpg" width="500" height="333" alt="160882443HH013_New_Zealand_"></a> Nessuno ferma gli <strong>All Blacks</strong>. Nel secondo turno del <strong>Rugby Championship 2013</strong>  la <strong>Nuova Zelanda</strong> batte l&#8217;<strong>Australia</strong> sotto la pioggia di Wellington con il punteggio di <strong>27-16</strong>, si aggiudica la <strong>Bledisloe Cup</strong> che disputa ogni anno agli <strong>Wallabies</strong>, e pone una pesante ipoteca sulla vittoria finale del torneo che solo il Sudafrica sembra poter contestare. <span id="more-3312"></span>Ai Tutti Neri mancavano i tre migliori n.10 Carter, Cruden e Barrett, ma nessuno se n&#8217;è accorto.</p>
<p>La prestigiosa maglia è finita sulle spalle del giovane <strong>Tom Taylor</strong>.</p>
<p>Il 21enne mediano di apertura dei Crusaders non ha tradito l&#8217;emozione giocando una partita di sostanza, sorretto da una squadra piena di esperienza sia nel pack che tra i tre-quarti.</p>
<p>Nonostante una rimessa laterale non particolarmente brillante gli <strong>All Blacks</strong> sono andati a segno al 28&#8242; e al 40&#8242; con due mete di <strong>Ben Smith</strong>, la potente ala che si conferma il terminale offensivo più pericoloso della Nuova Zelanda.</p>
<p>Gli altri punti per <strong>Mc Caw</strong> e compagni sono arrivati propri dal piede di <strong>Taylor</strong> (14) e da quello dell&#8217;estremo <strong>Israel Dagg</strong> (3) che ha trasformato l&#8217;ultima punzione del match al 75&#8242;.</p>
<p>Peccato per la giovane <strong>Australia</strong> di <strong>Ewan McKenzie</strong> capace di partire con un grande ritmo che nei primi 20&#8242; ha creato qualche problema agli All Blacks.</p>
<p>Troppi però gli errori dei Canguri in fase difensiva, molte le incertezze in mischia chiusa e troppe le punizioni concesse per sperare di vincere contro i migliori del mondo.</p>
<p>Buone indicazione dal flanker <strong>Scott Fardy</strong> e soprattutto dall&#8217;ala <strong>Folau</strong>, autore dell&#8217;unica meta australiana giunta in capo a una splendida cavalcata di 70 metri dopo un intercetto su un avventato passaggio di <strong>Nonu</strong>.</p>
<p>Ora tra gli <strong>All Blacks</strong> e la vittoria finale c&#8217;è solo il <strong>Sudafrica</strong>.</p>
<p><strong>NUOVA ZELANDA &#8211; AUSTRALIA 27-16</strong><br />
<em>Sabato 24 agosto, ore 9.35 &#8211; Westpac Stadium, Wellington</em><br />
<strong>Nuova Zelanda:</strong> 15 Israel Dagg, 14 Ben Smith (74&#8242; Charles Piutau), 13 Conrad Smith, 12 Ma&#8217;a Nonu (76&#8242; Colin Slade), 11 Julian Savea, 10 Tom Taylor, 9 Aaron Smith (71&#8242; Tawera Kerr-Barlow), 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw, 6 Steven Luatua, 5 Sam Whitelock, 4 Brodie Retallick, 3 Owen Franks (65&#8242; Charlie Faumuina), 2 Andrew Hore (48&#8242; Dane Coles), 1 Tony Woodcock (61&#8242; Wyatt Crockett).<br />
<strong>Australia:</strong> 15 Jesse Mogg, 14 Israel Folau, 13 Adam Ashley-Cooper (62&#8242; Tevita Kuridrani), 12 Christian Leali&#8217;ifano, 11 James O&#8217;Connor, 10 Matt Toomua (58&#8242; Quade Cooper), 9 Will Genia (77&#8242; Nic White), 8 Ben Mowen (65&#8242; Liam Gill), 7 Michael Hooper, 6 Scott Fardy, 5 James Horwill, 4 Rob Simmons (72&#8242; Kane Douglas), 3 Ben Alexander (55&#8242; Sekope Kepu), 2 Stephen Moore (77&#8242; Saia Faingaa), 1 James Slipper (36&#8242; Scott Sio)<br />
<strong>Arbitro: </strong>Jaco Peyper<br />
<strong>Marcatori:</strong> 6&#8242; cp. Leali&#8217;ifano, 26&#8242; cp. Leali&#8217;ifano, 28&#8242; m. B.Smith tr. Taylor, 36&#8242; cp. Taylor, 40&#8242; m. B.Smith, 54&#8242; cp. Taylor, 57&#8242; cp. Leali&#8217;ifano, 61&#8242; cp. Taylor, 70&#8242; cp. Taylor, 73&#8242; m. Folau tr. Leali&#8217;ifano, 75&#8242; cp. Dagg</p>
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		<title>Rugby Campionship, All Blacks e Springboks senza rivali</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Aug 2013 21:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby Championship]]></category>
		<category><![CDATA[All Blacks]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Smith]]></category>
		<category><![CDATA[Conrad Smith]]></category>
		<category><![CDATA[Mc Caw]]></category>
		<category><![CDATA[McKenzie]]></category>
		<category><![CDATA[Nonu]]></category>
		<category><![CDATA[Savea]]></category>
		<category><![CDATA[Springboks]]></category>
		<category><![CDATA[wallabies]]></category>

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		<description><![CDATA[Rugby Championship, valanga All Blacks e Springboks]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/9539347509/" title="31231 by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm6.staticflickr.com/5487/9539347509_4c5f2d88bb.jpg" width="500" height="389" alt="31231"></a> I primi verdetti della prima giornata del <strong>Rugby Campionship 2013</strong> sono impietosi, a mio parere definitivi. Il <strong>47-27</strong> con cui gli <strong>All</strong> <strong>Blacks</strong> espugnano Sidney schiacciando i nuovi <strong>Wallabies</strong> di <strong>McKenzie</strong> e il <strong>73-13</strong> del <strong>Sudafrica</strong> sui <strong>Pumas</strong> sanciscono che la corsa al titolo è per sole due squadre. Troppo lontane, per motivi diversi, le perdenti. <span id="more-3310"></span>Cominciano a Sidney gli <strong>All Blacks</strong> che sommergono l&#8217;<strong>Australia</strong> del nuovo ct <strong>McKenzie</strong> piena di esordienti.</p>
<p>Di nuovo guidati da un superbo <strong>Mc Caw</strong> (anche una meta per lui) i neozelandesi hanno messo in mostra una buona mediana, quella dei due <strong>Aaron</strong> (<strong>Smith</strong> e <strong>Cruden</strong>), che capitalizza a meraviglia il super-lavoro di un pack di lusso fornendo tesori di possesso a una linea di tre-quarti sontuosa.</p>
<p>I finalizzatori <strong>Ben Smith</strong> e <strong>Savea</strong>, l&#8217;ariete <strong>Nonu</strong> e il &#8220;professore&#8221; <strong>Conrad Smith</strong> non si fanno pregare e il risultato parla chiaro, <strong>47-27</strong> e 5 punti in ghiaccio.</p>
<p>A Soweto nel tempio del &#8220;soccer&#8221; tanto amato dai neri delle townships il <strong>Sudafrica</strong> sbriciola pe ambizioni di un&#8217;<strong>Argentina</strong> che sembra a corto di munizioni dopo il grande salto nel rugby che conta.</p>
<p>Mai in partita, i <strong>Pumas</strong> sono mancati anche sotto il profilo della combattività, tradizionale caratteristica dei sudamericani.</p>
<p>Si salvano in pochi dal naufragio di Soweto al cospetto di un solido <strong>Sudafrica</strong>, attesa a test più impegnativi per provare di essere pronto a sfidare gli <strong>All Blacks</strong>.</p>
<p><strong>AUSTRALIA &#8211; NUOVA ZELANDA 29-47</strong><br />
<em>Sabato 17 agosto, ore 12.05 &#8211; ANZ Stadium, Sydney</em><br />
<strong>Australia:</strong> 15 Jesse Mogg (53&#8242; Tevita Kuridrani), 14 Israel Folau, 13 Adam Ashley-Cooper, 12 Christian Leali&#8217;ifano, 11 James O&#8217;Connor, 10 Matt Toomua (62&#8242; Quade Cooper), 9 Will Genia (78&#8242; Nic White), 8 Ben Mowen, 7 Michael Hooper, 6 Hugh McMeniman (53&#8242; Liam Gill), 5 James Horwill, 4 Rob Simmons, 3 Ben Alexander (57&#8242; Sekope Kepu), 2 Stephen Moore (71&#8242; Saia Fainga&#8217;a, 1 James Slipper.<br />
<strong>Nuova Zelanda: </strong>15 Israel Dagg, 14 Ben Smith, 13 Conrad Smith, 12 Ma&#8217;a Nonu (64&#8242; Ryan Crotty), 11 Julian Savea, 10 Aaron Cruden (71&#8242; Beauden Barrett, 9 Aaron Smith (69&#8242; Tawera Kerr-Barlow), 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw (73&#8242; Sam Cane), 6 Steven Luatua, 5 Samuel Whitelock, 4 Luke Romano (18&#8242; Brodie Retallick), 3 Owen Franks (62&#8242; Ben Franks), 2 Andrew Hore (47&#8242; Keven Mealamu), 1 Tony Woodcock (62&#8242; Charlie Faumuina).<br />
<strong>Arbitro:</strong> Craig Joubert<br />
<strong>Marcatori: </strong>3&#8242; m. B.Smith tr. Cruden, 8&#8242; cp. Leali&#8217;ifano, 12&#8242; cp. Leali&#8217;ifano, 19&#8242; cp. Cruden, 22&#8242; cp. Leali&#8217;ifano, 28&#8242; cp. Leali&#8217;ifano, 29&#8242; m. Cruden tr. Cruden, 33&#8242; m. McCaw, 38&#8242; m. Genia tr. Leali&#8217;ifano, 40&#8242; cp. Cruden, 47&#8242; cp. Leali&#8217;ifano, 51&#8242; m. C.Smith tr. Cruden, 56&#8242; m. B.Smith tr. Cruden, 66&#8242; cp. Cruden, 72&#8242; m. B.Smith tr. Barrett, 80&#8242; m. O&#8217;Connor tr. Leali&#8217;ifano<br />
<strong>Cartellini gialli: </strong>79&#8242; Whitelock</p>
<p><strong>SUD AFRICA &#8211; ARGENTINA 73-13</strong><br />
<em>Sabato 17 agosto, ore 17.00 &#8211; Soccer City, Soweto</em><br />
<strong>Sud Africa: </strong>15 Willie le Roux (57&#8242; Pat Lambie), 14 Bjorn Basson, 13 JJ Engelbrecht, 12 Jean de Villiers, 11 Bryan Habana, 10 Morné Steyn, 9 Ruan Pienaar (54&#8242; Fourie du Preez), 8 Duane Vermeulen, 7 Willem Alberts (63&#8242; Siya Kolisi), 6 Francois Louw, 5 Juandré Kruger (57&#8242; Flip Van Der Merwe), 4 Eben Etzebeth, 3 Jannie du Plessis (54&#8242; Coenie Oosthuizen), 2 Adriaan Strauss (54&#8242; Bismarck du Plessis), 1 Tendai Mtawarira (57&#8242; Gurthrö Steenkamp).<br />
<strong>Argentina: </strong>15 Juan Martin Hernandez (30&#8242; Horacio Agulla), 14 Gonzalo Camacho, 13 Marcelo Bosch, 12 Felipe Contepomi, 11 Juan Imhoff, 10 Nicolas Sanchez, 9 Martin Landajo (58&#8242; Tomas Cubelli), 8 Leonardo Senatore, 7 Juan Manuel Leguizamon, 6 Pablo Matera, 5 Patricio Albacete (14&#8242; Julio Farias Cabello), 4 Manuel Carizza (59&#8242; Mariano Galarza), 3 Matias Diaz (40&#8242; Nahuel Lobo), 2 Eusebio Guinazu (54&#8242; Agustin Creevy), 1 Juan Figallo (60&#8242; Juan Pablo Orlandi).<br />
<strong>Arbitro:</strong> Chris Pollock<br />
<strong>Marcatori: </strong>6&#8242; cp. Steyn, 10&#8242; cp. Steyn, 17&#8242; cp. Contepomi, 19&#8242; cp. Steyn, 23&#8242; cp. Contepomi, 30&#8242; m.t. tr. Steyn, 34&#8242; m. Engelbrecht tr. Steyn, 37&#8242; cp. Steyn, 46&#8242; m. Strauss tr. Steyn, 53&#8242; m. Alberts, 55&#8242; m. De Villiers tr. Steyn, 63&#8242; m. du Preez tr. Steyn, 66&#8242; m. Habana tr. Steyn, 70&#8242; m. Vermeulen, 76&#8242; m. du Plessis tr. Steyn, 80&#8242; m. Contepomi tr. Contepomi<br />
<strong>Cartellini gialli: </strong>30&#8242; Guinazu, 50&#8242; Senatore</p>
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		<title>Pro12, Brendon Leonard per le Zebre</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Aug 2013 14:29:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[RaboDirectPRO12]]></category>
		<category><![CDATA[All Blacks]]></category>
		<category><![CDATA[Brendon Leonard]]></category>
		<category><![CDATA[Cavinato]]></category>
		<category><![CDATA[Pro12]]></category>
		<category><![CDATA[Zebre Rugby]]></category>

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		<description><![CDATA[Brendon Leonard è una Zebra!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/9492843679/" title="Leonard_All_Blacks by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm8.staticflickr.com/7294/9492843679_c394634d0a.jpg" width="500" height="313" alt="Leonard_All_Blacks"></a> Continua la campagna di rafforzamento delle<strong> Zebre Rugby</strong> che, dopo un anno privo di vittorie ma con una progressione nella qualità delle prestazioni, puntano a migliorare il proprio score. Alla corte di coach <strong>Cavinato</strong> arriva un elemento di ottimo spessore come <strong>Brendon Leonard</strong>, mediano di mischia di scuola Waikato con un eccellente curriculum all&#8217;attivo. <span id="more-3308"></span>Di seguito il comunicato stampa relativo all&#8217;arrivo dell&#8217;ex <strong>All Blacks</strong> :</p>
<p><strong>Parma, 12 Agosto 2013.</strong> Le Zebre informano di aver raggiunto un accordo con il mediano di mischia neozelandese <strong>Brendon Leonard</strong>. Nato e cresciuto nel nord del paese ha svolto tutta la trafila rugbystica della regione di Waikato, dapprima con l’omonima franchigia del campionato nazionale neozelandese, dove ha esordito nell’agosto 2005 a 20 anni collezionando 7 presenze nella stagione d’esordio. Dopo l’ottima seconda stagione 2006 condita da 11 presenze e 5 mete che valgono alla provincia la vittoria nel campionato, arriva la naturale chiamata dei Chiefs di Hamilton nel campionato Super 14 dove esordisce nel febbraio 2007 collezionando ben 12 presenze su 13 gare. La brillante stagione del mediano si conclude con la prima chiamata negli AllBlacks di Graham Henry per i due test match contro la Francia del giugno 2007 e del successivo vittorioso Tri-Nations. Nella competizione contro Australia e Sudafrica Leonard subentra 4 volte dalla panchina e si guadagna così il posto nella coppa del mondo francese del Settembre 2007 dove affronta anche l’Italia nel 76-14 di Marsiglia, gara d’esordio della Pool C. Leonard affronterà ancora l’Italia da titolare nel test match del Giugno 2009 vinto dai tuttineri 27-6 a Christchurch in preparazione al Tri-Nations 2009 in cui il mediano gioca 2 gare: è il suo secondo successo nella manifestazione in due partecipazioni. L’ultimo cap ufficiale Leonard lo guadagna nel novembre 2009 nella vittoria contro il Galles a Cardiff, mentre l’ultima apparizione nella selezione nazionale avviene durante la gara persa contro i Barbarians a Twickenham nel dicembre 2009 contro i futuri compagni di squadra bianconeri Geldenhuys e Perugini. A livello di club Leonard ha giocato una finale di Super Rugby vinta la scorsa estate davanti al pubblico di casa del Waikato Stadium di Hamilton contro gli Sharks sudafricani, contribuendo al primo titolo della storia della franchigia neozelandese, bissato lo scorso 3 Agosto nella vittoria contro i Brumbies australiani.</p>
<p>Il giocatore raggiungerà l’Italia durante la settimana e, dopo le visite mediche di rito, si metterà a disposizione dello staff tecnico bianconero per la ripresa degli allenamenti prevista per martedì 20 Agosto.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">La scheda tecnica del giocatore:</span></strong></p>
<p><strong>Nome:</strong> Brendon</p>
<p><strong>Cognome:</strong> Leonard</p>
<p><strong>nato a:</strong> Morrinsville (NZ)</p>
<p><strong>Il:</strong> 16/04/1985</p>
<p><strong>Altezza:</strong>  182 cm</p>
<p><strong>Peso:</strong>  93 kg</p>
<p><strong>Ruolo:</strong> mediano di mischia</p>
<p><strong>Honours:</strong> All Blacks (NZ)</p>
<p><strong>Caps :</strong> 13 + 1 contro i Barbarians</p>
<p><strong>Club precedenti:</strong> Chiefs (73 presenze nel Super Rugby), Waikato (63 presenze nell’ NPC neozelandese)</p>
<p>&nbsp;</p>
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