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	<title>Alessandro Fusco &#187; All Blacks</title>
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	<description>Interamente dedicato al Rugby, in ogni sua forma e nazionalità.</description>
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		<title>La Lazio a Rovigo. Fiamme Oro contro l&#8217;Accademia</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 14:10:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[le romane del rugby]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/3125111729/" title="Mannucci contro Colorno by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3102/3125111729_e8376a43bc.jpg" width="500" height="401" alt="Mannucci contro Colorno"></a> Si allontana il ricordo della <strong>Rugby World Cup</strong> appena vinta dagli <strong>All Blacks</strong> in Nuova Zelanda ed ecco che i riflettori del rugby tornano a illuminare i campi dei campionati nazionali. In <strong>Eccellenza</strong> siamo alla quarta giornata e domani per la <strong>Mantovani Lazio</strong>, unica rappresentante romana dopo la scomparsa della Rugby Roma, il calendario propone una trasferta-esame a <strong>Rovigo</strong> (ore 15).<span id="more-2603"></span> I veneti sono reduci da una sonora e inattesa sconfitta a Catania sul campo del S. Gregorio e hanno trascorso una settimana agitata.</p>
<p>Il coach Polla <strong>Roux</strong> sembra già sulla graticola e un eventuale passo falso contro i laziali potrebbe avere effetti devastanti.</p>
<p>Le Aquile del rugby hanno goduto, invece, degli effetti benefici di una affermazione sui Crociati Parma con bonus.</p>
<p>La squadra del duo <strong>Jimenez-De Angelis</strong> ha messo in mostra un <strong>Mannucci</strong> tirato a lucido, capace di trascinare i giovanissimi compagni.</p>
<p>Il capitano ha marcato tre mete nelle ultime due partite e ora ha il compito di guidare la ciurma per una importante conferma in trasferta.</p>
<p>Per l&#8217;occasione un solo cambio rispetto all&#8217;ultimo match con il rientro dal primo minuto dell&#8217;ala Diego <strong>Varani</strong>.</p>
<p>In serie A1 continua lo splendido momento delle <strong>Fiamme Oro</strong> di Sven <strong>Valsecchi</strong> al primo posto assoluto dopo la vittoria sul S. Donà.</p>
<p>Per i cremisi interessante trasferta sul campo della Nazionale U.20, da questa stagione inserita nel campionato, mentre in A2 domenica la <strong>Capitolina</strong> ospita il <strong>Milano</strong> (ore <strong>14.30</strong>, campo dell&#8217;Unione).</p>
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		<title>E adesso avanti!</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 16:45:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si chiude la Rugby World Cup 2011 e, mentre in Nuova Zelanda è il momento della festa, nel resto del mondo è l&#8217;ora dei bilanci e delle analisi. A livello di tendenze nelle filosofie di gioco, da tempo si consuma uno scontro tra la scuola europea, fortemente tradizionalista, e quella delle potenze australi incline al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/5322957987/" title="Brunel by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm6.static.flickr.com/5245/5322957987_ec796cb5bc.jpg" width="263" height="191" alt="Brunel"></a> Si chiude la <strong>Rugby World Cup 2011</strong> e, mentre in <strong>Nuova Zelanda</strong> è il momento della festa, nel resto del mondo è l&#8217;ora dei bilanci e delle analisi. A livello di tendenze nelle filosofie di gioco, da tempo si consuma uno scontro tra la scuola europea, fortemente tradizionalista, e quella delle potenze australi incline al rinnovamento.<span id="more-2601"></span> Dopo anni di tentativi di spettacolarizzare il <strong>rugby</strong> con nuove regole, accorgimenti tecnici più o meno efficaci e condivisibili per farlo somigliare sempre di più al suo cugino Rugby XIII depotenziando la mischia chiusa e le fasi statiche ecco che proprio gli<strong> All Blacks</strong>, epigoni dell&#8217;innovazione, vincono la finale marcando una sola meta e difendendola nei minuti finali nascondendo l&#8217;ovale agli avversari con un lungo possesso costruito sulla forza degli avanti, secondo la migliore tradizione europea.</p>
<p>Morale: giusto rimanere sensibili alla modernità e all&#8217;innovazione &#8211; e in questo il <strong>rugby</strong> è superiore agli altri sport di squadra &#8211; ma i pilastri del gioco sono, e resteranno, quelli di sempre.</p>
<p>Fa piacere constatare di essere d&#8217;accordo in questa lettura con i colleghi (e grandi amici) <strong>Duccio Fumero</strong> del blog <strong>Rugby 1823</strong> e <strong>Francesco Volpe</strong> del <strong>Corriere dello Sport</strong>.</p>
<p>Per l&#8217;<strong>Italia</strong> è tempo di guardare avanti.</p>
<p>Dopo l&#8217;ennesimo fallimento dell&#8217;assalto ai quarti del mondiale meglio concentrarsi sul <strong>Sei Nazioni, </strong>vero core-business del nostro movimento.</p>
<p>Il nuovo ct, il francese<strong> Jacques Brunel</strong>, eredita da <strong>Mallett</strong> una squadra con margini di crescita, forte di un gruppo di esperti ancora giovani guidato da <strong>Parisse</strong>, <strong>Zanni</strong> e <strong>Castrogiovanni</strong> e una schiera di emergenti come <strong>Benvenuti</strong>, <strong>Semenzato</strong>, <strong>Gori</strong>, <strong>Toniolatti</strong>, <strong>Derbyshire</strong>, <strong>Furno</strong>, <strong>D&#8217;Apice</strong> e altri da valorizzare.</p>
<p>Esprimiamo due desideri.</p>
<p>Al nuovo ct chiediamo di costruire un&#8217;<strong>Italia</strong> capace di entusiasmare costruendo gioco e segnando mete, facendo scelte coraggiose e senza condizionamenti, ha tutte le abilità per poterlo fare.</p>
<p>Al presidente federale <strong>Dondi</strong> chiediamo di mettere <strong>Brunel</strong> in condizione di farlo sostenendo il suo lavoro con scelte politiche precise e lucide, a cominciare dalla gestione degli atleti nelle franchigie.</p>
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		<title>RWC 2011, All Blacks Campioni! Ma che fatica &#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 18:07:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
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		<description><![CDATA[Nuova Zelanda campione del mondo di rugby]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/6273494848/" title="Mc Caw in trionfo by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6094/6273494848_9b2557189d.jpg" width="500" height="461" alt="Mc Caw in trionfo"></a> L&#8217;esito della battaglia è quello che tutti si aspettavano. Nessuno avrebbe però mai scommesso su una vittoria della travolgente <strong>Nuova Zelanda</strong> con un solo punto di scarto sulla criticatissima <strong>Francia</strong>, eppure è andata così. Nel punteggio di <strong>8-7</strong> che consente agli <strong>All Blacks</strong> di scrollarsi dalle spalle la scimmia della sconfitta c&#8217;è tutta la bellezza di uno sport che rispetta i valori ma che nulla concede al prevedibile.<span id="more-2598"></span> Gli <strong>All Blacks</strong> arrivano all&#8217;atto finale del torneo con tutta la pressione del mondo e non senza intoppi.</p>
<p>Basti pensare agli infortuni occorsi durante il mondiale al divino Dan <strong>Carter</strong> e all&#8217;imberbe Colin <strong>Slade</strong>, titolare e prima riserva della maglia n.10, che obbligano il ct <strong>Graham Henry</strong> a richiamare in fretta e furia dalle vacanze l&#8217;outsider Aaron <strong>Cruden</strong>.</p>
<p>Ebbene, quando al 35&#8242; il suo ginocchio cede un brivido corre lungo la schiena di ogni neozelandese.</p>
<p>Ma il Fato si diverte a tessere trame imprevedibili e così Stephen <strong>Donald</strong>, quarta scelta del ruolo e più volte bocciato in passato, viene spedito in campo a salvare la Patria e al 46&#8242; mette a segno il calcio di punizione che vale la vittoria attesa da 24 anni.</p>
<p>Davanti ai 61.000 spettatori dell&#8217;<strong>Eden Park</strong> la cerimonia degli inni nazionali è uno splendido viatico al rito della <strong>Haka</strong>.</p>
<p>Il capitano <strong>Richie Mc Caw</strong> e i suoi compagni scelgono la versione &#8220;cattiva&#8221; <strong>Kapa O Pango</strong> interpretata con ferocia, ma i francesi rispondono a testa alta.</p>
<p><strong>Les Bleus</strong> si dispongono a punta di freccia con al vertice il capitano Tierry <strong>Dusautoir</strong> &#8211; splendido <strong>Man of the Match</strong> al termine &#8211; a guidare i suoi verso gli <strong>All Blacks</strong> guardandoli negli occhi.</p>
<p>La sfida è lanciata.</p>
<p>Il match si apre con i padroni di casa che mettono pressione guadagnando campo ma i francesi rispondono con orgoglio, con una qualità del gioco che nessuno si aspettava.</p>
<p>Al 6&#8242; la prima occasione è una punizione per gli <strong>All Blacks</strong> che Piri <strong>Weepu</strong>, mai efficace oggi, spedisce fuori come farà con altri due calci più avanti.</p>
<p>La <strong>Francia</strong> domina i cieli nella rimessa laterale dove svetta come un&#8217;aquila orgogliosa il basco Himanol <strong>Harinordoquy</strong> ma soffre in mischia chiusa.</p>
<p>All&#8217;11&#8242; <strong>Parra</strong> viene colpito a terra dopo un placcaggio.</p>
<p>Lo zigomo si gonfia e il n.10 di <strong>Lìevremont</strong> non rientrerà più in partita.</p>
<p>Al 15&#8242; <strong>Dusautoir</strong> commette l&#8217;unico errore della sua finale trattenendo il pallone a terra.</p>
<p>Sulla touche ai 5 metri che ne segue la <strong>Nuova Zelanda</strong> esegue alla perfezione uno schema che beffa la difesa francese e spedisce in meta il pilone Tony <strong>Woodcock</strong> per il 5-0.</p>
<p><strong>Mc Caw</strong> e i suoi prendono fiducia e dominano ma ora la <strong>Francia</strong> è un fortino e <strong>Dusautoir</strong> placca tutto quello che si muove sull&#8217;erba vestito di nero.</p>
<p>Al 35&#8242; si perfezione la maledizione dei n.10 e anche <strong>Cruden</strong> abbandona la pugna, ma in campo va <strong>Donald</strong> che diverrà eroe per caso.</p>
<p>Il primo tempo si chiude qui e la ripresa si apre con l&#8217;errore del francese <strong>Yachvili</strong> ma al 46&#8242; <strong>Donald</strong> piazza la punizione dell&#8217;8-0.</p>
<p>Un minuto dopo <strong>Dusautoir</strong> marca la meta trasformata da <strong>Trinh-Duc</strong> che fissa l&#8217;8-7 e trasforma l&#8217;ultima parte del match nell&#8217;assalto a Alamo e Richie <strong>Mc Caw</strong> nel Davy Crockett neozelandese.</p>
<p>Il muro nero non cede e una intera nazione può liberare la sua gioia, dopo 24 anni l&#8217;<strong>Eden Park</strong> è di nuovo il Paradiso e la<strong> Nuova Zelanda</strong> è campione del mondo.</p>
<p><strong>NUOVA ZELANDA &#8211; FRANCIA 8-7<br />
</strong><em>Domenica 23 ottobre, ore 10.00 &#8211; Eden Park, Auckland</em><br />
<strong>Nuova Zelanda:</strong> 15 Israel Dagg, 14 Cory Jane, 13 Conrad Smith, 12 Ma&#8217;a Nonu (77&#8242; Sonny Bill Williams), 11 Richard Kahui, 10 Aaron Cruden (35&#8242; Stephen Donald), 9 Piri Weepu (50&#8242; Andy Ellis), 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw (c), 6 Jerome Kaino, 5 Brad Thorn, 4 Samuel Whitelock (51&#8242; Ali Williams), 3 Owen Franks, 2 Keven Mealamu (50&#8242; Andrew Hore), 1 Tony Woodcock. <span style="text-decoration: underline;"><br />
</span><strong>Francia:</strong> 15 Maxime Médard, 14 Vincent Clerc (46&#8242; Damien Traille), 13 Aurélien Rougerie, 12 Maxime Mermoz, 11 Alexis Palisson, 10 Morgan Parra (11&#8242; François Trinh-Duc, 18&#8242; Morgan Parra, 22&#8242; François Trinh-Duc), 9 Dimitri Yachvili (77&#8242; Jean-Marc Doussain), 8 Imanol Harinordoquy, 7 Julien Bonnaire, 6 Thierry Dusautoir (c), 5 Lionel Nallet, 4 Pascal Papé (69&#8242; Julien Pierre), 3 Nicolas Mas, 2 William Servat (65&#8242; Dimitri Szarzewski), 1 Jean-Baptiste Poux (65&#8242; Fabien Barcella).<span style="text-decoration: underline;"><br />
</span><strong>Arbitri:</strong> Craig Joubert (Sud Africa); Alain Rolland (Irlanda), Nigel Owens (Galles); Giulio de Santis (Italia)<br />
<strong>Marcatori:</strong> 15&#8242; m. Woodcock, 46&#8242; cp. Donald, 47&#8242; m. Dusautoir tr. Trinh-Duc</p>
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		<title>RWC 2011, chi fermerà la Marea Nera?</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 15:24:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutto pronto per la finale tra All Blacks e Francia]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Kapa O Pango contro l'Australia by alefusco, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/6250501530/"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6231/6250501530_06e4fc9236.jpg" alt="Kapa O Pango contro l'Australia" width="500" height="328" /></a> Una intera nazione scende in mischia. Non c&#8217;è retorica nel descrivere ciò che accadrà domani sulla sacra erba dell&#8217;<strong>Eden Park</strong> di Auckland (ore 10, diretta tv su <strong>Skysport2 HD</strong>) quando i giocatori di <strong>Nuova Zelanda</strong> e <strong>Francia</strong> si fronteggeranno per decidere chi avrà il diritto di fregiarsi del titolo di Campione della <strong>Rugby World Cup 2011</strong>.<span id="more-2594"></span> Il destino si è divertito nel disegnare le trame che ci hanno condotti fin qui.</p>
<p>La <strong>Nuova Zelanda</strong>, dove il rugby è una vera religione laica e gli <strong>All Blacks</strong> i ministri di culto che ne celebrano i sacri riti, ha vinto solo una volta il mondiale nel 1987.</p>
<p>Anche allora la coppa si giocò nella &#8220;Terra della Lunga Nuvola Bianca&#8221;, <strong>Aotearoa</strong> come la chiamano gli indigeni Maori, e anche allora in finale furono i francesi ad essere sconfitti (29-9 lo score).</p>
<p>Per 24 lunghi anni poi agli <strong>All Blacks</strong> il compito non è più riuscito e in due occasioni furono proprio i galletti a rompere le uova nel paniere, nel 1999 in semifinale e nel 2007 nei quarti.</p>
<p>Se aggiungete a tutto questo che l<strong>&#8216;Eden Park</strong>  &#8211; un vero tempio per i Tutti Neri &#8211; è stato violato l&#8217;ultima volta nel lontano 1994 e a riuscire nella formidabile impresa fu ancora la <strong>Francia</strong>, ecco che capirete che non c&#8217;è motivo per perdersi la sfida che, come è giusto sia in occasioni come questa, è già cominciata fuori dal campo.</p>
<p>Per prima cosa, <strong>Les Bleus</strong> hanno messo a segno una prima meta di stile.</p>
<p>La <strong>Nuova Zelanda</strong> ha vinto il sorteggio e giocherà in casa, coasa che nel <strong>rugby</strong> impone di indossare la seconda maglia per dovere di ospitalità.</p>
<p>Ebbene, il team manager francese<strong> Joe Maso</strong> &#8211; ex grande giocatore &#8211; ha concesso agli avversari di vestire nella tradizionale divisa nera optando per quella bianca per i suoi, touchè.</p>
<p>Le cortesie, però, sembrano terminate qui.</p>
<p>L&#8217;ex capitano <strong>All Blacks</strong> Wayne <strong>Shelford</strong> ha invitato tutti dalle colonne del <strong>New Zealand Herald</strong> a fare attenzione alle &#8220;porcherie francesi&#8221;, riferendosi alle scorrettezze nel gioco.</p>
<p>Intanto, il mondo del rugby si chiede quale versione della <strong>Haka</strong> sceglieranno i &#8220;senatori&#8221; <strong>All Blacks</strong> per l&#8217;occasione.</p>
<p>La tradizionale <strong>Ka Mate</strong> o la più aggressiva <strong>Kapa O Pango</strong> che termina col taglio della gola?</p>
<p>Se avessimo un penny punteremmo su quest&#8217;ultima, domani per 80&#8242; sarà guerra all&#8217;<strong>Eden Park</strong>.</p>
<table width="99%" border="0" cellspacing="2" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td align="left" valign="top"><strong>Ora</strong> 10:00 (21:00 in Nuova Zelanda)<br />
<strong>Tv</strong> diretta Sky Sport 2 e Sky Sport Mondiale<br />
<strong>Stadio</strong> Eden Park di Auckland<br />
<strong>Finalissima</strong><br />
<strong>FRANCIA &#8211; NUOVA ZELANDA</strong><br />
<strong>Francia</strong> 15 Maxime Médard; 14 Vincent Clerc, 13 Aurélien Rougerie, 12 Maxime Mermoz, 11 Alexis Palisson; 10 Morgan Parra, 9 Dimitri Yachvili; 8 Imanol Harinordoquy, 7 Julien Bonnaire, 6 Thierry Dusautoir (c); 5 Lionel Nallet, 4 Pascal Papé; 3 Nicolas Mas, 2 William Servat, 1 Jean-Baptiste Poux. Allenatore: Marc Lievremont.<br />
A disposizione: 16 Dimitri Szarzewski, 17 Fabien Barcella, 18 Julien Pierre, 19 Fulgence Ouedraogo, 20 Jean-Marc Doussain, 21 François Trinh-Duc, 22 Damien Traille.<br />
<strong>Nuova Zelanda</strong> 15 Israel Dagg; 14 Cory Jane, 13 Conrad Smith, 12 Ma&#8217;a Nonu, 11 Richard Kahui; 10 Aaron Cruden, 9 Piri Weepu; 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw (c), 6 Jerome Kaino; 5 Brad Thorn, 4 Samuel Whitelock; 3 Owen Franks, 2 Keven Mealamu, 1 Tony Woodcock. Allenatore: Graham Henry.<br />
A disposizione: 16 Andrew Hore, 17 Ben Franks, 18 Ali Williams, 19 Adam Thomson, 20 Andy Ellis, 21 Stephen Donald, 22 Sonny Bill Williams.<br />
<strong>Arbitro</strong> Craig Joubert (Sudafrica)<br />
<strong>Assistenti</strong> Alain Rolland (Irlanda), Nigel Owens (Galles)<br />
<strong>Television match official</strong> Giulio De Santis (Italia)<br />
<strong>Precedenti</strong> 50 match disputati; 12 vittorie Francia, 37 vittorie Nuova Zelanda, un pareggio. In Coppa del Mondo 5 confronti: 2011, Francia-Nuova Zelanda 17-37; 2007, Francia-Nuova Zelanda 20-18 (quarti di finale); 2003, Francia-Nuova Zelanda 13-40 (finale 3°-4° posto); 1999, Francia-Nuova Zelanda 43-31 (semifinali); 1987, Francia-Nuova Zelanda 9-29 (finalissima).</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>RWC 2011 SM2, All Blacks a 80&#8242; dal sogno</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 16:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli All Blacks volano in finale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/6250476948/" title="Nonu in meta by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6100/6250476948_a68eac7b30.jpg" width="500" height="483" alt="Nonu in meta"></a> Dopo 16 anni gli <strong>All Blacks</strong> tornano in una finale mondiale, ancora una volta in casa e ancora una volta contro la <strong>Francia</strong>. Il destino si diverte a tessere le sue trame beffarde, così ci si ritrova con i francesi a ottanta minuti dalla storia nonostante un torneo giocato male e uno spogliatoio spaccato e litigioso. Di fronte una <strong>Nuova Zelanda</strong> che batte la deludente <strong>Australia</strong> in una semifinale non bellissima terminata <strong>20-6</strong>. <span id="more-2584"></span>Grandi emozioni alla cerimonia degli inni nazionali, sentitissimi dai 60.000 dell&#8217;<strong>Eden Park</strong> di Auckland, ma ancor di più per la <strong>Kapa O Pango</strong> con cui gli <strong>All Blacks</strong> guidati da <strong>Piri Weepu</strong> lanciano la propria sfida feroce agli <strong>Wallabies</strong>, rivali di sempre.</p>
<p>L&#8217;<strong>Australia</strong> delude le attese e il simbolo di questa debacle è <strong>Quade Cooper</strong>, il n.10 estroso e anarchico fischiato all&#8217;Eden Park perchè nato in Nuova Zelanda, colleziona l&#8217;ennesima brutta figura al di sotto del suo standard.</p>
<p>Partono con una intensità feroce gli <strong>All Blacks</strong> che marcano l&#8217;unica meta del match già al 6&#8242;.</p>
<p>In capo a un drive sostenuto nella metà campo australiana ci pensa l&#8217;estremo <strong>Israel Dagg</strong>, stupendo purosangue, a spaccare il campo con una accelerazione conclusa con un grande off- load che spedisce <strong>Nonu</strong> in meta.</p>
<p><strong>Weepu</strong>, calciatore in assenza di Dan Carter, fallisce la trasformazione ma non i penalty al 13&#8242; e al 37&#8242;.</p>
<p><strong>Aaron Cruden</strong> segna un drop imitato da <strong>Quade Cooper</strong>, così il primo tempo termina 14-6.</p>
<p>Nella ripresa c&#8217;è spazio solo per altri due piazzati di <strong>Weepu</strong> e per la delusione australiana.</p>
<p>E ora, appuntamento con la storia.</p>
<p><strong>AUSTRALIA &#8211; NUOVA ZELANDA 6-20<br />
</strong><em>Domenica 16 ottobre, ore 10.00 &#8211; Eden Park, Auckland</em><strong><br />
</strong><strong>Australia: </strong>15 Adam Ashley-Cooper, 14 James O&#8217;Connor, 13 Anthony Faingaa (63&#8242; Rob Horne), 12 Pat McCabe (48&#8242; Berrick Barnes), 11 Digby Ioane, 10 Quade Cooper, 9 Will Genia, 8 Radike Samo (60&#8242; Ben McCalman), 7 David Pocock, 6 Rocky Elsom, 5 James Horwill (c), 4 Dan Vickerman (60&#8242; Rob Simmons), 3 Ben Alexander, 2 Stephen Moore (66&#8242; Tatafu Polota-Nau), 1 Sekope Kepu (21&#8242; James Slipper).<strong><br />
</strong><strong>Nuova Zelanda:</strong> 15 Israel Dagg, 14 Cory Jane, 13 Conrad Smith, 12 Ma&#8217;a Nonu (73&#8242; Sonny Bill Williams), 11 Richard Kahui, 10 Aaron Cruden, 9 Piri Weepu (56&#8242; Andy Ellis, 69&#8242; Piri Weepu, 74&#8242; Andy Ellis), 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw (c), 6 Jerome Kaino, 5 Brad Thorn, 4 Samuel Whitelock (56&#8242; Ali Williams), 3 Owen Franks, 2 Keven Mealamu (64&#8242; Andrew Hore), 1 Tony Woodcock.<span style="text-decoration: underline;"><br />
</span><strong>Arbitri:</strong> Craig Joubert (South Africa); Nigel Owens (Wales), Romain Poite (France); Shaun Veldsman (South Africa)<br />
<strong>Marcatori: </strong>6&#8242; m. Nonu, 13&#8242; cp. Weepu, 15&#8242; cp. O&#8217;Connor, 22&#8242; dr. Cruden, 33&#8242; dr. Cooper, 37&#8242; cp. Weepu, 42&#8242; cp. Weepu, 72&#8242; cp. Weepu<br />
<strong>Cartellini gialli:</strong> 76&#8242; SB Williams</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rugby in libreria. &#8220;Il tempo delle mete&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 04:59:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[All Blacks]]></category>
		<category><![CDATA[Flavio Pagano]]></category>
		<category><![CDATA[Il tempo delle mete]]></category>
		<category><![CDATA[Manifestolibri]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Mazzuccato]]></category>
		<category><![CDATA[rugby]]></category>

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		<description><![CDATA["Il tempo delle mete"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/6229388188/" title="Cop. Tempo delle mete col by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6153/6229388188_5cace06fb8.jpg" width="344" height="500" alt="Cop. Tempo delle mete col"></a> Il <strong>rugby</strong> cresce in Italia, nonostante le molte sconfitte e le poche vittorie degli <strong>Azzurri</strong> che conquistano comunque &#8211; misteriosamente, per alcuni &#8211; sempre nuovi innamorati. Per scoprire almeno alcuni tra i motivi di questo fenomeno è utile leggere <strong>&#8220;Il tempo delle mete&#8221;</strong> di <strong>Flavio Pagano</strong> (Manifestolibri, 18 euro) con la prefazione di <strong>Nicola Mazzuccato</strong>, ex-azzurro.<span id="more-2579"></span> Giornalista e autore televisivo, l&#8217;autore riprende un altro suo successo del 2005,<strong> &#8220;Quelli che il rugby&#8221;</strong>, arricchito da nuovi racconti che focalizzano alcuni aspetti fondamentali di questo sport che sa essere istintivo e, a un tempo, portatore di una vera e propria filosofia di vita.</p>
<p>Il rugby raccontato da <strong>Pagano</strong> non è un rugby fatto di luoghi comuni di facile presa.</p>
<p>Nel libro viene raccontato lo sport della palla ovale rappresentato nei racconti attraverso sè stesso.</p>
<p>Una folle partita tra Italia e <strong>All Blacks</strong>, un&#8217;altra che vede in campo i principali uomini politici del nostro tempo, storie di rugby al femminile, storie ispirate alle gesta di rugbisti che di fronte a situazioni tragiche o estreme &#8211; come il terremoto a L&#8217;Aquila &#8211; hanno saputo informare il proprio comportamento allo spirito del rugby anche fuori dal campo.</p>
<p>Crescendo, il rugby ha bisogno di essere raccontato per permettere ai nuovi appassionati di conoscerne la ricchezza profonda.</p>
<p>Il libro di <strong>Flavio Pagano</strong> aggiunge una voce importante che arricchisce un coro sempre più ricco.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>RWC 2011 QF, l&#8217;Australia elimina i campioni. All Blacks avanti</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 15:13:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
		<category><![CDATA[All Blacks]]></category>
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		<category><![CDATA[Cooper]]></category>
		<category><![CDATA[Cruden]]></category>
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		<category><![CDATA[Rugby World Cup 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Slade]]></category>
		<category><![CDATA[wallabies]]></category>

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		<description><![CDATA[Vanno in semifinale Australia e nuova Zelanda]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/6226727590/" title="Per Muliaina 100° cap contro l'Argentina by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6240/6226727590_283394e4ca.jpg" width="500" height="354" alt="Per Muliaina 100° cap contro l'Argentina"></a> La seconda giornata dei quarti di finale della <strong>Rugby World Cup 2011</strong> non regala grandi sorprese ma due match intensi e mille motivi per prepararsi a semifinali da non perdere.<span id="more-2575"></span> Se le partite di sabato tra le europee avevano mostrato un rugby di grande qualità nelle vittorie del <strong>Galles</strong> sull&#8217;Irlanda e della <strong>Francia</strong> sull&#8217;Inghilterra, ieri le battaglie tra le potenze australi sono state meno brillanti e ricche di errori più che di prodezze.</p>
<p><strong>L&#8217;Australia</strong> ha eliminato dalla corsa i campioni in carica del <strong>Sudafrica</strong> battuti per <strong>11-9</strong> con una punizione di <strong>O&#8217;Connor</strong> giunta nel finale di un match dagli elevati contenuti agonistici.</p>
<p>In un contesto del genere non poteva che emergere il talento duro come il diamante del guerriero <strong>Dave Pocock</strong>, flanker che ha dominato l&#8217;area del breackdown, definito &#8220;immenso&#8221; dal proprio allenatore Robbie <strong>Deans</strong>.</p>
<p>In effetti il Sudafrica ha controllato per larghi tratti il match vanificando tutto per errori banali e gli <strong>Wallabies</strong> si può dire abbiano vinto nonostante <strong>Quade Cooper</strong>.</p>
<p>L&#8217;estroso mediano di apertura, infatti, ha sbagliato tutto quello che era possibile mettendo spesso in difficoltà compagni.</p>
<p>Decisivi il lavoro sporco di <strong>Pocock</strong> e del capitano <strong>Horwill</strong>, autore dell&#8217;unica meta dell&#8217;incontro, e il piede di <strong>O&#8217;Connor</strong> capace di marcare i punti decisivi con grande freddezza.</p>
<p>Nell&#8217;altra semifinale la <strong>Nuova Zelanda</strong> ha ragione dell&#8217;<strong>Argentina</strong> con qualche affanno di troppo considerato che il punteggio di <strong>33-10</strong> matura solo nel finale.</p>
<p>Per un&#8217;ora la grinta e il cinismo argentini tengono in partita i <strong>Pumas</strong> che sfruttano i vuoti nel gioco offensivo degli <strong>All Blacks</strong> causati dall&#8217;assenza di <strong>Dan Carter</strong>.</p>
<p>Troppo acerbo <strong>Colin Slade</strong>, apparso spaesato fino ad essere sostituito per infortunio da<strong> Aaron Cruden</strong>, apparso più efficace.</p>
<p>Intanto rotola la prima testa.</p>
<p>Il coach del Sudafrica <strong>Peter de Villiers</strong>, il primo di colore della storia, ha rassegnato le sue dimissioni mentre la stampa inglese si scaglia contro i giocatori di Sua Maestà definiti poco professionali e più inclini all&#8217;alcol che al rugby.</p>
<p>Le polemiche sono feroci e non finiranno presto.</p>
<p><strong>SUD AFRICA &#8211; AUSTRALIA 9-11</strong><br />
<em>Domenica 9 ottobre &#8211; ore 7.00 &#8211; Wellington Regional Stadium, Wellington</em><br />
<strong>Sud Africa:</strong> 15 Pat Lambie, 14 JP Pietersen, 13 Jaque Fourie, 12 Jean de Villiers, 11 Bryan Habana (50&#8242; François Hougaard), 10 Morné Steyn, 9 Fourie du Preez, 8 Pierre Spies (64&#8242; Willem Alberts), 7 Schalk Burger, 6 Heinrich Brüssow (20&#8242; François Louw), 5 Victor Matfield, 4 Danie Rossouw, 3 Jannie du Plessis, 2 John Smit (50&#8242; Bismarck du Plessis), 1 Gurthrö Steenkamp.<br />
<strong>Australia:</strong> 15 Kurtley Beale (75&#8242; Anthony Fainga&#8217;a), 14 James O&#8217;Connor, 13 Adam Ashley-Cooper, 12 Pat McCabe (53&#8242; Berrick Barnes), 11 Digby Ioane, 10 Quade Cooper, 9 Will Genia, 8 Radike Samo (72&#8242; Ben McCalman), 7 David Pocock, 6 Rocky Elsom, 5 James Horwill (c), 4 Dan Vickerman (54&#8242; Nathan Sharpe), 3 Ben Alexander, 2 Stephen Moore (64&#8242; Tatafu Polota Nau), 1 Sekope Kepu.<br />
<strong>Arbitri:</strong> Bryce Lawrence; Dave Pearson, Romain Poite; Giulio De Santis<br />
<strong>Marcatori:</strong> 10&#8242; m. Horwill, 17&#8242; cp. O&#8217;Connor, 39&#8242; cp. Steyn, 55&#8242; cp. Steyn, 60&#8242; dr. Steyn, 72&#8242; cp. O&#8217;Connor</p>
<p><strong>NUOVA ZELANDA &#8211; ARGENTINA 33-10</strong><br />
<em>Domenica 9 ottobre, ore 9.30 &#8211; Eden Park, Auckland</em><br />
<strong>Nuova Zelanda:</strong> 15 Mils Muliaina (41&#8242; Isaia Toeava), 14 Cory Jane, 13 Conrad Smith, 12 Ma&#8217;a Nonu, 11 Sonny Bill Williams, 10 Colin Slade (33&#8242; Aaron Cruden), 9 Piri Weepu (73&#8242; Jimmy Cowan), 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw (72&#8242; Victor Vito), 6 Jerome Kaino, 5 Brad Thorn, 4 Samuel Whitelock (62&#8242; Ali Williams), 3 Owen Franks (75&#8242; John Afoa), 2 Keven Mealamu (66&#8242; Andrew Hore), 1 Tony Woodcock.<br />
<strong>Argentina:</strong> 15 Martín Rodríguez (69&#8242; Lucas Gonzalez Amorosino), 14 Gonzalo Camacho, 13 Marcelo Bosch, 12 Felipe Contepomi (capt), 11 Horacio Agulla (49&#8242; Juan Jose Imhoff), 10 Santiago Fernández, 9 Nicolás Vergallo, 8 Leonardo Senatore, 7 Juan Manuel Leguizamón, 6 Julio Farias Cabello, 5 Patricio Albacete, 4 Manuel Carizza (64&#8242; Alejandro Campos), 3 Juan Figallo (59&#8242; Martín Scelzo), 2 Mario Ledesma (70&#8242; Agustín Creevy), 1 Rodrigo Roncero (40&#8242; Marcos Ayerza).<strong><br />
</strong><strong>Arbitri:</strong> Nigel Owens; Jonathan Kaplan, George Clancy; Shaun Veldsman<br />
<strong>Marcatori:</strong> 12&#8242; cp. Weepu, 25&#8242; cp. Weepu, 31&#8242; Farias Cabello tr, Contepomi, 36&#8242; cp. Weepu, 39&#8242; cp. Weepu, 45&#8242; cp. Bosch, 48&#8242; cp. Weepu, 58&#8242; cp. Weepu, 67&#8242; m. Read, 72&#8242; cp. Weepu, 77&#8242; m. Thorn tr. Cruden<br />
<strong>Cartellini gialli:</strong> 58&#8242; Vergallo</p>
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		<title>E adesso un po&#8217; di coraggio</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 15:50:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rugby World Cup]]></category>
		<category><![CDATA[All Blacks]]></category>
		<category><![CDATA[Bocchino]]></category>
		<category><![CDATA[Castrogiovanni]]></category>
		<category><![CDATA[Italrugby]]></category>
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		<category><![CDATA[Rugby World Cup 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Van Zyl]]></category>
		<category><![CDATA[Zanni]]></category>

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		<description><![CDATA[E adesso Bocchino in campo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/4116206986/" title="Mallett scruta le stelle by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2764/4116206986_628955297a.jpg" width="500" height="420" alt="Mallett scruta le stelle"></a> L&#8217;<strong>Italrugby</strong> ha cominciato la <strong>Rugby World Cup 2011</strong> della possibile, definitiva consacrazione (leggi storico passaggio ai quarti di finale) togliendosi subito il dente più doloroso, e questo è un bene di un calendario favorevole che ora regala due match abbordabili &#8211; ma attenzione alle bucce di banana &#8211; con Russia e Usa prima dello spareggio con l&#8217;<strong>Irlanda </strong>del prossimo 2 ottobre.<span id="more-2516"></span> Giocare alla prima contro &#8220;questa&#8221; <strong>Australia</strong> che appena due settimane fa rifilava 25 punti agli All Blacks vincendo il <strong>Tri-Nations</strong> consente a <strong>Mallett</strong> di rompere il ghiaccio senza pressione e avere un termine di paragone per proseguire nella messa a punto della macchina.</p>
<p>Sono parecchie le certezze che il CT uscente ( che errore della <strong>Federugby</strong> sostituirlo proprio quando ha in mano il gruppo!) riporta nel ritiro di Nelson dopo la prima uscita al North Harbour Stadium.</p>
<p>Prima di tutto una rimessa laterale che trova in <strong>Van Zyl </strong>un regista sontuoso (16 vinte e 3 perse contro i canguri).</p>
<p>Insieme con un pack siderale che ha in <strong>Castrogiovanni</strong>, <strong>Lo Cicero</strong>, <strong>Zanni</strong>, <strong>Parisse</strong> e gli altri interpreti di livello mondiale.</p>
<p><strong>Semenzato</strong> ha risolto il problema del mediano di mischia con la sua intensità e capacità difensiva, ora manca l&#8217;ultimo tassello, il più importante.</p>
<p>Pare giunto il momento di responsabilizzare <strong>Riccardo Bocchino</strong> che è migliore di <strong>Orquera</strong> in quasi tutte le aree del gioco.</p>
<p>Un poco di coraggio e battere l&#8217;Irlanda non sarà impossibile.</p>
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		<title>Tri-Nations, Australia campione!</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Aug 2011 16:18:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tri-Nations]]></category>
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		<category><![CDATA[Suncorp Stadium]]></category>
		<category><![CDATA[wallabies]]></category>

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		<description><![CDATA[Australia campione del Tri-Nations]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/6085992436/" title="Radike Samo vola verso la meta by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6086/6085992436_25f56cd3c3.jpg" width="500" height="331" alt="Radike Samo vola verso la meta"></a> Una splendida <strong>Australia</strong> conquista il titolo di campione del <strong>Tri-Nations</strong> battendo la <strong>Nuova Zelanda 25-20</strong> sull&#8217;erba del Suncorp Stadium di Brisbane, casa dei Reds, davanti a 52.000 fans entusiasti. <span id="more-2492"></span>Nonostante la valanga di falli commessi dagli<strong> All Blacks</strong> e consentiti dall&#8217;arbitro <strong>Barnes</strong>, nonostante la reazione di <strong>Mc Caw</strong> e compagni nel secondo tempo dopo una prima frazione dominata dagli <strong>Wallabies</strong> gli uomini di <strong>Robbie Deans</strong>, il neozelandese che sconfisse la sua patria, hanno saputo soffrire nella ripresa resistendo al ritorno della Marea Nera e portando a casa il trionfo.</p>
<p>Il match parte subito forte grazie a una Australia pressochè perfetta.</p>
<p>La regìa di <strong>Genia</strong> e <strong>Cooper</strong> è brillante e mai leziosa, i tre-quarti difendono in maniera perfetta e i commandos del pack, guidati da un <strong>Pocock</strong> strepitoso, conquistano le trincee all&#8217;arma bianca.</p>
<p>Così arrivano le mete di <strong>Genia</strong> e <strong>Samo</strong> &#8211; impressionante &#8211; e i calci di <strong>Cooper</strong> che insieme con il piazzato di <strong>Carter</strong> firmano il 20-3 all&#8217;halftime.</p>
<p>La ripresa si apre con una punizione di <strong>Carter</strong>, poi sale in cattedra il Professore <strong>Conrad Smith</strong> (chi vuole la maglia n.13 degli <strong>All Blacks</strong> ha davanti un&#8217;impresa disperata) che prima segna personalmente e poi assiste <strong>Nonu</strong> spedendolo nella terra promessa.</p>
<p>Quando tutto lascia presupporre l&#8217;ennesima rimonta <strong>All Blacks</strong> ecco la meta di <strong>Beale</strong> che inietta nuova linfa nei difensori australiani capaci di difendere fino al termine il<strong> 25-20</strong> e la vittoria nel torneo.</p>
<p>La sfida mondiale è lanciata, gli <strong>All Blacks</strong> tornano a casa con qualche interrogativo in più nella testa.</p>
<p><strong>Australia &#8211; Nuova Zelanda 25-20<br />
</strong><em>Sabato 27 agosto, ore 12.05 &#8211; Suncorp Stadium, Brisbane</em><strong><br />
Australia:</strong> 15 Kurtley Beale, 14 Adam Ashley-Cooper, 13 Anthony Fainga&#8217;a, 12 Pat McCabe, 11 Digby Ioane, 10 Quade Cooper, 9 Will Genia, 8 Radike Samo, 7 David Pocock, 6 Rocky Elsom, 5 James Horwill (c), 4 Dan Vickerman, 3 Ben Alexander, 2 Stephen Moore, 1 Sekope Kepu.<br />
In panchina: 16 Saia Fainga&#8217;a, 17 Salesi Ma&#8217;afu, 18 Rob Simmons, 19 Ben McCalman, 20 Scott Higginbotham, 21 Luke Burgess.<br />
<strong>Nuova Zelanda:</strong> 15 Mils Muliaina, 14 Cory Jane, 13 Conrad Smith, 12 Ma&#8217;a Nonu, 11 Zac Guildford, 10 Daniel Carter, 9 Piri Weepu, 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw (c), 6 Adam Thomson, 5 Samuel Whitelock, 4 Brad Thorn, 3 Owen Franks, 2 Keven Mealamu, 1 Tony Woodcock.<br />
In panchina: 16 Andrew Hore, 17 John Afoa, 18 Ali Williams, 19 Victor Vito, 20 Andy Ellis, 21 Colin Slade, 22 Isaia Toeava.<br />
<strong>Arbitro:</strong> Wayne Barnes (Inghilterra)<br />
<strong>Marcatori:</strong> 3&#8242; cp. Cooper, 13&#8242; m. Genia tr. Cooper, 23&#8242; cp. Carter, 32&#8242; cp. Cooper, 33&#8242; m. Samo tr. Cooper, 46&#8242; cp. Carter, 52&#8242; m. Smith tr. Carter, 58&#8242; m. Nonu tr. Carter, 60&#8242; m. Beale</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tri-Nations, Nuova Zelanda cinica e vincente</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Aug 2011 15:52:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[All Blacks battono i canguri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/7142999@N05/6014389933/" title="Conrad Smith contro l'Australia by alefusco, on Flickr"><img src="http://farm7.static.flickr.com/6005/6014389933_5183d616af.jpg" width="500" height="450" alt="Conrad Smith contro l'Australia"></a> Bellissima l&#8217;<strong>Australia </strong>di <strong>Robbie Deans </strong>e dei suoi giovani talenti, furiosa la<strong> Nuova Zelanda</strong> nella voglia di vincere ogni partita. Così finisce <strong>30-14</strong> per gli <strong>All Blacks </strong>quello che, con ogni probabilità, si rivelerà il decider match di questo <strong>Tri-Nations </strong>formato ridotto antipasto della <strong>Rugby World Cup 2011</strong>.<span id="more-2468"></span> Dopo 8&#8242; siamo già 10-0 per i Neri nonostante una bella partenza degli <strong>Wallabies</strong> grazie a una punizione trasformata da un implacabile <strong>Carter</strong> e alla meta di <strong>Nonu</strong> giunta in virtù di un pallone recuperato dagli <strong>All Blacks </strong>dopo un errore di <strong>Beale</strong>.</p>
<p>I ritmi sono infernali ma<strong> Mc Caw </strong>e compagni dominano l&#8217;area del breakdown grazie alla loro proverbiale abilità ma anche alla condiscendenza dell&#8217;arbitro Joubert, permissivo nelle giocate al limite dei commandos neozelandesi.</p>
<p>Le ondate australiane sbattono contro una difesa neozelandese feroce e impenetrabile, è così che arrivano le mete di <strong>Mealamu</strong> e <strong>Sivivatu</strong> che assicurano la pagnotta ai padroni di casa, mentre l&#8217;<strong>Australia </strong>fa in tempo a fare bella figura con le segnature di <strong>Ioane</strong> e <strong>Elsom</strong>.</p>
<p>Finisce così con un altro bel test per entrambe in vista della rassegna iridata.</p>
<p><strong><br />
NUOVA ZELANDA &#8211; AUSTRALIA 30-14</strong><br />
<em>Sabato 6 agosto, ore 9.35 &#8211; Eden Park, Auckland</em><br />
<strong>Nuova Zelanda:</strong> 15 Mils Muliaina, 14 Sitiveni Sivivatu (55&#8242; Colin Slade), 13 Conrad Smith, 12 Ma&#8217;a Nonu (69&#8242; Sonny Bill Williams), 11 Hosea Gear, 10 Daniel Carter, 9 Piri Weepu (60&#8242; Andy Ellis), 8 Kieran Read, 7 Richie McCaw (c), 6 Jerome Kaino (71&#8242; Adam Thomson), 5 Ali Williams (66&#8242; Samuel Whitelock), 4 Brad Thorn, 3 Owen Franks, 2 Keven Mealamu (60&#8242; Andrew Hore), 1 Wyatt Crockett (50&#8242; Ben Franks)<br />
<strong>Australia:</strong> 15 Kurtley Beale, 14 James O&#8217;Connor, 13 Adam Ashley-Cooper, 12 Pat McCabe, 11 Digby Ioane, 10 Quade Cooper, 9 Will Genia, 8 Ben McCalman (55&#8242; Scott Higginbotham), 7 David Pocock, 6 Rocky Elsom (c), 5 James Horwill, 4 Rob Simmons (53&#8242; Dan Vickerman), 3 Ben Alexander, 2 Stephen Moore (69&#8242; Saia Fainga&#8217;a), 1 Sekope Kepu.<br />
<strong>Arbitri:</strong> Craig Joubert (Sud Africa); Marius Jonker (Sud Africa), Christie du Preez (Sud  Africa); Glen Jackson<br />
<strong>Marcatori:</strong> 6&#8242; cp. Carter, 8&#8242; m. Nonu tr. Carter, 27&#8242; m. Mealamu tr. Carter, 47&#8242; dr. Carter, 51&#8242; m. Ioane tr. Cooper, 53&#8242; m. Sivivatu tr. Carter, 68&#8242; cp. Carter, 76&#8242; m. Elsom tr. Cooper</p>
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