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	<title>Commenti a: Italrugby, una sconfitta che ha radici profonde. I 24 per l&#8217;Australia e il caso Toniolatti</title>
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	<description>Interamente dedicato al Rugby, in ogni sua forma e nazionalità.</description>
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		<title>Di: Bruno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 13:06:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In termini &quot;agricoli&quot; direi che questa federazione nel decennio del sei-nazioni (quello che doveva permetterci il salto di qualità) ha lasciato desertificare i terreni fuori dal proprio orticello e senza semina non può ovviamente esserci raccolto. Si sono mangiati i granai riempiti a suo tempo da chi li ha preceduti e, non contenti di ciò, si stanno adesso mangiando quanto rimane nel loro orticello. Molti &quot;illustri&quot; personaggi del rugby italiano si sono arricchiti in questo decennio, non curanti (o incapaci di farlo) di gestire il futuro di questo sport. Credo che aldilà del misero spettacolo offerto da una nazionale ormai al limite delle sue possibilità, quello che davvero rattrista è il livello del nostro rugby di base, dei nostri tecnici, dei nostri arbitri, del nostro campionato, della scarsa visibilità che il rugby ha sui media, dello scarso interesse che il rugby genera tra sponsors e imprenditori, della mancanza di una cultura rugbistica che pure vent&#039;anni fà era ben più consolidata e che adesso sta perdendo per strada anche le piazze storiche. Come dissi tempo addietro, questa è una dirigenza che si è preoccupata soltanto di costruirsi l&#039;attico su una casa che necessitava di lavori strutturali ben diversi. Le fondamenta nel frattempo stanno andando, l&#039;attico crollerà insieme al resto. Mi chiedo se mai questi loschi figuri risponderanno della loro inettitudine alle migliaia e migliaia di appassionati di oggi e di ieri che tra fango e sudore hanno fatto quasi un secolo di storia del rugby italiano.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In termini &#8220;agricoli&#8221; direi che questa federazione nel decennio del sei-nazioni (quello che doveva permetterci il salto di qualità) ha lasciato desertificare i terreni fuori dal proprio orticello e senza semina non può ovviamente esserci raccolto. Si sono mangiati i granai riempiti a suo tempo da chi li ha preceduti e, non contenti di ciò, si stanno adesso mangiando quanto rimane nel loro orticello. Molti &#8220;illustri&#8221; personaggi del rugby italiano si sono arricchiti in questo decennio, non curanti (o incapaci di farlo) di gestire il futuro di questo sport. Credo che aldilà del misero spettacolo offerto da una nazionale ormai al limite delle sue possibilità, quello che davvero rattrista è il livello del nostro rugby di base, dei nostri tecnici, dei nostri arbitri, del nostro campionato, della scarsa visibilità che il rugby ha sui media, dello scarso interesse che il rugby genera tra sponsors e imprenditori, della mancanza di una cultura rugbistica che pure vent&#8217;anni fà era ben più consolidata e che adesso sta perdendo per strada anche le piazze storiche. Come dissi tempo addietro, questa è una dirigenza che si è preoccupata soltanto di costruirsi l&#8217;attico su una casa che necessitava di lavori strutturali ben diversi. Le fondamenta nel frattempo stanno andando, l&#8217;attico crollerà insieme al resto. Mi chiedo se mai questi loschi figuri risponderanno della loro inettitudine alle migliaia e migliaia di appassionati di oggi e di ieri che tra fango e sudore hanno fatto quasi un secolo di storia del rugby italiano.</p>
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		<title>Di: M-URC</title>
		<link>http://www.alessandrofusco.com/blog/2010/11/italrugby-una-sconfitta-che-ha-radici-profonde-i-24-per-laustralia-e-il-caso-toniolatti/comment-page-1/#comment-9274</link>
		<dc:creator><![CDATA[M-URC]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Nov 2010 12:36:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sotto certi aspetti il flop di Verona, parlo non del risultato ma del numero di pubblico accorso a vedere l&#039;incontro, deve essere oggetto di analisi. Geograficamente parlando, si è giocato nel regno del rugby italiano; la volata che è stata tirata per questo evento (probabilmente avevano già percepito con la prevendita che l&#039;evento andava pompato) è stata di quelle ultra importanti (non come la finale scudetto giocata a Roma nel 2009 -in quel caso si trattava di un flop guidato???); l&#039;avversario di quelli importanti, storicamente il più sentito a livello internazionale, che poteva essere alla nostra portata; la prima uscita della nazionale dopo la Cheltic (Celtic) League. Insomma gli ingredienti giusti c&#039;erano tutti. Eppure qualcosa non è andato. A oggi sarebbe troppo facile mettere in discussione l&#039;organizzazione, cercando di distogliere l&#039;attenzione sul vero problema. Quale? Lo stadio mezzo vuoto ed il flop televisivo. Il motivo? Le due &quot;franchigie&quot; che si trovano a cento km da Verona. A oggi sembra che il rugby italiano sia una cosa che si racchiude in un fazzoletto di terra di 200 km. 
E questi sono i risultati. Ne più ne meno. Aver tenuto fuori 4/5 del territorio italiano dal rugby che conta porta a questi flop. Era inevitabile. Senza considerare che con questa situazione, ed è la prima stagione, qualche problema lo avremo a cominciare dal rugby di base: minor interesse e minor tesserati. L&#039;imperativo ad oggi è cambiare rotta. Spostarsi in luoghi ancora vergini del territorio (con il rugby di base) ed avere il fegato (non credo che ce ne voglia poi così tanto) di fare un&#039;equivalenza diversa da &quot;rugby italiano=nord-est&quot;.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sotto certi aspetti il flop di Verona, parlo non del risultato ma del numero di pubblico accorso a vedere l&#8217;incontro, deve essere oggetto di analisi. Geograficamente parlando, si è giocato nel regno del rugby italiano; la volata che è stata tirata per questo evento (probabilmente avevano già percepito con la prevendita che l&#8217;evento andava pompato) è stata di quelle ultra importanti (non come la finale scudetto giocata a Roma nel 2009 -in quel caso si trattava di un flop guidato???); l&#8217;avversario di quelli importanti, storicamente il più sentito a livello internazionale, che poteva essere alla nostra portata; la prima uscita della nazionale dopo la Cheltic (Celtic) League. Insomma gli ingredienti giusti c&#8217;erano tutti. Eppure qualcosa non è andato. A oggi sarebbe troppo facile mettere in discussione l&#8217;organizzazione, cercando di distogliere l&#8217;attenzione sul vero problema. Quale? Lo stadio mezzo vuoto ed il flop televisivo. Il motivo? Le due &#8220;franchigie&#8221; che si trovano a cento km da Verona. A oggi sembra che il rugby italiano sia una cosa che si racchiude in un fazzoletto di terra di 200 km.<br />
E questi sono i risultati. Ne più ne meno. Aver tenuto fuori 4/5 del territorio italiano dal rugby che conta porta a questi flop. Era inevitabile. Senza considerare che con questa situazione, ed è la prima stagione, qualche problema lo avremo a cominciare dal rugby di base: minor interesse e minor tesserati. L&#8217;imperativo ad oggi è cambiare rotta. Spostarsi in luoghi ancora vergini del territorio (con il rugby di base) ed avere il fegato (non credo che ce ne voglia poi così tanto) di fare un&#8217;equivalenza diversa da &#8220;rugby italiano=nord-est&#8221;.</p>
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		<title>Di: Bruno</title>
		<link>http://www.alessandrofusco.com/blog/2010/11/italrugby-una-sconfitta-che-ha-radici-profonde-i-24-per-laustralia-e-il-caso-toniolatti/comment-page-1/#comment-9252</link>
		<dc:creator><![CDATA[Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 14:51:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un altro decennio con Dondi e il Giappone sarà ben avanti a noi. Ma probabilmente non servirà neanche aspettare un decennio.
Credo che l&#039;intera struttura del rugby in Italia vada ripensata dalle fondamenta. Ma serve gente nuova, anche (e forse soprattutto) proveniente da altre realtà manageriali. Le competenze sportive ci sono (ancora).]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un altro decennio con Dondi e il Giappone sarà ben avanti a noi. Ma probabilmente non servirà neanche aspettare un decennio.<br />
Credo che l&#8217;intera struttura del rugby in Italia vada ripensata dalle fondamenta. Ma serve gente nuova, anche (e forse soprattutto) proveniente da altre realtà manageriali. Le competenze sportive ci sono (ancora).</p>
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		<title>Di: Simone</title>
		<link>http://www.alessandrofusco.com/blog/2010/11/italrugby-una-sconfitta-che-ha-radici-profonde-i-24-per-laustralia-e-il-caso-toniolatti/comment-page-1/#comment-9251</link>
		<dc:creator><![CDATA[Simone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 14:09:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[No, giappone e Russia non sono al livello nostro, non esageriamo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No, giappone e Russia non sono al livello nostro, non esageriamo.</p>
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		<title>Di: Maurizio</title>
		<link>http://www.alessandrofusco.com/blog/2010/11/italrugby-una-sconfitta-che-ha-radici-profonde-i-24-per-laustralia-e-il-caso-toniolatti/comment-page-1/#comment-9250</link>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Nov 2010 14:07:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi come oggi, non vorrei proprio fare un test match contro il Giappone o contro la Russia !]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi come oggi, non vorrei proprio fare un test match contro il Giappone o contro la Russia !</p>
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		<title>Di: Bruno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 13:08:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#039; la solita vecchia questione, bisognerebbe investire su quello che il nostro movimento produce, quale che sia il livello. Ma il buon Dondi non può permettersi di rischiare figuracce e allora si preferisce raschiare il barile e allestire una nazionale alla meno peggio, fatta di quel che rimane della squadra che fù e di quel che si può raccatando in giro in base alle lontane origini italiane di qualche giocatore decente. Purtroppo se non si semina... non si raccoglie. La resa dei conti rischia di arrivare tutta insieme. I vari Bergamasco, Bortolami, Lo Cicero, Perugini, etc, cioè i pochi giocatori di livello internazionale che il nostro rugby ha sfornato un decennio fà, sono ormai in fase di declino (l&#039;età passa per tutti) e non possiamo più sperare nella manna dal cielo di ritrovarci in casa già pronti i vari Parisse, Castro, Dellapè &amp; co. Diciamoci chiaramente che di giocatori di quel tipo il nostro rugby non ne ha prodotti più (forse Zanni è l&#039;unico di un certo livello). Se non si investe in tecnici e formazione di base, se non si rende il nostro movimento appetibile in termini di visibilità per nuovi capitali, se non ci si apre a nuove idee e forze manageriali capaci, il nostro rugby è destinato a regredire. Altro che celtic league che serve solo a riempire la bocca (e le tasche) dei soliti noti...
E&#039; purtroppo un processo negativo che è già in corso visto il decennio (e la marea di soldi) che questa federazione ha buttato al vento. Paesi come Giappone e Russia stanno ad esempio lavorando sodo ed investendo tanto, a cominciare dalle scuole. Ce li ritroveremo presto davanti se non invertiamo la tendenza.
Ma serve azzerare tutto e ripartire. Da subito.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; la solita vecchia questione, bisognerebbe investire su quello che il nostro movimento produce, quale che sia il livello. Ma il buon Dondi non può permettersi di rischiare figuracce e allora si preferisce raschiare il barile e allestire una nazionale alla meno peggio, fatta di quel che rimane della squadra che fù e di quel che si può raccatando in giro in base alle lontane origini italiane di qualche giocatore decente. Purtroppo se non si semina&#8230; non si raccoglie. La resa dei conti rischia di arrivare tutta insieme. I vari Bergamasco, Bortolami, Lo Cicero, Perugini, etc, cioè i pochi giocatori di livello internazionale che il nostro rugby ha sfornato un decennio fà, sono ormai in fase di declino (l&#8217;età passa per tutti) e non possiamo più sperare nella manna dal cielo di ritrovarci in casa già pronti i vari Parisse, Castro, Dellapè &amp; co. Diciamoci chiaramente che di giocatori di quel tipo il nostro rugby non ne ha prodotti più (forse Zanni è l&#8217;unico di un certo livello). Se non si investe in tecnici e formazione di base, se non si rende il nostro movimento appetibile in termini di visibilità per nuovi capitali, se non ci si apre a nuove idee e forze manageriali capaci, il nostro rugby è destinato a regredire. Altro che celtic league che serve solo a riempire la bocca (e le tasche) dei soliti noti&#8230;<br />
E&#8217; purtroppo un processo negativo che è già in corso visto il decennio (e la marea di soldi) che questa federazione ha buttato al vento. Paesi come Giappone e Russia stanno ad esempio lavorando sodo ed investendo tanto, a cominciare dalle scuole. Ce li ritroveremo presto davanti se non invertiamo la tendenza.<br />
Ma serve azzerare tutto e ripartire. Da subito.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Simone</title>
		<link>http://www.alessandrofusco.com/blog/2010/11/italrugby-una-sconfitta-che-ha-radici-profonde-i-24-per-laustralia-e-il-caso-toniolatti/comment-page-1/#comment-9182</link>
		<dc:creator><![CDATA[Simone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 17:32:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sandro,sempre forza azzurri questo è scontato e Alessandro lo sa, su questo blog no gufi o disfattisti. Però io preferirei prendere 35-40 punti sapendo che tra un paio d&#039;anni li batteremo piuttosto che tappare le falle, perchè questo percepisco. Canavosio è discreto ma buttiamo dentro i nostri, saranno poi così peggio?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sandro,sempre forza azzurri questo è scontato e Alessandro lo sa, su questo blog no gufi o disfattisti. Però io preferirei prendere 35-40 punti sapendo che tra un paio d&#8217;anni li batteremo piuttosto che tappare le falle, perchè questo percepisco. Canavosio è discreto ma buttiamo dentro i nostri, saranno poi così peggio?</p>
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		<title>Di: Maurizio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maurizio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 15:55:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Indimenticabile come fu escluso Toniolatti dalla posizione di Mediano di mischia. Secondo me, oggi, sarebbe l&#039;unico atleta insieme a Canavosio, a poter ricoprire la posizione con una prospettiva di crescita. L&#039;Atleta e&#039; stato bruciato dopo solo un paio di partite e si e&#039; riconvertito all&#039;ala viste le ottime doti atletiche. Che Tebaldi non avesse un passaggio da &quot;Elite&quot; e che spesso prenda iniziative molto &quot;personali&quot; che non tengono conto del contesto di gioco, si sapeva da quando il giovane aveva 17 anni, ma Guidi lo ha sponsorizzato molto fino a farlo pervenire alla Nazionale Maggiore. I difetti che presenta non sono migliorabili. Si poteva invece lavorare su Toniolatti che ha doti atletiche e di placcaggio nettamente superiori e che avrebbe potuto migliorare con il gioco. Ma e&#039; chiaro che esistono due pesi e due misure. Escludendo a priori un atleta dal campo non e&#039; possibile fare confronti e comparazioni, l&#039;atleta non te lo fanno vedere !]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Indimenticabile come fu escluso Toniolatti dalla posizione di Mediano di mischia. Secondo me, oggi, sarebbe l&#8217;unico atleta insieme a Canavosio, a poter ricoprire la posizione con una prospettiva di crescita. L&#8217;Atleta e&#8217; stato bruciato dopo solo un paio di partite e si e&#8217; riconvertito all&#8217;ala viste le ottime doti atletiche. Che Tebaldi non avesse un passaggio da &#8220;Elite&#8221; e che spesso prenda iniziative molto &#8220;personali&#8221; che non tengono conto del contesto di gioco, si sapeva da quando il giovane aveva 17 anni, ma Guidi lo ha sponsorizzato molto fino a farlo pervenire alla Nazionale Maggiore. I difetti che presenta non sono migliorabili. Si poteva invece lavorare su Toniolatti che ha doti atletiche e di placcaggio nettamente superiori e che avrebbe potuto migliorare con il gioco. Ma e&#8217; chiaro che esistono due pesi e due misure. Escludendo a priori un atleta dal campo non e&#8217; possibile fare confronti e comparazioni, l&#8217;atleta non te lo fanno vedere !</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sandro</title>
		<link>http://www.alessandrofusco.com/blog/2010/11/italrugby-una-sconfitta-che-ha-radici-profonde-i-24-per-laustralia-e-il-caso-toniolatti/comment-page-1/#comment-9176</link>
		<dc:creator><![CDATA[Sandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 13:29:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Io non la vedo così male. E&#039; vero, l&#039;Italia poteva fare di meglio, ma è da considerare che rispetto agli anni scorsi, si è vista una nazionale più convinta e che ha osato di più. Di fronte a questo nuovo atteggiamento, si deve edificare una squadra un po&#039; più reattiva e veloce. Le basi ci sono.
Comunque io andrò a tifare anche a Firenze i nostri. I biglietti li ho presi (per chi volesse) su listicket.it

ciao]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io non la vedo così male. E&#8217; vero, l&#8217;Italia poteva fare di meglio, ma è da considerare che rispetto agli anni scorsi, si è vista una nazionale più convinta e che ha osato di più. Di fronte a questo nuovo atteggiamento, si deve edificare una squadra un po&#8217; più reattiva e veloce. Le basi ci sono.<br />
Comunque io andrò a tifare anche a Firenze i nostri. I biglietti li ho presi (per chi volesse) su listicket.it</p>
<p>ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Bruno</title>
		<link>http://www.alessandrofusco.com/blog/2010/11/italrugby-una-sconfitta-che-ha-radici-profonde-i-24-per-laustralia-e-il-caso-toniolatti/comment-page-1/#comment-9173</link>
		<dc:creator><![CDATA[Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 11:28:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.alessandrofusco.com/blog/?p=2111#comment-9173</guid>
		<description><![CDATA[E&#039; un quadro davvero desolante, reso ancora più amaro dal grottesco equivoco (per non dire peggio) creato dalla partecipazione in Celtic League che doveva rappresentare la panacea di tutti i mali del rugby italiano.
I risultati potrebbero anche arrivare con il tempo se ci fosse dietro una stategia logica e funzionante. Nella realtà invece non si vede un progetto organico ed ogni componente del movimento rugbistico italiano (base, professionismo, nazionale) continua ad essere slegato dal resto, seguendo metodi ed obbiettivi a volte persino divergenti fra loro. Abbiamo messo la celtic league in competizione col nostro campionato, e sia la nazionale che le franchigie preferiscono affidarsi ad elefanti morenti piuttosto che scommettere su giocatori che, pur non fenomeni, rappresentano pur sempre il nostro futuro (anzi, anche il nostro presente direi). Per non parlare dei clubs e dei vivai che sono lasciati a se stessi, col miraggio poi che le accademie (care ci costano...) trasformino in oro quel che la base produce, neanche fossero le scuole di magia di Harry Potter. 
Dire che molti se lo aspettavano è ovvio, i segnali c&#039;erano tutti, i personaggi che gestiscono la baracca sono sempre gli stessi, e gli interessi che si celano dietro... pure.
L&#039;Argentina che ci ha punito col minimo sforzo si presentava con una squadra in gran parte sperimentale, e dai fasti dell&#039;ultimo mondiale non si sono certo seduti sugli allori.
Concordo con Simone sul fatto che i nostri &quot;giovani&quot; (che poi tanto giovani non lo sono neanche più) debbano essere il nucleo tanto della nazionale che delle franchigie. I Gower ed i Mercier (aldilà del valore dei giocatori) rispecchiano e rappresentano tutta la miopia del nostro movimento.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un quadro davvero desolante, reso ancora più amaro dal grottesco equivoco (per non dire peggio) creato dalla partecipazione in Celtic League che doveva rappresentare la panacea di tutti i mali del rugby italiano.<br />
I risultati potrebbero anche arrivare con il tempo se ci fosse dietro una stategia logica e funzionante. Nella realtà invece non si vede un progetto organico ed ogni componente del movimento rugbistico italiano (base, professionismo, nazionale) continua ad essere slegato dal resto, seguendo metodi ed obbiettivi a volte persino divergenti fra loro. Abbiamo messo la celtic league in competizione col nostro campionato, e sia la nazionale che le franchigie preferiscono affidarsi ad elefanti morenti piuttosto che scommettere su giocatori che, pur non fenomeni, rappresentano pur sempre il nostro futuro (anzi, anche il nostro presente direi). Per non parlare dei clubs e dei vivai che sono lasciati a se stessi, col miraggio poi che le accademie (care ci costano&#8230;) trasformino in oro quel che la base produce, neanche fossero le scuole di magia di Harry Potter.<br />
Dire che molti se lo aspettavano è ovvio, i segnali c&#8217;erano tutti, i personaggi che gestiscono la baracca sono sempre gli stessi, e gli interessi che si celano dietro&#8230; pure.<br />
L&#8217;Argentina che ci ha punito col minimo sforzo si presentava con una squadra in gran parte sperimentale, e dai fasti dell&#8217;ultimo mondiale non si sono certo seduti sugli allori.<br />
Concordo con Simone sul fatto che i nostri &#8220;giovani&#8221; (che poi tanto giovani non lo sono neanche più) debbano essere il nucleo tanto della nazionale che delle franchigie. I Gower ed i Mercier (aldilà del valore dei giocatori) rispecchiano e rappresentano tutta la miopia del nostro movimento.</p>
]]></content:encoded>
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