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	<title>Commenti a: Italrugby, raduno in vista di Novembre</title>
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	<description>Interamente dedicato al Rugby, in ogni sua forma e nazionalità.</description>
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		<title>Di: Alessio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 07:41:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Continuo a sostenere che Malletdovrebbe trovare il coraggio e la volontà di sfoltire il gruppo dei naturalizzati (soprattutto per quelli di sponda argentina), per due motivi: primo, se davvero l&#039;Argentina entrerà nel mondo professionistico (leggi allargamento del tri-nations)non credo che da quella nazione verso la nostra vedremo più migrare grandi talenti; secondo, visto che il campionato italiano diventa ancora meno &quot;ambito&quot; (a parte le due franchige o quante saranno che prenderanno parte alla Celtic League), sono del parere che vedremo sempre più stranieri mediocri dalle nostre parti: a quel punto meglio un giovane dell&#039;accademia o un italiano di belle speranza; terzo, sono sempre del parere che la nazionale deve essere espressione &quot;nuda e cruda&quot; della scuola rugbystica di quel paese: attualmente vedo scollate le due cose per quello che riguarda l&#039;Italia, e non credo proprio che gli azzurri di adesso siano l&#039;espressione della scuola italiana. Forse sono conservatore e ottuso nel non riconoscere che questi ragazzi ci hanno fatto fare il salto di qualità: penso che se questo posto ce lo siamo meritato, dobbiamo anche dimostrarlo in futuro. E questo ciclo deve finire, questi giocatori devono essere cambiati. Questi test che verranno, a mio parere, dimostreranno ancora una volta che ci deve essere un ricambio generazionale completo: e da dove pescheremo? Troppi pochi i ragazzi dell&#039;Accademia ammessi ai raduni, secondo me. E&#039; vero che noi non abbiamo una tradizione in questo gioco come i nostri cari &quot;colleghi&quot; del Sei Nazioni&quot;: ma quando le loro nazionali sono in crisi, non credo vadano a naturalizzare neozelandesi, australiani e sudafricani (credo che l&#039;Inghilterrra, per il suo passato coloniale, possa fare incetta di naturalizzati...). E&#039; ora di far veder veramenete se valiamo quello che siamo o se siamo solo un fuoco di paglia. Io non credo in questa seconda ipotesi: ma se non abbiamo il coraggio di buttare nella mischia ragazzi di talento, giovani e volenterosi... Vedendo le ultime uscite degli azzurri a tratti ho avuto l&#039;impressione che questi ragazzi si sentano un po&#039; arrivati ed autorizzati a sedersi sugli allori!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Continuo a sostenere che Malletdovrebbe trovare il coraggio e la volontà di sfoltire il gruppo dei naturalizzati (soprattutto per quelli di sponda argentina), per due motivi: primo, se davvero l&#8217;Argentina entrerà nel mondo professionistico (leggi allargamento del tri-nations)non credo che da quella nazione verso la nostra vedremo più migrare grandi talenti; secondo, visto che il campionato italiano diventa ancora meno &#8220;ambito&#8221; (a parte le due franchige o quante saranno che prenderanno parte alla Celtic League), sono del parere che vedremo sempre più stranieri mediocri dalle nostre parti: a quel punto meglio un giovane dell&#8217;accademia o un italiano di belle speranza; terzo, sono sempre del parere che la nazionale deve essere espressione &#8220;nuda e cruda&#8221; della scuola rugbystica di quel paese: attualmente vedo scollate le due cose per quello che riguarda l&#8217;Italia, e non credo proprio che gli azzurri di adesso siano l&#8217;espressione della scuola italiana. Forse sono conservatore e ottuso nel non riconoscere che questi ragazzi ci hanno fatto fare il salto di qualità: penso che se questo posto ce lo siamo meritato, dobbiamo anche dimostrarlo in futuro. E questo ciclo deve finire, questi giocatori devono essere cambiati. Questi test che verranno, a mio parere, dimostreranno ancora una volta che ci deve essere un ricambio generazionale completo: e da dove pescheremo? Troppi pochi i ragazzi dell&#8217;Accademia ammessi ai raduni, secondo me. E&#8217; vero che noi non abbiamo una tradizione in questo gioco come i nostri cari &#8220;colleghi&#8221; del Sei Nazioni&#8221;: ma quando le loro nazionali sono in crisi, non credo vadano a naturalizzare neozelandesi, australiani e sudafricani (credo che l&#8217;Inghilterrra, per il suo passato coloniale, possa fare incetta di naturalizzati&#8230;). E&#8217; ora di far veder veramenete se valiamo quello che siamo o se siamo solo un fuoco di paglia. Io non credo in questa seconda ipotesi: ma se non abbiamo il coraggio di buttare nella mischia ragazzi di talento, giovani e volenterosi&#8230; Vedendo le ultime uscite degli azzurri a tratti ho avuto l&#8217;impressione che questi ragazzi si sentano un po&#8217; arrivati ed autorizzati a sedersi sugli allori!</p>
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