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	<title>Commenti a: Storico:l&#8217;Italia espugna la fortezza di Murrayfield!</title>
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	<description>Interamente dedicato al Rugby, in ogni sua forma e nazionalità.</description>
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		<title>Di: Gianluca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianluca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2007 01:49:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lollobattista, un rugbysta

Lollobattista era un signore che dimostrava più anni di quelli che in realtà aveva.
Nella faccia i segni dell&#039;alcool e di tante battaglie sui campi di rugby.
Aveva smesso di bere. Però troppo tardi.
Nei primi anni novanta iniziò a frequentare il Pub ,chiedendo di vedere il rugby, la coppa del mondo e il 5 nazioni, che all&#039;epoca andavano solo via satellite.
Per noi, amanti del calcio e della Lazio, fù una sorprendente novità. Guardare le partite insieme a un ex-giocatore, a cui rivolgersi per capire bene regole e meccanismi, ci fece appassionare a questo sport, che poi essendo di matrice britannica, si sposava molto bene con le nostre passioni.
Lollo, come voleva essere chiamato, sognava un giorno di vedere gli Azzurri nel cinque nazioni, ovvero il sei nazioni, e alla metà degli anni novanta si cominciò a parlare di questa affascinante ipotesi, grazie alle buone prestazioni dell&#039;Italia di George Coste.
E così fino a tarda notte si restava a parlare di un po&#039; di tutto, di rugby, delle sue tradizioni, dei suoi costumi, di speranze e di futuro.
Noi più giovani, ottimisti e inesperti, speravamo nei nostri discorsi di poter essere competitivi subito, sempre nell&#039;eventualità che ci avessero invitato a disputare il Torneo, ma il buon Lollo, più pragmatico ci metteva di fronte la storia e per fare la storia devono passare gli anni.
Poi un giorno Lollo, non passò più. Non eravamo talmente amici da sapere che fine avesse fatto.
Dopo qualche mese incontrai un altro rugbysta di Piazza Vescovio e provai a chiedere se avesse notizie di Lollo, visto che avevo cominciato ad imparare che nel rugby si conoscono tutti, come se appartenessero a una setta o meglio, un circolo elitario.
Purtroppo era accaduto quello che temevo, Lollo ci aveva lasciato già da un po&#039; di tempo e noi &quot;pischelli&quot; neanche lo avevamo saputo. Nemmeno la possibilità dell&#039;ultimo saluto.

Nel 2000, dopo anni di attesa, l&#039;Italia esordisce nel Torneo delle Sei Nazioni e il sogno di generazioni di rugbysti si avvera, competere con le migliori squadre dell&#039;emisfero nord.
Per sette lunghi anni, solo sconfitte e un pareggio in Galles, lontani dalla tana del Flaminio.
E invece oggi pomeriggio è cambiata la storia, gli Azzurri hanno espugnato Murrayfield, il tempio scozzese, davanti a migliaia di tifosi italiani in delirio.

Quando a pochi minuti dalla fine la mischia Azzurra ha letteralmente frantumato quella scozzese, mandando in meta Troncon, ho pensato a Lollobattista, e a tutti i discorsi e i racconti fatti fino alle tre del mattino.
Lui ce l&#039;aveva detto, per fare la storia devono passare gli anni e gli anni sono passati.
Ciao Lollo, oggi il tricolore sventola pure per te.

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		<content:encoded><![CDATA[<p>Lollobattista, un rugbysta</p>
<p>Lollobattista era un signore che dimostrava più anni di quelli che in realtà aveva.<br />
Nella faccia i segni dell&#8217;alcool e di tante battaglie sui campi di rugby.<br />
Aveva smesso di bere. Però troppo tardi.<br />
Nei primi anni novanta iniziò a frequentare il Pub ,chiedendo di vedere il rugby, la coppa del mondo e il 5 nazioni, che all&#8217;epoca andavano solo via satellite.<br />
Per noi, amanti del calcio e della Lazio, fù una sorprendente novità. Guardare le partite insieme a un ex-giocatore, a cui rivolgersi per capire bene regole e meccanismi, ci fece appassionare a questo sport, che poi essendo di matrice britannica, si sposava molto bene con le nostre passioni.<br />
Lollo, come voleva essere chiamato, sognava un giorno di vedere gli Azzurri nel cinque nazioni, ovvero il sei nazioni, e alla metà degli anni novanta si cominciò a parlare di questa affascinante ipotesi, grazie alle buone prestazioni dell&#8217;Italia di George Coste.<br />
E così fino a tarda notte si restava a parlare di un po&#8217; di tutto, di rugby, delle sue tradizioni, dei suoi costumi, di speranze e di futuro.<br />
Noi più giovani, ottimisti e inesperti, speravamo nei nostri discorsi di poter essere competitivi subito, sempre nell&#8217;eventualità che ci avessero invitato a disputare il Torneo, ma il buon Lollo, più pragmatico ci metteva di fronte la storia e per fare la storia devono passare gli anni.<br />
Poi un giorno Lollo, non passò più. Non eravamo talmente amici da sapere che fine avesse fatto.<br />
Dopo qualche mese incontrai un altro rugbysta di Piazza Vescovio e provai a chiedere se avesse notizie di Lollo, visto che avevo cominciato ad imparare che nel rugby si conoscono tutti, come se appartenessero a una setta o meglio, un circolo elitario.<br />
Purtroppo era accaduto quello che temevo, Lollo ci aveva lasciato già da un po&#8217; di tempo e noi &#8220;pischelli&#8221; neanche lo avevamo saputo. Nemmeno la possibilità dell&#8217;ultimo saluto.</p>
<p>Nel 2000, dopo anni di attesa, l&#8217;Italia esordisce nel Torneo delle Sei Nazioni e il sogno di generazioni di rugbysti si avvera, competere con le migliori squadre dell&#8217;emisfero nord.<br />
Per sette lunghi anni, solo sconfitte e un pareggio in Galles, lontani dalla tana del Flaminio.<br />
E invece oggi pomeriggio è cambiata la storia, gli Azzurri hanno espugnato Murrayfield, il tempio scozzese, davanti a migliaia di tifosi italiani in delirio.</p>
<p>Quando a pochi minuti dalla fine la mischia Azzurra ha letteralmente frantumato quella scozzese, mandando in meta Troncon, ho pensato a Lollobattista, e a tutti i discorsi e i racconti fatti fino alle tre del mattino.<br />
Lui ce l&#8217;aveva detto, per fare la storia devono passare gli anni e gli anni sono passati.<br />
Ciao Lollo, oggi il tricolore sventola pure per te.</p>
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